ARGENTI ITALIANI ED EUROPEI ED OBJETS DE VERTU

ARGENTI ITALIANI ED EUROPEI ED OBJETS DE VERTU

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
29 NOVEMBRE 2017
ore 15.00

Esposizione

FIRENZE
25-28 Novembre 2017
orario 10-13 / 14–19 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

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CROCE PROCESSIONALE, SCUOLA DI SULMONA, INIZI SECOLO XIV      

lamina d'argento applicata su supporto ligneo, cm 43,5x35                 

 

Recto: Cristo Crocefisso tra la Vergine Addolorata, San Giovanni Evangelista, sul braccio superiore l’Angelo, sull’estremità del braccio inferiore l’alloggio per un cartiglio

Verso: Cristo Benedicente tra il tetramorfo

 

Bibliografia di confronto

E. Mattiocco, Gli antichi marchi dell'oreficeria abruzzese, Sulmona 1997                                        

E. Mattiocco, Orafi e argentieri d'Abruzzo dal XIII al XVIII secolo, Lanciano 2004      

 

L'oreficeria abruzzese fonda la sua tradizione all'inizio del XIII secolo, quando, sotto il regno di Federico II di Svevia, molti artigiani giunsero sul territorio per la realizzazione di grandi opere. Sulmona, capitale amministrativa ed economica della regione divenne crocevia culturale e artistico per la produzione di oreficeria sacra e per l’apertura verso le influenze artistiche del resto del regno. Nel 1406 re Ladislao di Durazzo consegnò all'orafo Nicola Piczulo il sigillo SUL da applicare a tutte le opere realizzate in oro ed argento.

Questo marchio si ritrova anche sulla Croce qui proposta e ne conferma la provenienza dalle botteghe di Sulmona.                                             

L'uso di questo marchio andrà perso dalla prima metà del XVI secolo.      

La lunga e antica tradizione dell’ oreficeria abruzzese fu riportata alla luce dagli importanti studi svolti nel corso dell’Ottocento e dalla Mostra dell'antica arte abruzzese realizzata a Chieti nel 1905.

Sul territorio sono conservate numerosi esempi tipici della produzione delle così dette croci “arcaiche”,  di cui quella qui presentata ne è un pregevole esempio.

Questa tipologia di opere furono realizzate, con le dovute varianti, con delle comuni linee iconografiche e strutturali. L’anima della croce generalmente era in legno e i bracci erano terminanti in foggia trilobata. Su questa struttura erano applicate per ciascuna faccia cinque lamine sbalzate, negli esemplari più comuni in rame, in quelli più pregiati in argento. Per quanto concerne l’iconografia molte croci arcaiche presentano sul recto Cristo Crocefisso tra la Madonna Addolorata, San Giovanni Evangelista, l’Agnello Corcifero o il Pellicano e il Golgota, mentre sul verso è raffigurato Cristo benedicente tra il Tetramorfo

 

 

 

Opera dichiarata di interesse artistico e storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo in data 21/05/1984

 

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