• Ulvi Liegi- LIEGI ULVI

    91 Ulvi Liegi Ulvi Liegi (Livorno 1858 - 1939) GIARDINI ALL'ARDENZA olio su tela applicata su compensato, cm 34x51,5 firmato in basso a destra e a sinistra retro: etichetta della Bottega d'Arte di Livorno con titolo "Giardini all'Ardenza"   GARDENS AT THE ARDENZA oil on canvas laid down on plywood, 34x51.5 cm signed lower right and lower left on the reverse: label of Bottega d'Arte Livorno with the title "Giardini all'Ardenza"   Provenienza Bottega d'Arte, Livorno Stima   
    6.000 / 9.000
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  • Telemaco Signorini- SIGNORINI TELEMACO

    92 Telemaco Signorini Telemaco Signorini (Firenze 1835 - 1901) VICOLO DI PAESE matita nera e acquerello su carta applicata su cartoncino, cm 8,5x14   HALLEY'S VILLAGE black pencil and watercolour on paper laid down on cardboard, 8.5x14 cm   Provenienza Bottega d'Arte, Livorno Stima   
    400 / 800
    Aggiudicazione:
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  • Telemaco Signorini- SIGNORINI TELEMACO

    93 Telemaco Signorini Telemaco Signorini (Firenze 1835 - 1901) SCORCIO DI VIA SCIALOJA, FIRENZE matita su carta applicata su cartoncino, cm 13x9 firmato in basso a sinistra e datato "25 giugno 94" in basso a destra   SCIALOJA STREET'S VIEW, FLORENCE pencil on paper laid down on cardboard, 13x9 cm signed lower left and dated "25 giugno 94" lower right   Provenienza Bottega d'Arte, Livorno Stima   
    400 / 800
    Aggiudicazione:
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    Dettaglio

  • Telemaco Signorini- SIGNORINI TELEMACO

    94 Telemaco Signorini Telemaco Signorini (Firenze 1835 - 1901) FANCIULLI SUGLI SCOGLI matita nera e acquerello su carta, cm 14x12   YOUNG BOYS ON THE CLIFFS black pencil and watercolour on paper, 14x12 cm   Provenienza Bottega d'Arte, Livorno Stima   
    400 / 800
    Aggiudicazione:
    Registrazione
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  • Plinio Nomellini- NOMELLINI PLINIO

    95 Plinio Nomellini Plinio Nomellini (Livorno 1866 - Firenze 1943) FIGURE SULLA SPIAGGIA (ISOLA D'ELBA) olio su tela, cm 26x36 firmato in basso a destra   FIGURES ON THE BEACH (ELBA ISLAND) oil on canvas, 26x36 cm signed lower right Stima   
    8.000 / 12.000
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  • Guido Cinotti- CINOTTI GUIDO

    96 Guido Cinotti Guido Cinotti (Siena 1870 - Milano 1932) RIPA TICINESE olio su compensato, cm 75x104 firmato in basso a sinistra retro: cartiglio iscritto "n. 295 - Cinotti / Ripa Ticinese"   RIPA TICINESE oil on plywood, 75x104 cm signed lower left on the reverse: label inscribed "n. 295 - Cinotti / Ripa Ticinese" Stima   
    3.000 / 5.000
    Aggiudicazione:
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  • Raul Viviani- VIVIANI RAUL

    97 Raul Viviani Raul Viviani (Firenze 1883 - Rapallo 1965) LAGO DI GARDA olio su compensato, cm 52x47 firmato in basso a destra retro: titolato   LAKE GARDA oil on plywood, 52x47 cm signed lower right on the reverse: titled Stima   
    2.000 / 3.000
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  • Onorato Carlandi- CARLANDI ONORATO

