Grande successo per gli objets de vertu

Un successo atteso, ma forse non così rotondo, è quello ottenuto dalla collezione di objets de vertu presentata nella vendita di International Fine Art dello scorso 26 ottobre: un en plein con ottimi risultati che hanno portato a realizzare il 289% delle stime pre-asta.

Su tutti spicca l’aggiudicazione a 100.800 euro di un UOVO "IMPERIALE", in smalto blu traslucido con gli emblemi della Casa Imperiale russa e i monogrammi dello Zar Nicola II e un piccolo ranocchio verde all’interno (lotto 93).

Non da meno è l’eclatante risultato dell’ICONA, Mosca 1908-1917, raffigurante la Vergine Madre di Kazan con il Bambino inscritta in una riza di metallo dorato decorato con smalti, che rilanci senza soluzione di continuità hanno fatto correre fino alla cifra, esponenziale rispetto alla richiesta, di 63.000 euro (lotto 113); bene anche le altre icone proposte.

La collezione comprendeva ancora un portasigari, un manico d’ombrello, un vasetto, un bocchino, un cofanetto, un set di tagliacarte e lente, un portapillole e cinque elegantissimi porta carnet di ballo, tutti questi oggetto sono in oro con una sapiente decorazione di smalti colorati, talvolta eseguita con la tecnica guilloché che crea delicati effetti di luce e movimento delle superfici, valorizzati da miniature, piccole perle, diamanti e pietre semipreziose come l’aquila bicipite e le insegne dello Zar Nicola II riportate sul coperchio della SCATOLA in smalto verde entrata in una nuova collezione per 28.980 euro (lotti 73), mentre è passata di mano a 13.860 euro la SCATOLA in smalto blu (lotti 72).

Ben sette erano le TABACCHIERE, ricordiamo un raro esemplare probabilmente di manifattura svizzera con la miniatura del “giudizio di Paride” sul coperchio, che è stata aggiudicata a 18.900 euro (lotto 110), medesima cifra con cui sono state battute una TABACCHIERA francese in oro e smalti con la miniatura della Vergine con Bambino e San Giovannino (lotto 106), e una GRANDE TABACCHIERA, russa, che sul coperchio riporta le insegne dello Zar Alessandro III (lotto 74). Da ricordare anche la vendita a 10.080 euro, ben dieci volte la richiesta minima, di un PORTASIGARETTE russo in smalto bianco con un motivo in oro a rami di foglie e bacche stilizzati di grande modernità (lotto 83). Più classi i decori ricorrenti sulle dodici cornici: festoni, ghirlande, frecce, fiocchi, nastri e qualche elemento rocaille, tutti realizzati in oro e impreziositi da pietre preziose spesso su elementi in nefrite; tra tutte ricordiamo la COPPIA DI CORNICI rettangolari, proprio in nefrite, con smalto guilloché rosa e applicazioni di ghirlande in oro che è passata di mano a 12.600 euro (lotto 77).

 

La perizia tecnica e l’eleganza di forme e decori che sono peculiari agli oggetti appena descritti sono anche la cifra stilistica di una serie di arredi e oggetti di uso che, proprio in virtù di queste qualità diventano pezzi di un fine gusto internazionale. Esempio di questo gusto colto, trasversale a epoche, culture e nazioni, sono alcuni lotti che hanno animato la vendita dello scorso 26 ottobre come il TAVOLO, toscano della seconda metà del XIX secolo, con base in marmo e quattro gambe che reggono un piano circolare in scagliola e micromosaici che raffigurano entro medaglioni uniti da una catena e circondati farfalle e un serto di edera e campanule otto tra i più importanti edifici religiosi del mondo, che è stato aggiudicato a 25.200 euro (lotto 36). Apprezzati anche gli altri tavoli proposti, tra questi ricordiamo un TAVOLO DA CENTRO toscano di metà Ottocento caratterizzato da tre gambe in guisa di cariatidi con vaso al centro della base tripode (lotto 68) e la COPPIA DI TAVOLI circolari, anche questi toscani realizzati a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con piani in commesso di pietre dure e marmi su gambe a sciabola con teste d’aquila dorate (lotto 43), stessa provenienza e periodo anche per la COPPIA DI TAVOLI con piani circolari intarsiati in marmi colorati con motivi neoclassici e palmette, che ha chiuso la gara a 13.860 euro (lotto 9).

Grande impatto decorativo e sfoggio d’abilità tecnica caratterizzano i due stipi proposti: il primo STIPO, realizzato a Venezia nel Cinquecento, è di forma architettonica realizzato in legno scolpito, dipinto e dorato con applicazioni di marmi e pietre dure che ha più che quadruplicato la richiesta chiudendo a 21.400 euro (lotto 6), il secondo STIPO è del Seicento e viene dalle Fiandre, in legno ebanizzato con intarsi a grottesche in osso (lotto 8).

Altro must di questi cataloghi sono gli orologi, tra quelli offerti citiamo un piccolo e particolare OROLOGIO, Austria primo quarto del XIX secolo, in ottone, smalti e osso che è in una nuova collezione a fronte di 10.710 euro (lotto 21).

Ancora segnaliamo l’aggiudicazione della bella COPPIA DI LEONI in legno laccato in policromia di area tedesca che hanno chiuso a 6.930 euro (lotto 1), TRE LANTERNE, Francia XIX secolo, in bronzo dorato e vetro battute a 13.860 euro (lotto 70), un LAMPADARIO in osso, Germania prima metà del XVII secolo, battuto a 113.400 euro (lotto 48), una GRANDE VASCA in marmo bianco, Roma periodo Neoclassico, aggiudicata a 20.160 euro (lotto 69), il MODELLO DI TEMPIO, quello di Poseidone a Paestum, realizzato in sughero tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo che è passato di mano a 12.600 euro (lotto 22).