LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez - Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
15 APRILE 2021
Ore 15.00 - lotti 401-594

Per questa vendita non sarà possibile partecipare in sala ma esclusivamente attraverso offerte scritte, telefoniche o la piattaforma PANDOLFINI LIVE.

Esposizione

In relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso, l’accesso all’esposizione sarà possibile solo su appuntamento.

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+39 055 2340888

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Stima   100 € - 15000 €

Tutte le categorie

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91 - 120  di 194
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Stima   € 350 / 450
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(Roma - Illustrati 600) BUONANNI, Filippo. Numismata summorum Pontificum templi Vaticani fabricam indicantia. Romae, sumptibus Felicis Caesaretti, & Paribeni […] typis Dominici Antonii Herculis, 1696.

In folio (369 x 242 mm). xv [1] 238 [di 240] pp. e 84 [di 88] tavole calcografiche (di cui alcune più volte ripiegate). Assenti la carta di testo X4 e le tavole 49, 57.2, 57.3 e 57.4. Grande vignetta calcografica al frontespizio, iniziali e fregi xilografici. Pergamena coeva, dorso a nervi con titolo manoscritto, pianta d’edificio abbozzata al piatto anteriore. Legatura sciupata, occhiello pallidamente macchiato, grande gora al margine superiore, la tavola 76 strappata con perdita, carte occasionalmente arrossate, qualche strappo e sgualcitura, e altre tracce d’uso.

                     PRIMA EDIZIONE di questa monografia dedicata a San Pietro, scritta da Filippo Buonanni (1638 -1725), gesuita, storico, biologo ed erudito italiano, autore tra l’altro del primo libro mai pubblicato sulle conchiglie e i molluschi marini. La presente opera è la prima storia architettonica della basilica di San Pietro, profusamente illustrata con piante e spaccati di edifici, e con dettagli di statue, monete, tombe papali e vedute, opera di G. Girolamo Frezza, Alessandro Specchi, Arnold van Westerhout, Jean-Charles Alet, Sante Bartoli e Carlo Patacchia. Cicognara 2780: “Opera da ritenersi come classica in questa materia per la dottrina e l’accuratezza con la quale è eseguita”. 

 

FIRST EDITION of this monograph dedicated to St. Peter, richly illustrated with plants and sections of buildings, and with details of statues, coins, papal tombs and views. Lacks 4 plates and has other faults. Detailed description and additional images upon request.

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Stima 
 € 200 / 300
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(Opera - Nuptialia) BUONARROTI, Michelangelo. Descrizione delle felicissime nozze della cristianissima maestà di madama Maria Medici regina di Francia e di Nauarra. In Firenze, appresso Giorgio Marescotti, 1600.

In 4to (ca. 225 x 165 mm), [23 di 24] carte. Assente A2 con la dedica. Stemma reale al frontespizio, iniziali e fregi xilografici. A c. [13]r sono elencati gli autori della musica. A c. [22]r: elenco delle personalità invitate. A c. [22v-24v]: Il dialogo cantato nel convito reale da Giunone, e Minerva.

[RILEGATO CON:]

RINUCCINI, Ottavio. L’Euridice d’Ottauio Rinuccini rappresentata nello sponsalitio della christianiss. Regina di Francia, e di Nauarra. In Fiorenza, nella Stamperia di Cosimo Giunti, 1600.

In 4to (ca. 228 x 164 mm). [iv] 16 carte. Marca Giunti al frontespizio e grande in fine. Iniziali e fregi xilografici. Testo in corsivo. Autore della musica Jacopo Peri e Giulio Caccini. Dedica di Rinuccini a Maria de’ Medici.

[RILEGATO CON:]

Rime cantate nel giardino del signor Riccardo Riccardi. Con l'occasione d’una festa fatta quiui per la reina. In Firenze, per Domenico Manzani, 1600.

In 4to (ca. 235 x 170 mm). [12] carte. Iniziali xilografiche. Testo in corsivo.

[RILEGATO CON:]

RINUCCINI, Ottavio. La Dafne d’Ottavio Rinuccini rappresentata alla Sereniss. Gran Duchessa di Toscana dal Signor Iacopo Corsi. In Firenze, appresso Giorgio Marescotti, 1600.

In 4to (ca. 240 x 175 mm). [12] carte. Stemma dei Medici al frontespizio, in fine marca xilografica con nave in mare procelloso e motto “Et potest et vult”. Musica di Jacopo Peri e Jacopo Corsi. Iniziali e fregi xilografici, testo in corsivo.

[RILEGATO CON:]

BUONARROTI, Michelangelo. Il natal d’Ercole di Michelagnolo Buonarroti. Favola rappresentata al serenissimo signor don Alfonso da Este principe di Modana, e all’eccellentissimo signor don Luigi suo fratello, nella venuta loro a Firenze. Da Madama Serenissima di Toscana. Nel palazzo dell’eccellentiss. sig. D. Antonio Medici. In Firenze, nella stamperia de’ Giunti, 1605.

In 4to (220 x 163 mm). [viii] 51 [1] pp. Marca di Cosimo Giunta al frontespizio, iniziali e fregi xilografici. Testo in corsivo.

 

Legatura in pergamena di riuso da manoscritto medievale (presumibilmente un messale, con brano dalla “Feria V”).

 

ECCEZIONALE INSIEME DI RARISSIME OPERE PER LE NOZZE DI MARIA DE MEDICI (5 OTTOBRE 1600), CHE INCLUDE LE PRIME EDIZIONI DEI LIBRETTI DELLA DAFNE E DELL’EURIDICE DI RINUCCINI, LE PRIME OPERE LIRICHE DELLA STORIA.

 

La Dafne e l’Euridice di Ottavio Rinuccini (1563-1621), librettista e poeta, sono i primi libretti a stampa delle prime opere liriche della storia. “Dafne è in assoluto la prima composizione conosciuta, che secondo gli attuali standard, può essere considerata un’opera. Essa venne composta da Jacopo Peri, nel 1598, su di un libretto di Ottavio Rinuccini. […] Per la prima volta Peri realizzò una composizione costituita sul recitativo, declamazione di testo con accompagnamento musicale, come parte preponderante dell’opera. […] Essa fu probabilmente rappresentata privatamente il 26 dicembre 1598 a Palazzo Tornabuoni e costituì il tentativo di far rivivere la tragedia greca secondo nuovi dettami. […] La maggior parte delle musiche di Peri sono andate perdute, nonostante la sua popolarità in Europa al tempo della pubblicazione, ma è arrivato ai nostri giorni il libretto costituito da 455 versi. […] La famiglia fiorentina dei Medici, signori di Firenze, fu talmente colpita dall’opera da commissionare a Peri l’opera Euridice per essere rappresentata in occasione del matrimonio di Maria de’ Medici con Enrico IV nel 1600.” (Wikipedia) “L’Euridice musicata da Jacopo Peri è pertanto il primo melodramma, nel puro senso del termine, la cui messa in scena sia storicamente documentata, e ad essa viene pertanto riferito l’inizio dell'opera moderna. Pertanto il testo di Rinuccini è considerato uno dei primi libretti d’opera, ma non il primo in senso assoluto. Infatti il Rinuccini […] aveva già composto attorno al 1595 un “libretto”: una Dafne musicata dallo stesso Peri.” (Wikipedia)

 

Conservazione: assente la carta A2 con la dedica dalla Descrizione del Buonarroti; nella Dafne v’è qualche pallida arrossatura e qualche macchia d’inchiostro lasciata dalla mano che ha segnato in margine vari paragrafi; legatura allentata, per il resto copia molto ben conservata e in barbe.

