LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

9 - 15 DICEMBRE 2021

LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

Asta a tempo, 1100
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

Per informazioni
chiara.nicolini@pandolfini.it
NO
Esposizione
FIRENZE
Venerdì         10 dicembre 2021    10-18
Sabato          11 dicembre 2021     10-18
Domenica      12 dicembre 2021     10-18
Lunedì           13 dicembre 2021    10-18
Martedì         14 dicembre 2021     10-18
 
 
 
Stima   100 € - 35000 €

Tutte le categorie

1 - 30  di 92
2

(Firenze - Tariffari - Colori - Cariche - Lingua) Lotto di 3 manoscritti cartacei che include Prezzi per le fabbriche. XVII-XVIII secolo.

 

Tariffario relativo alla manodopera e ai materiali impiegati in ambito architettonico a Firenze nel XVIII secolo (scalpellini, legnaioli, “chiodagione”, imbianchini, doratori, vetrai, spazzacamini …). Vengono poi aggiunti da mani posteriori tariffari per i sarti (1762), valigiai (1784), muratori (1785). Seguono in fine cinque pagine con ricette per colori ad olio (cinerino, verde, giallo scuro, rosso), tinte a olio, stucco a olio, colla di pesce per attaccare cristalli. Chi ha compilato la prima parte avvisa che il tariffario si basa su quello redatto da Jean-Nicolas Jadot (1710-1761), architetto di fiducia di Francesco Stefano di Lorena (1708-1765), che eresse per il suo ingresso a Firenze (avendo egli ottenuto la corona del Granducato di Toscana dopo la scomparsa dell’ultimo dei Medici) l’Arco di Trionfo che oggi si trova in Piazza della Libertà (1737). -- Uffizzi della Città di Firenze, manoscritto cartaceo in 4to (230 x 175 mm) di [38] carte, brossura muta coeva sciupata, XVII secolo. -- Osservazioni di Mastro Simone Barbiere sopra L’Annotatore degli errori di Lingua, manoscritto cartaceo in 4to piccolo (208155 mm) di [50] pagine, brossura muta coeva, XVIII secolo.

 

Manoscritto cartaceo in folio (300 x 220 mm), [62] carte di cui 38 scritte (mani diverse), rilegato in mezza pergamena con titolo manoscritto al dorso. Minime tracce del tempo.

                     

Manuscript on paper containing the tariffs of the labour and materials used in the architectural field in Florence in the 18th century (stonemasons, carpenters, painters, gilders, glaziers, chimney-sweepers ...). Includes prices of tailors (1762), suitcase makers (1784), bricklayers (1785), as well as recipes for oil paints and stucco. Pricelist based on the one established by  Jean-Nicolas Jadot, architect of Francesco Stefano di Lorena, Grand-Duke of Tuscany from 1737. -- And 2 other manuscripts. Detailed description and additional images upon request.

 

(4 volumi)

Stima 200 / 400
Asta conclusa
3

(Antifonario - Legatura) CACCIARI, Francesco. Antiphonarium Juxta Ritum Carmelitanum. Bononiae, Franciscus Cacciari scripsit, 1763.

 

BELL’ANTIFONARIO MANOSCRITTO IN LEGATURA COEVA ALLE ARMI DELL’ORDINE CARMELITANO, realizzato a Bologna nella seconda metà del Settecento. 

 

Manoscritto cartaceo in 4to (247 x 181 mm), di 62 pagine numerate tutte riquadrate da doppio filetto rosso e dorato, frontespizio con titolo in rosso, nero e oro, e con grande stemma dell’Ordine Carmelitano in azzurro, il testo alle pagine successive in nero con titoli in rosso, oro e azzurro, e con 49 piccole iniziali quadrate, miniate in oro per lo più su vedutine azzurre, tetragrammi; il testo alle pp. 56-62, probabilmente scritto da altra mano, prosegue su una carta finale e sul recto della sguardia posteriore; vi è testo manoscritto anche al verso della sguardia anteriore e alla carta successiva (si tratta di preghiere in latino e italiano). Incollata tra le pp. 38-39 un “Instructio” a stampa di 8 pp., datata Roma, 1883, e tra le pp. 54-55 un altro foglietto a stampa contro il commercio di libri religiosi, risalente al 1897. In splendida legatura in marocchino rosso scuro riccamente decorata in oro, grandi armi dell’Ordine Carmelitano al centro dei piatti riquadrate da cornice fitomorfa e con piccolo ritratto in ovale ripetuto agli angoli, sguardie in carta decorata con motivo geometrico (tracce d’uso al margine inferiore, più evidenti alle ultime carte, minime abrasioni ai bordi della legatura, per il resto bella copia). [Si allega:] Regole da Osservarsi dai Fratelli della Venerabile Congregazione del SS.mo Sacramento di S. Maria degl’Angioli … volgarmente detta i Lanternini, altro manoscritto cartaceo del XVIII secolo in 4to (244 x 180 mm), di 48 carte (27 scritte, di cui le ultime 3 pagine da altre mani), in marocchino rosso coevo riccamente decorato in oro, tagli dorati.

 

BEAUTIFUL MANUSCRIPT ANTIPHONARY, IN A CONTEMPORARY BINDING WITH ARMS OF THE CARMELITE ORDER, written in Bologna in the second half of the eighteenth century. Together with another religious manuscript. Detailed description and additional images upon request.

 

(2 volumi)

Stima 500 / 1.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
4

(Napoli - Storia navale) Memoriale della Forza Marittima del Regno delle Due Sicilie all’Epoca del 1° Gennaro 1816.

 

AFFASCINANTE MANOSCRITTO NAVALE di primo Ottocento nel quale sono elencati bastimenti da guerra della Reale Marina Napoletana dal 1778 al primo gennaio 1816, e anche di alcuni anteriori al 1778. Le tabelle danno per ogni nave la tipologia (vascelli, fregate ecc.), il nome e numero, lo stato (armati, in disarmo, in cantiere ecc.), le specifiche; a lato, una colonna di osservazioni e note. Alla carta 4v, “Stato generale della forza di tutti i Bastimenti da guerra che ha posseduto la Real Marina Napolitana dall’Epoca dell’Ordinanza Reale del 29 Dicembre 1778, a tutto Dicembre 1815, colla dimostrazione de luogo della loro costruzione, l’epoca del Varo, quella dell’acquisto, e dalla Sorte corsa in quest’intervallo di Tempo.” Alla carta 11v altra tabella relativa ai “legni da guerra” precedenti al 1778.