    98 Onorato Carlandi Onorato Carlandi (Roma 1848 - 1939) SCORCIO DI TIVOLI olio su tela, cm 101x101 firmato e iscritto "938 Tivoli" in basso a sinistra   TIVOLI'S VIEW oil on canvas, 101x101 cm signed and inscribed "938 Tivoli" lower left   Esposizioni L'arte di essere Provincia. La Provincia di Roma ad Hannover 2000, Padiglione Italia, Expo Hannover, 17 - 26 giugno 2000   Bibliografia L'arte di essere Provincia. La Provincia di Roma ad Hannover 2000, catalogo della mostra (Padiglione Italia, Expo Hannover, 17 - 26 giugno 2000), Hannover 2000, p. 13 Stima   
    2.500 / 3.500
    Aggiudicazione:
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  • Ulvi Liegi- LIEGI ULVI

    99 Ulvi Liegi Ulvi Liegi (Livorno 1858 - 1939) VEDUTA DI LEVICO DI TRENTO olio su cartone, cm 40x58 firmato in basso a destra retro: iscritto “Levico di Trento”, cartiglio iscritto “3”   LEVICO DI TRENTO’S VIEW oil on cardboard, 40x58 cm signed lower right on the reverse: inscribed “Levico di Trento”, label inscribed “3” Stima   
    6.000 / 8.000
    Aggiudicazione:
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  • Oscar Ghiglia- GHIGLIA OSCAR

    100 Oscar Ghiglia Oscar Ghiglia (Livorno 1876 - Firenze 1945) IL RAMMENDO o ISA ALLA STUFA olio su tela, cm 51x60,5 firmato e datato "921" in alto a destra retro: etichetta della mostra La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano con titolo "Il rammendo"   DARNING or ISA NEAR THE STOVE oil on canvas, 51x60.5 cm signed and dated "921" upper right on the reverse: label of the exhibition La poesia Agreste nell'Appennino Tosco Emiliano with the title "Il rammendo"   Provenienza Collezione privata   Esposizioni La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano, Palazzo Malaspina, San Donato in Poggio, 27 settembre - 29 novembre 2015   Bibliografia M. Marabottini, V. Quercioli, Oscar Ghiglia. Maestro del Novecento italiano, Firenze 1996, pp. 181, 298 n. 119   L’impostazione del quadro ricorda moltissimo la Sedia rossa, dipinta da Ghiglia ben otto anni prima. Sempre la stessa sedia con Isa vista di spalle, intenta al lavoro e disposta sulla diagonale della tela. Sempre una fonte di calore, nell’una il caminetto con alzata di vetro con la frutta, nell’altro la stufa con sopra appoggiata la brocca verde. Questa Isa alla stufa, uno dei più significativa dipinti di Oscar Ghiglia dell’inizio del terzo decennio, è stata pubblicata erroneamente come dipinta nel 1929. La data apposta dal pittore sul quadro dopo la firma si legge chiaramente ed è il 1921. D’altronde non sarebbe stata possibile data spanersa, poiché l’opera presenta tutti gli elementi sia coloristici che di tessuto pittorico di questi anni. A conferma di quanto asserito, in un album fotografico dell’Archivio Ghiglia, esiste una foto raffigurante questo dipinto scattata da Valentino nel 1922 che testimonia inequivocabilmente come a questa data il dipinto fosse già stato eseguito. (in: Oscar Ghiglia, Maestro del Novecento italiano, catalogo della mostra, Firenze 1996, pag. 298) Stima   
    20.000 / 30.000
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  • Renato Natali- NATALI RENATO

    101 Renato Natali Renato Natali (Livorno 1883 - 1979) NATURA MORTA CON PESCI, GAROFANI, LIMONE E POMODORI olio su compensato, cm 70x50 firmato in basso a destra retro: etichetta della Bottega d'Arte di Livorno con titolo "Natura morta"   STILL LIFE WITH FISH, CARNATIONS, LEMON AND TOMATOES oil on plywood, 70x50 cm signed lower right on the reverse: label of the Bottega d'Arte in Livorno with the title "Natura Morta"   Provenienza Bottega d'Arte, Livorno Stima   
    1.800 / 2.500
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  • Giovanni Bartolena- BARTOLENA GIOVANNI