 

EXCEPTIONAL SET OF VERY RARE WORKS COMPOSED FOR THE WEDDING OF MARIA DE’ MEDICI (5 OCTOBER 1600), WHICH INCLUDES THE FIRST EDITIONS OF THE LIBRETTOS OF DAFNE AND EURIDICE BY RINUCCINI, THE FIRST OPERAS IN HISTORY. Lacks A2 with the dedication in the first work, and other irrelevant faults, but well-preserved ensemble with untrimmed margins. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 8.000 / 10.000
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(Cucina - Mestieri - Illustrati 600) CARRACCI, Annibale. Le arti di Bologna. Romae, 1646.

In folio (400 x 257 mm). Ritratto del Carracci, tratto da un disegno di Albert Clouwet, contenuto dentro elemento architettonico sorretto da sfingi e circondato da motivi allegorici, seguito da 80 tavole a piena pagina incise all’acquaforte. Pergamena settecentesca con titolo manoscritto al dorso, contropiatti marmorizzati, tagli spruzzati di rosso e di verde. Assenti il frontespizio e la dedica, qualche tavola pallidamente fiorita o brunita, tavola 76 con forellino in parte bianca, leggere tracce d’uso ai margini, per il resto copia molto buona.

                     Splendida serie di 80 tavole in fresca impressione incise da Simon Guillain su disegni di Annibale Carracci (1560-1609), oggi in gran parte scomparsi. Le stampe ritraggono in modo quasi “impressionistico” e con vena canzonatoria venditori ambulanti o popolani dediti a mestieri improvvisati, ciascuno con incisa in calce la propria attività. Contiene le seguenti tavole numerate: 1 Vende Rocche e Dipannatori; 2 Facchino; 3 Brendator da Vino; 4 Tripparolo; 5 Pignattaro; 6 Straordinario di Mercanti; 7 Bicchieraro; 8 Canestraro; 9 Vende Solfaroli; 10 Aquarolo di Aqua del Reno; 11 Carialaro da Portare Robbe; 12 Stagnaro; 13 Vende Paste per i Sorai; 14 Regattiere; 15 Reticelle e Marletti; 16 Cuoco; 17 Concia Grano; 18 Scopettaro (firmato anche Sim. Guillain Scu.); 19 Vende Quadri; 20 Pettinaro; 21 Padellaro; 22 Sportarolo; 23 Sguattero con i Regaglie di Cucina; 24 Vende Padelloni di Terra; 25 Pettini da Lino e Setacci; 26 Magniano o Chiavaro; 27 Fornaro; 28 Hortolana; 29 Pianellaro; 30 Imbiancatore; 31 Straordinario di Carne; 32 Conciator di Canapa e Lino; 33 Vende Aceto; 34 Burattator di Farina; 35 Vende Pera; 36 Sonatore in Piazza; 37 Vende Mestole Fusi e Taglieri; 38 Inchiostro Fino; 39 Berrettaro; 40 Fienarolo; 41 Vende Agli e Cipolle; 42 Rotatore; 43 Beccamorto; 44 Tavolette e libri per li Putti; 45 Netta Pozzi; 46 Pizziccarolo; 47 Vende Casio Fresco; 48 Rastellino per brina; 49 Cariolaro da Mondezza; 50 Spazza Cammino; 51 Merciaro di Tele; 52 Cavadenti; 53 Carrattiere con Aqua di Fiume; 54 Scortica Agnelli; 55 Cieco da Rimedio per i Calli; 56 Steccha Legna; 57 Vende Marroni; 58 Molinaro; 59 Asinaro con Gesso e Rena; 60 Cappellaro di Cappelli di Paglia; 61 Incatenatore di Corone; 62 Ucellatore con la Civetta; 63 Porta Lettere; 64 Cacciator da Lepri; 65 Muratore; 66 Calsettaro; 67 Pescatore; 68 Porta Citationi; 69 Sediaro; 70 Aquavitaro; 71 Acoramaglietti; 72 Ciambellaro; 73 Vende Formaggio Parmigiano; 74 Merangoli e Limoni; 75 Marroni Allessi; 76 Una Val. Ruffiana; 77 Una Spia Famosa; 78 Una Putta che Governa Galline; 79 Un Putto che Urina; 80 Il Console de Levantini.

 

Splendid series of 80 plates in fresh impression engraved by Simon Guillain after drawings by Annibale Carracci (1560-1609), now largely disappeared. The prints portray street vendors or commoners engaged in improvised trades in an almost “impressionistic” and mocking vein, each with his own activity engraved at the bottom. Lacks frontispiece and dedication. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 3.000 / 6.000
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(Legatura - Storia romana) COEFFETEAU, Nicolas. Histoire romaine, contenant tout ce qui s’est passé de plus memorable depuis le commencement de l’empire d’Augusteiusques a celuy de Constantin le Grand. A Paris, chez Sebastien Cramoisy, 1623.

In folio massimo (470 x 310 mm). [xvi] 760 [24] pp. Frontespizio con titolo stampato in rosso e nero e grande marca calcografica. A carta e4v grande ritratto calcografico dell’autore. Grandi iniziali figurate e fregi xilografici. Legatura moderna in vitellino con ai piatti rimontata la bella legatura originale (con qualche abrasione e sbucciature all’unghia) con le armi di Valentin Conrart racchiuse entro triplice cornice dorata e con il suo monogramma agli angoli. Al dorso è stato applicato anche uno degli scomparti originali, sempre con il monogramma di Conrart. Tagli dorati. Il margine delle carte F2, F5 e 3K1 è stato reintegrato con restauro senza perdita di testo, gora marginale al fascicolo P, ma per il resto buona copia.

