ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

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31 OTTOBRE -  8 NOVEMBRE 2019
 
 
 
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GUY HARLOFF

(Parigi 1933 - Galliate 1991)

Le principe feminin

1981

inchiostri tipografici

cm 50x54, battuta cm 35x28

 

The feminin prince

1981

typographic inks

50x54 cm, measurement battute 35x28 cm

 

Guy Harloff nasce a Parigi il 4 giugno 1933. La madre, Ida Teresa Conti, è svizzera di origini italiane; il padre, Han Harloff, olandese di origine russa nato a Java, è un ritrattista di successo della borghesia e dell’aristocrazia internazionale del tempo.

Trascorre l’infanzia perennemente in viaggio per seguire i genitori, affidato a balie e a governanti, soggiornando nei grandi alberghi di Biarritz, Deauville, Vichy, Cannes, Capri, Londra, Il Cairo, il Lido di Venezia, Budapest, ecc. E’ un giovane ribelle e pieno di rabbia. Appena adolescente, abbandona la famiglia e gli studi all’Ecole Chauveau di Parigi, dove inizia ad appassionarsi al cinema grazie a un compagno di scuola. Nella capitale francese vive di stratagemmi e di piccoli lavori saltuari e trascorre buona parte del tempo alla Cinémathèque Française di Henri Langlois. Nella capitale francese scopre inoltre una biblioteca pubblica nella zona dell’Ecole Militaire e tutte le mattine e parte del pomeriggio vi legge di tutto, da Goethe ai testi di alchimia. D’inverno è un assiduo frequentatore del Louvre.

Tornato in Italia, supera l’esame di ammissione al Centro Sperimentale Cinematografico di Roma e nel 1950 ottiene un impiego come secondo assistente sul set del film di Vittorio De Sica Stazione Termini, svolgendo di fatto le mansioni di tuttofare e figurante. Il cinema rimarrà sempre una sua grande passione, tanto che negli anni ottanta realizzerà due filmati, Petit inventaire e About Life. E’ soprattutto grazie a Doris Chase, artista americana nota per i suoi video all’avanguardia, che Harloff trova il coraggio di dedicarsi alla filmografia.

Nel 1953 si sposa a Positano con l’americana Caroline Warren Cole, ma il matrimonio si conclude poco dopo.

Nello stesso anno inizia casualmente a disegnare dopo aver trovato una scatola di pastelli appartenuta a suo padre, comprendendo ben presto che la pittura sarà la sua vera vocazione. All’epoca Harloff è spesso squattrinato e fatica a trovare perfino i soldi per i colori. Gli sono di grande ispirazione le ore passate con Alberto Giacometti e le sue visite a Hans Reichel. Ammira Hieronymus Bosch, che considera il più grande visionario di tutti i tempi, Goya, El Greco, Odilon Redon, Kurt Schwitters. Nei primi anni cinquanta si avvicina per un breve periodo al gruppo surrealista di Breton e Bettencourt. Autodidatta, intorno al 1953-1954 esegue i primi collages, realizzati utilizzando il materiale raccolto dalla strada (carta, sughero, legno, tessuto, ecc.). Nel 1954 tiene la prima personale alla Galleria Numero di Firenze, dove già aveva esposto in una collettiva nell’ottobre del 1953. Vive in una piccola stanza-studio in un albergo di Rue Gît-le-Coeur – negli anni a venire denominato “Beat Hotel” – frequentato da numerosi artisti della Beat Generation. E’ lo stesso Harloff a raccomandare questo hotel agli amici Peter Orlowsky e Allen Ginsberg nel 1957. Nella camera di Gît-le-Coeur, Harloff disegna centinaia di volte il suo occhio destro, divenuto poi elemento fondamentale di tutte le sue opere. Esegue disegni ininterrottamente e ovunque, al cinema, nei caffè, nei giardini pubblici. Si guadagna da vivere vendendo tappeti e oggetti d’arte africana a Saint-Ouen e, grazie a un venditore di dischi conosciuto al Marché Paul Bert, inizia a interessarsi profondamente alla musica jazz, che ascolta spesso anche nei pub e nei teatri parigini.