 

Manoscritto su carta in 8vo piccolo (182 x 126 mm), di [16] carte (scritte 14) in bellissima grafia ottocentesca. Frontespizio entro cornice e con decorazione calligrafica, altre decorazioni alle due pagine successive, il testo entro tabelle. Legatura coeva in marocchino rosso a grana lunga, piatti riquadrati da dentelle dorata, al pitto anteriore il titolo e stemma con ancora, rotella floreale al dorso, unghiatura dorata, sguardie azzurre, tali dorati, in custodia originale.

 

A FASCINATING NAVAL MANUSCRIPT from the early 19th century, in which war ships of the Royal Neapolitan Navy are listed from 1778 to January 1, 1816. Detailed description and additional images upon request.

 

 

Stima 250 / 500
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
5

(Marocco - Storia navale) (ERMIRIO, Girolamo - DES GENEYS, Giorgio Andrea Agnès). Copialettere di missive attinenti alle trattative diplomatiche con il Marocco. 1824-1826.

 

Il manoscritto di 16 carte fittamente scritte in inchiostro bruno, in italiano e in francese, è un copialettere che reca i seguenti dati alla carta iniziale: “1 dicembre 1824-21 aprile 1826 | Mia corrispondenza con S.E. il Sig. Conte Des Geneys Ammiraglio, incaricato delle trattative diplomatiche coll’Impero di Marocco.” La trascrizione della lettere termina tuttavia al 4 febbraio 1825. Inizia con l’intestazione “Dal bordo della goletta spagnola … in quarantena nel porto di Malaga” e in esse è descritto minuziosamente l’andamento della missione del mittente delle lettere, presumibilmente il funzionario genovese Girolamo Ermirio, che nell’ottobre del 1824 fu nominato console generale del Regno di Sardegna in Marocco e che, agendo sotto la supervisione dell’ammiraglio Giorgio Andrea Agnès des Geneys (1761-1839), portò a termine il 30 giugno 1825 la stipula di un trattato di amicizia e di commercio con il Marocco. In particolare, il copialettere contiene la descrizione del viaggio dell’autore a Gibilterra, del suo alloggio, del naufragio di una nave genovese, del tentativo da parte di agenti marocchini di acquistare una nave, di una disputa circa una nave sequestrata ecc. Vengono anche riferite l’accoglienza riservata alla missione all’arrivo a Tangeri, le regalie erogate ai funzionari marocchini, e le comunicazioni avute (in francese) con il sig. Douglas, console inglese in Marocco. -- Il bifolio che accompagna il manoscritto di 16 carte, redatto in francese (allora lingua ufficiale della marina sarda), contiene l’estratto di cinque lettere inviate dal Des Geneys al cav. De May, ufficiale della marina sabauda, tra il 19 gennaio e il 26 maggio 1825, relative alla stessa missione.

 

Un manoscritto in folio (300 x 212 mm) di [16] carte, e un bifolio (320 x 215 mm), preservati entro cartellina. Accettabili tracce del tempo.

 

Two manuscript documents with copies of letters relating to diplomatic negotiations with Morocco, 1824-1826. Detailed description and additional images upon request.

 

(2 documenti)

Stima 150 / 300
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
6

(Scherma) BONDI' DI MAZO. La spada maestra. Presso Niccolò Masolini, 1828.

 

Graziosa copia manoscritta a inizio Ottocento di questa ricercata opera dedicata alla scherma, originariamente pubblicata a Venezia da Domenico Lovisa a spese dell’autore nel 1696, che offre una preziosa visione dell’uso della spada a fine Seicento, prima dello sviluppo della scherma classica. Le tavole calcografiche dell’edizione originale erano incise da Grazia Sacerdote, cui è dedicato uno dei sonetti iniziali.

 

Manoscritto cartaceo in 8vo oblungo (164 x 194 mm), di 174 pagine numerate, oltre a una carta bianca iniziale e finale (apparentemente completo perché la numerazione è coeva, ma si segnala che il manoscritto è composto da fascicoli da cui talora mancano carte, presumibilmente asportate dall’autore del manoscritto durante la redazione dello stesso), costituito da: frontespizio, lettera al lettore, dedica seguita da 4 sonetti, e poi testo scritto in grafia minuta ma nitida, intervallato da 80 disegni numerati, di cui circa 34 con ombreggiature, gli altri a puro contorno, il tutto su recto e verso dei fogli (corpo del testo quasi sciolto dalla legatura e talora un po’ lento). Cartonato coevo marezzato con tasselli cartacei ai piatti (dorso sciupato, piatto anteriore staccato).

 

ATTRACTIVE EARLY 19th CENTURY MANUSCRIPT COPY OF THIS WORK DEDICATED TO FENCING originally published in Venice by Domenico Lovisa at the author’s expense in 1696, which offers a valuable insight into the use of the sword at the end of the 17th century. Detailed description and additional images upon request.

 

Stima 600 / 1.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
8
Stima 100 / 150
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
10

(Agiografia) GREGORIO I. Dyalogo de miser sancto gregorio papa. (Venetiis, Iohannis de Colonia & Iohannis manthen de Gerretzem, 1475).

 

RARA EDIZIONE, LA PRIMA IN ITALIANO CON DATA, E CON BELLA INIZIALE MINIATA, di questa opera di papa Gregorio Magno (ca. 540-604) in quattro libri, di cui due dedicati a santi italiani a lui coevi, uno a san Benedetto da Norcia, e uno al destino dell’anima dopo la morte, ricco di aneddoti sul tema, incluse svariate esperienze di premorte. Assenti le carte finali con la vita di papa Gregorio, ma la miniatura iniziale e le altre nel testo rendono la copia comunque gradevole.

 

In folio piccolo (229 x 172 mm). [114] (di [122]) carte, assenti A1 (bianca), Q10 e il fascicolo finale P6. Bella “P” miniata in oro all’incipit, circondata da un drago evolute in bianco su fondo rosso, verde e blu. Testo decorato da iniziali in rosso o in blu, e con iniziali a stampa evidenziate in giallo. Pergamena moderna molto sciupata. Doppio ex libris d’inizio Novecento di Antonio Limoncelli. Iniziale leggermente tagliata in testa e con qualche abrasione, qualche forellino di tarlo alle prime carte e altre trascurabili tracce del tempo. 

 

ISTC ig00410000. IGI 4424. BMC V 231. GW 11409.