                     ESEMPLARE INTERAMENTE REGLÉ, APPARTENUTO A VALENTIN CONRART (1603-1675) scrittore e letterato francese, iniziatore del progetto dell’Académie Française, della quale fu il primo segretario dal 1635 alla morte. “Nel 1627 ottenne la carica di consigliere e segretario del Re e delle sue finanze, cominciando a invitare letterati nella sua casa. Amico di Jean Chapelain e di Jean-Luis Guez de Balzac, da lui s’incontravano gli uomini di lettere che formeranno il nucleo della futura Académie Française […] Quelle riunioni ispirarono a Richelieu, le cui idee avevano sempre un carattere di grandiosità, il progetto dell’Académie. Conrart indirizza le lettere ufficiali e redige i regolamenti nel 1635. Ne è il primo segretario e, malgrado la sua appartenenza sincera alla religione protestante, il cardinale Richelieu lo mantenne nelle sue funzioni fino alla morte.” (Wikipedia)

 

RUBRICATED COPY FROM THE LIBRARY OF VALENTIN CONRART (1603-1675) French writer and scholar, initiator of the Académie Française project, of which he was the first secretary from 1635 until his death. Binding with restorations. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 800 / 1.000
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Stima   € 400 / 600
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(Caccia - Illustrati 600) DU FOUILLOUX (FOGLIOSO), Jacques. La caccia di Giacomo di Foglioso scudiero e signore di esso luogo, paese di Gastina in Poitù. Con molte ricette, & rimedij per risanare i cani da diuerse malattie. Tradotta di lingua francese da Cesare Parona. In Milano, appresso Antonio Comi, 1615.

In 8vo (161 x 100 mm). [viii] 338 [6] pp. Stemma xilografico del dedicatario (Ercole Visconti) al frontespizio, 40 xilografie nel corpo del testo, ripetute più volte, iniziali e fregi xilografici. Pergamena flessibile coeva con titolo manoscritto al dorso. Il corpo delle pagine è staccato dalla legatura, tracce del tempo al frontespizio, una macchia d’inchiostro all’angolo superiore dei primi fascicoli, pallide gore, fioriture e bruniture occasionali, piccolo lavoro di tarlo al margine interno di alcuni fascicoli.

PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO di questo celebre trattato sull’arte venatoria, dedicato a Carlo IX, illustrato da 40 xilografie che raffigurano varie razze di cani, il cinghiale, la lepre, la volpe, il tasso e il cervo. Ceresoli: “L’opera consta di LXIII Capitoli, seguiti da una serie di Ricette per risanare i cani da più sorte d’infermità. La prima ediz. francese è del 1561, ma la presente traduzione è condotta su quella di Parigi, Abel l’Angelier, 1606, ristampata successivamente nel 1607, 1613 e 1614.” Schwerdt I, 154 - Ceresoli 224 - Thiébaud 314.

 

FIRST ITALIAN EDITION of this famous treatise on the art of hunting, illustrated with 40 woodcuts depicting various breeds of dogs, the wild boar, the hare, the fox, the badger and the deer. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 600 / 800
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(Caccia - Illustrati 600) DU FOUILLOUX (FOGLIOSO), Jacques. La caccia di Giacomo di Foglioso scudiero e signore di esso luogo, paese di Gastina in Poitù. Con molte ricette, & rimedij per risanare i cani da diuerse malattie. Tradotta di lingua francese da Cesare Parona. In Milano, appresso Antonio Comi, 1615.

In 8vo (159 x 105 mm). [viii] 338 [6] pp. Stemma xilografico del dedicatario (Ercole Visconti) al frontespizio, 40 xilografie nel corpo del testo, ripetute più volte, iniziali e fregi xilografici. Pergamena flessibile coeva, titolo manoscritto al taglio inferiore. Antiche firme d’appartenenza all’occhiello e al verso dell’ultima carta. Le carte D4-D5 e D6 presentano strappi vistosi agli angoli che intaccano il testo. La carta G3 ha uno strappo a centro pagina (senza perdite). Qualche pallida gora.

PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO di questo celebre trattato sull’arte venatoria, dedicato a Carlo IX, illustrato da 40 xilografie che raffigurano varie razze di cani, il cinghiale, la lepre, la volpe, il tasso e il cervo. Ceresoli: “L’opera consta di LXIII Capitoli, seguiti da una serie di Ricette per risanare i cani da più sorte d’infermità. La prima ediz. francese è del 1561, ma la presente traduzione è condotta su quella di Parigi, Abel l’Angelier, 1606, ristampata successivamente nel 1607, 1613 e 1614.” Schwerdt I, 154 - Ceresoli 224 - Thiébaud 314.

 

FIRST ITALIAN EDITION of this famous treatise on the art of hunting, illustrated with 40 woodcuts depicting various breeds of dogs, the wild boar, the hare, the fox, the badger and the deer. Tears with loss of text to ll. D4 and D5. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 400 / 600
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(Religiosi - Illustrati 600) Exercice spirituel ou est enseigné au Chrestien la manière d’employer le iour au service de Dieu. Par V. C. P. Dedié à Madame la Chanceliere. A Paris, chez Pierre Rocolet, 1658.

In 12-mo (134 x 84 mm). [xvi] 276, 360 [8] pp. Testo rubricato. 15 tavole calcografiche in fine coloritura coeva. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Vitellino coevo con piatti e dorso interamente decorati “en pointillé”, dentelle dorata, contropiatti marmorizzati, tracce di fermagli. La legatura è sciupata alle estremità e la decorazione al centro dei piatti sembra essere stata sostituita; antico restauro al verso dell’antiporta, che, insieme al frontespizio inciso, mostra tracce d’uso; tavola di Santa Maria Maddalena con strappo restaurato, ma che interessa per lo più il margine inferiore. Nel complesso buona copia genuina.

                      DELIZIOSO LIBRINO FRANCESE SEICENTESCO DI PREGHIERE, con le tavole tutte finemente colorate a mano e in bella legatura coeva. Ritratto di Gesù adolescente in antiporta; frontespizio inciso da Moncornet raffigurante un altare ai piedi del quale è inginocchiata la dedicataria “Madame la Chanceliere”, ovvero Madeleine Fabry, moglie del cancelliere Pierre Séguier; due tavole affiancate raffiguranti Mosé con le tavole e allegoria della Chiesa con “Les Dix Commandemens de nostre Mere la Saincte Eglise”; 11 tavole raffiguranti: San Giacinto;  Santa Maria Maddalena; San Pietro; San Simone che riceve lo Scapolare dalla Vergine; giovane Gesù che trasporta gli strumenti della Passione; la Vergine Maria; altra tavola con Maria che allatta e stemma della Chancelière, incisa da Moncornet; la Madonna Gesù e San Giovannino; giovane Gesù con globo crucigero e strumenti della Passione; il Santissimo Sacramento affiancato da due angeli; il Re Davide. Il volume si apre con due dediche a Madeleine Fabry, una di Jean Ballesdens, segretario di Pierre Seguier e grande bibliofilo, e una dello stampatore Pierre Rocolet; seguono massime cristiane, esercizi spirituali, l’Ufficio della Vergine, litanie, salmi, preghiere. Due tavole recano il nome di Balthasar Moncornet (1600-1668), prolifico pittore, incisore e mercante di stampe parigino dell’epoca, noto soprattutto per i suoi ritratti della nobiltà dell’epoca.

