Oscar Ghiglia
(Livorno, 1876 – Prato, 1945)
CALLE SU FONDO BLU
olio su tela, cm 38,5x48,5
siglato e datato “O. G. 1920” in basso a destra
CALLA LILY ON A BLUE BACKGROUND
oil on canvas, 38.5x48.5 cm
initialed and dated “O. G. 1920” lower right
Bibliografia
L. Ghiglia e S. Zampieri, Oscar Ghiglia. Catalogo generale Dipinti, Milano, 2022, p. 318, tav. 447
Il tema della calla nell'opera di Oscar Ghiglia (1876–1945) rappresenta uno dei vertici della pittura figurativa italiana del primo Novecento, fungendo da ponte tra la tradizione macchiaiola e una sensibilità moderna, quasi metafisica.
Per Ghiglia, il fiore non è mai un semplice elemento decorativo, ma un pretesto plastico. La scelta della calla risponde a un'esigenza di rigore formale: la sua corolla bianca, levigata e scultorea, permette all'artista di indagare il rapporto tra luce e volume senza le distrazioni cromatiche di fiori più complessi. La calla viene ridotta alla sua essenza geometrica. Ghiglia ne esalta la curva sinuosa del pistillo e il nitore del petalo, trasformando il vaso di fiori in una vera e propria architettura domestica.
La stesura del colore è densa, stesa per piani, risentendo dell'influenza di Cézanne (filtrata attraverso l'amicizia con Giovanni Fattori). Il bianco della calla non è mai puro, ma vibrante di riflessi azzurrini o grigi, definendo lo spazio circostante attraverso contrasti netti.
Criticamente, la presenza ricorrente della calla nelle sue nature morte riflette la poetica del "quotidiano elevato a sacro". In un periodo in cui le avanguardie, come il Futurismo, cercavano il dinamismo e il rumore, Ghiglia si ritira nel silenzio dello studio.
"La calla di Ghiglia non è un fiore che appassisce, ma un oggetto che resiste al tempo."
La scelta di questo fiore specifico suggerisce una ricerca di purezza Aristocratica, un'eleganza sobria, lontana dall'estetica borghese più pacchiana. Spesso la calla appare solitaria o in piccoli gruppi, accentuando il senso di solitudine contemplativa tipico dell'artista livornese.
Pur rimanendo ancorato al vero, Ghiglia utilizza la linea nitida della calla per sfiorare l'astrazione, anticipando certe atmosfere che saranno poi care a maestri come Giorgio Morandi.
Le calle di Oscar Ghiglia sono icone di una modernità silenziosa. Esse testimoniano la capacità dell'artista di trasformare un frammento di natura in un modulo d'ordine e bellezza assoluta, dove la scelta del fiore coincide perfettamente con la scelta di un rigore morale e stilistico intransigente.