 

RARE EDITION, THE FIRST DATED IN ITALIAN, WITH A BEAUTIFUL ILLUMINATED INITIAL, of this work by Pope Gregory I (ca. 540-604) dedicated to contemporary Italian saints and to the fate of the soul after death, full of anecdotes on the subject, including various near-death experiences. Faulty binding, lacks the final leaves with the life of Pope Gregory. Detailed description and additional images upon request.

Stima 800 / 1.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
11

(Teologia - Filosofia - Morale) NICCOLÒ DA OSIMO. Incipit liber qui dicitur supplementum [Supplementum Summae Pisanellae]. [ca. 1485].

 

RARA EDIZIONE IN OTTAVO, CON INIZIALI MINIATE IN ROSSO, della celebre Summa Pisanella di Niccolò da Osimo, nato nella seconda metà del XIV secolo e morto a Roma nel 1453, predicatore francescano autore di numerosi trattati. “In quanto canonista e teologo moralista compose la sua opera più celebre: un Supplementum summae Pisanellae o summae casuum conscientiae (1444), consistente in un supplemento alla Summa casuum (o de casibus) conscientiae, detta Pisanella, del domenicano Bartolomeo da S. Concordio (o da Pisa, m. 1347), nota anche con il nome di Magistrutia. Il Supplementum fu stampato per la prima volta a Genova e a Venezia nel 1473, ma si contano numerose edizioni successive, tutte entro il XV secolo […]. La datazione dell’opera – ultimata il 28 novembre 1444 presso il convento milanese di S. Angelo – si legge dal colophon dell’edizione Norimberga 1488” (Treccani). L’opera è un’analisi in ordine alfabetico di tematiche di interesse teologico, filosofico e morale, da “Assassinus” a “Zelus”. Poiché mancano le carte iniziali e finali, e poiché la collazione dell’opera non sembra corrispondere a nessuna di quelle elencate da ISTC, non si sono potuti stabilire città di edizione, tipografo e data di edizione, ma le edizioni in ottavo sembrano risalire per lo più agli anni Ottanta del Quattrocento.

 

In 8vo piccolo (147 x 105 mm) di [343] carte segnate C-Z8 a-y8, assenti i fascicoli iniziali A-B, la carta g1 e il fascicolo finale, senza legatura. Testo in gotico su due colonne con iniziali miniate in rosso.

 

RARE 8VO EDITION, WITH INITIALS ILLUMINATED IN RED, of the famous Summa Pisanella by Niccolò da Osimo, Franciscan preacher author of numerous treatises. Disbound, lacks leaf g1 and the final quire. Detailed description and additional images upon request.

Stima 500 / 600
Asta conclusa
12

(Medicina - Post-Incunaboli) GENTILE DA FOLIGNO. De febribus. Venetijs, per Georgium Arriuabenum mandato & impensis Octauani Scoti, 1514.

 

RARA EDIZIONE DI QUESTO SAGGIO SULLE FEBBRI, di cui Edit16 elenca solo cinque copie in Italia. Gentile da Foligno, docente di prestigio e medico pratico stimato e ricercato, fu attivo tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Le sue opere per ben due secoli furono considerate manuali di medicina ed ebbero perciò ripetute ristampe, a cominciare dal Commento al canone di medicina di Avicenna, di cui la presente opera contiene il commento al quarto libro.

 

In folio (292 x 207 mm). 146 carte. Testo in gotico su due colonne e con iniziali xilografiche (pallido e sottile alone d’umidita al margine inferiore, che non intacca il testo ma che diviene più forte negli ultimi fascicoli e presenta talora restauri o strappetti, qualche forellino di tarlo, minima galleria ai fascicoli P e Q). Legatura posteriore in piena pergamena con titoli manoscritti al dorso (alone al piatto posteriore). Firma di appartenenza di un Bartolomeo Mancini datata 1624 alla testa del frontespizio.

 

RARE EDITION OF THIS ESSAY ON FEVERS by Gentile da Foligno, an esteemed professor and sought-after physician active between the end of the 13th and the beginning of the 14th  century. His works were considered for two centuries manuals of medicine and therefore underwent several reprints. Waterstained along the bottom margin. Detailed description and additional images upon request.

 

Stima 1.500 / 2.000
Asta conclusa
13

(Musica) GAFFURIO, Franchino. Franchini Gafurii Laudensis regii musici publice profitentis: delubrique Mediolanensis phonasci De harmonia musicorum instrumentorum opus. (Impressum Mediolani, per Gotardum Pontanum calcographum, die XXVII nouembris 1518).

 

RARA PRIMA EDIZIONE, CON ILLUSTRE PROVENIENZA, IN LEGATURA FIRMATA, dell’ultimo dei tre importanti trattati musicali scritti da Franchino Gaffurio (1451-1522). Terminato nel 1500, revisionato nel 1514, e stampato per la prima volta nel 1518, il De harmonia musicorum instrumentorum riassume la filosofia musicale elaborata da Gaffurio nel corso della sua vita, e soprattutto a partire dalle traduzioni dal greco di importanti testi antichi che egli stesso aveva commissionato. Nella teoria musicale greca, Gaffurio cercò di ritrovare le radici della musica del suo tempo, a partire dalle quali sviluppò una cosmologia di stampo neoplatonico che prevedeva la presenza di un unico principio ordinatore matematico alla base sia dell’armonia musicale, sia di quella universale, e che quindi attestava l’esistenza di una “anima mundi” strutturata armonicamente. Il De harmonia fu alla base della ripresa di un’accesa polemica iniziata nel 1489 con Giovanni Spataro, discepolo di Bartolomé Ramos de Pareja, condotta con scambi di epistole e libelli. La presente copia proviene dalle collezioni Dyson Perrins e Schäfer. Charles William Dyson Perrins (1864-1958), uomo d’affari, bibliofilo e filantropo inglese, accumulò una delle più importanti raccolte di libri al mondo, poi dispersi in una serie di aste presso la Sotheby’s a Londra nel 1946 e nel 1947, e dopo la sua morte in tre vendite tra il 1958 e il 1960. Otto Schäfer (1912-2000), industriale tedesco e bibliofilo, è stato uno dei più grandi collezionisti di libri della seconda metà del XX secolo. Il Douglas Bennett Cockerell (1870-1945) è stato uno dei più importanti legatori inglesi attivi nella prima metà del XX secolo.

