Llewelyn Lloyd
(Livorno,1879 - Firenze,1949)
VAPORETTO A LERICI / VAPORETTO A PORTOVENERE
olio su tela, cm 57x90
firmato in basso a destra
WATER BUS IN LERICI / WATER BUS IN PORTOVENERE
oil on canvas, 57x90 cm
signed lower right
Provenienza
Collezione privata
Esposizioni
Da Fattori al Novecento, Opere inedite della collezione Roster, Del Greco Olschki, Firenze, Villa Bardini, 1° aprile - 4 novembre 2012, n. 85
Bibliografia
Llewenllyn Lloyd, Tempi andati, a cura di D. Matteoni, Città di Castello 2006, p. 114
Da Fattori al Novecento, opere inedite dalla collezione Roster, Del Greco, Olschki, catalogo della mostra (Firenze, Villa Bardini, 1° aprile - 4 novembre 2012), a cura di F. Dini e A. Rapisardi, Firenze, 2012, n. 85
Nato a Livorno da famiglia di origine gallese, Lloyd si inserisce inizialmente nel solco della tradizione post-macchiaiola. La sua formazione avviene sotto la guida di Guglielmo Micheli, nello stesso studio frequentato da Amedeo Modigliani e Oscar Ghiglia.
Fondamentale è l'incontro con Giovanni Fattori a Firenze, da cui apprende il rigore costruttivo e l'attenzione per il vero. Tuttavia, Lloyd mostra presto un'inquietudine stilistica che lo spinge a superare il naturalismo toscano per abbracciare le nuove istanze europee.Dal Vero al Simbolo: Partendo da una pittura di "macchia", evolve verso una ricerca sulla luce più vibrante.
È tra i primi giovani toscani ad adottare la tecnica della scomposizione del colore (divisionismo), influenzato da Plinio Nomellini e dalle correnti nordiche. Le sue opere mostrano un’attenzione crescente per il disegno e la linea di contorno, che si fa elegante e sinuosa, anticipando suggestioni quasi Art Nouveau. La sua pittura è dominata da un senso di calma contemplativa, spesso venata di malinconia.
Tra il 1901 e il 1903, Lloyd si stabilisce nel levante ligure, in particolare a Tellaro (nel Golfo della Spezia), insieme a una piccola colonia di artisti che segnerà il passaggio dal Realismo al Simbolismo.
Insieme ai compagni Amedeo Lori e Antonio Discovolo, Lloyd dà vita a un’esperienza comunitaria definita spesso "Cenacolo ligure". Con Amedeo Lori condivide l'interesse per la luce zenitale e la rappresentazione minuziosa degli ulivi e delle rocce a picco sul mare. Lori è il più grafico del gruppo, influenzando Lloyd nella precisione del segno, mentre con Antonio Discovolo condivide la l'anima più lirica e sognante. Insieme a lui, Lloyd esplora la fusione tra paesaggio marino e sensazione interiore.
In Liguria Lloyd si concentra sul paesaggio, la costa frastagliata, gli uliveti d'argento e il mare del Golfo diventano i soggetti principali, abbandona i toni terrosi toscani per una tavolozza più chiara, basata su azzurri, violetti e gialli acidi.
Nel 1903 l’artista partecipa alla V Biennale di Venezia del 1903, dove Lloyd espone opere che risentono fortemente del clima ligure, consolidando la sua fama a livello nazionale. L'esperienza ligure con Lori e Discovolo non è stata solo una parentesi paesaggistica, ma un vero e proprio laboratorio di modernità dove il divisionismo è servito a sfaldare
la forma per catturare l'immaterialità della luce marina.
Nel 1903, come si evince dall’elenco delle opere eseguite in quell’anno, Lloyd crea il dipinto Vaporetto a Lerici/Portovenere che presentiamo in questa vendita, un dipinto veramente sperimentale e suggestivo: un gruppo di personaggi, tra cui si staglia in primo piano un’ elegante signora, è in attesa di un silenzioso vaporetto che scivolando sul mare si appresta ad attraccare al molo. I raggi della luna si riflettono sulla superficie increspata dell’acqua, illuminando la quiete della scena notturna dove in basso a destra il pittore ha apposto in rosso la sua firma.