Giovan Battista Verrocchi (già Maestro di Volterra)
(Firenze, ca. 1494 - 1569)
MADONNA CON BAMBINO
olio su tavola, cm 91x58
VIRGIN AND CHILD
oil on panel, 91x58 cm
Bibliografia di riferimento
- A. Nesi, I Verrocchi. Pittori fiorentini nel Cinquecento, Firenze 2020.
L’inedito dipinto qui presentato è da ascrivere senza dubbio al catalogo del Maestro di Volterra, ormai convincentemente riconosciuto e identificato in Giovan Battista Verrocchi (ca. 1494–1569), grazie agli studi di Alessandro Nesi.
L’opera rappresenta probabilmente uno dei più alti raggiungimenti del pittore toscano, che qui tocca uno dei suoi vertici sia nel paesaggio, fresco ed elegante, sia nella pennellata fluida e omogenea con cui delinea la Madonna e il Bambino.
Discendente da un fratello del celebre Andrea del Verrocchio, Giovan Battista — o Giambattista — fu attivo tra il secondo e il terzo quarto del Cinquecento, soprattutto in ambito fiorentino. Fu capostipite di una famiglia di pittori: quattro dei suoi figli, infatti, divennero artisti attivi e documentati tra Firenze e Roma.
Il pittore può senza dubbio rientrare nella celebre e fortunata definizione di Federico Zeri degli “eccentrici fiorentini”, con cui lo studioso indicava quei pittori attivi a Firenze tra il 1500 e il 1540, tra questi spicca il Maestro dei Paesaggi Kress, oggi riconosciuto in Giovanni Larciani.
Giovan Battista Verrocchi si immatricolò all’Arte dei Medici e degli Speziali nel 1516 e solo nel 1525 alla Compagnia di San Luca. Almeno dal 1521 risulta titolare di una fiorente bottega presso la Badia Fiorentina. Le sue opere sono distribuite in gran parte nei territori toscani gravitanti nell’orbita fiorentina, tra cui Buggiano (Pistoia) e, naturalmente, Volterra.
In generale, l’artista sembra orbitare intorno alla pittura di Andrea del Sarto e di Domenico Puligo, al punto che il Maestro di Volterra venne identificato con Domenico Beceri, stretto seguace di Puligo (cfr. A. Nesi, I Verrocchi. Pittori fiorentini nel Cinquecento, Firenze 2020).
Spesso l’artista copiava i modelli fiorentini sopra citati e contribuì certamente a diffonderne la loro fortuna e la loro fama anche al di fuori dei confini della città gigliata.