    102 Giovanni Bartolena Giovanni Bartolena (Livorno 1866 - 1942) CAMPOLECCIANO, CAVALLI E CARRETTI olio su tela, cm 29,5x50 firmato in basso a destra retro: cartiglio con autore e titolo "Campolecciano, cavalli e carretti"   CAMPOLECCIANO, HORSES AND CARTS oil on canvas, 29.5x50 cm signed lower right on the reverse: label with the artist'name and the title "Campolecciano, cavalli e carretti" Stima   
    2.500 / 3.500
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  • Arturo Carrera

    103 Arturo Carrera Arturo Carrera (Milano 1897 - ?) DUE FANCIULLE marmo, alt. cm 69 firmato   TWO GIRLS marble, h. 69 cm signed Stima   
    1.500 / 2.500
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  • Arturo Carrera

    104 Arturo Carrera Arturo Carrera (Milano 1897 - ?) FIGURA FEMMINILE CON ALBERO marmo, alt. cm 68 firmato   FEMALE FIGURE WITH A TREE marble, h. 68 cm signed Stima   
    1.500 / 2.500
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  • Fillide Levasti- LEVASTI FILLI

    105 Fillide Levasti Fillide Levasti (Firenze 1883 - 1966) LA FIERA (LA SIBILLA o L'INDOVINA) olio su cartone, cm 69,5x100 firmato in basso a sinistra retro: sul telaio cartiglio dell'esposizione Arte moderna in Italia 1915 - 1935   THE FAIR (THE SIBYL or THE FORTUNE-TELLER) oil on cardboard, 69.5x100 cm signed lower left on the reverse: on the stretcher label of the exhibition Arte moderna in Italia 1915 - 1935   Provenienza Collezione privata   Esposizioni Arte moderna in Italia 1915 - 1935, Palazzo Strozzi, Firenze, 1915 - 1935, n. 1340 L'artista bambino. Infanzia e primitivismi nell'arte italiana del primo '900, Fondazione Ragghianti, Lucca, 17 marzo - 2 giugno 2019   Bibliografia L'artista bambino. Infanzia e primitivismi nell'arte italiana del primo '900, catalogo della mostra (Fondazione Ragghianti, Lucca, 17 marzo - 2 giugno 2019), a cura di N. Marchioni, Lucca 2019, pp. 204-205   Alla fine della Prima guerra Mondiale, la nascita della rivista “Valori Plastici” segna un importante cambiamento culturale in direzione di una nuova classicità metafisica. Dalle sue pagine, Carlo Carrà affermava nel 1921: “È finita da un pezzo l’epoca dell’arte bambina”. Nonostante questo monito, negli anni venti si registrano nell’arte forme di resistenza in senso infantile e “primitivo”. Carrà nel dipinto La casa dell’amore mostra di reinterpretare in chiave volumetrica suggestioni che lo avevano accompagnato negli anni precedenti, da Giotto, al Doganiere Rousseau, alla semplificazione “antigraziosa”, filtrate dall’esperienza metafisica, che contiene la visione di un’atmosfera irreale. La stessa inquietante atmosfera e un’analoga semplificazione volumetrica della forma si osservano nel Ritratto di Gustavo di Riccardo Francalancia, anch’egli presente sulle pagine di “Valori Plastici”, mentre un miniaturismo di ascendenza infantile e caricaturale caratterizza il capolavoro di Fillide Levasti La fiera. Nei primi anni Trenta, grazie anche all’impegno del critico Edoardo Persico, l’universo infantile suscita un rinnovato interesse: la seduzione per un’arte ingenua torna attuale grazie ad artisti come Renato Birolli, Cesare Breveglieri e Gianfilippo Usellini, presenti in questa sezione finale per indicare la sopravvivenza di un’istanza che, pur nelle spanerse interpretazioni e realizzazioni, attraverserà tutto il Novecento, giungendo fino a oggi.   da L'artista bambino. Infanzia e primitivismi nell'arte italiana del primo '900, catalogo della mostra (Fondazione Ragghianti, Lucca, 17 marzo - 2 giugno 2019), a cura di N. Marchioni, Lucca 2019, p. 204 Stima   
    10.000 / 15.000
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  • Guido Farina- FARINA GUIDO

