Pittore attivo alla corte di Rodolfo II di Praga, secc. XVI-XVII
PSICHE SCOPRE L'IDENTITÁ DI AMORE
olio su tela, cm 213,5x165
Painter active at the court of Rudolf II in Prague, 16th-17th centuries
PSYCHE DISCOVERS THE IDENTITY OF CUPID
oil on canvas, 213.5x165 cm
Il dipinto narra la storia di Psiche e Amore, come tramandata da Apuleio nelle sue Metamorfosi. In particolare viene raffigurato il momento in cui Psiche, verificando la vera identità del suo amante, fa cadere una goccia di olio caldo dalla sua lucerna sul viso di Amore, il quale svegliandosi "si allontana in volo dai baci e dalle braccia della disperata sposa".
L'affascinante tela qui proposta, di grande effetto scenografico, denota aspetti riconducibili alla cultura artistica italiana (veneto-emiliana) particolarmente ravvisabili nel sensuale nudo di Psiche, al contempo reso con forte plasticismo, e nella figura di Amore, memore degli esempi del manierismo fiorentino. Il brano poetico, in secondo piano, con una figura danzante dinanzi ad una finestra aperta su uno scorcio di cielo notturno con uno spicchio di luna, ricorda altresì alcuni esempi della cultura emiliana. Proprio questi riferimenti rimandano ad una tela attribuita a Lorenzo Sabatini e recentemente venduta all'asta (Dorotheum, 28 aprile 2026, lotto 98).
A questi elementi si aggiungono evidenti richiami stilistici con l'ambiente artistico rudolfino che, a seguito del trasferimento della corte da Vienna a Praga nel 1583, divenne un fervente centro culturale; in particolare grazie agli interessi di Rodolfo II d'Asburgo, che aveva dato vita alla Wunderkammer (camera delle meraviglie) più grande del suo tempo: ricca di curiosità, opere d'arte e oggetti tra i più disparati.
Si riscontrano, infatti, affinità tra il nostro dipinto e le composizioni con figure femminili dei tre maggiori protagonisti della corte: Barthlomeus Spranger (Anversa, 1546 - Praga, 1611), Joseph Heintz il Vecchio (Basilea, 1564 - Praga, 1609) e Hans von Aachen (Colonia, 1552 - Praga, 1615).
Le eleganti contorsioni tardomanieriste delle figure femminili ritornano spesso nei dipinti di Spranger. Si ricorda a questo proposito: Ercole e Onfale del Kunsthistorisches Museum di Vienna, Venere e Bacco della Niedersächsische Landesgalerie di Hannover e la Diana del Museo di Belle Arti di Budapest; tutti illustrati nel catalogo della mostra (Prag um 1600: Kunst und Kultur am Hofe Rudolfs II., Essen 1988, cat. 154, 157, 160).
Ulteriori affinità sono ravvisabili con il dipinto del medesimo soggetto di Joseph Heintz il Vecchio, conservato presso la Deutsche Barockgalerie di Augusta, databile al primo decennio del Seicento, e con il Pan e Selene di Hans von Aachen, di collezione privata (datata 1605), sia per la composizione sia per il gioco di luci e ombre che disvelano i nudi e conferiscono, anche al nostro dipinto, un aspetto teatrale e allusivo.