Sculture e oggetti d'arte europei dal medioevo al XIX secolo da collezioni private

19 OTTOBRE 2021

Sculture e oggetti d'arte europei dal medioevo al XIX secolo da collezioni private

Asta, 1049
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

ore 10.30
Lotti: 1-151

ore 15.00
Lotti: 152-376
Esposizione
FIRENZE
Venerdì         15 ottobre 2021    10-18
Sabato          16 ottobre 2021     10-18
Domenica     17 ottobre 2021    10-13
Lunedì           18 ottobre 2021    10-18

Vi preghiamo di considerare che il giorno dell'asta sarà possibile accedere alla sala di vendita solo se in possesso di Green Pass, mentre l’accesso nelle giornate di esposizione è libero.
 
 
 
Stima   100 € - 30000 €

Tutte le categorie

151 - 180  di 375
158

Artista attivo tra Venezia e la Dalmazia, seconda metà secolo XV

LEONE SEDUTO

in pietra d'Istria, su base quadrangolare modanata sottesa da motivo a nastro incrociato, cm 35x15x15

 

Artist active between Venice and Dalmatia, second half 15th century, a seated lion, Istrian stone

 

La pietra utilizzata, tipica dell’area adriatica, e l’ancora vivo ricordo donatelliano in particolar modo nella resa della criniera del leone conducono a ritenere l’artefice di questa scultura un artista attivo nei decenni finali del Quattrocento tra Venezia e la Dalmazia.

Rivelano la conoscenza delle opere padovane di Donatello intorno al 1450, lo stile e l’iconografia dei lavori veneziani di Niccolò Giovanni Fiorentino, figura eminente tra gli scultori veneti della seconda metà del XV secolo, con un intenso periodo di attività anche in Dalmazia (sulla sua vicenda artistica e biografica A. Markham Schulz, La vita di Niccolò di Giovanni Fiorentino, in Tesori della Croazia, catalogo della mostra, Spinea 2001, pp. 42-44). I documenti dalmati, relativi appunto alla sua presenza in questa regione, lo chiamano “fiorentino”, indicazione che è stata fondamentale per stabilire la sua provenienza da Firenze o dintorni e ricostruire il suo percorso che lo vide probabilmente anche per un periodo assistente nella bottega padovana di Donatello. Tra le sue realizzazioni si suggerisce, quale confronto con la nostra scultura, il rilievo con San Gerolamo nel deserto nella chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia (cfr. A. Markham Schulz, Niccolò di Giovanni Fiorentino and Venetian sculpture of the early Renaissance, New York 1978, fig. 66).

Stima    15.000 / 25.000
161
Stima    6.000 / 9.000
Aggiudicazione:  Registrazione
169

Artista italiano attivo nella seconda metà del secolo XV

FREGIO A GROTTESCHE

in marmo a raffigurare due cavalli alati divergenti al centro dalle cui code si dipartono volute fogliacee, cm 21x74x9

 

Italian artist, second half 15th century, grotesque frieze, marble

 

Nell’ambito della decorazione di importanti architetture quattrocentesche un ruolo chiave era giocato dai rivestimenti marmorei che ne animavano gli spazi esterni e interni attraverso paraste, fregi e mostre di finestre. Il celebre palazzo urbinate di Federico da Montefeltro deve la sua eccezionalità proprio a ricche decorazioni plastiche di alta qualità figurativa e, tra queste, i fregi realizzati da Ambrogio Barocci da Milano tra gli anni Settanta e Ottanta del XV secolo, nell’ambito della nuova fase del cantiere guidata da Francesco di Giorgio Martini (cfr. M. Ceriana, Ambrogio Barocci e la decorazione del palazzo ducale di Urbino, in Francesco di Giorgio alla corte di Federico da Montefeltro, atti del convegno internazionale, Urbino 11-13 ottobre 2001, a cura di Francesco Paolo Fiori, Firenze 2004, pp. 269 – 304), costituiscono un interessante confronto per l’opera qui presentata. La fama di eccellente intagliatore e ornatista che Ambrogio acquisì tra i suoi contemporanei è legata soprattutto alle cornici delle porte e ai camini della sala delle Veglie e dell’appartamento della Duchessa e alla cappella del Perdono. La sua grande novità esecutiva è data dall’incidere in profondità le forme, anche avvalendosi del trapano, senza tuttavia compromettere l’omogeneità del rilievo. Gli animali, e in particolar modo i cavalli, presentano una resa piuttosto dettagliata sia nell’evidenza data alle pieghe della pelle e nei musi che nella dinamica espressività con cui sono atteggiati, cavalli protagonisti anche nel nostro caso come nel fregio della cappella del Perdono del palazzo urbinate prima menzionata. Il repertorio decorativo impiegato da Barocci - che caratterizza anche il nostro fregio – è, come è stato notato (Ceriana 2004 cit.), un connubio tra motivi tratti dall’antico e di altri desunti da taccuini circolanti nell’ambito di botteghe rinascimentali specializzate.

 

 

Stima    12.000 / 18.000
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