ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo deli Albizi, 26
8 LUGLIO 2020
ore 17.00

Esposizione

FIRENZE
Sabato        4 Luglio 2020      10-18
Domenica    5 Luglio 2020      10-18
Lunedi         6 Luglio 2020      10-18
Martedì        7 Luglio 2020      10-18
 
 
 
Stima   250 € - 90000 €

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
1 - 30  di 149
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ARNOLD MARIO DALL'O

(BOLZANO 1960)                                               

Die Frage und die Antwort

2005

olio su carta da parati, lacca, carta

cm 150x200

 

The question and the answer

2005

oil on wallpaper, lacquer, paper

150x200 cm

Arnold Mario Dall'O

 “Dall’O dimostra come l’arte riceva il testimone dalla filosofia in questo XXI° secolo, realizzando una vera e propria strategia che unisce teoria e prassi. La sua pittura si sottrae alle categorie disciplinari per accedere a livello di discorso e soprattutto la trasforma in strumento di elaborazione concettuale. La sottrae cioè dal predominio dell’immagine diffusa per renderla inscindibile dall’intenzione concettuale, la fa rinunciare a un centro preciso a favore di un andamento sinuoso ricco di depistaggi sintattici e mnemonici, ponendo sempre il linguaggio all’apice del processo creativo. Nel processo pittorico strutturato dall’artista è insita e inseparabile una riflessione metalinguistica, che si dispiega nel processo creativo, interrogandosi nel suo farsi, sul senso della pittura e il ruolo dell’artista nella società odierna. Un’operazione quella compiuta dall’artista che trasforma un solido principio etico – esistenziale e del lavoro espressivo – in un paradigma estetico ben organizzato. In linea con la ricerca teorica ed estetica di coloro che difendono il ricordo come elemento strutturante identitario dell’individuo (tra questi lo storico Hobsbawn con il suo grido “protest against forgetting”) Dall’O svolge un lavoro etico che mira alla difesa della memoria e soprattutto della pregnanza significativa di ogni immagine contro la pervasiva invasione delle icone mediatiche destituite di senso, che quotidianamente cadono sotto i nostri sensi. Prelevando immagini “pure” dal flusso mediatico, destinate all’oblio per saturazione percettiva fa dialogare l’oggettività della fotografia con la soggettività della pittura, la riconoscibilità dei codici visuali ed identitari, storici e cronachistici (abiti...posture, fisiognomica) con la profondità del tempo mise en abyme. La fotografia “falsa a livello di percezione, vera a livello di tempo” come diceva Barthes, viene utilizzata come catalizzatore e palinsesto per la sua dimensione proustiana di sentire per affetti e sentimenti. Unico strumento in grado di cristallizzare “oggettivamente” il tempo e consegnarlo alla memoria fruibile, sottraendo “attimi” al flusso che tutto dissolve.”

 

Alessandro Romanini

 

 

 

Stima 
 € 2.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
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BANKSY

(Bristol 1974)

Welcome Mat

tappeto fatto a mano con giubbotti di salvataggio dei migranti

cm 43x63

al retro etichetta Gross Domestic product #497

tiratura limitata a 500 esemplari, n. 497/500

 

Welcome Mat

handmade carpet with life jackets for migrants

43x63 cm

on the reverse label of Gross Domestic product #497

limited edition of 500 exemplars, n. 497/500

 

Banksy l’artista, provocatore, poeta, attivista  che per mezzo dei suoi murales, presenti in giro per il mondo, ci obbliga a guardare e a riflettere sulle condizioni della moderna società, della politica e dell’economia mondiale. Esprime la sua arte nella dimensione  pubblica dello spazio urbano, realizzando opere che documentano la condizione umana. Con un taglio ironico e satirico tratta tematiche quotidiane: manipolazione mediatica, omologazione, inquinamento,  guerra, sfruttamento, tutto quello che è costrizione e brutalità. Il primo murales  di Banksy è  The Mild Mild West del 1997, raffigura un orsacchiotto intento a lanciare un cocktail molotov a tre poliziotti antisommossa. Bansky è sempre stato vicino alle lotte popolari, ogni sua opera, murales o oggetto che sia, è  una denuncia verso gli oppressori e i despota, le sue sono rappresentazione dell’umano sentire. WELCOME MAT incarna a pieno l’intendo dell’artista e ne diviene memorabile denuncia: un tappetino  prodotto con il tessuto di giubbotti di salvataggio utilizzati dagli immigrati per raggiungere le coste e abbandonati sulle spiagge del Mediterraneo.