 

DELICIOUS FRENCH 17TH CENTURY BOOK OF PRAYERS, with all the plates in fine contemporary hand-colouring and in beautiful contemporary “en-pointillé” binding (original central fleuron excised). Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 1.000 / 1.500
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(Botanica - Illustrati 600) FERRARI, Giovanni Battista. De florum cultura libri IV. Romae, excudebat Stephanus Paulinus, 1633.

In 4to (234 x 166 mm). Variante B di SBN: Frontespizio calcografico, [x], 522 [i.e. 524], [18] pp. e [1] tavola calcografica extra collazione. Iniziali xilografiche. Carte preliminari ricomposte, ma l’esemplare corrisponde a quello digitalizzato dalla Biblioteca statale di Cremona. In tutto 47 tavole calcografiche disegnate da Pietro da Cortona, Guido Reni, Andrea Sacchi, e incise da Johann Friedrich Greuter e Claude Mellan. Un’incisione sottoscritta “Anna M. Vaiana delin et. pm incid.”. Mezzo vitellino moderno, dorso a nervi finemente decorato in oro. Strappo restaurato a M1 (p. 177) con piccola perdita di testo, assente l’ultima bianca, qualche traccia del tempo, ma per il resto bella copia.

                     PRIMA EDIZIONE del primo testo di floricoltura pubblicato in Italia, ed uno dei primi in Europa. Opera famosa, compilata dal gesuita toscano Giovanni Battista Ferrari (1584-1655), grande orientalista, botanico e membro dell’Accademia degli Intronati di Siena, e corredata da uno splendido apparato iconografico costituito delle seguenti 47 tavole calcografiche: un frontespizio; 22 tavole di fiori, bulbi e piante; 8 mappe di giardini; 7 scene allegoriche; 5 tavole con vasi di fiori e contenitori, 5 di attrezzi. L’opera è divisa in quattro libri che trattano, il primo l’organizzazione e architettura del giardino, il giardiniere, la terra, gli strumenti; il secondo i fiori dal punto di vista botanico, e le differenti specie; il terzo la loro coltivazione; il quarto le tecniche di conservazione, essiccazione, e composizione di mazzi di fiori, e quelle per aumentare o modificare il profumo, la forma, i colori. Pregiato e ricercato.

 

FIRST EDITION of the first floriculture text published in Italy, and one of the first in Europe. Famous work, compiled by the Tuscan Jesuit Giovanni Battista Ferrari (1584-1655), a great orientalist, botanist and member of the Accademia degli Intronati in Siena, and accompanied by a splendid iconographic apparatus consisting of 47 copper plates. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 800 / 1.000
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(Fortificazioni - Viaggio) FER, Nicolas de. Introduction a la fortification. Dediée a Monseigneur le Duc de Bourgogne. Par Son tres humble serviteur de Fer. Paris, Chez l’autheur dans l’Isle du Palais sur le Quai de l’Orologe a la Sphere Royale, (1691-1695).

In 4to oblungo (243 x 364 mm). Frontespizio inciso seguito da 15 tavole calcografiche (alcune di testo) di introduzione alla fortificazione, seguite da 3 tavole dedicate al Canal de Maintenon e da 36 tavole dedicate alla Francia, 40 ai Paesi Bassi, 42 alla Germania, 21 all’Italia, 17 alla Spagna, più altre 11 tavole con città come Costantinopoli e Malta, e infine 2 mappe di Batavia  e Quebec, “Table Geographique” di tutte le distanze, e indice, il tutto inciso su rame per un totale di 190 tavole. La copia è completa di tutte le tavole elencate nell’indice posto in fine. Vitellino settecentesco, dorso a nervi con tassello in marocchino rosso e scomparti dorati, tagli marmorizzati. Legatura molto sciupata, frontespizio strappato e sciolto, qualche tavola gualcita.

                       Importante atlante dedicato alle città fortificate, ed in particolare a quelle fortificate dal famoso Vauban (dodici sono attualmente patrimonio dell’Unesco), di cui l’opera illustra per lo più la struttura vista dall’alto, ma talora anche vedutine. Numerose le mappe di città francesi (tra cui una di Parigi), olandesi, belghe, polacche, tedesche, ungheresi, greche, spagnole. Tra le città italiane si segnalano: Carmagnola, Cuneo, Pinerolo, Torino, Vercelli, Verrua Savoia, Villafranca, Pinerolo, Casale Monferrato, Valenza, Genova, Livorno, Civitavecchia, Siracusa.

 

An important atlas dedicated to fortified cities, and in particular to those fortified by the famous Vauban (twelve are currently UNESCO heritage sites), of which the work mostly illustrates the structure seen from above, but sometimes views. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 800 / 900
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Stima   € 1.500 / 2.000
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(Astronomia) GALILEI, Galileo. Dialogo di Galileo Galilei Linceo matematico sopraordinario dello Studio di Pisa […]. Doue ne i congressi di quattro giornate si discorre sopra i due massimi sistemi del mondo tolemaico, e copernicano; proponendo indeterminatamente le ragioni filosofiche, e naturali tanto per l’vna, quanto per l'altra parte. In Fiorenza, per Gio. Batista Landini, 1632.

In 4to (216 x 160 mm). [viii] 458 [32] pp. Marca tipografica al frontespizio, vignette xilografiche nel testo, iniziali e fregi xilografici. Legatura moderna in stile, in marocchino avana decorato in oro, cornice e fregi accantonati in oro ai piatti, dorso a due nervi con titoli e piccoli ferri dorati. Assente l’ultima carta bianca, e ultimo fascicolo Kk leggermente più corto di margini, pallide fioriture ai tagli, qualche carta pallidamente brunita, ma nel complesso copia molto buona completa del foglio di Errata Ff6, e della correzione con cartellino applicato a pagina 92 che integra il testo di una domanda di Simplicio, omessa per errore tipografico.

