Porcellane della Compagnia delle Indie Meraviglie cinesi per l'Europa

21 DICEMBRE 2022

Porcellane della Compagnia delle Indie Meraviglie cinesi per l'Europa

Asta, 1189
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
ore 11.00 
Lotti 1-81
Esposizione
FIRENZE
Venerdì 16 dicembre 2022 10-18
Sabato 17 dicembre 2022 10-18
Domenica 18 dicembre 2022
10-13
Lunedì 19 dicembre 2022
10-18
 
 
 
Stima   200 € - 10000 €

Tutte le categorie

1 - 30  di 81
1

COPPIA DI CIOTOLINE, CINA, DINASTIA MING, PERIODO WANLI 1573-1619

in porcellana dipinta in monocromia blu. Sul fondo etichetta PEROTTO ANTICHITÀ MILANO con n. 422.2; diam. cm 14,2, alt. cm 4,8

 

A PAIR OF SMALL BOWLS, CHINA, MING DYNASTY, WANLI PERIOD, 1573-1619

 

Le due ciotoline di porcellana bianca, dura, sonora, hanno forma a ciotola con orlo appena mosso e tesa estroflessa e breve e poggiano su sottili piedi ad anello. Il decoro in monocromia blu interessa il fronte e il verso. Al centro del cavetto compaiono simboli taoisti uniti a decori naturalistici, circondati sulla balza da riserve centrate da decori floreali, che si ripetono in chiave minore sulla tesa riempita da un ornato geometrizzante. La decorazione è realizzata con rapida maestria e richiama i dettami della simbologia taoista.

Intorno al 1580 si sviluppa a Jingdezhen in Cina un nuovo tipo di porcellana blu e bianca.

Originariamente destinato all'esportazione in l'Asia, fu poi commercializzato in tutto il mondo, comprese le Americhe. Tale commercio fu avviato dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali (fondata nel 1602), che inviava le merci in quantità senza precedenti. Il nuovo prodotto con bordi a pannelli, chiamato generalmente "porcellana Kraak", fu realizzato per l'esportazione dal 1580 al 1640. La denominazione kraak deriva dal termine olandese usato per indicare la caracca, una nave commerciale oceanica. Le porcellane erano prodotte in serie in forme standardizzate, impilabili e leggere, per facilitarne il trasporto. Il decoro elegante con piante, uccelli e animali realizzati in blu e bianco determinò da subito il successo “internazionale” di questo tipo di prodotto

 

Stima    3.000 / 5.000
2

COPPIA DI PIATTINI, CINA, DINASTIA MING, KO-SOMETSUKE DI TRANSIZIONE, 1621-1627

in porcellana dipinta in monocromia blu. Sul fondo di un piattino etichetta DOTT. SERGIO ROMAGNOLI/ ORIENTAL ANTIQUITES/ GENOA/ VIA XX SETTEMBRE,31; diam. cm 14,8

 

A PAIR OF SMALL PLATES, CHINA, MING DYNASTY, TRANSITIONAL KO-SOMETSUKE, 1621-1627

 

Coppia di piccoli piatti concavi con tesa appena rilevata e orlata di metallo scuro. Decoro a monocromia blu con raffigurazione naturalistica delineata sottosmalto con stile rapido e sicuro che vede una gru e un cerbiatto in paesaggio aperto. Orlo delimitato da una fascia con motivo a foglie. La gru nella rappresentazione confuciana rappresenta il rispetto del figlio verso il padre, ma associata al paesaggio con il pino rappresenta un augurio di lunga vita coniugale, qui inoltre associata al cervo, simbolo di longevità. Al verso tralci fioriti con piccoli frutti e uccelli appollaiati e, al centro del piede un sigillo quadrato dipinto liberamente, alla base la marca di transizione cinese ko-sometsuke.

La porcellana ko-sometsuke ('ko' che significa 'vecchio' e 'sometsuke' che significa 'blu e bianco') fu prodotta tra il 1620 e il 1645, quando a seguito della morte dell'imperatore Wanli nel 1619, la mancanza di patronato imperiale costrinse i fornaciai di Jingdezhen a cercare nuovi mercati. Tale porcellana è attestata negli scavi di Jingdezhen, dove le fornaci iniziarono a produrre porcellane cinesi per il mercato giapponese. Nota anche come porcellana Tianqi, dal nome dell’imperatore regnante nel periodo, questa produzione mostra decori legati al gusto della cerimonia del the giapponese, con una tecnica poco accurata che determinava alcune imperfezioni gradite a quel mercato. Tutte queste caratteristiche e una produzione limitata nel tempo ne fanno una produzione molto ricercata.

