Vittore Ghislandi, detto Fra Galgario
(Bergamo, 1655 - 1743)
RITRATTO DI ANNIBALE VISCONTI (MILANO, 1660-1747)
olio su tela, cm 223x173
scritta in basso a destra: "D. Annibale Mar. / Visconti Grande di Spagna / Gentil. di Camera della /Chiave d'oro. Consil. Intimo / Distinto et Aulico di Guerra /Gnl Mar.: di Campo Col. / di S[...]z: Gen: Com. / [...] in Lombardia / [...] Gen. Del Reale / [...]stel di / [...]er & Ne / [...]t; Ch - / D.C.T. 1728".
PORTRAIT OF ANNIBALE VISCONTI (MILAN, 1660-1747)
oil on canvas, 223x173 cm
inscribed lower right: "D. Annibale Mar. / Visconti Grande di Spagna / Gentil. di Camera della /Chiave d'oro. Consil. Intimo / Distinto et Aulico di Guerra /Gnl Mar.: di Campo Col. / di S[...]z: Gen: Com. / [...] in Lombardia / [...] Gen. Del Reale / [...]stel di / [...]er & Ne / [...]t; Ch - / D.C.T. 1728".
Bibliografia
- F.M. Tassi, Vite de' pittori, scultori e architetti bergamaschi, Bergamo 1793 (ristampa anastatica a cura di F. Mazzini, Milano 1969-1970);
- Fra Galgario. La seduzione del ritratto nel '700 europeo, catalogo della mostra di Bergamo (2 ottobre 2003 - 11 gennaio 2004), Milano 2003, pp. 308-309;
- F. Rossi, Fra Galgario a Milano. Il ritratto di Annibale Visconti (e qualche considerazione sulla ritrattistica ufficiale), in "Bergomum", 102, 2007 (2008), pp. 186-189;
- Fra Galgario e la ritrattistica della realtà del 700. Opere dall'Accademia Carrara e dalla Collezione Koelliker, a cura di F. Rossi, G. Valagussa, Castello di Masnago 2008, pp 48-49;.
- A. Bacchi, S. Zanuso, Carlo Breretta e i Visconti di Brignano, Trento 2011, pp. 49-51;
- Il Palazzo di Mediobanca a Milano. Storia, Architettura, Decorazioni, a cura di F. Coltorti, Milano 2013, p. 16;
- G. Coltorti, Via Filodrammatici prima di Mediobanca, Milano 2015, p. 105.
Il dipinto, ancora oggi splendidamente conservato e caratterizzato da una superficie pittorica densa e materica, raffigura il ritratto ufficiale e di rappresentanza del marchese Annibale Visconti di Borgoratto. Egli fu maresciallo dell’esercito imperiale austriaco e membro della Giunta di governo di Milano. Solo in seguito assunse il comando del Castello Sforzesco, che riuscì a difendere con successo nel 1734. Come recita la scritta posizionata in basso a destra: "D. Annibale Mar. / Visconti Grande di Spagna / Gentil. di Camera della /Chiave d'oro. Consil. Intimo / Distinto et Aulico di Guerra /Gnl Mar.: di Campo Col. / di S[...]z: Gen: Com. / [...] in Lombardia / [...] Gen. Del Reale / [...]stel di / [...]er & Ne / [...]t; Ch - / D.C.T. 1728", la tela è stata dipinta nel 1728 quando il Visconti era "nel pieno delle sue funzioni politico-militari, il ritratto è costruito con assoluta precisione per ciò che attiene ai dettagli iconograficamente significativi: il bastone allude ad un incarico di comando militare, forse il presidio del Castello; la corazza con spallaccio e goletta è propriamente un Petto da carabino, pesantissimo per reggere ai colpi d'armi da fuoco ; [...] lo spadino al fianco, inefficace in duello o in combattimento, è segno distintivo della condizione aristocratica; il giovinetto che si affaccia dalla tenda, davanti all'arco, indossa infine un colbacco di pelo che, come si nota anche in diversi dipinti coevi del Ceruti, era caratteristico delle truppe di fanteria austriaca impegnate contro i Turchi, specie in Ungheria: si tratta certamente di un servente militare, ma la sua presenza potrebbe alludere ad una passata partecipazione del Visconti ad una delle molte campagne del Principe Eugenio di Savoia" (Rossi 2008, pp. 186-188).
Il dipinto presenta tutte le caratteristiche pittoriche di Vittore Ghislandi, meglio noto come Fra Galgario, ad incominciare dalla matericità della pellicola pittorica; la figura con il colbacco che spunta in basso è poi una firma del pittore, ritrovandosi pressoché identica in altri suoi dipinti, come, per esempio, l'Autoritratto conservato presso l'Accademia Carrara di Bergamo (inv. 245. 41). L'autografia al pittore, proposta da Rossi e confermata da Francesco Frangi, è poi confermata da un dato documentario per nulla secondario. Francesco Maria Tassi (Bergamo, 1710-1782), storico ed erudito bergamasco, riferisce che Ghislandi realizzò dei ritratti del marchese Visconti di Borgoratto: "[...] e quello del maresciallo Visconti vestito di ferro in mezza figura, il quale volle dal nostro pittore [Fra Galgario] essere ritratto per la seconda volta, ma in piedi vestito pure alla militare con bastone di comando in mano; il quale ritratto vedesi insieme con altro simile della Consorte sua magnificamente abbigliata, nella galleria del loro Palazzo di Brignano" (Tassi1793, II, 64). Non ci sono dubbi che il ritratto citato sia quello qui presentato ed è stato riconosciuto anche quello della consorte (Claudia Erba Odescalchi Visconti) attualmente conservato presso la collezione Koelliker di Milano che condivide con il nostro le medesime dimensione e anche la scelta di inserire la stessa figurata di giovane nel fondo.
Di particolare squisitezza pittorica, è anche la sezione in basso a destra dove Fra Galgario ha dipinto una piccola scena di battaglia, attraverso una pennellata fluida e incisiva, evocando le grandi vittorie militari - e non solo politiche - del maresciallo Visconti.