Giorgio Belloni
(Codogno, 1861 – Mezzegra, 1944)
PROCESSIONE A ERBEZZO
olio su tela, cm 130x170
firmato e datato “84” in basso a sinistra
PROCESSION AT ERBEZZO
oil on canvas, 130x170 cm
signed and dated “84” lower left
Il dipinto è archiviato con il N. PA 126 presso l’Archivio Belloni.
Giorgio Belloni in una lettera diretta a Ugo Ojetti scrive “Ho frequentato l’Accademia [...] dove ebbi nella scuola superiore di Pittura il prof. Bertini, che veramente non si curava molto di insegnare, e si può dire che soltanto il vero è stato mio maestro, poiché anche uscito dall’accademia continuai sempre da solo i miei studi.” Concluso il periodo all’Accademia, Belloni sperimenta ambienti più liberi e stimolanti, come la Famiglia Artistica, fondata nel 1873, luogo d’incontro privilegiato per l’avanguardia milanese delle arti. Sarà poi, più avanti che grazie alla conoscenza di Alessandro Belloni abbandoni Codogno e si iscriva all’Accademia di Brera. Un altro legame fondamentale è quello con Giuseppe Mentessi: i due artisti lavoreranno molto spesso fianco a fianco, dedicandosi a una pittura di paesaggio fondata sullo studio del vero.
“ Nel 1884 Belloni soggiorna dallo zio nella campagna veronese, dove resterà per sei anni. Fin da subito partecipa alle esposizioni promosse dalla Società di Belle Arti, sempre più spesso con una pittura di paesaggio molto apprezzata per il suo schietto naturalismo. Grazie agli artisti locali, gli orizzonti di Belloni si aprono a nuove interpretazioni, con visioni liriche e intimistiche del paesaggio. Così nel 1888 Belloni, confiderà all’amico Mentessi, la scoperta di “un paesino di montagna denominato Erbezzo, a 1200 metri sul livello del mare”, un luogo remoto e silenzioso ce sarebbe presto divenuto per entrambi teatro privilegiato delle loro ricerche pittoriche:
Vi arrivai dopo cinque ore di carrozza. È un sito magnifico. Il paese è nemmeno la metà di Serina, anzi sarà una quarta parte. Le case sono tutte grigie colore della calce coi tetti di lastre di lavagna. Stando lassù si domina uno spazio larghissimo e si hanno due valli una a destra e l’altra a sinistra. Si vede al di sopra di monti lontani un po' del lago di Garda, e lontanissimo quasi nella nebbia la pianura veronese col corso dell’Adige. Il carattere del luogo mi parve assai pittorico e simpatico. Vi sono delle cose originali assai e c’è da fare quadri finché si vuole. C’era con me l’amico Danieli che condussi per tenermi compagnia ed anche lui trovava che se noi vogliamo star via quello è un sito stupendo.
Da E. Lissoni e S. Capponi, Giorgio Belloni 1861 – 1944 natura, luce, memoria, Milano, 2026.