Importanti Maioliche Rinascimentali

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COPPIA DI ORCIOLI

€ 12.000 / 18.000
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COPPIA DI ORCIOLI

CAFAGGIOLO, 1520-1530 CIRCA

Maiolica, corpo ceramico di colore beige rosato chiaro rivestito di ingobbio; smalto color bianco abbastanza lucente, che si estende all’interno del contenitore. Dipinti in bicromia con blu di cobalto e giallo ocra.

Alt. cm 14,2, diam. bocca cm 9, diam. piede cm 7,3.

 

Provenienza

Collezione Della Gherardesca, Bolgheri;

Finarte, 10-11 marzo 1964, lotti 60-61;

Sotheby’s, 26 novembre 1985, lotto 17;

Collezione privata, Firenze

 

Bibliografia

Le maioliche della collezione D. Serra, Milano 1964, Vol. II, pp. 23-24 nn. 60-61;

M. Marini, Passione e Collezione. Maioliche e ceramiche toscane dal XIV al XVIII secolo, catalogo della mostra, Firenze 2014, pp. 137-139 n. 69

 

I due orcioli sono morfologicamente identici: presentano corpo ovoidale espanso che si assottiglia verso il piede a disco; il collo, breve, si alza appena e termina in un orlo leggermente estroflesso. Dalla spalla fino alla parte di massima espansione del corpo si allargano due brevi anse a nastro a doppia costolatura e a piega ortogonale.

Il collo è decorato da una fascia abbellita con un motivo a sottili linee parallele delimitate da linee gialle, mentre le anse mostrano un ornato a lisca di pesce molto compatto. Tutta la superficie del corpo è interessata a sua volta da una fitta decorazione fitomorfa con girali fogliate e fiorellini dalla corolla espansa, secondo i canoni del motivo cosiddetto “alla porcellana”: di ispirazione orientale, si rifà ai vasi della dinastia Ming che cominciano a essere documentati in Toscana a partire dal XV secolo. Questo decoro è attestato a Montelupo alla fine del secolo: proprio da qui i vasai Stefano e Piero di Filippo si trasferirono a Cafaggiolo nel 1498, continuando in quel sito la loro produzione con l’utilizzo del prototipo valdarnese del fiore a larga corolla sezionato trasversalmente, definito da Galeazzo Cosa come “mezzaluna dentata” (1).

Su questo tipo di decoro molto è stato scritto, e sulla sua evoluzione si rimanda a quanto indicato da Marino Marini nello studio di questi orcioli e in quanto osservato dallo stesso autore in relazione ad un’opera della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (2).

Gli orcioli, attribuiti alle botteghe di Cafaggiolo già nel catalogo d’asta della collezione Della Gherardesca (1964), trovano riscontro in alcuni esemplari forniti di marca di bottega, con una collocazione cronologica tra il primo e il secondo quarto del XVI secolo.

 

1 CORA 1973, p. 145;

2 MARINI in WILSON-SANI 2007, p. 50 e nn. 7-8.