Elena Recco
(Napoli, ca. 1680 - 1720)
GIOVANE CON CESTA DI PESCI
coppia di dipinti, olio su tela, cm 200x150
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YOUNG MAN WITH A BASKET OF FISH
a pair of paintings, oil on canvas, 200x150 cm
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Le monumentali tele raffiguranti un Giovane con cesta di pesci costituiscono un'interessante e inconsueta declinazione del repertorio della pittura di natura morta napoletana tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo. L'inserimento della figura umana, rappresentata a grandezza pressoché naturale, mentre rovescia una ricca cesta colma di pescato, amplia infatti il tradizionale tema del "trionfo ittico", trasformando la composizione in una scena di genere nella quale il dato naturalistico si fonde con una marcata teatralità barocca.
Le opere si inseriscono nel solco della celebre bottega dei Recco, protagonista assoluta della natura morta napoletana. Elena, figlia di Giuseppe Recco, è ricordata già da Bernardo De Dominici come pittrice di particolare talento, tanto da essere chiamata alla corte di Carlo II di Spagna, dove avrebbe riscosso notevole apprezzamento. Sebbene il catalogo della sua produzione rimanga ancora oggi limitato e oggetto di continui aggiornamenti, le opere a lei riferite evidenziano una progressiva emancipazione dai modi paterni, con una tavolozza più chiara, una maggiore apertura luministica e un gusto decorativo che prelude alla sensibilità rocaille.
Nei dipinti in esame il protagonista diviene il tramite narrativo attraverso cui si dispiega l'abbondanza del pescato: le diverse specie marine sono descritte con attenta osservazione naturalistica, esaltate da riflessi argentei e da una sapiente modulazione luminosa che conferisce consistenza alle superfici umide delle squame. L'ampio formato verticale, raro nella produzione nota dell'artista, suggerisce una destinazione decorativa di prestigio, probabilmente per una quadreria aristocratica o per un ambiente di rappresentanza, dove la figura poteva dialogare con altri dipinti di analogo soggetto.
La costruzione compositiva richiama quella dei grandi "trionfi di pesci" sviluppati nell'ambito della bottega Recco, nei quali il repertorio marino viene organizzato secondo un calibrato equilibrio tra osservazione dal vero ed effetto scenografico. La presenza della figura introduce inoltre un riferimento alle coeve invenzioni di ambito napoletano che, tra Seicento e primo Settecento, tendevano a integrare elementi di natura morta e pittura di genere, conferendo maggiore vivacità narrativa alle composizioni.
La qualità descrittiva del pescato, il saldo impianto chiaroscurale e l'impostazione scenica permettono di collocare il dipinto nell'ambito della produzione matura di Elena Recco, artista oggi riconosciuta come una delle più interessanti personalità femminili della scuola napoletana specializzata nella natura morta.