    106 Guido Farina Guido Farina (Verona 1896 - Padova 1957) HAMPSTEAD PARK olio su compensato, cm 73x98 firmato in basso a destra e iscritto "Hampsteadpark - 38" in basso a sinistra   HAMPSTEAD PARK oil on plywood, 73x98 cm signed lower right and inscribed "Hampsteadpark - 38" lower left   Esposizioni Guido Farina, Palazzo Forti, Verona, 16 maggio - 21 giugno 1992   Bibliografia Guido Farina, catalogo della mostra, (Palazzo Forti, Verona, 16 maggio - 21 giugno 1992) a cura di F. Butturini e G. Cortenova, Verona 1992, p. 101, ill. 68 Stima   
    6.000 / 8.000
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  • Francesco Camarda- CAMARDA FRANCESCO

    107 Francesco Camarda Francesco Camarda (Palermo 1886 - 1962) AUTORITRATTO carboncino rialzato a biacca su carta, cm 54x39, senza cornice   SELF-PORTRAIT charcoal heightened with white on paper, 54x39 cm, unframed   Nel cammino dell’arte si incontrano uomini che, anzi che al proprio tempo, sembrano legati al gusto di dopo, di cui appaiono come lontani precursori. Dicevo sembrano, ma si tratta invece di un gravissimo errore, il quale, purtroppo, ha governato e governa ancora una falsa costruzione della storia dell’arte. Un’opera, riguardata veramente sul piano storico, cioè fuori delle assurde necessità di questo o quell’altro gusto di moda, non potrebbe appartenere che al suo proprio tempo, al sentimento particolare di chi l’ha prodotta, ne è anzi la più schietta espressione; e soltanto per questa assoluta identità fra la persona dell’artista e la sua concezione è possibile una sopravvivenza: cioè l’eternità e universalità dell’arte. Camarda è un artista che, per essere stato fedele veramente al suo genio e alla sua coltura, è già nel futuro. La sua attività, maturata e cresciuta fuori di ogni polemica e confusione attuale, non ha altra finalità oltre quella di esprimere con chiarezza, quasi per liberarsene nella più pura contemplazione, il mondo delle sue passioni e dei suoi sentimenti. Evidentemente i sensi e le idee, nel mondo della pittura, non potrebbero essere altro che linee, colori, che non hanno altra storia fuori del loro misterioso ma spontaneo nascere da una fantasia incoercibile operante e produttiva. Il problema critico dell’arte di Camarda è perciò quello di comprendere volta a volta nello svolgimento delle sue varie espressioni quanto di nuovo e di caratteristico le rende interessanti e universali. Egli è certamente uno dei più forti e dei più espressivi disegnatori del nostro tempo. Credo che proprio in questa sua forza disegnativa, che penetra, scopre ed illumina l’essenza delle cose offerte dal mondo alla sua fantasia, sia da cercare la qualità centrale, il segreto della struttura più attiva delle sue immagini. I suoi spazi, ben lungi da essere postulati metafisici o astratti concetti geometrici, pongono e risolvono in efficaci prospettive, con sapienza di chiaro-scuro, le palpebre di un bimbo, le gambe di una capretta, il seno verginale di una donna. Egli non ha bisogno di trasformare, di esagerare, di deformare, come si dice nel linguaggio di moda. Egli sa per istinto e per chiara coscienza che ogni forma è quello che è; non può essere spanersa; e che appunto per ciò è veramente unica, nuova e originale; e che solo per le sue naturali e insuperabili condizioni si può prestare alle più infinite possibilità di interpretazione. Perciò il miglior modo di comprenderla (che non è che l'espressione stessa) non è certamente quello di gonfiarla o di sgonfiarla, di allungarla o di scorciarla; di costringerla entro esigenze geometriche, che non sono che un apriori della nostra mente oramai, dimenticato nella forma offerente di una esistenza attuale. Né valgono meglio tutte le esperienze emblematiche e decorative, le quali dimostrano soltanto che chi non sa vedere nella loro evidenza in carne ed ossa (per usare un termine fenomenologico) togliendola arbitrariamente dalla loro viva concretezza, non può produrre che immagini artificiose, senza cordialità e senza vita, e perciò senza storia. Dicevo storia ma nel senso più profondo e più personale: storia in quanto vitalità e autenticità. La storia di Camarda non è che la sua stessa arte in quanto esperienza sempre più profonda e cosciente del suo stesso linguaggio. In questa sua lingua è facile avvertire qualche accento della più ricca tradizione pittorica meridionale da Palizzi a Mancini, ma la struttura di essa non conosce che una sola dialettica chiara ed efficace: l’amore insaziato e quasi sensuale della natura e il bisogno di chiarezza e di umana comunione. Ma nell’arte egli ha saputo frenare e contemplare la sua stessa innata vitalità, sciogliendola e acquietandola in superbo equilibrio di forme e di rapporti tonali. Egli ha saputo cercare nello sguardo e nel gesto delle persone che ha conosciuto (dalla gente del popolo agli uomini più eccellenti) la più schietta e particolare umanità; ha saputo resistere al dilagare di tutti i manierismi fino al punto di rinunziare qualche volta a ciò che poteva essere utile alla sua stessa vita pratica. Perciò il suo mondo pittorico, sia che balzi vivo dagli aspetti degli uomini e delle cose attuali, sia che questi egli arricchisca di mitici richiami alla più antica classicità, è sempre vibrante, immediato, senza infingimenti e senza pose: autentico, e perciò veramente attuale e storico.   da M. Guerrisi (a cura di), Francesco Camarda, Palermo 1960 Stima   
    500 / 800
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  • Francesco Camarda- CAMARDA FRANCESCO