Negli anni del Beat Hotel frequenta Sharon Walsh, conosciuta a casa di Pegeen, figlia di Peggy Guggenheim, di cui Sharon è figliastra, e compie i primi viaggi a Milano, dove riesce a vendere alcuni dipinti.

A partire dal 1959-1960 è sostenuto sul mercato italiano da Arturo Schwarz e da Carlo Cardazzo.

Nel luglio del 1960 figura tra i partecipanti al primo vero_^ý[ýýL Wýý[ý[ýý^ý[ýýL ýýý]ýý[ýý^ý[ýýL Wýýý][ýH[ýýý[Y[ýHHýýýHH[ýýY[_^ý[ýýL ýýýýýý[[^ýýýýÝý[ýHýý                     NHHý[ý^ýXKýýHý]HH[ýHýHHýý[[ÚXHý[ýXýýKýX[^ýý]H[ýXýý[ýH[HýY[ýý[K[ýZ[ýH[H]X[H[ýHýý[ýHHýX[ý[ýýY[HýY[ýHý]]Hý[HXý]YH[ý[ý[[ýKýWLýLýL ýLZý] WýCBýýýýý[ýýL ýýý[ýýýYýH[ýýHýýý[ýHHý][ýHýXýHHXýX]H[ýýýHýý]]ýHHY[ýHý[YýýýHýýØ[H[ý][XKýý[ýýXKý]H[ý]K][XK[ý[XýýKý[ý[ýYýHýýýKýýX[ýXKýWLýLýL ýLZý] WýCBýýýýý[ýýL ýýýH[ NMýH[ NMýHýýYH[ýýXYýý[ýHýýýHýZHYýH[ýý[ýýý[ýý[ý][ýH^ýýýZYýX[ý[ýýýýýýXýýHýýýHHXýYýýýýHHZý[ýý[ NMýý[ NMýHýHýXý[ýýH[ýXýýýýýýYýýý[ýý[ý[ý[ýýýýHý[[ÙýýXýÈýýYYHH[ýýýKXHýÈ[ýHýX]ýXý[ý]H ýý ýHýýýHý[ýY[ýZýKý[ýý[ýY[ýý[ýÝ]ýýý[ýý]ýýÈ[[Ùýý[ZXýýHýÈHXýHýX[ýýH[ý][ýHYýýXýH[ýýY[ýý[ýýý[Ù[Y[ýHHýý^ý[ÙH]XýHHýYýH]Yýýý[ýßWLýLýL ýLZý] WýCBýýýýý[ýýL ýýýØýýý[ýÝý]ýýÈ[Z[[ýýHýXýý[ýý][ýHýý[ý[ýýYýZ]ý[HýýýýýH[ý]KýÛýý[ýHXýýXHýýýý]ý[ýXý]ýý[ýý[ýýÝý]X[HýÈHý[ýXHýý[ýHHZ[[ýýýHýýHý]H[ý]KýXý]ZýH[ýý[ýýýýýýYý[ýHýÈXYýýYH[ýýýHýýýHý[ NMH[ýýý]ýýýHYýHýýýHýHTýWõýýýsC•ýýG&6ý6ý7BFý6ý7EýýýqýýýýýýýýqýýMýýýý�ý8ýýýýýýýýýýýýdýýýýUuýýýýýýýýUý|ýýyýýýeýýýýýýdýýEýýýýMýýýý9ýeýlýýýýTýýýýUýýTýýýýýýýýýýqýýýý`ýýEý|ýyýýýUTýýýUýUdýýýýýýýyýýýýdýýUý|ýýýýýýýýýýýýýýýýýqýýýý`ýýýýýýýýUýý!ýUýýýýy|ýýýýýýýýýýýýýýeýdýýMeýdýýýýýUýdýýýýýýUýýý9ýýýýýýýýýýý