 

In folio (276 x 204 mm). [iv] c [ii] carte. Segnatura a4 A-M8 N6. Completo. Ritratto xilografico dell’autore sul frontespizio, stemma di Jean Grolier alla carta a4v, seguita da dedica a lui alla carta successiva, grandi iniziali xilografiche figurate, grande xilografia al verso dell’ultima carta, raffigurante un suonatore d’organo e la marca tipografica di Gottardo da Ponte. Numerosissimi esempi e schemi musicali in xilografia, talvolta a piena pagina. Ex libris di C. W. Dyson Perrins e di Otto Schäfer. Legatura in marocchino color mattone scuro di Douglas Cockerell, datata “1900”, piccola losanga floreale al centro dei piatti entro due cornici concentriche decorate a secco e con piccole stelle dorate a sei punti agli angoli, titoli in oro al piatto anteriore, dorso a nervi con scomparti decorati a secco, tagli dorati. Conservato entro custodia in mezzo marocchino mattone scuro e tela, titoli al dorso. Frontespizio un po’ polveroso, piccola macchia al verso, qualche fascicolo pallidamente brunito, angoli della legatura leggerissimamente ammaccati, ma nel complesso copia molto buona.

 

RARE FIRST EDITION, WITH ILLUSTRIOUS PROVENANCE, IN A BINDING BY DOUGLAS COCKERELL, of the last of the three important musical treatises written by Franchino Gaffurio. Detailed description and additional images upon request.

Stima 10.000 / 15.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
17

(Illustrati 500) FORESTI, Giacomo Filippo. Supplementum Supplementi delle Chroniche del venerando padre frate Jacobo Philippo ... con la gionta del 1524. infino al 1535. (Impresso Veneti per Bernardino Bindone, 1535).

 

EDIZIONE DEFINITIVA, SPLENDIDAMENTE ILLUSTRATA, di questa celebre cronologia del mondo pubblicata per la prima volta nel 1483 e qui aggiornata da Marco Guazzo fino al 1524. Copia proveniente dalla biblioteca di Niccolò Baruffaldi (1645-1748), appassionato archeologo e cultore di studi storici, che lasciò poi in eredità al figlio Girolamo la sua collezione di manoscritti e libri. Lotto provvisto di libera circolazione.

 

In folio (300 x 203 mm). [xii] cccxcii [i.e. cccxciii] [i] carte. Frontespizio entro grande e raffinata bordura su fondo criblé che racchiude i ritratti dei più importanti letterati e filosofi dell’antichità classica, xilografia a piena pagina che raffigura la Creazione di Eva entro bordura decorativa, subito seguita dall’incipit dell’opera racchiuso entro elaborata cornice su fondo criblé abitata da putti e ornamenti floreali, altra xilografia a piena pagina che raffigura la Tentazione e la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, xilografia a mezza pagina con Caino e Abele e altre scene bibliche (c. viiir), costruzione della Torre di Babele (c. xiiiiv), oltre cento più piccole xilografie nel testo, la maggior parte delle quali raffigurano città (tra cui, a mezza pagina: Roma, c. ccclxxiv, e Venezia, c. clxxixr, più piccole Firenze, c. ciiir, Genova, c. xxxvir, e molte altre). Testo affiancato a sinistra da linea del tempo suddivisa in “Anno del Mondo” e “Anno di Christo”. Pergamena rigida moderna con titolo in oro al dorso. Al frontespizio antica firma di possesso del ferrarese Nicolò Barufaldi, piccolo timbro nobiliare e monogramma “GB”, note di antica mano al verso dell’ultima carta. Rinforzo al margine interno delle prime e ultima carte, foro di tarlo che attraversa le prime duecento carte, qualche carta ingiallita o pallidamente brunita, strappo alla carta t6, ma nel complesso buona copia.

                     

Definitive edition, beautifully illustrated, of this famous chronology of the world, published for the first time in 1483 and updated here up to 1524 by Marco Guazzo. From the library of archaeologist Niccolò Baruffaldi. Wormhole and occasional browning. Detailed description and additional images upon request. Lot with export licence.

Stima 1.500 / 2.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
18

(Atlante) ORTELIUS, Abraham. Theatrum orbis terrarum. (Antuerpiae, auctoris aere & cura impressum absolutumque apud Aegidium Radaeum Gandensem, 1575).

 

SPETTACOLARE COPIA IN FINE COLORITURA COEVA di questa quinta edizione in latino del Theatrum, pietra miliare nella storia della cartografia che delineò gli standard di tutti gli atlanti successivi. L’edizione in latino fu la prima a essere dotata di appendici scientifiche con i “Synonymia Locorum Geographicum”, un elenco alfabetico di toponimi latini con la loro traduzione in volgare, seguito da un altro elenco con in nomi in volgare e la traduzione in latino, e infine con il “De Mona Druidum Insula... Epistola”, una lettera sull’isola di Mona (Anglesey or Ynys Mon in gaelico, detta “isola dei Druidi”), scritta dal geografo gallese Humphrey Llwyd (1527-1568). Viene attribuita a Llwyd l’invenzione del termine “British Empire”, così come il fatto di essere stato il primo cartografo ad avere illustrato il Galles (qui raffigurato infatti come “Cambriae Typus Auctore Humfredo Lhuydo”).

 

In folio (428 x 296 mm). [10] carte, incluso il frontespizio architettonico colorato e con titolo in oro, seguite da 70 tavole a doppia pagine, e da [48] carte (pagine di testo e alcune mappe pallidamente brunite, qualche strappo al centro). Vitellino marezzato settecentesco, dorso a 7 nervi e 8 scomparti, il secondo con tassello dorato, gli altri con decorazione dorata, sguardie marmorizzate (qualche minima abrasione). Ex libris Conti Lamberti con motto “Cosa fatto capo ha”.

 

SPECTACULAR COPY IN FINE CONTEMPORARY HAND-COLOURING of this fifth edition in Latin of the celebrated Theatrum Orbis Terrarum. Detailed description and additional images upon request.

Stima 30.000 / 60.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
19
(Storia dell’arte) VASARI, Giorgio. Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori. In Fiorenza, appresso i Giunti, 1568.

 

ESEMPLARE STRAORDINARIO DI QUESTA CELEBRE PRIMA EDIZIONE ILLUSTRATA DEL VASARI, CON FITTE POSTILLE ATTRIBUITE A FEDERICO ZUCCARI DALLO STUDIOSO VASARIANO GAETANO MILANESI.


