Pittore piemontese, sec. XVI
SAN GIROLAMO
olio su tavola, cm 32x17,6
Piedmontese painter, 16th century
SAINT HIERONYMUS
oil on panel, 32x17.6 cm
La tavola raffigura San Gerolamo, uno dei quattro Dottori della Chiesa latina, presentato secondo un'iconografia di intensa concentrazione spirituale. Il santo, caratterizzato dall'età avanzata e dall'espressione meditativa, è avvolto in un ampio manto dalle ricche modulazioni cromatiche che conferiscono monumentalità alla figura nonostante il ridotto formato dell'opera. La raffinata esecuzione del volto, costruito attraverso delicati passaggi chiaroscurali e una sapiente modulazione della luce, costituisce il fulcro della composizione.
La qualità dell'esecuzione, unita alla ricerca di un naturalismo misurato e alla particolare sensibilità nella definizione dell'incarnato e del panneggio, suggerisce un avvicinamento all'ambiente artistico gravitante intorno a Gaudenzio Ferrari (1475/1480 - 1546), del quale sembrano richiamare alcuni caratteri stilistici, soprattutto nella dolcezza dei volti, nella costruzione volumetrica delle forme e nella vibrante qualità luministica della superficie pittorica.
Gaudenzio rappresenta una delle personalità più alte del Rinascimento nell'Italia nord-occidentale. Attivo tra Piemonte e Lombardia, elaborò un linguaggio originale nel quale la lezione leonardesca si fonde con la tradizione figurativa lombarda e con una spiccata sensibilità narrativa. Le sue opere si distinguono per la straordinaria intensità espressiva dei volti, la morbida modellazione degli incarnati e la ricchezza cromatica, elementi che esercitarono un'influenza determinante sulla pittura piemontese del primo Cinquecento. In tale contesto si inserisce anche la presente tavola, che sembra riflettere, pur attraverso la mediazione di un maestro della sua cerchia o di un artista formatosi nella medesima cultura figurativa, alcuni dei caratteri più riconoscibili del linguaggio gaudenziano.
Per impostazione e dimensioni, l'opera potrebbe essere appartenuta a un polittico smembrato o costituire uno scomparto destinato alla devozione privata, secondo una tipologia largamente diffusa nella produzione piemontese del tempo.
Per impostazione e tipologia, il dipinto sembra avvicinabile ai quattro santi di Gaudenzio Ferrari conservati presso la Pinacoteca di Palazzo dei Musei a Varallo, con i quali condivide anche delle misure molto simili (uguale altezza, più stretta in larghezza). I quattro dipinti facevano parte della predella di una pala d'altare proveniente da San Pietro a Gattinara (crf. Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari, catalogo della mostra di Varallo-Vercelli-Novara, 24 marzo-1 luglio 2018, a cura di G. Agosti, J. Stoppa, Roma 2018, pp. 422-427). La scelta di inserire il santo all'interno di una finta incorniciatura marmorea accumuna le tavolette di Varallo con quella qui presentata, a ulteriore dimostrazione di come sia sicuramente un dipinto in rapporto con la pittura di Gaudenzio Ferrari.