                     PRIMA EDIZIONE DI UNA DELLE PIETRE MILIARI NELLA STORIA DELLA SCIENZA E DELL’UMANITÀ, e la cui pubblicazione costò a Galileo una condanna da parte dell’Inquisizione, all’opera la messa all’Indice per quasi 200 anni (fino al 1823). Sebbene fossero trascorsi quasi cento anni dalla morte di Copernico nel 1543, la sua teoria eliocentrica, nota solo agli scienziati, era ancora considerata un’ipotesi poco plausibile; tuttavia, Galileo, grazie all’invenzione del cannocchiale, fu in grado di constatare la correttezza del modello eliocentrico e si decise quindi a divulgare la notizia al grande pubblico proprio tramite questo testo, che è in forma di discussione tra tre personaggi. “Nel Dialogo i due massimi sistemi messi a confronto sono quello tolemaico e quello copernicano […] e tre sono i protagonisti: due sono personaggi reali, amici di Galileo, e all’epoca già defunti, il fiorentino Filippo Salviati (1582-1614) e il veneziano Gianfrancesco Sagredo (1571-1620), nella cui casa si fingono tenute le conversazioni, mentre il terzo protagonista è Simplicio, un personaggio inventato che richiama nel nome un noto, antico commentatore di Aristotele, oltre a sottintendere il suo semplicismo scientifico. Egli è il sostenitore del sistema tolemaico, mentre l’opposizione copernicana è sostenuta dal Salviati e, svolgendo una funzione più neutrale, dal Sagredo, che finisce però per simpatizzare per l'ipotesi copernicana.” (Wikipedia) Confrontando le diverse opinioni degli interlocutori, Galilei poté esporre le varie teorie correnti sulla cosmologia senza mostrare di impegnarsi personalmente a favore di nessuna di esse. Infatti il Dialogo ricevette molti elogi, ma già nell’agosto 1632 si diffusero voci di una proibizione del libro: copie già vendute dovevano essere rintracciate e sequestrate. Il 23 settembre, l’Inquisizione ordinò a Galileo di presentarsi a Roma, davanti al Commissario Generale del Sant’Uffizio; lo scienziato cercò di temporeggiare, ma fu costretto a partire a gennaio dell’anno successivo. Il processo iniziò il 12 aprile e si protrasse fino al 22 giugno, giorno successivo all’ultimo interrogatorio di Galileo, che fu obbligato a rinnegare tutte le sue teorie e a mesi di prigionia. Il nostro esemplare è privo dell’antiporta di Stefano Della Bella che è spesso assente in quanto fu aggiunta in ritardo, quando molti esemplari erano stati già venduti. PMM 128.

 

FIRST EDITION OF ONE OF THE MILESTONES IN THE HISTORY OF SCIENCE AND HUMANITY, and the publication of which cost Galileo a condemnation by the Inquisition, putting it on the Index for almost 200 years (until 1823). Copy without Stefano Della Bella’s frontispiece, which is often absent as it was added later, when several copies had already been sold. Lacks the last blank, last Kk quire very slightly shorter in margins, pale foxing at the edges, some pale browned leaves, but overall very good copy complete with the sheet of Errata Ff6, and the correction applied on page 92 which integrates the text of a question by Simplicius. PMM 128. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 15.000 / 20.000
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(Caccia - Valcamonica) GREGORIO DA VALCAMONICA. Curiosi trattenimenti continenti raguagli sacri, e profani de’ popoli camuni. In Venetia, appresso Giuseppe Tramontin, 1698.

In 4to (215 x 156 mm). [xvi] 669 [19] pp. Segnatura: [ast ]8 A-2V8. Alla collazione, il fascicolo Kk è risultato di 9 carte (invece che 8). Mezza pelle moderna con angoli, sguardie rinnovate. Frontespizio fragile, lievemente brunito, con piccoli fori marginali e piccolo timbro privato, pallida gora alle carte iniziali.

                     RARA PRIMA EDIZIONE di questa nota ed importante storia del popolo Camuno dalle origini al 1697, redatta dal teologo francescano Gregorio Brunelli (Vione 1644- Treviso 1713). L’opera descrive la Valcamonica da un punto di vista geografico, topografico, etnologico, storico e politico, soffermandosi su zone interne e limitrofe (Brescia, Bergamo, il Trentino, la Valtellina ecc.) Parla di caccia alle pagine 57-61, ove vengono fornite informazioni su numerose specie di mammiferi e volatili presenti nella zona. Si porta all’attenzione di chi legge che il fascicolo Kk ha una carta in più, assente dalla copia digitalizzata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma eppure necessaria alla completezza dell’opera in base ai richiami a fondo pagina. Ceresoli 294.

 

RARE FIRST EDITION of this famous and important history of the Camunian people from its origins to 1697. The work describes Valcamonica (in Lombardy) from a geographical, topographical, ethnological, historical and political point of view. Hunting is dealt with at pp. 57-61, where information on numerous species of mammals and birds found in the area is provided. Quire Kk has an extra leaf, missing from the copy digitalised by National Central Library of Rome and yet necessary for the completeness of the work. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 500 / 700
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Stima   € 300 / 600
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(Lucca - Seta) LUCCA. Li statuti de la Corte de Mercadanti dell’eccellentiss. Repub. di Lucca. In Lucca, appresso Ottauiano Guidoboni, 1610.

In folio (302 x 210 mm). [xxii] 215 [16] 221-328 pp. Cinque parti in un volume ciascuno con proprio frontespizio, il primo con il titolo entro grande cornice xilografica architettonica con piccola veduta di Lucca, gli altri con grande cartiglio contenente il “torsello”; capilettera e finalini xilografici. Mezza pergamena posteriore con doppio tassello rosso e verde. Primo frontespizio con restauri al verso, carte occasionalmente fiorite o brunite, qualche pallida gora.

                     Lo statuto della Corte dei Mercanti di Lucca del 1376 stabiliva regole severe per la lavorazione e il commercio della seta, arte in cui Lucca eccelleva e per la quale aveva una reputazione altissima. Questa edizione aggiornata al 1610 è divisa in cinque libri, con in apertura un utile indice che include, oltre a leggi e statuti, voci come “filare lane per suora, filati di seta di Spagna, fiocchetti di velluti, herbe per li tintori, pellicce di velluti, pellicce di seta, tasse, veli …”. Ogni frontespizio reca il “torsello”, piccola balla di seta grezza arrotolata e legata, emblema dell’arte della seta. In fine al terzo libro sono aggiunte, come addizioni al capitolo XI, dedicato al fallimento, quattro carte che riportano le risoluzioni del Consiglio Generale del 6 settembre 1616, e inoltre un bando di due carte, datato 13 giugno 1651, sempre in merito al fallimento.

