Dipinti e disegni antichi

Dipinti e disegni antichi

Asta

Firenze, Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo Albizi, 26
31 MARZO 2010

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Attribuito al Maestro della Pala Sforzesca (Milano, attivo circa 1490-1520) SAN GIOVANNI EVANGELISTA olio su tavola, cm 22x18, senza cornice aggiunte laterali al supporto di epoca posteriore, alcune fenditure e restauri; la tavoletta è quasi certamente ridotta al margine inferiore La tavoletta qui presentata, certamente parte di un complesso pittorico di più ampie dimensioni, è da riferirsi ad un pittore lombardo (operante tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento) che attinge dai maestri della pittura lombarda del Rinascimento, da Foppa a Butinone a Bergognone, aderendo altresì alle novità leonardesche. Il piccolo dipinto mostra strette affinità stilistiche con alcune opere riferite al Maestro della Pala del Castello Sforzesco, così denominato per la Pala conservata a Brera, commissionata nel 1494 ed eseguita probabilmente nel corso del 1495. La tavoletta mostra strette affinità stilistiche con gli ovali raffiguranti busti di Apostoli, conservati alla Pinacoteca del castello Sforzesco, e, in particolar modo, con la tavoletta raffigurante San Paolo, National Gallery di Londra. Nel confronto con questultima, il San Giovanni da noi proposto è inserito entro unedicola centinata con motivo decorativo a conchiglia, pressoché identico alla tavoletta di Londra sopra citata. Sono altresì riscontrabili affinità fisionomiche nei volti e nelle mani dei due Santi. Anche il formato delle due tavolette sembra essere il medesimo, se consideriamo le aggiunte laterali a quella col San Giovanni, sopra indicate nella scheda tecnica, e la riduzione del margine inferiore, dove nel San Paolo si nota il piano sul quale poggia il calice. Cfr.: P.C. Marani, in I Leonardeschi. Leredità di Leonardo in Lombardia, Milano 1998, pp. 179-198, in partic. pp. 190-193, figg. 64-68 (Apostoli), p. 191, fig. 69 (S. Paolo)
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Attribuito al Maestro della Pala Sforzesca (Milano, attivo circa 1490-1520) SAN GIOVANNI EVANGELISTA olio su tavola, cm 22x18, senza cornice aggiunte laterali al supporto di epoca posteriore, alcune fenditure e restauri; la tavoletta è quasi certamente ridotta al margine inferiore La tavoletta qui presentata, certamente parte di un complesso pittorico di più ampie dimensioni, è da riferirsi ad un pittore lombardo (operante tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento) che attinge dai maestri della pittura lombarda del Rinascimento, da Foppa a Butinone a Bergognone, aderendo altresì alle novità leonardesche. Il piccolo dipinto mostra strette affinità stilistiche con alcune opere riferite al Maestro della Pala del Castello Sforzesco, così denominato per la Pala conservata a Brera, commissionata nel 1494 ed eseguita probabilmente nel corso del 1495. La tavoletta mostra strette affinità stilistiche con gli ovali raffiguranti busti di Apostoli, conservati alla Pinacoteca del castello Sforzesco, e, in particolar modo, con la tavoletta raffigurante San Paolo, National Gallery di Londra. Nel confronto con questultima, il San Giovanni da noi proposto è inserito entro unedicola centinata con motivo decorativo a conchiglia, pressoché identico alla tavoletta di Londra sopra citata. Sono altresì riscontrabili affinità fisionomiche nei volti e nelle mani dei due Santi. Anche il formato delle due tavolette sembra essere il medesimo, se consideriamo le aggiunte laterali a quella col San Giovanni, sopra indicate nella scheda tecnica, e la riduzione del margine inferiore, dove nel San Paolo si nota il piano sul quale poggia il calice. Cfr.: P.C. Marani, in I Leonardeschi. Leredità di Leonardo in Lombardia, Milano 1998, pp. 179-198, in partic. pp. 190-193, figg. 64-68 (Apostoli), p. 191, fig. 69 (S. Paolo)

Attribuito al Maestro della Pala Sforzesca (Milano, attivo circa 1490-1520) SAN GIOVANNI EVANGELISTA olio su tavola, cm 22x18, senza cornice aggiunte laterali al supporto di epoca posteriore, alcune fenditure e restauri; la tavoletta è quasi certamente ridotta al margine inferiore La tavoletta qui presentata, certamente parte di un complesso pittorico di più ampie dimensioni, è da riferirsi ad un pittore lombardo (operante tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento) che attinge dai maestri della pittura lombarda del Rinascimento, da Foppa a Butinone a Bergognone, aderendo altresì alle novità leonardesche. Il piccolo dipinto mostra strette affinità stilistiche con alcune opere riferite al Maestro della Pala del Castello Sforzesco, così denominato per la Pala conservata a Brera, commissionata nel 1494 ed eseguita probabilmente nel corso del 1495. La tavoletta mostra strette affinità stilistiche con gli ovali raffiguranti busti di Apostoli, conservati alla Pinacoteca del castello Sforzesco, e, in particolar modo, con la tavoletta raffigurante San Paolo, National Gallery di Londra. Nel confronto con questultima, il San Giovanni da noi proposto è inserito entro unedicola centinata con motivo decorativo a conchiglia, pressoché identico alla tavoletta di Londra sopra citata. Sono altresì riscontrabili affinità fisionomiche nei volti e nelle mani dei due Santi. Anche il formato delle due tavolette sembra essere il medesimo, se consideriamo le aggiunte laterali a quella col San Giovanni, sopra indicate nella scheda tecnica, e la riduzione del margine inferiore, dove nel San Paolo si nota il piano sul quale poggia il calice. Cfr.: P.C. Marani, in I Leonardeschi. Leredità di Leonardo in Lombardia, Milano 1998, pp. 179-198, in partic. pp. 190-193, figg. 64-68 (Apostoli), p. 191, fig. 69 (S. Paolo)
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Jacopo Maria Foggini (Firenze 1620 ca  1684) CRISTO CROCEFISSO scultura lignea policroma, cm 103x88 la scultura è corredata di parere scritto di Sandro Bellesi Lo studioso definisce il Cristo  di unoriginale intreccio culturale databile alla metà del Seicento, il quale mostra riferimenti lessicali oscillanti tra le formule barocche romane e le novità fiorentine diffuse intorno alla metà del secolo. Tali caratteri stilistici e le particolarità del materiale utilizzato, ovvero il legno, inducono ad assegnare convincentemente la statua a Jacopo Maria Foggini, protagonista indiscusso della scultura tardo-barocca fiorentina Dopo pregnanti confronti stilistici con altre opere del maestro, lo studioso colloca più esattamente la scultura intorno agli anni Settanta del Seicento.
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