Per questo lotto è stato avviato dalla Soprintendenza il procedimento di dichiarazione di rarità e pregio - For this lot has been started by the Superintendence the declaration of rarity and value. 


Esistono varie copie delle Vite vasariane anticamente postillate, sia dell’edizione originale del 1550, sia di questa prima edizione illustrata del 1568. In particolare, è attestato che il pittore manierista Federico Zuccari (1539-1609), autore di un gran numero di affreschi in varie città italiane, e, tra le altre cose, di vari ritratti della regina Elisabetta I e di un eccezionale ciclo di disegni per la Divina Commedia (oggi conservato presso gli Uffizi), postillò ben due copie delle Vite Giuntine del 1568. La prima si trova presso la Biblioteca Nazionale di Spagna in quanto l’esemplare fu donato da Zuccari a El Greco durante la sua permanenza in Spagna (1586-1588); tale esemplare fu poi fittamente annotato anche da El Greco. La seconda copia postillata da Zuccari è conservata alla Bibliothèque Nationale de France, sebbene non è noto come vi sia arrivata.

A queste due copie ne va aggiunta una terza, reperita nella seconda metà dell’Ottocento dallo studioso vasariano Gaetano Milanesi (1813-1895), che nel suo fondamentale trattato Le opere di Giorgio Vasari, con nuove annotazioni e commenti di Gaetano Milanesi (Firenze, Sansoni, 1906) parla appunto di un esemplare delle Vite dei Giunti “già posseduto dal cavaliere Alessandro Saracini di Siena”, attribuisce le postille a Zuccari e le trascrive commentandole.

Ad un primo confronto, le note trascritte da Milanesi corrispondono a quelle che si trovano nel nostro esemplare. Si segnala in particolare la correzione “aquistato” al margine della carta 4Pr, parola che Zuccari sostituisce al termine “perduto” nel testo (sul quale tira una riga); tale correzione è presente anche nell’esemplare parigino ed è “l’unico caso di postilla identica fra i due esemplari”, come fa notare lo studioso Giovanni Mazzaferro nel suo lungo articolo Gli esemplari postillati delle Vite vasariane: un censimento. In questo stesso articolo è possibile visionare la foto di un frammento dell’esemplare El Greco, che, permettendo un confronto calligrafico (va osservato in particolare il termine “instoriate”), porterebbe a confermare l’attribuzione del Milanesi a Zuccari delle postille nel nostro esemplare. Ad ulteriore riprova, si prenda in considerazione anche la frase anticamente manoscritta all’inizio del nostro volume (forse da Milanesi?) “le postille marginali che si trovano sparse da pagina 592 in giù, sono di mano di Federigo Zuccheri”.

Sono postillate nello specifico le vite di:

 

- Battista Franco, 4Ev;

- Francesco Salviati, 4K4v e 4L1v (quest’ultima non in Milanesi);

- Daniello Ricciarelli, 4N1v e 4N2v;

- Taddeo Zucchero, da 4N4v a 4R1v quasi tutti i margini sono fittamente annotati;

- Tiziano: 5F3r, 5F4r, 5G2r, 5G3r (nessuna delle quali si trova in Milanesi).

 

Nelle sue note, Zuccari si mostra generalmente critico nei confronti del Vasari, che chiama per nome, come nella postilla “in che proposito entra qui Giorgio vanamente?”, e aggiunge in particolare molte informazioni alla vita del fratello Taddeo (1529-1566), anch’egli pittore. Per esempio ne corregge il carattere, definito dal Vasari “sanguigno … e molto sdegnoso, e oltre a ciò dato dalle cose veneree” in “Anzi modesto, tenprato e benignio”, e più avanti chiosa “se [Taddeo] fosse stato fiorentino, [Vasari] l’avrebe lodato di altra maniera, come merita lode supreme; ma dice quello che non può tacere, ed altrove, ove dovrebe tacere, cicala apasionato, senza ragione alchuna.”

 

È inoltre postillata la vita di Ridolfo Grillandai a c. 4C1r-v, ma in un inchiostro molto scuro e da antica mano che appare diversa rispetto a quella delle altre note, e compaiono qua e là altri minori interventi manoscritti.

 

Oltre a Federico Zuccari, si individuano nei volumi altre illustri firme d’appartenenza, verosimilmente attribuibili al pittore genovese Cesare Corte (1550-1613, volume secondo), e allo storico dell’arte Alfonso Landi (volume primo e terzo). Nel secondo volume è inoltre presente un piccolo ritratto a matita, nello stile tipico del naturalismo emiliano cinquecentesco, applicato nel tondo originariamente vuoto di Antonio Correggio (carta b4v).

 

PRIMA EDIZIONE ILLUSTRATA di questa celebre galleria di 161 biografie dei principali artisti e architetti italiani del Rinascimento (termine coniato dal Vasari). Pubblicata diciotto anni dopo la prima edizione dell’opera, questa seconda edizione, oltre ad essere la prima illustrata, reca una nuova dedica a Cosimo de’ Medici ed è considerevolmente ampliata: vi sono aggiunte 28 biografie di artisti più recenti, tra cui Tiziano, un’autobiografia di Vasari e un trattato di tecniche artistiche. I ritratti xilografici, eccezionalmente espressivi, furono incisi da vari artisti su disegni dello stesso da Vasari. Sebbene alcune delle biografie contengano inesattezze, l’opera rimane la principale autorità sugli artisti di uno dei periodi più fertili della storia dell’arte occidentale, e infatti non a caso è definita “the first modern history of art” (PMM).

 

3 volumi in 4to (ca. 235 x 160 mm). Vol. 1: [lvi] 529 [i.e. 523] [1] pp. Vol. 2: [xl] 370 [2] pp. Vol. 3: [lxxxiv] 371-1012 [i.e. 1004] [6] pp. Frontespizi entro cornice architettonica xilografica abitata da putti e altre figure, e con stemma de’ Medici in alto e veduta di Firenze in basso; giglio Giunta al frontespizio e in fine al secondo e terzo volume; 144 ritratti ovali di artisti, inseriti entro 6 diverse cornici con figure femminili rappresentanti le arti (copiate da affreschi di Casa Vasari ad Arezzo), 8 cornici con spazi per ritratti lasciati vuoti; xilografia con il Giudizio Universale in fondo al terzo volume. Iniziali e fregi xilografici.

