International fine art

14 DICEMBRE 2021

International fine art

Asta, 1097
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

ore 15.00
Esposizione
FIRENZE
Venerdì         10 dicembre 2021    10-18
Sabato          11 dicembre 2021     10-18
Domenica     12 dicembre 2021    10-18
Lunedì           13 dicembre 2021    10-18
 
 
 
Stima   200 € - 25000 €

Tutte le categorie

121 - 150  di 209
130

TAVOLINO DA SALOTTO, STAMPIGLIATO LOUIS MOREAU, FRANCIA, SECOLO XVIII 
intarsiato in legni vari, di forma ovale a tre ripiani inquadrati da ringhierina in bronzo dorato, ciascun pianetto intarsiato con scene diverse raffiguranti vasi di fiori ed oggetti di uso quotidiano, gambe mosse su piedini in bronzo dorato, stampigliato sul fondo L. Moreau e due volte JME, cm 83x48x36, reca sul fondo foglio con biografia di Moreau in cui si specifica che nel 1771 comprò dall'ebanista Topino diversi mobili lastronati in bois de rose e d'amaranto

 

A FRENCH LOW TABLE STAMPED LOUIS MOREAU, 18TH CENTURY   

 

Le opere di Louis Moreau, ebanista del Settecento francese, attivo a Parigi anche come mercante, presentano una grande varietà stilistica, spaziando dal Luigi XV, alla Transizione al Luigi XVI. L’utilizzo del mogano e una marqueterie che alterna motivi floreali a motivi geometrici, con applicazioni in bronzo dorato, sono un’altra caratteristica di questo ebanista. Rileva la boutique parigina «À la descente des Tuileries» del maître Denis Genty in Rue de L'Échelle-Saint-Honoré, che rinomina «À la Petite Boule Blanche» ed ottiene la maîtrise il 27 settembre 1764. Dal 1771 lo troviamo in veste di mercante in collaborazioni con alcuni celebri ebanisti del tempo, come Charles Topino, Jean-François Oeben, Jacques Bircklé, Pierre Antoine Foullet, Léonard Boudin ed altri ancora, lavorando allo stesso tempo per la Surintendance des Menus-Plaisirs du Roi e per la più ricca aristocrazia. Dal 1784 si impegna anche in politica e nel 1797 milita nel Cercle Constitutionnel du faubourg Saint-Antoine. A seguito dell’attentato de la rue Saint-Nicaise (1800) viene poi deportato alle Seychelles nel 1801, dove torna a produrre mobili in legno di takamaka. Fra le opere a lui attribuite troviamo una commode Transition proveniente dalla Samuel H. Kress Foundation e attualmente conservata al Metropolitan Museum of Art di New York ed un bonheur-du-jour Louis XVI al Musée Cognacq-Jay a Parigi. Il figlio, Louis anch’egli, diventa maître attorno al 1791, portando avanti l’arte del padre.

 

 

Stima    1.500 / 2.500
Aggiudicazione:  Registrazione
146

Pietro Domenico Ollivero

(Torino, 1679-1755)

GIUSEPPE VENDUTO DAI FRATELLI

AGAR E ISMAELE

IL RITROVAMENTO DI MOSÈ DA PARTE DELLA FIGLIA DEL FARAONE

DAVIDE E ABIGAIL

olio su tavola comprensiva di cornice ovale dorata e intagliata a motivi rocaille (cornice facente parte della tavola), cm 55x38,5

 

JOSEPH SOLD BY HIS BROTHERS

ABRAHAM CASTING OUT HAGAR AND ISHMAEL

MOSES SAVED FROM THE WATERS

THE MEETING OF DAVID AND ABIGAIL

oil on panel including oval gilt frame carved with rocaille patterns (the frame is part of the panel), 55x38.5 cm

 

Le opere sono corredate da una scheda della Dott.ssa Arabella Cifani, la quale definisce l’artista “uno dei più importanti pittori di bambocciata italiana […] favorito dall’appoggio del primo pittore di corte Claudio Francesco Beaumont e del potente ministro Carlo Vincenzo Ferrero d’Ormea che gli commissionò fino alla morte (1745), decine di dipinti. Gli anni Cinquanta furono ancora ricchi di successi”. Inoltre, continua la Dott.ssa, “Ignazio Nepote, ne Il pregiudizio smascherato, ricorda che chi passava a Torino lo ricercava e “godeva di conoscerlo” . Il pittore, che fu anche ottimo disegnatore e scherzoso poeta, progettò scenografie per il Teatro Regio, fornì disegni per intarsi all’ebanista Luigi Prinotto.” Infine, per le tavole qui proposte “il pittore trae ispirazione da una fonte iconografica di alto livello e, ai suoi tempi, recente. Le scene sono infatti tratte della bellissime incisioni di Joseph Wagner e di Giuseppe Zocchi esemplate da disegni di Jacopo Amigoni e realizzate nel 1740/45, data che segna il termine post quem per queste opere, che vanno pertanto collocate nell’ultimo decennio di attività dell’Ollivero, presumibilmente verso il 1750”.

 

Stima    7.000 / 10.000
Aggiudicazione:  Registrazione
149

COMMODE, CHARLES-MICHEL COCHOIS, FRANCIA, PERIODO LUIGI XV, 1750 CIRCA

lastronata in bois de rose e altre essenze pregiate con applicazioni in bronzo dorato, piano in marmo giallo reale rosato di linea sagomata, impreziosita da applicazioni in ormoulu a motivi fogliacei su bocchette, pendaglina e angoli superiori dai quali ricadono in esile filettatura fino ai sabots sui piedini. Il fronte elegantemente bombato  a due cassetti sans traverse, ornati al centro da motivo a cartouche a inquadrare racemi tra riserve sagomate a volute, fianchi analogamente intarsiati, gambe a sciabola, stampigliata sul piano CM COCHOIS; cm 87x129x63

 

A FRENCH LOUIS XV COMMODE BY CHARLES-MICHEL COCHOIS, CIRCA 1750

 

Provenienza

Collezione privata

 

Bibliografia

Gierhards Antiques Fine Art, Katalog Nr. 8 2000, Düsseldorf 2000, n. 86 pp. 216-217;

L. Zinutti, Il linguaggio del mobile antico, Treviso, 2011, p. 387

 

Charles-Michel Cochois, ebanista francese del Settecento, vissuto fino al 1764, sembra aver iniziato la propria carriera come mercante di casse per orologi. Diventa Maître nel 1734 e durante gli anni Trenta stabilisce la propria attività in rue des Petits-Carreaux a Parigi, dove lavora come ebanista producendo mobili Régence e Transition.  

Fra le sue opere ricordiamo una commode in bois de rose e amaranto conservata al J. Paul Getty Museum in California e un tavolo al Detroit Institute of Arts in cui la stampigliatura di Cochois appare a fianco di quella di Gaspard Feilt.

 

 

Stima    20.000 / 30.000
121 - 150  di 209