    108 Francesco Camarda Francesco Camarda (Palermo 1886 - 1962) CAVALLO MARINO olio su tela riportato su compensato, cm 150x202, senza cornice firmato in basso a destra retro: iscrizione "Al mare / Camarda / Ciccio"   SEA HORSE oil on canvas laid down on plywood, 150x202 cm, unframed signed lower right on the reverse: inscription "Al mare / Camarda / Ciccio"   Pochi artisti contemporanei hanno avuto ed hanno più grandi ammiratori di Francesco Camarda e pochi più grandi detrattori. Lo ammirarono coloro che giudicano la sua pittura dal punto di vista pittorico, come cioè ogni pittura dovrebbe essere giudicata; lo detraggono coloro che non sapendo d’arte vogliono discutere e si fermano quindi ai soggetti trovando da scrivere sempre delle pagine fiorite sulla vecchia questione della morale nell’arte. L’arte non è mai immorale. Dove c’è immoralità non c’è arte. Con ciò non si vuole dire che Camarda non sia un temperamento sensuale d’artista, come lo fu, anzi lo è in letteratura Gabriele d’Annunzio. Ma questa sensualità è sincera e non si fonda su nessuna considerazione meno che onesta. Camarda è uno di quegli artisti che fanno della donna la protagonista della propria arte esprimendone i suoi più nobili e sublimi aspetti, l’amore e la maternità. Questi aspetti l’artista sente in sommo grado e trasfonde con grande potenza nei suo quadri. Egli riproduce la donna come l’ha sempre vista, di essa il suo spirito si è abbeverato e nutrito; onde nei quadri del Camarda vediamo riprodotta l’ardente e quasi pagana bellezza della donna siciliana che fece dire ad un grande scrittore straniero “dalle bocche che parlando bruciano”. Si è detto pagane non a caso perché tutta la Sicilia risente di quella carnosa, saporosa e colorita ricchezza delle forme che caratterizzò le arti elleniche e romane. Camarda è il pittore tipicamente mediterraneo che come gli artisti suoi antenati nell’Ellade della Magna Grecia e di Roma, sente la bellezza e la gioia della vita e la esprime paganamente nelle creature nude e ardenti, perché il nudo è l’espressione universale ed eterna dell’umanità. La donna trionfa nei quadri del Camarda con l’impeto della gioventù, con la procacità delle carni sode, col fascino del sorriso. E Camarda si vale anche di una tavolozza vorremo dire carnale pel calore del tono con cui sono dipinti questi nudi che spiccano contro sfondi azzurri e bianchi, sopra piani verdi o contro fondi rosso-sangue, ma sempre all’aria aperta. Camarda al pari di uno scultore neoclassico non tollera indumenti su quello che dipinge, perché solo così l’opera d’arte può vivere in tutti i tempi. Le fogge del costume, oltre ad essere mai belle sono transitorie, il nudo umano invece universale ed eterno.                                                                                                       Arturo Lancellotti Stima   
    7.000 / 10.000
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  • Francesco Camarda- CAMARDA FRANCESCO