 

Set non uniforme: primo e terzo volume rilegati in pergamena flessibile coeva con titolo manoscritto ai dorsi e con unghiatura (difetti), secondo volume rilegato in pergamena semi-flessibile antica (dorso assente); tutti i tagli sono rossi. Pallide fioriture, pallidi aloni e tracce d’uso marginali, piccoli rinforzi al margine interno e carte occasionalmente brunite in modo lieve in tutti i volumi. -- Frontespizio e carte successive del primo volume con pallido alone marginale, primo fascicolo lento e protruso. -- Nel secondo volume, il frontespizio è reintegrato senza perdite al margine esterno, e le ultime due carte sono reintegrate senza perdite al margine superiore, vi è inoltre un disegno a matita applicato nel tondo originariamente vuoto di Antonio Correggio (carta b4v) -- Nel terzo volume, e1 presenta uno strappo, la pagina 3B è sciolta e doppia, 3R4 presenta un’antica pecetta con il nome dell’artista descritto (Girolamo Genga), il fascicolo 4R è montato prima di 4Q, qualche fascicolo è protruso; numerose postille marginali; si segnala che la vita del Beccafumi, la quale normalmente si apre con un occhietto (carta 3A1, bianca tranne che per il titolo “Vita di Domenico Beccafumi”), è in questo caso preceduta da una carta bianca inserita posteriormente (ha filoni verticali laddove i filoni dell’opera sono orizzontali); tale “vita” presenta inoltre su due carte un errore tipografico che appare corretto in altri esemplari (il titolo corrente “Perino del Vaga” al posto di “Domenico Beccafumi”), qui invece anticamente corretto a mano su entrambe le carte.

 

Provenienza: i due volumi rilegati in pergamena flessibile (primo e terzo volume) recano entrambi una nota d’acquisto (al contropiatto nel primo, e al verso della sguardia volante anteriore nel terzo) che recita “questo libro comprato dal Sig. Domenico [non legitur] Lire 23 | L’anno 1777 il di’ 2 gennaro”; recano inoltre la seguente antica firma d’appartenenza ad entrambi i frontespizi: “de Libri d’Alfonso Landi”, verosimilmente l’Alfonso Landi storico dell’arte di cui Guglielmo della Valle (ca. 1746-1805), nel suo Lettere sanesi sopra le belle arti (Roma, Generoso Salomoni, 1785-1786), volume secondo, pp. 32-33, scrive: “tra biografi Sanesi che trattarono dell’arte merita di essere il primo … aveva intrapreso a scriverne di proposito, come appare dall’infrascritto titolo del MS. di lui che ci resta Racconto di pitture, di statue, e d’altre opere eccellenti che si ritrovano ne’ tempj, e negli altri luoghi pubblici, della Città di Siena con i nomi, cognomi e patrie degli artefici di esse per quanto però s’è potuto trovare da me Alfonso Landi figliuolo del q: Pompilio di Lattanzio di Girolamo Landi, cominciato fin dall’anno 1655.” Tale manoscritto parrebbe quello battuto all’asta da Dominic Winter nel 2020 (Printed Books, Maps & Autographs, Wed, 27th May 2020, lot 363). Vi è infine in entrambi questi volumi una firma (al verso della penultima carta nel primo volume e dell’ultima carta nel terzo) coperta da antica pecetta ma visibile controluce che dice in entrambi i casi “Marcello Ghini”, seguito da un’altra parola non leggibile. -- Il secondo volume reca: al contropiatto anteriore un tassello cartaceo che recita “Ex Bibliotheca Joan. Xavery Carenzi Med. Doct. Urbini Achiatri.”, al verso del frontespizio l’antica firma di possesso “Cesare Corte”, forse il pittore e architetto nato e morto a Genova (1550-1613), e al margine inferiore della pagina successiva la firma cassata “Ioannis Battista Pinelli”, forse il poeta genovese attivo tra fine Cinquecento e inizio Seicento.

 

EXTRAORDINARY COPY OF THIS FAMOUS FIRST ILLUSTRATED EDITION OF THE VASARI, WITH PROFUSE MARGINALIA ATTRIBUTED TO FEDERICO ZUCCARI BY THE VASARIAN EXPERT GAETANO MILANESI. Detailed description and additional images upon request.

 

(3 volumi)

Stima 35.000 / 45.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
23
Stima 300 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
25

(Caccia - Falconeria - Illustrati 600 - Armi da fuoco) Lotto di libri di caccia. XVII-XVIII secolo.

 

Un poema didattico sulla caccia illustrato da fini incisioni in rame a soggetto venatorio, e una ricercata opera spagnola che insegna a sparare con il fucile, e a cacciare animali più piccoli come pernici, lepri, ecc., ma anche di grandi dimensioni come avvoltoi e lupi. Entrambe in terza edizione.

 

VALVASONE Erasmo da. La caccia dell’Ill. Signor Erasmo di Valvasone Ricorretta e di molte stanze ampliata con le annotationi di M. Olimpio Marcucci. In Venetia, per Franc.o Bolzetta, (1602). In 8vo (144 x 92 mm). [iv] 167 [1] carte. Frontespizio calcografico e 5 incisioni in rame a piena pagina (una leggermente rifilata al margine inferiore). Iniziali e fregi xilografici. Pergamena rigida posteriore con titolo in oro al dorso, tagli spruzzati. Buon esemplare, completo dell’ultima carta bianca. -- ARELLANO, (Juan Manuel de). Arte de cazar o cazador instruido y experimentado con escopeta y perros, a pie y a caballo … Quarta Edicion. En Madrid, Se hallara en la Libreria de Escribano calle de Carretas, [1788]. In 12mo (141 x 96 mm). [viii] 134 [2] pp. Vitellino marezzato coevo con tassello dorato al dorso. Piccola bruciatura all’angolo in alto delle pp. 103-134, per il resto buona copia.

                

Valvasone: Schwerdt II, 278 - Ceresoli 541 - Harting 273. -- Arellano: terza edizione (secondo Schwerdt), dopo la prima del 1745. Schwerdt I, 43.

 

A didactic poem on hunting illustrated with fine copper engravings, and a sought-after Spanish work that teaches how to shoot with a rifle, and to hunt smaller animals such as partridges, hares, etc., but also large ones such as vultures and wolves. Detailed description and additional images upon request.

 

(2 volumi)

 

 

Stima 400 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
27

(Storia naturale - Illustrati 700) ALESSANDRI, Innocente - SCATTAGLIA, Pietro. Animali quadrupedi dal naturale dissegnati, incisi, e miniati con i lor veri colori da Innocente Alessandri, e Pietro Scattaglia. Parte prima [-quarta]. In Venezia, all’insegna della B. Vergine della pace sopra il ponte di Rialto, 1771-1775.

