Prima traduzione italiana del poema originariamente composto in dialetto siciliano
Meli, Giovanni. Don Chisciotte e Sancio Panza nella Scizia. Poema originale in dialetto siciliano. Vienna, Stockholzer, 1818.
2 tomi in un volume in quarto (250 x 200 mm); [6], 183, [1]; 175, [9] pagine. (Bruniture, sporadiche fioriture.) Legatura coeva in vitellino marmorizzato, dorso liscio con due tasselli neri per il titolo in oro (piuttosto sciupata, alcune mancanze). Ex libris Rizzo Patarol.
L’opera rielabora in chiave ironica le avventure di Don Chisciotte e del suo scudiero Sancio Panza, trasposte in una fantastica Scizia. Il poema rappresenta uno degli esiti più originali dell’autore, in cui la tradizione cavalleresca viene filtrata attraverso il registro comico e la vivacità espressiva del mondo siciliano. Di particolare interesse la fortuna nazionale dell’opera, che vide Ugo Foscolo tradurre un celebre passo lirico, favorendone la diffusione fuori dalla Sicilia.
First Italian translation of the poem originally composed in Sicilian dialect