    109 Francesco Camarda Francesco Camarda (Palermo 1886 - 1962) SCENA BACCHICA olio su tela, cm 192x171, senza cornice firmato in basso a destra retro: titolato   BACCHIC SCENE oil on canvas, 192x171 cm, unframed signed lower right on the reverse: titled   Camarda è il pittore del nudo. Mi pare che una volta qualcuno gli abbia domandato perché egli non abbia mai dipinta una figura vestita. “E’ troppo facile”, rispose Camarda. E in questa sua semplice risposta è l’artista, è tutto Camarda. Con quella ansia sua di voler penetrare il segreto della carne, con quella sua festosità che esplode in lirismi cromatici, con quella sua esuberanza che egli non sa trattenere quando parla con voi e allorché dipinge, gli trasuda dai pori, nella gioia, nella creazione, nella voluttuosa dolcezza di sentir nascere sotto l’agile tocco dei suoi pennelli le sue creature  di vita, d’amore, di desiderio. Quella sua maniera di dipingere a pennellate semplici, larghe, decise, quella sua preoccupazione di dare volume alle masse e di costruire i suoi personaggi nell’ambiente, quella sua composta e sostenuta sobrietà di mezzi per cui la gioia del colore nasce nei suoi quadri da un eccessivo impiego di tonalità, ma da una luce interiore che anima tutte le sue figure, conferiscono ad ogni sua pittura una nota personalissima, per cui un Camarda si distingue tra mille altre opere. E se altro non si volesse a questo artista, ciò basterebbe a creargli una superiorità indiscutibile, perché essere originale è di pochi, essere se stesso è di pochissimi. Un quadro di Camarda è una sinfonia di colori. I suoi bianchi d’uno splendore abbagliante, quei suoi bianchi che risultano dalla fusione d’infiniti semitoni, i suoi gialli violenti, i suoi rosa carichi, i suoi azzurri splendenti, compongono una strofa lucida, armoniosa, polita, che si offre a voi con una musicalità che nasce da innumerevoli elementi. Essa è nella serica trasparenza della carne, sotto la quale indovinate le vene e le giunture sanguigne: si leva come un canto di gioia, da un volto proteso verso il sole del quale riflette tutta la calda luminosità: e nel paesaggio, elemento indispensabile per dare volume ai nudi di Camarda: è dovunque sia passato il tocco vivificatore del pennello di questo artista prodigiosamente vivo e vitale. Ricordo di alcuni nudi, sui quali si ha l’impressione di poter seguire il processo di respirazione.[…] Ecco  la sua ispirazione attingere alle sorgenti di un mondo più sano, ove soltanto vibri la gioia di vivere, ove chiaramente si riveli il desiderio di esaltare la gioventù e la bellezza nella forma che più si addice a questi valori eterni ed indistruttibili. Quello che più colpisce in Camarda è quel suo modo plastico e reale di vedere ogni cosa, per cui le sue figure acquistano la loro dimensione, il loro volume, starei per dire, la loro  evidenza fisica nello spazio e la sua sensibilità gli consiglia la via giusta, nel lasciare le opere in quella apparente incompiutezza. I quadri di Camarda assumono un rilievo e una potenza di espressione che un più accurato e lezioso impasto di colori comprometterebbe sicuramente.   Vittorio Ricciuti, L’ora, 5 giugno 1938 Stima   
    7.000 / 10.000
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  • Francesco Camarda- CAMARDA FRANCESCO