 

UNA DELLE PIU' RARE E PREZIOSE OPERE DI ZOOLOGIA STAMPATE NEL SETTECENTO, ILLUSTRATA CON CENTINAIA DI INCISIONI ACQUARELLATE A MANO. Esemplare privo di 5 tavole, ma che ne presenta una in più per il cavallo (vi sono infatti due tavole contrassegnate “LI”). L’arte veneziana di questo secolo è evidente nelle magnifiche incisioni acquarellate degli artisti Alessandri e Scattaglia attivi sul Ponte di Rialto, prodotte in cinque anni e originariamente pubblicate in numeri mensili. Secondo Pietro Gradenigo (1695-1776), noto bibliofilo veneziano che aprì la sua biblioteca ai concittadini, l’opera sarebbe stata venduta come un insieme di stampe colorate a mano. Riferimenti: Ceresoli 44 (“Opera rara, non citata dalle bibliografie”) - Nissen ZBI 79 - Morazzoni, Libri Veneziani del ‘700, p. 208.

 

2 volumi in folio (470 x 322 mm) in 4 parti caratterizzate ciascuna da un frontespizio inciso seguito da 50 tavole calcografiche numerate, tutte colorate a mano all’epoca (assenti le seguenti 5 tavole: 96, 179, 180, 181 e 182; volumi slegati e con varie tavole sciolte e un po’ sciupate, pallide gore e macchie occasionali, piccolo alone alle tavole finali della seconda parte, qualche strappo marginale, altre tracce d’uso, ex libris rimosso al contropiatto del primo volume). Mezza pergamena coeva con angoli, tagli rossi. Ex libris nobiliare al contropiatto del secondo con inscrizione “Presso Ant. Zatta”.

 

ONE OF THE RAREST AND MOST PRECIOUS ZOOLOGY WORKS PRINTED IN ITALY IN THE 18TH CENTURY, ILLUSTRATED WITH HUNDREDS OF HAND-COLOURED COPPER ENGRAVINGS. Copy without 5 plates, but with one extra for the horse (there are in fact two plates marked “LI”). Bindings loose with some plates loose and slightly worn. Detailed description and additional images upon request.

 

(2 volumi)

Stima 4.000 / 8.000
Asta conclusa
28

(Feste - Illustrati 700 - Legatura) Description des Festes données par la ville de Paris, A l’Occasion du Mariage de Madame Louise-Elisabeth de France, & de Dom Philippe, Infant & Grand Amiral d’Espagne. Paris, de l’imprimerie de P.G. Le Mercier, 1740.

 

SPLENDIDO LIBRO DI FESTE PARIGINE IN MAROCCHINO ROSSO COEVO. La città di Parigi celebrò il matrimonio di Luisa Elisabetta di Borbone-Francia (1727-1759) con Filippo I di Borbone-Parma (1720-1765), Infante di Spagna, il 29 e 30 agosto 1739. Queste feste, probabilmente le più spettacolari della XVIII secolo, furono progettate da un gran numero di architetti e artigiani, guidati da Giovanni Niccolò Servandoni (1695-1766), che ne idearono e realizzarono le decorazioni. Le illustrazioni mostrano l’intero spettacolo sulla Senna tra il Pont-Neuf e il Pont Royal come segue: piano generale della parte della Senna compresa tra Pont-Neuf e Pont Royal; struttura sul Pont-Neuf per la grande girandola finale; isola ottagonale per i musicisti al centro della Senna; la loggia a forma di baldacchino attaccata al Louvre, da dove la coppia reale ha potuto assistere allo spettacolo (vista frontale e di profilo); due tavole con imbarcazioni addobbate di luminarie; una pianta delle sovrastrutture costruite lungo le rive della Senna per accogliere gli spettatori; splendida veduta dei momenti finali dello spettacolo, con le rive del fiume gremite di spettatori che ammirano giochi d’acqua, luminarie e fuochi d’artificio; piante e sezioni dell’Hôtel de Ville che illustrano il gran ballo notturno.

 

In folio atlantico (625 x 466 mm). [ii] 22 pp. e XIII tavole calcografiche (di cui 8 a doppia pagina). Grande vignetta calcografica con stemma di Parigi retto da due putti al frontespizio, grande testata calcografica con regata sulla Senna, grandi iniziali calcografiche. Marocchino rosso coevo con armi della città di Parigi ai piatti riquadrati da cornice dorata, unghiatura e dentelles dorate, dorso a 10 nervi con titolo e fleur-de-lys dorati, sguardie marmorizzate coeve. Tracce d’uso e del tempo alla legatura, carte pallidamente brunite, ma nel complesso buona copia.

 

BEAUTIFUL WORK CELEBRATING A ROYAL 18TH CENTURY WEDDING IN PARIS, IN ITS CONTEMPORARY RED MOROCCO BINDING WITH ARMS OF PARIS. Detailed description and additional images upon request.

Stima 1.500 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
29

(Illustrati 700) DIDEROT, Denis - D’ALEMBERT. Encyclopédie. Troisième édition enrichie de plusieurs notes. [con] Recueil de planches. Troisième édition. [con:] Suite du recueil de planches. Seconde édition. [con :] Robinet, Jean Baptiste René. Nouveau dictionnaire, pour servir de supplément aux dictionnaires des sciences, des arts et des métiers, par une société de gens de lettres. Seconde édition d’après celle de Paris, avec quelques notes. A Livourne, de l’Imprimerie des éditeurs, 1770-1779.

 

SECONDA EDIZIONE ITALIANA E TERZA IN ASSOLUTO DELLA CELEBRE ENCYCLOPÉDIE DI DIDEROT E D’ALEMBERT, compendio universale del sapere, nonché primo esempio di moderna enciclopedia di larga diffusione e successo, cui guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive. In Italia furono due le edizioni settecentesche dell’Encyclopédie, entrambe pubblicate in Toscana negli anni immediatamente seguenti la stampa parigina. La prima fu quella edita a Lucca fra il 1758 e il 1776 per le cure del nobile Ottaviano Diodati, che vi aggiunse numerose note di suo pugno. L’impresa di Livorno si deve invece a Giuseppe Aubert, tipografo ed editore di origine francese attivo a Livorno a partire dal 1760 circa, che fu in stretta corrispondenza con illustri illuministi del tempo tra cui Cesare Beccaria. Nonostante le iniziali difficoltà (l’Encyclopédie era molto osteggiata dalla Chiesa) Aubert trovò patrocinatori con cui costituire una società editoriale, chiese sottoscrizioni in Italia e all’estero (Pietro Verri nel procurò subito trenta a Milano), e coinvolse Pietro Leopoldo I di Toscana, illuminato Granduca dal 1765 al 1790, che concesse alla nuova società locali gratuiti, finanziò in parte l’impresa e accettò che l’opera venisse a lui dedicata. Dalla corrispondenza tra Aubert e Verri si trae l’informazione che le prenotazioni arrivarono a 1200 e gli associati a 1500.