 

[SI AGGIUNGE:] FRANCIOTTI, Cesare. Historie delle miracolose imagini, e delle vite de’ Santi, i corpi de’ quali sono nella città di Lucca. In Lucca, appresso Ottauiano Guidoboni, 1613. Non collazionato, legatura moderna.

 

Seventeenth-century edition of the statute of the merchants of Lucca that regulated the processing and trade of silk, an art in which Lucca excelled. This copy includes a 1651 notice. Leaves occasionally browned and other minor defects. Detailed description and additional images upon request.

 

unito al codice 2241/2020

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Stima   € 400 / 600
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(Geografia - Illustrati 600) MAGINI, Giovanni Antonio. Italia di Gio. Ant. Magini data in luce da Fabio suo figliuolo al serenissimo Ferdinando Gonzaga duca di Mantoua edi [!] Monferrato. Bononiae, impensis ipsius auctoris, 1620 (In Bologna, per Sebastiano Bonomi, 1620).

In folio (397 x 274 mm). [viii] 24 pp. seguite da [61] tavole calcografiche. Frontespizio calcografico in cornice xilografica inciso da Oliviero Gatti, colophon a carta [croce greca]4v. Iniziali e fregi xilografici. Piena pelle coeva decorata in oro ai piatti e al dorso, tagli spruzzati di rosso. Decorazione (armi?) ovali al centro dei piatti asportate, cuffie sciupate, abrasioni e sbucciature; le pagine di testo presentano tracce d’uso (strappetti e pallide ditate ai margini, pallida macchia al margine interno delle prime carte); le tavole presentano anch’esse tracce d’uso (strappetti e pallide ditate marginali, sgualciture), un paio hanno i margini un po’ rifilati e antichi restauri al verso, le mappe della Liguria, del territorio di Vicenza, del Dominio fiorentino, e del Regno di Napoli hanno strappi leggermente più lunghi, le ultime tavole presentano una pallidissima gora al margine interno, ma nel complesso esemplare genuino e con le mappe in freschissima impressione.

                     RARISSIMA PRIMA EDIZIONE DEL PRIMO ATLANTE A STAMPA DELL’ITALIA, IL CAPOLAVORO DI MAGINI, che rimase per buona parte del XVII secolo l’opera di riferimento per la geografia del nostro paese. Le 61 mappe illustrano l’Italia intera, lo stato del Piemonte, la signoria di Vercelli, il ducato del Monferrato, la Liguria e le riviere, la Corsica, lo stato di Milano, il ducato di Milano e i suoi territori (laghi ecc.), i ducati di Mantova, Modena, Parma e Piacenza, il dominio Veneto, i territori di Bergamo, Brescia, Crema, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Feltre, Cadore, Istria, Trento, ecc.,  lo stato della Chiesa e il ducato di Toscana,  i ducati di Urbino e Ferrara, Bologna, la Romagna, la Marca d’Ancona, i territori di Perugia e Orvieto, Umbria, Lazio, dominio fiorentino, stato di Siena, isola d’Elba, Lucca, regno di Napoli, Abruzzo, Molise, Bari, Basilicata, Otranto, ecc., Calabria citra e ultra, Ischia, Sardegna e Sicilia. “ […] il lavoro massimo, cui Magini dedicò gran parte delle sue fatiche nell’ultimo ventennio della sua vita, fu un Atlante d’Italia, per il quale volle preparare carte in gran parte originali, delineate cioè in base a rilievi ufficiali fatti eseguire dai vari governi italiani e che egli riuscì a procurarsi per il benevolo interessamento dei Gonzaga. Il lavoro di raccolta, di coordinazione, di revisione e di disegno e incisione (onde ebbe necessità di mantenere presso di sé abili incisori specializzati) fu lunghissimo e arduo; […] la stampa era appena avviata quando Magini morì. Esso fu pertanto pubblicato postumo dal figlio Fabio nel 1620 col titolo Italia di Gio. Ant. Magini data in luce da Fabio suo figliuolo (Bologna 1620; ristampe dei 1632 e 1642); consta di 61 tavole e di un breve commentario geografico. […] Le carte d’Italia esercitarono un’influenza immensa: furono ricopiate, contraffatte, imitate, moltissime volte in Italia e all’estero; entrarono, senza modificazioni, a far parte di atlanti stranieri notissimi, come quelli di Jodocus Hondius e di Joan Blaeu; in Italia rimasero monumento insuperato per oltre un secolo.” (Wikipedia). Tutte le mappe sono straordinariamente dettagliate; quelle con le isole e tratti di mare hanno anche affascinanti vascelli e creature marine tra i flutti.

 

VERY RARE FIRST EDITION OF THE FIRST PRINTED ATLAS OF ITALY, MAGINI’S MASTERPIECE, which remained the reference work for the geography of our country for most of the seventeenth century. All maps are extraordinarily detailed; those with islands and stretches of sea also have vessels and sea creatures in the waves. Some wear but genuine copy. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 5.000 / 10.000
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Stima   € 800 / 1.000
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(Farmacopea - Medicina - Firenze) Medici e speziali di Firenze. Ricettario fiorentino. 1670. (In Firenze, nella stamperia di s. a. sereniss. per Vincenzio Vangelisti, e Pietro Matini, 1670).

In folio (313 x 217 mm). [vi] 281 [49] pp. Frontespizio architettonico con stemma mediceo inciso su rame, 3 tavole calcografiche a piena pagina sulla distillazione, iniziali e fregi xilografici, grande stemma mediceo in fine. Mezza pergamena ottocentesca, tassello e decori dorati al dorso, tagli spruzzati. Frontespizio controfondato su cartoncino e con lacune ai margini, timbro privato alla pagina successiva, margini talora un po’ corti, strappo al margine inferiore di Ee1, fascicolo χ2 con la “Correzzione [sic] della stampa” rilegato tra 2N1 e 2O1, pallide macchie occasionali (più scure ai margini dell’ultimo fascicolo).

                     Pregevole edizione seicentesca dedicata a Cosimo de’ Medici di questa importante opera considerata uno dei primi testi di “farmacopea ufficiale”, pubblicata per la prima volta nel 1498 e ristampata fino al 1789, che espone i requisiti di qualità delle sostanze ad uso farmaceutico, nonché il metodo di preparazione di numerosi farmaci galenici. La prima parte del Ricettario introduce l’arte dello speziale e descrive, in orcine alfabetico, un numero di ingredienti dall’acacia allo zafferano; seguono una guida alla preparazione dei medicamenti (contenente le tavole relative alla distillazione) e un elenco dei vari preparati che lo speziale deve essere in grado di fare (infusioni, decotti, polveri, pillole, oli, ecc.). La seconda parte fornisce un vasto repertorio di ricette per conserve, infusioni, decotti, sciroppi, polveri, pillole, oli, unguenti, impiastri, cerotti, ecc. L’opera si conclude con una parte normativa aggiornata al 1562.