 

Stima    2.000 / 3.000
3

VASO DA ZENZERO, CINA, DINASTIA MING, PERIODO WANLI 1600-1620

in porcellana dipinta in monocromia blu. Sul fondo etichetta Antichità Oddone, Genova; alt. cm 20, diam. bocca cm 10,5

 

A POT FOR GINGER, CHINA, MING DYNASTY, WANLI PERIOD, 1600-1620

 

Vaso da zenzero di porcellana alta bianca e spessa, con forma caratterizzata da un corpo ovoidale diviso in otto lobi, che si innalza fino a un collo affusolato, anch’esso con orlo arrotondato smaltato di marrone. Il collo, breve, è decorato da un fitto motivo a spirale geometrica, mentre la spalla vede una doppia serie di elementi lanceolati, che si ripete in maniera meno fitta alla base. Il corpo è interessato da un decoro, raro, con sottili steli che raccordano gruppi di foglie che sostengono dei frutti globulari. Su un fianco tra i frutti si scorgono due toporagni dalla lunga coda, che sembrano muoversi tra i frutti. Secondo molti studiosi si tratterebbe di topi sulle viti, ma ci sembra che i frutti raffigurati possano essere interpretati come melagrane, frutti di buon auspicio per una lunga discendenza. Tale decoro è comunque considerato raro, presente con qualche variante nell’ornato anche in alcuni esemplari musealizzati. Tra questi uno formalmente nella collezione di Sigrid Ahlgren, acquistato tramite il Console generale di Pechino e Shanghai nel 1923, una giara databile tra il 1600 e il 1620, più prossima alla nostra, ma con collo con decoro differente in una collezione privata statunitense, oltre ad un vaso molto vicino la nostro conservata all’Ashmolean Museum di Oxford (Inv. EA1978.952)

 

Bibliografia di confronto

M. Treagear, Chinese Ceramics, Eastern Ceramics, Londra 1981, p. 25 n. 17;

J. McClure Mudge, Chinese export porcelaine in North America, New York 1986, p. 69 fig. 98

 

Stima    10.000 / 15.000
4
Stima    4.000 / 6.000
18

PIATTO, CINA, DINASTIA QING, PERIODO DAOGUANG, 1821-1850

in porcellana dipinta in policromia, diam. cm 30,7

 

A PLATE, CHINA, QING DYNASTY, DAOGUANG PERIOD, 1821-1850

 

Il grande piatto ha forma di ciotola con ansa rialzata e poggia su un basso piede ad anello. La decorazione in smalti sovra coperta, molto minuziosa, è focalizzata su un grande cesto di fiori hanakago, di ispirazione giapponese, che racchiude peonia, crisantemo, loto e prunus, circondato da un una fascia a intreccio in oro a raffigurazione di bocciolo di fior di loto su fondo caffè e con riserve che contengono fiore di peonia si fondo giallo con decori azzurri in smalti sovra coperta; sulla tesa gruppi di fiori, piccoli frutti di melegrana a circondare due simboli buddisti: la conchiglia (luo) unita all'ombrello (San). Il piatto, che mostra l’uso di smalti rosso ferro, reca al verso quattro fiorellini delineati sovra coperta proprio in tale palette di colore.

Questo decoro si sviluppa dalla fine del XVII secolo e dura per tutto il secolo successivo, con particolare successo nelle opere dello stile della Famille Vert, sovente utilizzato su forme di sagoma occidentale. Ma nel nostro caso una certa ripetitività del decoro, la disposizione simmetrica e la scelta cromatica ci fanno pensare a una produzione già cronologicamente più avanzata, ma comunque legata a committenza di rango per la scelta della simbologia e per la qualità stilistica dell’ornato, a significare la continuità nella committenza per decori ormai recepiti in occidente.

 

Stima    500 / 800
19

GRANDE PIATTO, CINA, DINASTIA QING, PERIODO YONGZHENG, 1730 CIRCA

in porcellana policroma. Sul retro etichetta A.G.G. SUBERT/ San Pietro all’Orto 26 - Spiga 22, MILANO; diam. cm 39,2

 

A LARGE PLATE, CHINA, QING DYNASTY, YONGZHENG PERIOD, CIRCA 1730

 

Il grande piatto ha cavetto poco profondo e largo, tesa piana e orlo liscio, e poggia su un piede ad anello. La porcellana bianca e sottile mostra sul fronte un decoro a smalti opachi, fencai, rilevabili al tatto, con un motivo principale con un giardino delimitato da uno steccato e centrato da una roccia taihu su cui sono posate due cicogne; un ramo fiori si staglia sul cielo arricchito da fiori di peonia e crisantemo. Il cavetto è delimitato da un motivo a punta di lancia in rosso secondo stilemi derivati da Meissen, mentre sulla tesa quattro rami fioriti a fiori di peonia in due toni di colore con dettagli definiti in bianco, secondo uno stile ancora legato al gusto decorativo cinese di cui conserva tutte le caratteristiche tecniche e simboliche. Lo stile pittorico riflette gli sviluppi innovativi degli artigiani attivi durante il regno dell'imperatore Yongzheng e si avvicina al cosiddetto "bondless style" per il design praticamente scheletrico e senza contorni, dove le uniche linee incorporate nella composizione sono quelle nere utilizzate per definire le nervature sulle foglie. Sebbene già nota nel periodo Ming, questa tecnica non era ampiamente utilizzata perché molto complessa e riservata a pittori particolarmente abili, capaci di non lasciare l’impressione di un lavoro incompiuto.

 

Bibliografia di confronto

The Complete Collection of Treasures of the Palace Museum. Falangcai and Famille-Rose, Hong Kong 1999

 

Stima    4.000 / 6.000
20
Stima    2.000 / 3.000
1 - 30  di 81