 

Encyclopédie: 17 volumi in folio (410 x 270 mm), di cui i primi 15 in vitellino marezzato coevo, dorsi riccamente decorati in oro con doppio tassello, tagli rossi, sguardie marmorizzate (sbucciature, difetti alle estremità), e gli altri 2 in mezzo vitellino biondo più recente, dorsi riccamente decorati in oro, tagli rossi, sguardie bianche.  Assenti l’antiporta di Baratti dal primo tomo e la carta di Avertissement nel quarto tomo, ma è presente un Avertissement di due carte nel tomo XVI, non registrato da SBN. Fioriture e bruniture occasionali, piccola perdita di testo alla p. 153/154 del tomo V, ma nel complesso buona copia.

 

Planches e Suite: 12 volumi in folio (406 x 266 mm), di cui i primi 6 in vitellino marezzato coevo, dorsi riccamente decorati in oro con doppio tassello, tagli rossi, sguardie marmorizzate (sbucciature, difetti alle estremità), e gli altri 5 in mezzo vitellino biondo più recente, dorsi riccamente decorati in oro, tagli rossi, sguardie bianche. Assente probabilmente ab origine la tavola doppia 59-60 nel volume X, facente parte della sezione dedicata all’architettura dei teatri. Le tavole sono dunque complessivamente 3130 (di 3132 tavole numerate). Presenti in tutti i volumi tranne il primo Avis aux relieurs non registrati da SBN. Presente inoltre un’ulteriore tavola sciolta in barbe (piegata), con utensili da idraulico (n. 154 dell’ottavo volume). Nel tomo VI, il fascicolo di testo 26χ, descritto da SBN come composto da due carte, ne presenta invece una sola, forse bianca visto che il testo appare completo. Nel volume XI, il fascicolo 4χ2 è rilegato in posizione diversa rispetto a quella indicata da SBN. Qualche tavola degli ultimi volumi ingiallita, ma nel complesso le incisioni sono fresche e ben conservate.

 

Supplément: 4 volumi in folio (406 x 271 mm) in mezzo vitellino biondo più recente, dorsi riccamente decorati in oro, tagli rossi, sguardie bianche. Assente l’antiporta e le 2 carte 2π1-2 dell’Avertissement dal primo volume, assente l’ultima bianca nel secondo, e la tavola ripiegata nel quarto.

 

SECOND ITALIAN EDITION AND THIRD EDITION AFTER THE FIRST FRENCH ONE. In Italy, there were two eighteenth-century editions of the Encyclopédie, both published in Tuscany in the years immediately following the Parisian printing. The first was edited in Lucca between 1758 and 1776 by nobleman Ottaviano Diodati. This Livorno enterprise is due to Giuseppe Aubert, a celebrated typographer and publisher of French origin active in that town starting around 1760. Bindings are not uniform, lacks frontispieces of first volume of text and of supplement, lacks a couple of Avertissement au relieurs, one folding plate in the supplement volume and plate 59-60 in volume X of Planches. However has all the other 3130 numbered plates in fresh impression. Detailed description and additional images upon request.

 

(33 volumi)

Stima 6.000 / 8.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
30

(Ornitologia - Illustrati 700) EDWARDS, George. A natural history of uncommon birds, and of some other rare and undescribed animals. London, Printed for the author, (1743)-1751.

 

208 TAVOLE ORNITOLOGICHE IN SPLENDIDA COLORITURA COEVA. I soli 4 volumi della Natural history of uncommon birds, illustrati da 208 (di 210) tavole calcografiche colorate a mano, che mantengono intatta tutta la loro bellezza.

 

4 volumi in 4to (289 x 237 mm). Vol. 1: ritratto calcografico di Edwards in antiporta, seguito da: 2 carte con titolo generale e spiegazione della pubblicazione dell’opera datata 1750; Memoirs of the Life and Works of George Edwards, London, Robson, 1776, [2] 38 pp. e 4 tavole (3 a doppia pagina) non colorate (assenti la prima e ultima carta, presumibilmente bianche; A Catalogue of the Birds, Beasts, Fishes, Insects, Plants, &c., London, Robson, 1776, 15 [1] pp.; A Natural History of Birds, xx 52 pp. e 52 tavole (assente il fascicolo finale “e2” della Preface, ovvero le pp. xxii-xxiv); Histoire Naturelle d’Oiseaux peu communs, Londres, pour l’Auteur, 1751, [4] pp; Histoire Naturelle de Divers Oiseaux, Londre, pour l’Auteur, 1745, [vi] xxi [i] pp., seguite da [52] pp. Vol. 2: iv 53-128 e 53 tavole numerate 53-105, seguite dalla traduzione in francese, [58] 26 pp., le due parti datate 1747 e 1748; Vol. 3: pp. [iv] 106-157 e 52 tavole numerate 106-157, seguite dalla traduzione in francese, [58] pp., le due parti datate 1750 e 1751; Vol. 4: [viii] 158-248 [1] pp. e 51 tavole [di 53: mancano la 183 e la 196] numerate 158-210, seguite dalla traduzione in francese, [56] pp. seguite da pp. 211-236 (frontespizio generale ingiallito, qualche occasionale macchietta e fioritura, tracce d’uso al margine di qualche tavola, e altre tracce del tempo). Vitellino coevo con doppio tassello ai dorsi molti sciupato (piatto anteriore del primo volume staccato e altri vari difetti).

 

208 ORNITHOLOGICAL PLATES IN BEAUTIFUL CONTEMPORARY HAND-COLOURING. Only 4 volumes of the Natural history of uncommon birds, illustrated by 208 (of 210) hand-coloured plates. Detailed description and additional images upon request.

 

(4 volumi)

Stima 2.500 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
1 - 30  di 92