 

Seventeenth-century edition of this important work considered one of the first texts of the “official pharmacopoeia”, published for the first time in 1498 and reprinted until 1789, which exposes the quality requirements of pharmaceutical substances, as well as the method of preparing numerous galenic drugs. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 600 / 800
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(Caccia - Ornitologia - Illustrati 600) OLINA, Giovanni Pietro. Uccelliera ouero discorso della natura, e proprieta di diuersi vccelli e in particolare di que' che cantano, con il modo di prendergli, conoscergli, alleuargli, e mantenergli. E con le Figure cauate dal vero, e diligentemente intagliate in Rame dal Tempesta, e dal Villamena. In Roma, appresso Andrea Fei, 1622.

In 4to (240 x 175 mm). [xii] 81 [12] pp. 66 incisioni in rame a piena pagina. Stemma calcografico del dedicatario al frontespizio, iniziali e fregi xilografici. Piatti in vitellino marezzato antico, dorso rifatto in tempi moderni, sguardie rinnovate, custodia moderna. Timbro di appartenenza “Museum Britanicum. Duplicate for sale 1769” al verso del frontespizio, ripetuto al verso dell’ultima pagina. Frontespizio un po’ ingiallito, con lievi gore marginali, restauri al margine inferiore delle carte F3-F6 con gore alle relative tavole e bruniture, strappetto al margine inferiore di p. 56. Copia non esente da difetti, ma ancora attraente.

RARA PRIMA EDIZIONE di quest’opera, considerata il primo vero trattato ornitologico italiano, scritto da Olina su richiesta, e con il sostegno, di Cassiano dal Pozzo, studioso e mecenate delle arti che lavorò al servizio di Papa Urbano VIII. L'Uccelliera è un manuale pratico che spiega i diversi modi di catturare e mantenere gli uccelli canori. Corredato da 66 magnifiche incisioni in rame con tipologie di uccelli e scene di caccia. Ceresoli: “[…] difficile a trovarsi in buone condizioni, essendo quasi sempre deturpata da tracce d’uso. È stata tratta quasi interamente dal Canto degli Augelli, di Antonio Valli (Roma, 1601), sia per il testo che per molte delle tavole del Tempesti che la illustravano. […] L’Olina non ha citato mai, neppure per errore, il Valli, da lui apertamente saccheggiato, non curandosi di modificare il testo e la forma; vi aggiunse moltissime notizie originali e curiosi ammaestramenti, che non si trovano in altre fonti, e l’Accademia della Crusca per il pregio letterario dell’opera, scritta in pura lingua volgare, non ha annesso importanza al plagio e l’ha decretata testo di lingua. Non deve, quindi, destare meraviglia la grande fama che l’Uccelliera ebbe in ogni tempo […]”. Schwerdt II, 48 - Ceresoli 384 - Harting n. 278 - Nissen IVB 693.

 

RARE FIRST EDITION of this work, considered the first true Italian ornithological treatise. It is a practical manual that explains the different ways of catching and keeping songbirds. Accompanied by 66 magnificent copper engravings with types of birds and hunting scenes. A few ll. with restorations and waterstains, and other faults. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 1.500 / 2.000
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(Caccia - Pesca - Uccellagione - Illustrati 600) PACIFRESIO, Giacomo. Theatro della caccia, e trattenimento geniale della villa di Giacomo Pacifresio. Nel quale si contiene la maniera, & arte d’Vccellare, Pescare, Caccia de’ Quadrupedi, e modo d'auuezzare i Cani per essa; e di prender Lupi. In Bologna, per Antonio Pisarri, 1673.

In 12mo (135 x 75 mm). 212 pp. Assenti le ultime due carte I11 e I12 (di cui una con l’imprimatur e l’altra bianca), ma testo completo. 14 vignette xilografiche nel testo, iniziali e fregi xilografici. Piena pergamena antica, sguardie rinnovate. Frontespizio con pallida gora e piccolo restauro al margine destro; leggera mancanza, che non intacca il testo, all’angolo superiore delle carte da G6 a I10; piccolo, abile restauro all’angolo superiore della carta I10, ma nel complesso buona copia.

RARA SECONDA EDIZIONE, dopo la prima del 1669, di questo ricercato classico della letteratura italiana di caccia e pesca. Alcune delle quattordici illustrazioni xilografiche raffiguranti vari tipi di pesca e cattura della selvaggina sono diverse da quelle che compaiono nella prima edizione. L’ampia sezione sulla pesca descrive le migliori tecniche per la cattura di vari pesci e anguille. Sono inclusi consigli per la pesca con l’amo o la subacquea e i tipi di pesi da utilizzare. Libro raro e caratteristico, del tutto diverso da qualsiasi altra opera pubblicata all’epoca sullo stesso argomento. Schwerdt II, 57 - Ceresoli 396.

 

RARE SECOND EDITION, after the first in 1669, of this sought-after classic of Italian hunting and fishing literature, illustrated with 14 quaint woodcuts. Rare and characteristic book, completely different from any other work published at the time on the same subject. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 800 / 1.000
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(Caccia - Pesca - Uccellagione- Illustrati 600) PACIFRESIO, Giacomo. Theatro della caccia, e trattenimento geniale della villa di Giacomo Pacifresio. Nel quale si contiene la maniera, & arte d’Vccellare, Pescare, Caccia de’ Quadrupedi, e modo d'auuezzare i Cani per essa; e di prender Lupi. In Bologna, per Antonio Pisarri, 1673.

In 12mo (150 x 80 mm). 212 [2] pp. Assente l’ultima carta bianca. 14 vignette xilografiche nel testo, iniziali e fregi xilografici. Cartonato rustico coevo. Legatura allentata, con carte e fascicoli sciolti, scritte di antica mano al contropiatto anteriore e posteriore, all’occhiello, e a diverse pagine, uno strappetto all’occhiello, strappo alla carta I (che è sciolta), galleria di tarlo alle ultime tre carte. Copia sciupata, ma in barbe.

RARA SECONDA EDIZIONE, dopo la prima del 1669, di questo ricercato classico della letteratura italiana di caccia e pesca. Alcune delle quattordici illustrazioni xilografiche raffiguranti vari tipi di pesca e cattura della selvaggina sono diverse da quelle che compaiono nella prima edizione. L’ampia sezione sulla pesca descrive le migliori tecniche per la cattura di vari pesci e anguille. Sono inclusi consigli per la pesca con l’amo o la subacquea e i tipi di pesi da utilizzare. Libro raro e caratteristico, del tutto diverso da qualsiasi altra opera pubblicata all’epoca sullo stesso argomento. Schwerdt II, 57 - Ceresoli 396.

