ARCADE | Dipinti dal secolo XVI al XX

ARCADE | Dipinti dal secolo XVI al XX

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

2 OTTOBRE 2019
ore 10.30
lotti 1-120

ore 15.00
lotti 121-223

ore 17.00
lotti 231-310

Esposizione

FIRENZE
Venerdì     27 settembre               10-18
Sabato      28 settembre               10-18
Domenica  29 settembre               10-18
Lunedi       30 settembre               10-18


Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
91 - 120  di 301 LOTTI
12019005620.jpg

Giovanni Domenico Lombardi detto l'Omino

(Lucca 1682-1751)

MADONNA DEL ROSARIO CON IL BAMBINO TRA SAN DOMENICO DA GUZMAN E SANTA CATERINA DA SIENA

olio su tela, cm 100x84

monogrammato "GDL" in basso a sinistra

 

MADONNA OF ROSARY WITH CHILD BETWEEN  SAINT DOMINIC AND SAINT CATHERINE OF SIENA

oil on canvas, cm 100x84

monogrammed "GDL"  lower left

 

Il dipinto è corredato dalla scheda di Franco Moro, datata 12 febbraio 2018 di cui riportiamo un estratto:

 

"L’inedita pala di formato ridotto, riscoperta recentemente, si riconduce al catalogo dello stravagante maestro, protagonista della pittura lucchese della prima metà del Settecento, più noto e apprezzato per la simpatica espressività delle sue scene di genere.

Va certamente assegnata a lui in considerazione dei caratteristici aspetti stilistici che contraddistinguono il pittore e del piccolo monogramma a caratteri corsivi con le sue iniziali intrecciate fra loro che si legge in basso a sinistra.

La tela qui presentata per la prima volta appartiene agli anni giovanili del pittore e per le dimensioni si può pensare sia stata commissionata per la cappella privata di un palazzo o piuttosto per quella di un monastero domenicano, considerato l’ordine di appartenenza dei due santi presenti all’incontro con la Vergine; in realtà a Lucca esisteva effettivamente un convento di Monache di Santa Caterina da Siena del III° ordine di San Domenico (terziarie domenicane), fondato nel 1575. A partire dal 1663 iniziarono i lavori di demolizione ed innalzamento del nuovo monastero che prevedeva la costruzione di un unico edificio a forma di elle con quattro piani in elevazione e, nell’angolo sud-ovest dell’isolato della fabbrica, di una nuova chiesa. L’edificio subì una radicale ristrutturazione a partire dagli inizi del 1738, coinvolgendo la demolizione dell’originaria chiesa delle suore di Santa Caterina per ricostruirne una nuova su disegno del nobile architetto lucchese Francesco Pini, allievo dello Juvarra, consacrata il 19 maggio 1748 e dedicata nuovamente a Santa Caterina da Siena. La parte del convento affacciata su via del Crocifisso venne demolita e la restante parte su via Vittorio Emanuele II trasformata in appartamenti, rimanendo la Chiesa negli ultimi decenni abbandonata fino al recente restauro. E’ ragionevole quindi pensare che, viste le vicende che coinvolsero la chiesa e il monastero nei primi decenni del Settecento, la paletta venisse in seguito venduta per perderne le tracce fino ad oggi."

 

Stima   € 7.000 / 10.000
Aggiudicazione:  Registrazione
12019006392.jpg

Scuola veneta, sec. XVII

I TRE FILOSOFI

olio su tela, cm 103,5x134

 

Venetian school, 17th century

THE THREE PHILOSOPHERS

oil on canvas, cm 103,5x134

 

Eraclito e Democrito si trovano spesso raffigurati con un singolare contrasto poiché l’uno continuamente ride, l’altro invece piange. Il filosofo che ride è Democrito: se tutto è davvero una danza di atomi nel vuoto ne consegue che ogni vicenda umana deve rinunciare ad avere un senso e ridicole appaiono le preoccupazioni degli uomini che non sanno adeguare le proprie passioni a ciò che la ragione ci insegna. Al suo riso fa da contrappunto il pianto di Eraclito, il filosofo del divenire che non può distogliere gli occhi dalla caducità degli eventi e che nel tempo che travolge tutte le cose avverte la tragicità del mondo.

I due atteggiamenti emblematicamente contrapposti nei riguardi degli accadimenti terreni, simboleggiati dal globo a cui i due filosofi si rivolgono, vengono, nella tela offerta caricati sino al grottesco: l’ambientazione e il carattere semplice, quasi popolare, dei saggi, richiamano le numerose prove conosciute, ritraenti filosofi antichi, di ambito napoletano – si vedano per esempio le prove di Mattia Preti e Luca Giordano - soggetti però notevolmente diffusi anche in area veneta tra i cosiddetti pittori tenebristi.

Le smorfie grottesche sono altresì avvicinabili ad artisti nordici, per lo più fiamminghi, operanti in Italia, suggestionati a loro volta dalle ombrose atmosfere di matrice caravaggesca.

 

Stima   € 22.000 / 35.000
91 - 120  di 301 LOTTI