Giovanna Fratellini
(Firenze, 1666 - 1731)
AUTORITRATTO
pastelli su carta, cm 74x57
SELF-PORTRAIT
pastels on paper, 74x54 cm
Provenienza
- Firenze, Contessa Tamara Rucellai De Larderel;
- Firenze, Pandolfini Casa d'Aste, Vendita all'asta dei beni appartenenti all'eredità C.ssa Tamara Rucellai De Larderel, 24 - 28 febbraio 1986, lotto n. 694 (come Scuola francese, sec. XVIII).
Raffinato autoritratto eseguito a pastello da Giovanna Fratellini, una delle più importanti pittrici fiorentine tra Sei e Settecento e tra le prime artiste italiane a distinguersi nell'uso di questa tecnica. L'opera presenta l'artista secondo l'iconografia dell'autoritratto ufficiale, con uno sguardo diretto e consapevole che ne sottolinea il prestigio professionale, raggiunto in un ambiente artistico tradizionalmente dominato da figure maschili.
Allieva di Livio Mehus e successivamente di Pier Dandini, Giovanna Fratellini fu ammessa nel 1706 all'Accademia del Disegno, distinguendosi come ritrattista ricercata dalla corte medicea. Particolarmente apprezzata per i ritratti eseguiti a pastello, contribuì in maniera determinante alla diffusione di questa tecnica a Firenze nei primi decenni del XVIII secolo.
L'opera evidenzia le qualità più caratteristiche della sua produzione: la delicata modulazione cromatica, il morbido trattamento dell'incarnato e la raffinata resa delle stoffe, unite a un'attenta indagine psicologica del volto. La freschezza dell'esecuzione e la sensibilità luministica confermano la piena maturità dell'artista, la cui produzione si colloca nel gusto elegante e colto della Firenze tardo-medicea.
Gli autoritratti di Giovanna Fratellini sono particolarmente rari e costituiscono una significativa testimonianza dell'affermazione professionale delle artiste italiane tra XVII e XVIII secolo, oltre a rappresentare un importante documento della ritrattistica a pastello in ambito fiorentino. Il dipinto qui presentato interpreta il genere dell'autoritratto in modo originale, raffigurando l'artista non semplicemente come effigiata, ma nell'atto stesso della creazione: Fratellini si mostra infatti intenta a dipingere il piccolo ritratto del figlio Lorenzo Maria, nato dal matrimonio con Giuliano Fratellini nel 1690.
Proprio una versione identica a quella qui presentata è conservata presso la Galleria degli Uffizi di Firenze e riprodotta anche in un’incisione coeva che ne decreta la fama raggiunta dall’opera e dalla pittrice.