 

RARE SECOND EDITION, after the first in 1669, of this sought-after classic of Italian hunting and fishing literature, illustrated with 14 quaint woodcuts. Rare and characteristic book, completely different from any other work published at the time on the same subject. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 600 / 800
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(Legatura alle armi) PERROT D’ABLANCOURT, Nicolas. Les apophtegmes des anciens tirez de Plutarque, de Diogène Laërce, d’Elien, d’Athénée, de Stobée, de Macrobe, & de quelques autres. A Paris, Chez Louïs Billaine, 1664.

In 4to (226 x 181 mm). [xxiv] 512 [22] pp. La collazione corrisponde alla copia alla BNF. Iniziali e fregi xilografici. Vitellino spruzzato coevo alle armi di Guglielmo III d’Inghilterra (1650-1702), dorso a nervi con titolo e decorazioni dorate, tagli rossi. Cerniere difettose e legatura un po’ stanca, un paio di strappi marginali e altre tracce del tempo, ma nel complesso buona copia.

                     Prima traduzione in francese degli Apophtegmata raccolti da Plutarco, Diogene Laerte e altri autori classici. La traduzione di Perrot d’Ablancourt di queste e altre opere contribuì a formare un gusto classico nella metà del XVII secolo e influenzò lo stile di prosa francese. Questa particolare copia è alle armi di Guglielmo III, ma ha all’interno la seguente nota manoscritta firmata “d’Allonne” (che potrebbe essere Abel Tasien d’Allonne, segretario di Maria II Stuart, moglie di Guglielmo III): “Ce livre m’appartient quoyque marqué des armes du Roy; cela etant arrivé par mesgarde pour avoir eté dans le cabinet des livres de sa Ma.té avant que j’eus acheté celui qui s’y trouve à present”.

 

First translation into French of the Apophtegmata collected by Plutarch, Diogene Laertes and other classical authors. Perrot d’Ablancourt’s translation of these and other works helped to form a classical taste in the mid-seventeenth century and influenced the French prose style. This particular copy is in the arms of William III, but has the following note inside: “Ce livre m’apparatient quoyque marqué des armes du Roy; cela etant arrivé par mesgarde pour avoir eté dans le cabinet des livres de sa Ma.té avant que j’eus acheté celui qui s’y trouve à present”. Detailed description and additional images upon request.

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Stima   € 250 / 350
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Stima   € 350 / 450
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(Caccia - Pesca - Falconeria - Uccellagione - Illustrati 600) RAIMONDI, Eugenio. Delle caccie di Eugenio Raimondi Bresciano libri quattro aggiuntoui ’n questa nuoua ’mpressione il quinto libro della villa. (In Napoli, per Lazaro Scoriggio, 1626).

In 4to (200 x 140 mm). [lvi] 635 [1] pp. Frontespizio finemente inciso in rame con titolo racchiuso entro cornice architettonica con scene mitologiche (Orfeo che suona la lira circondato da animali) e trofei di caccia, 21 finissime incisioni in rame a piena pagina (8 ripetute). Mezza pelle settecentesca, tassello rosso al dorso. Cuffia staccata dal dorso, restauri al verso del frontespizio (che reca antica firma di possesso), strappetto marginale senza perdite ad una tavola, ma nel complesso buona copia, con le incisioni in fresca impressione.

RARA SECONDA EDIZIONE di questo fondamentale trattato d’arte venatoria, aumentata rispetto alla prima del 1621 con il quinto libro “Della Villa”, di questa “opera classica della caccia italiana, per i suoi tempi completa […]: per compilarla, il Raimondi ha attinto a ben 84 scrittori di caccia a lui antecedenti, come risulta dall’elenco che egli ne dà” (Ceresoli 441) A differenza della prima, illustrata da xilografie, questa seconda edizione contiene una serie di finissime incisioni su rame che raffigurano scene di caccia al cinghiale e al cervo, caccia con il falcone, caccia alla lepre, all’orso, al leone e al leopardo, uccellagione, pesca con le reti ecc. Schwerdt II, 123 - Ceresoli 441 - Harting 273.

 

RARE SECOND EDITION of this fundamental treatise on hunting art, increased compared to the first of 1621 with the fifth book “Della Villa”, of this classic work of Italian hunting. Unlike the first, illustrated by woodcuts, this second edition contains a series of very fine copper engravings depicting scenes of wild boar and deer hunting, falconry, hare, bear, lion and leopard hunting, fowling, net fishing, etc.

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Stima   € 700 / 900
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(Caccia - Pesca - Falconeria - Uccellagione - Illustrati 600) RAIMONDI, Eugenio. Delle caccie di Eugenio Raimondi bresciano libri quattro aggiuntoui ’n questa nuoua ’mpressione il quinto libro della villa. (In Napoli, per Lazaro Scoriggio, 1626).

In 4to (196 x 137 mm). [lvi] 635 [1] pp. Colophon a carta g4v. Frontespizio calcografico con cornice architettonica e figure allegoriche (Orfeo che suona la lira circondato da animali) e trofei di caccia, 21 finissime incisioni in rame a piena pagina (8 ripetute). Pergamena moderna con titolo in oro al dorso. Qualche piccolo restauro e strappo, rare, lievi fioriture, ma nel complesso copia molto buona.

                     RARA SECONDA EDIZIONE di questo fondamentale trattato d’arte venatoria, aumentata rispetto alla prima del 1621 con il quinto libro “Della Villa”, di questa “opera classica della caccia italiana, per i suoi tempi completa […]: per compilarla, il Raimondi ha attinto a ben 84 scrittori di caccia a lui antecedenti, come risulta dall’elenco che egli ne dà” (Ceresoli 441) A differenza della prima, illustrata da xilografie, questa seconda edizione contiene una serie di finissime incisioni su rame che raffigurano scene di caccia al cinghiale e al cervo, caccia con il falcone, caccia alla lepre, all’orso, al leone e al leopardo, uccellagione, pesca con le reti ecc. Schwerdt II, 123 - Ceresoli 441 - Harting 273.

 

RARE SECOND EDITION of this fundamental treatise on hunting art, increased compared to the first of 1621 with the fifth book “Della Villa”, of this classic work of Italian hunting. Unlike the first, illustrated by woodcuts, this second edition contains a series of very fine copper engravings depicting scenes of wild boar and deer hunting, falconry, hare, bear, lion and leopard hunting, fowling, net fishing, etc.

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Stima   € 800 / 1.000
91 - 120  di 194

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