Jan van der Straet, detto Giovanni Stradano
(Bruges,1523 - 1605)
RITRATTO DI GENTILUOMO (ALESSANDRO CAPPONI?)
olio su tavola, cm 119x86,5
PORTRAIT OF A GENTLEMAN (ALESSANDRO CAPPONI?)
oil on panel, 119x86.5 cm
Provenienza
- Firenze, collezione di Tommaso Stefanini (come da bibliografia).
Bibliografia
- A. Baroni Vannucci, Giovanni Stradano pittore e disegnatore. Note e appunti sull'attività del fiammingo dal 1574 all'anno della morte 1606, in Giovanni Stradano e Dante, catalogo della mostra a cura di C. Gizzi, Milano 1994, p. 80;
- A. Baroni Vannucci, Jan Van Der Straet detto Giovanni Stradano. Fladrus pictor et inventor, Roma 1997, p. 149.
Tra i più significativi ritratti eseguiti da Giovanni Stradano durante la sua lunga permanenza fiorentina, questa tavola raffigura un autorevole gentiluomo seduto presso uno scrittoio, avvolto in un'elegante zimarra scura bordata di pelliccia. Nella mano destra il personaggio regge una lettera.
L'identificazione con Alessandro Capponi (1512–1587), esponente di una delle più illustri famiglie dell'aristocrazia fiorentina, è tradizionale ma non documentata in maniera definitiva. La qualità dell'abbigliamento, l'atteggiamento composto e l'insistenza sugli attributi della cultura e dell'amministrazione privata ben si accordano tuttavia con il profilo del raffinato patrizio descritto dalle fonti coeve.
Il dipinto costituisce un'interessante testimonianza dell'attività ritrattistica di Stradano, artista fiammingo formatosi ad Anversa e attivo a Firenze dalla metà degli anni Cinquanta del Cinquecento, dove entrò stabilmente nella cerchia di Giorgio Vasari e della corte medicea. Pur celebre soprattutto quale inventore di grandi cicli decorativi e straordinario disegnatore, Stradano seppe trasferire nel ritratto la sua cultura nordica, evidente nella meticolosa resa delle superfici, dei tessuti e dell'incarnato, fondendola con il linguaggio monumentale e l'equilibrio compositivo della tradizione tosco-romana. Il risultato è un'immagine di intensa presenza psicologica, nella quale la sobrietà della posa è compensata dalla ricchezza materica e dalla raffinata modulazione luministica.
L'opera è nota alla letteratura specialistica grazie agli studi fondamentali di Alessandra Baroni Vannucci, che la pubblicò dapprima nel catalogo della mostra Giovanni Stradano e Dante (1994) e successivamente nella monografia Jan Van Der Straet detto Giovanni Stradano. Flandrus pictor et inventor (1997), riferendola concordemente all'attività ritrattistica dell'artista e indicandone la provenienza dalla collezione fiorentina di Tommaso Stefanini.