Pietro della Vecchia
(Venezia, 1603 - Vicenza, 1678)
RITRATTO IN VESTE DI BRUTO
olio su tela, cm 75x68,5
iscritto: "A LUCRETIA spirante accorse BRUTO, / E l' ferro ultor de l'honestà piagata/ Trasse dal corpo esangue, / E disse: hor questo sangue / Roma vi sacra, o dei, come un tributo / Per mirar poi la Tirania scacciata. / Oh Sagrificio fortunato, e quando / Vide il sole giamai, dove si spande, / O Sacerdote o vittima più grande?"
PORTRAIT AS BRUTUS
oil on canvas, 75x68.5 cm
inscribed: "A LUCRETIA spirante accorse BRUTO, / E l' ferro ultor de l'honestà piagata/ Trasse dal corpo esangue, / E disse: hor questo sangue / Roma vi sacra, o dei, come un tributo / Per mirar poi la Tirania scacciata. / Oh Sagrificio fortunato, e quando / Vide il sole giamai, dove si spande, / O Sacerdote o vittima più grande?"
Bibliografia
- B. Aikema, Pietro della Vecchia and the heritage of the Renaissance in Venice, Firenze 1990, n. 122, p. 134.
Sebbene non riprodotto, e in effetti mai illustrato, il dipinto qui offerto è senza dubbio identificabile con l’opera presente nel catalogo generale di Pietro della Vecchia curato da Bernard Aikema che riporta integralmente l’iscrizione sul cartiglio appeso all’albero identificante il soggetto:
A LUCRETIA spirante accorse BRUTO, / E l' ferro ultor de l'honestà piagata/ Trasse dal corpo esangue, / E disse: hor questo sangue / Roma vi sacra, o dei, come un tributo / Per mirar poi la Tirania scacciata. / Oh Sagrificio fortunato, e quando / Vide il sole giamai, dove si spande, / O Sacerdote o vittima più grande?
Inconsueto nel soggetto e ancor più nella scelta di trasformare un personaggio dell’antichità romana in un ritratto allegorico e insieme estremamente realistico, quasi fosse un personaggio contemporaneo, il nostro dipinto è confrontabile con il Jacopo Dandolo già in collezione Podio a Bologna, anch’esso ritratto ideale di un personaggio del passato, come il nostro in armatura e identificato da una lunga iscrizione (Aikema 1992, cit., cat. 168, fig. 58).