MONETE E MEDAGLIE DA COLLEZIONE. DAL MEDIOEVO AL XX SECOLO

Firenze, 
gio 1 Giugno 2017
Asta Live 212
150

LEOPOLDO II DI LORENA E MARIA ANTONIA GRANDUCHI DI TOSCANA (1840-1853), MEDAGLIA COMMEMORATIVA

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LEOPOLDO II DI LORENA E MARIA ANTONIA GRANDUCHI DI TOSCANA (1840-1853), MEDAGLIA COMMEMORATIVA

opus Nideröst (1840-) Au gr. 84,1 mm 40 D/ LEOPOLDO II GRANDUCA DI TOSCANA Testa del Granduca, con basettoni e ciuffetto, a s. Sotto l’incollatura NIDERÖST F. R/ MARIA ANTONIA GRAND DI TOSC Testa diademata di Maria Antonia a d. Sotto l’incollatura NIDERÖST F.

Turr. I, 84 (riporta l’esistenza di un solo esemplare in metallo bianco)

FDC. Della massima rarità, forse unica in oro

 

Leopoldo II, rimasto vedovo di Maria Anna Carolina di Sassonia il 24 maggio 1832, dopo nemmeno un anno sposò in seconde nozze Maria Antonia di Borbone (1818-1898), sorella di Ferdinando II Re delle Due Sicilie in Napoli. Questa medaglia, che celebra il legame con la seconda moglie, venne coniata dal 1840 per riprendere l’antico uso di donare alle balie di Corte, al termine del loro servizio, una medaglia con i ritratti di entrambi i Sovrani. Per la riuscita esecuzione di questa medaglia l’incisore svizzero Giuseppe Nideröst ricevette in data 4 giugno 1841 uno stipendio doppio rispetto a quello solito, con l’obbligo però di lasciare i conii e i punzoni in deposito presso il Governo di S.A.R. Già il direttore della R. Zecca Cosimo Ridolfi nel 1825, in occasione della progettazione dei conii della medaglia aurea che raffigurava il Granduca e la prima moglie Maria Anna Carolina, aveva evidenziato la difficoltà esecutiva di tale realizzazione per l’eccessivo spessore che avrebbe avuto il tondello con il doppio ritratto e la conseguente scomodità di batterlo coi bilancieri esistenti in zecca. Arnaldo Turricchia, nella sua pregevole opera “Il Granducato di Toscana attraverso le medaglie” (2012, vol. I, p. 84), segnala l’esistenza di un solo esemplare di questa medaglia, peraltro in metallo bianco, nel Medagliere della Biblioteca Apostolica Vaticana e dei relativi conii al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, ma non individua alcun pezzo in oro. Da accurate ricerche non ci risultano essere mai apparsi esemplari di questo tipo nemmeno in vendite pubbliche. Trattasi pertanto di medaglia di grande pregio storico corredata inoltre da uno stato conservativo impeccabile