Asta conclusa!!!
Aggiudicazione:  Registrazione
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GUY HARLOFF

(Parigi 1933 - Galliate 1991)

Inventaire

1982-1983

inchiostri tipografici

cm 30,5x25, battuta cm 22,5x17

firmato in alto a destra

 

Inventory

1982-1983

typographic inks

30.5x25 cm, measurement battute 22.5x17 cm

signed upper right

 

Guy Harloff nasce a Parigi il 4 giugno 1933. La madre, Ida Teresa Conti, è svizzera di origini italiane; il padre, Han Harloff, olandese di origine russa nato a Java, è un ritrattista di successo della borghesia e dell’aristocrazia internazionale del tempo.

Trascorre l’infanzia perennemente in viaggio per seguire i genitori, affidato a balie e a governanti, soggiornando nei grandi alberghi di Biarritz, Deauville, Vichy, Cannes, Capri,

Londra, Il Cairo, il Lido di Venezia, Budapest, ecc. E’ un giovane ribelle e pieno di rabbia.

Appena adolescente, abbandona la famiglia e gli studi all’Ecole Chauveau di Parigi, dove inizia ad appassionarsi al cinema grazie a un compagno di scuola. Nella capitale francese vive di stratagemmi e di piccoli lavori saltuari e trascorre buona parte del tempo alla Cinémathèque Française di Henri Langlois. Nella capitale francese scopre inoltre una biblioteca pubblica nella zona dell’Ecole Militaire e tutte le mattine e parte del pomeriggio vi legge di tutto, da Goethe ai testi di alchimia. D’inverno è un assiduo frequentatore del Louvre.

Negli anni del Beat Hotel frequenta Sharon Walsh, conosciuta a casa di Pegeen, figlia di Peggy Guggenheim, di cui Sharon è figliastra, e compie i primi viaggi a Milano, dove riesce a vendere alcuni dipinti.

A partire dal 1959-1960 è sostenuto sul mercato italiano da Arturo Schwarz e da Carlo Cardazzo. In questi anni si reca spesso a Milano, dove è solito sostare al Bar Giamaica; gli amici Lucio Fontana e Roberto Crippa lo aiutano indirizzandolo verso i loro collezionisti.

 

 

Asta conclusa!!!
Aggiudicazione:  Registrazione
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GIAMPIERO POGGIALI BERLINGHIERI

(Firenze 1936)

Senza titolo

1987

litografia ritoccata a mano

cm 70x50, battuta cm 59x40

firmato e datato in basso a destra

prova d'autore

 

Untitled

1987

hand-retouched lithograph

70x50 cm, measurement battute 59x40 cm

signed and dated lower right

artist proof

 

Giampiero Poggiali Berlinghieri nasce a Firenze il 17 luglio 1936. L’esordio della sua attività artistica è del 1968 e segna il termine di un'accelerata fase di ricerca e di formazione autodidatta con la prima mostra personale presso la Galleria Inquadrature di Firenze a cui fanno seguito circa 80 mostre personali in Italia e all’estero. Opere di

Poggiali trovano posto in collezioni museali pubbliche e private. Un suo autoritratto fa parte della raccolta degli autoritratti della Galleria degli Uffizi. Negli anni Ottanta, l’allestimento di due importanti esposizioni, nell’88 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nell’89 a Palazzo Strozzi di Firenze, segna due momenti antologici dell’attività dell’artista.

Gli anni Novanta, sono caratterizzati dalle esecuzioni di numerose installazioni,

documentate dal volume monografico a cura di Pierre Restany-Poggiali sculture e installazioni 1969-1995 edito dal Museo Civico di Taverna. Significativa l’installazione Simposio del 1996 al Museo Marino Marini, patrocinata dal Comune di Firenze.

Nel 1997, edita da LoGisma, esce l’opera multimediale interattiva Delfo: una pinacoteca virtuale di oltre 300 immagini di quadri, sculture, installazioni, e cinque video, accompagnate da musiche elettroniche originali appositamente composte.

 

 

Asta conclusa!!!
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