ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo deli Albizi, 26
8 LUGLIO 2020
ore 17.00

Esposizione

FIRENZE
Sabato        4 Luglio 2020      10-18
Domenica    5 Luglio 2020      10-18
Lunedi         6 Luglio 2020      10-18
Martedì        7 Luglio 2020      10-18
 
 
 
Stima   250 € - 90000 €

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
91 - 120  di 149
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BANKSY

(Bristol 1974)

Welcome Mat

tappeto fatto a mano con giubbotti di salvataggio dei migranti

cm 43x63

al retro etichetta Gross Domestic product #497

tiratura limitata a 500 esemplari, n. 497/500

 

Welcome Mat

handmade carpet with life jackets for migrants

43x63 cm

on the reverse label of Gross Domestic product #497

limited edition of 500 exemplars, n. 497/500

 

Banksy l’artista, provocatore, poeta, attivista  che per mezzo dei suoi murales, presenti in giro per il mondo, ci obbliga a guardare e a riflettere sulle condizioni della moderna società, della politica e dell’economia mondiale. Esprime la sua arte nella dimensione  pubblica dello spazio urbano, realizzando opere che documentano la condizione umana. Con un taglio ironico e satirico tratta tematiche quotidiane: manipolazione mediatica, omologazione, inquinamento,  guerra, sfruttamento, tutto quello che è costrizione e brutalità. Il primo murales  di Banksy è  The Mild Mild West del 1997, raffigura un orsacchiotto intento a lanciare un cocktail molotov a tre poliziotti antisommossa. Bansky è sempre stato vicino alle lotte popolari, ogni sua opera, murales o oggetto che sia, è  una denuncia verso gli oppressori e i despota, le sue sono rappresentazione dell’umano sentire. WELCOME MAT incarna a pieno l’intendo dell’artista e ne diviene memorabile denuncia: un tappetino  prodotto con il tessuto di giubbotti di salvataggio utilizzati dagli immigrati per raggiungere le coste e abbandonati sulle spiagge del Mediterraneo.

 

Stima 
 € 2.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
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ARNOLD MARIO DALL'O

(BOLZANO 1960)                                               

Die Frage und die Antwort

2005

olio su carta da parati, lacca, carta

cm 150x200

 

The question and the answer

2005

oil on wallpaper, lacquer, paper

150x200 cm

Arnold Mario Dall'O

 “Dall’O dimostra come l’arte riceva il testimone dalla filosofia in questo XXI° secolo, realizzando una vera e propria strategia che unisce teoria e prassi. La sua pittura si sottrae alle categorie disciplinari per accedere a livello di discorso e soprattutto la trasforma in strumento di elaborazione concettuale. La sottrae cioè dal predominio dell’immagine diffusa per renderla inscindibile dall’intenzione concettuale, la fa rinunciare a un centro preciso a favore di un andamento sinuoso ricco di depistaggi sintattici e mnemonici, ponendo sempre il linguaggio all’apice del processo creativo. Nel processo pittorico strutturato dall’artista è insita e inseparabile una riflessione metalinguistica, che si dispiega nel processo creativo, interrogandosi nel suo farsi, sul senso della pittura e il ruolo dell’artista nella società odierna. Un’operazione quella compiuta dall’artista che trasforma un solido principio etico – esistenziale e del lavoro espressivo – in un paradigma estetico ben organizzato. In linea con la ricerca teorica ed estetica di coloro che difendono il ricordo come elemento strutturante identitario dell’individuo (tra questi lo storico Hobsbawn con il suo grido “protest against forgetting”) Dall’O svolge un lavoro etico che mira alla difesa della memoria e soprattutto della pregnanza significativa di ogni immagine contro la pervasiva invasione delle icone mediatiche destituite di senso, che quotidianamente cadono sotto i nostri sensi. Prelevando immagini “pure” dal flusso mediatico, destinate all’oblio per saturazione percettiva fa dialogare l’oggettività della fotografia con la soggettività della pittura, la riconoscibilità dei codici visuali ed identitari, storici e cronachistici (abiti...posture, fisiognomica) con la profondità del tempo mise en abyme. La fotografia “falsa a livello di percezione, vera a livello di tempo” come diceva Barthes, viene utilizzata come catalizzatore e palinsesto per la sua dimensione proustiana di sentire per affetti e sentimenti. Unico strumento in grado di cristallizzare “oggettivamente” il tempo e consegnarlo alla memoria fruibile, sottraendo “attimi” al flusso che tutto dissolve.”

 

Alessandro Romanini

 

 

 

Stima 
 € 2.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
91 - 120  di 149

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