 

Stima 
 € 2.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
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BENGT LINDSTROM

(Stoccolma 1925 - Njurunda 2008)

Senza titolo

olio su tela

cm 50x60

firmato

 

Untitled

oil on canvas

50x60 cm

signed

 

“Credo che l’idea del pittore sia sorprendere il proprio spettatore, perturbarlo sino a mostrare, o meglio, risvegliarlo mostrandogli che ci sono altri uomini i quali immaginano mondi sconosciuti, e si tratta di  mondi costruiti, mondi necessari all’uomo per fuggire questa vita triste, materiale, che egli stesso ha creato”.

 

Bengt Lindstrom 1998, Linstrom, Fragments, Paris, Eva-Britt Tiger

 

 

Bengt Linstrom nasce nel 1925 a Storsjo Kapell in Svezia, frequenta i corsi alla Scuola d’Arte d’Isaac Gruenewald di Stoccolma e alle Belle Arti di Copenaghen (1944-46) sotto l’insegnamento di Matisse, frequenta l’Art Institute di Chicago e successivamente gli atelier di Fernand Léger e di André Lohte a Parigi (1947-48). Le prime opere di Bengt Lindstrom sono figurative: ritratti e autoritratti. Nel 1954 a Stoccolma tiene la prima mostra personale. Fa amicizia con Bogart, Marfaing, Maryan e Pouget, più tardi con Asger Jorn che eserciterà una forte influenza sul suo lavoro. L’artista partecipa a numerose esposizioni collettive in Francia e all’estero. Lo stile di Linstrom si conferma gradatamente verso la fine degli anni 50: utilizzava grandi secchi di colori puri, lavorando alle opere densamente e profondamente materiche. 
Nel ’62 partecipa alla seconda esposizione della Nuova Figurazione che si tiene a Parigi; due anni più tardi espone con il gruppo Nord-Sud. Nell’arco di più anni  realizza una serie di ritratti di scrittori e di filosofi ( Oscar Wilde, Claude Lévy-Strauss, etc…). Dipinge paesaggi ispirati ai ricordi della natura svedese  e ai personaggi delle mitologie scandinava e lappone.  Negli anni 80 Lindstrom realizza delle sculture di piccole dimensioni: Teste in cartapesta che poi dipinge e una serie di gioielli. Nel ’48 viene illuminato dalle incisioni di Chagall  e dei primi Papi di Francis Bacon inizia così la produzione le sue prime litografie.
Dal 1947 l’artista viveva e lavorava fra la Svezia e la Francia. Bengt Lindström è morto in Svezia all'inizio dell'anno 2008.

 

Stima 
 € 15.000 / 20.000
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BICE LAZZARI

(Venezia 1900 - Roma 1981)                                              

Venezia

anni '30                                                         

olio su legno

cm 35x34     

al retro prove di colore                                             

 

Venice

1930s

oil on wood

35x34 cm

on the reverse color proofs

 

L'opera è  accompagnata da autentica rilasciata dall'archivio Bice Lazzari


Nasce a Venezia nel 1900, studia prima al Conservatorio Benedetto Marcello e poi iscrivendosi al corso di Decorazione all’Accademia di Belle Arti della città lagunare. Negli anni’20 inizia a dipingere in particolare si dedica ai paesaggi. È vicina agli artisti della scuola di Burano legati alla tradizione del vedutismo veneziano, contemporaneamente svolge un’intensa attività nella progettazione di oggetti legati al mondo dell’artigianato, partecipando a numerose esposizioni di arte applicata.
Nel 1924 partecipa per la prima volta ad esposizione di pittura nella mostra dell’Opera Bevilacqua La Masa, nel 1927 partecipa alla Mostra Nazionale di Brera a Milano e nel 1928 alla galleria Bottega D’Arte di Venezia. Mentre è del 1929 la prima personale tenutasi alla galleria San Mosè. Per tutti gli anni ‘30 dipinge prevalentemente paesaggi e mantiene costanti rapporti con l’ambiente artistico del Circolo Artistico del Palazzo Piombi, frequentando il caffè sulla Riva delle Zattere e artisti come Carlo Scarpa, Mario de Luigi e Virgilio Guidi. Rimane leale alla rappresentazione dei paesaggi fino al suo trasferimento, nel 1935, a Roma.

 

Stima 
 € 1.200 / 2.400
Aggiudicazione:  Registrazione
1 - 30  di 149

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