Egisto Sarri
(Figline Valdarno, 1837 – Firenze, 1901)
MARSILIO FICINO SPIEGA LA FILOSOFIA PLATONICA AD UNA RIUNIONE IN CASA SERRISTORI
olio su tela, cm 92x124
firmato e datato ”1877”
MARSILIO FICINO EXPLAINS PLATONIC PHILOSOPHY AT A GATHERING AT THE SERRISTORI HOME
oil on canvas, 92x124 cm
signed and dated ”1877”
Provenienza
Collezione Serristori
Collezione privata
Bibliografia
Mefistofele, L’esposizione Artistico Industriale fiorentina, in “Firenze artistica”, 6 luglio 1877, p.4
A. Pavan, A proposito della esposizione di San Firenze. L’ Esposizione Artistica, in “La Nazione”, 24 luglio 1877, p.3
A. De Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi-Pittori, scultori e architetti, Firenze 1889, p. 626
A. M. Comanducci, I pittori Italiani dell’Ottocento, Milano 1934, pp. 647-648
U. Frittelli, Egisto Sarri (1837-1901) Un artista illustre ma molto obliato, in “IL Telegrafo”, anno XX, 9 dicembre 1941 Castelletto-Soleggio, Un secolo di pittura dal 1848 al 1948, Torino 1948, pp. 284-285
A .Bossini, Storia di Figline e del Valdarno superiore, Firenze 1970, p. 354
L. e F. Luciani, Dizionario dei pittori italiani dell’Ottocento, Firenze 1975, p. 372
Sotheby Parke Bernet Italia s.r.l, Palazzo Serristori, catalogo della vendita, Firenze, Palazzo Serristori, 9 – 16 maggio 1977, p. 100, lot. 204
C. Paolini, Marsilio Ficino e il mito mediceo nella pittura toscana, in Il lume del sole-Marsilio Ficino medico dell’anima, catalogo della mostra (Figline Valdarno-Firenze 1984) a cura di P. Castelli, P. Ceccarelli, A. Mazzanti e C. Paolini, pp. 182-183, p. 213, tav. 85
A. P. Torresi, Neo-medicei Pittori restauratori e copisti dell’Ottocento in Toscana. Dizionario biografico, Ferrara 1996, p.192
M. Giordani e G. Zuliani, Dizionario degli artisti, in Pittori e Pittura dell’Ottocento italiano, a cura di Giuliano Matteucci, Novara 1999, vol. II, p. 194
M. Bucci, C. Caneva, C. Sisi, Egisto Ferroni 1837-1901, catalogo della mostra (Figline Valdarno, Arciconfraternita della Misericordia 6 maggio-2 luglio 2000), Firenze 2000, pp-98-100, p. 169.
Il dipinto, eseguito su commissione del Conte Alfredo Serristori, è un rifacimento abbastanza fedele di un sipario che Egisto Sarri aveva eseguito per il Teatro Nuovo, poi Garibaldi, di Figline Valdarno nel 1871, e andato perduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il quadro, presentato all’ Esposizione Artistica-Industriale Fiorentina, tenuta dal Comune di Firenze nel 1877 nell’ex convento di San Firenze, risultò premiato dal Comitato per le feste Popolari di San Giovanni Battista, con la medaglia d’argento di III classe, il 22 giugno 1877. […] Il Sarri nella sua felice raffigurazione della scena traduce sulla tela l’atmosfera di sospensione che anima l’episodio. La resa del fatto storico è puntuale precisa e la scelta del pittore di inserire l’avvenimento all’aria aperta, in un giardino con paesaggio sottostante, fa sì che la pittura si mostri ancora partecipe delle ricerche sulla luce iniziata da Altamura e Morelli sul quadro storico dopo il 1860 e già riscontrate in alcuni precedenti lavori del Sarri quali Savonarola e Il duello fra Ludovico Martelli e Giovanni Bandini.
Marsilio Ficino si trova nel centro del dipinto nell’atto di spiegare, con aria ispirata, un passo della filosofia platonica. Tiene nella mano sinistra la sua lezione e intorno a lui, tra i membri della numerosa famiglia Serristori, solo il vecchio e la giovane donna di spalle in primo piano sembrano ascoltarlo; il resto della compagnia è intenta a raccogliere fiori, a colloquiare amenamente o a mostrarsi fisicamente per creare movimento, come il bambino e il cane. La verità storica nelle vesti e nei lineamenti dei personaggi appare attenta a mostrare grazia ed eleganza. Sulla sinistra un gruppo di figure, tra cui sono ben identificabili la donna con un cesto in mano e Prete Benedetto, sembra dividere in due parti il dipinto e riportarci all’Ottocento, a quel gruppo di popolani , che tanta fortuna iconografica ebbero nella pittura di quegli anni. La scena si svolge sul Poggio di Prete Benedetto o del Calvario di Figline. In questo luogo esisteva nel Mille il Castello di Fegghine. Il paesaggio di quella altura è ancora oggi simile a quello dipinto dal Sarri e anche la vegetazione dei pini e cipressi sembra rispettare la confusa armonia di crescita di allora. L’ambientazione del fatto è semplice ed essenziale, la materia pittorica ha cromatismi caldi e morbidi che nascondono il nitore del disegno. Il gusto per la ricostruzione verosimile di un evento del passato, caratteristico del periodo romantico, è in sintonia co i modelli e l’ambiente fiorentino che in Domenico Morelli riconosceva il caposcuola. [..] (in: M.Bucci, Egisto Sarri 1837-1901, 2000, pp. 98-100)