    110 Francesco Camarda Francesco Camarda (Palermo 1886 - Palermo 1962) RITRATTO FEMMINILE CON MANTIGLIA E FIORE ROSSO olio su tela, cm 100x93, senza cornice   FEMALE PORTRAIT WITH MANTILLA AND RED FLOWER oil on canvas, 100x93 cm, unframed   Il Ritratto che qui presentiamo ritrae la Signora Camarda, in abito nero, con una preziosa mantiglia di pizzo nero che le avvolge la testa e le spalle e un fiore rosso, forse un ibiscus appuntato sulla vita; la moglie fu una delle sue modelle predilette la cui effige ritroviamo anche nel lotto 108 presentato sempre in questa vendita. Camarda fu molto famoso e spanenne uno degli artisti più richiesti dalla società palermitana, eseguì ritratti d’importanti esponenti della città tra cui ricordiamo quello di Vittorio Emanuele Orlando, grande uomo politico siciliano; e alcuni suoi ritratti sono conservati nella Civica Galleria d’Arte Moderna di Palermo Empedocle Restivo. Così scrisse di lui il critico Guido Guida in occasione della grande mostra di Camarda che si tenne a Roma nel Maggio del 1924 nei Saloni dell’Associazione Artistica Internazionale: “[…] Come abbiamo detto questo pittore non esaurisce nei nudi tutta la sua grandezza di artista. Egli è di quei pochi e rari pittori che non si circoscrivano nei limiti bloccati della specializzazione: perché egli sa cogliere gli aspetti della vita spanersa con la stessa intensità espressiva, con la stessa conoscenza tecnica, con la stessa personalissima estetica. Lo vediamo nei suoi ritratti dove la vita è espressa non soltanto nella sua rispondenza fisica ma nell’indagine psicologica e questo può dirsi delle più umili creature che egli ritrae con tanta maestria espressiva. Il ritratto in Camarda trova consistenza, innanzitutto nella sostanza pittorica: risulta costruito sopra un disegno sempre ricco per se stesso di rispondenze tonali, di chiarezza, di stesura. L’artista rifugge dallo stilismo-cifra, è nello stile. Questo si rivela anche quando descrive la mite dolcezza femminile. L’artista, pur non cedendo alla facile piacevolezza e al virtuosismo decorativo, ha fatto nel ritratto opera di accorta sensibilità e di grandissima e preziosa armonia”. Stima   
    2.500 / 4.000
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  • Francesco Camarda- CAMARDA FRANCESCO

    111 Francesco Camarda Francesco Camarda (Palermo 1886 - 1962) MADRE CON FIGLI matita blu e pastelli su carta, cm 43x33, senza cornice firmato in basso a destra   MOTHER AND CHILDREN blue pencil and crayons on paper, 43x33 cm, unframed signed lower right Stima   
    1.000 / 1.500
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  • Francesco Camarda- CAMARDA FRANCESCO

    112 Francesco Camarda Francesco Camarda (Palermo 1886 - 1962) MATERNITA' acquerello, tempera e matita su carta, cm 38,5x34,5, senza cornice   MOTHERHOOD watercolour, tempera and pencil on paper, 38.5x34.5 cm, unframed Stima   
    800 / 1.200
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