Maestro del Vaso a Grottesche
(attivo nel XVII secolo)
VASO DI FIORI CON TULIPANI, ANEMONI E FIORI D'ARANCIO SU UNA PILA DI LIBRI
olio su tela, cm 70,5x53
VASE OF FLOWERS WITH TULIPS, ANEMONES AND ORANGE BLOSSOMS ON A STACK OF BOOKS
oil on canvas, 70.5x53 cm
La presente natura morta appartiene al ristretto gruppo di dipinti riuniti dalla critica sotto il nome convenzionale di Maestro del Vaso a Grottesche, anonima personalità attiva nei primi decenni del XVII secolo, il cui catalogo è stato progressivamente definito a partire dagli studi sulla natura morta italiana. Il corpus comprende opere accomunate dalla costante presenza di preziosi vasi di gusto rinascimentale, decorati con grottesche, mascheroni, stemmi o piccole scene figurate, che costituiscono la cifra distintiva dell'artista.
La composizione presenta un sontuoso bouquet disposto entro un elegante vaso all'antica, nel quale tulipani, gigli, garofani e altri fiori si susseguono secondo un equilibrio tanto naturale quanto sapientemente costruito. L'impianto è rigorosamente frontale e simmetrico, mentre la descrizione botanica rivela una particolare attenzione alle diverse consistenze dei petali e delle foglie, ottenute attraverso una stesura pittorica fine e controllata. La luce, morbida e diffusa, modella i volumi senza rinunciare al carattere eminentemente decorativo dell'insieme. Di particolare interesse e notevole rarità è la scelta di collocare il vaso sopra tre libri rilegati, espediente compositivo che conferisce alla scena un tono di maggiore rigore intellettuale e una raffinata ricercatezza, alludendo al gusto colto del committente o del destinatario dell'opera.
La critica ha da tempo evidenziato come il Maestro del Vaso a Grottesche non corrisponda necessariamente a un'unica personalità, bensì a un gruppo di pittori accomunati da modelli figurativi e da un repertorio compositivo estremamente riconoscibile. La loro attività sembra svilupparsi tra Lombardia, Piemonte e Roma, riflettendo una cultura figurativa nella quale confluiscono suggestioni nordiche e italiane. In particolare, l'accuratezza nella resa dei fiori e il gusto per il vaso monumentale hanno suggerito, in alcune opere del gruppo, rapporti con la pittura d'Oltralpe, non lontani dall'ambiente di Georg Flegel (1566-1638), mentre la concezione decorativa della composizione rimanda alla scuola romana.
La fortuna collezionistica di questi dipinti fu considerevole già nel Seicento, quando le nature morte con fiori costituivano uno dei generi più ricercati dalle raccolte. Oltre al loro evidente valore ornamentale, tali composizioni esprimevano il gusto per il collezionismo erudito e per la rappresentazione della natura come repertorio di rarità botaniche, senza rinunciare al tradizionale significato simbolico del fiore reciso quale allusione alla caducità della vita e della bellezza.