Disegni e stampe dal XVI al XX secolo - Libri e Autografi

23 GIUGNO 2016

Disegni e stampe dal XVI al XX secolo - Libri e Autografi

Asta, 0177
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
Lotti 1-142 ore 10.30
Lotti 143-335 ore 15.30
Esposizione
FIRENZE
18-21 Giugno 2016
orario 10 – 13 / 14 – 19 
Palazzo Ramirez-Montalvo 
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it
 
 
 
Stima   100 € - 30000 €

Tutte le categorie

301 - 330  di 335
301

INSTITOR, Heinrich – SPRENGER, Jacob. Malleus maleficarum

opus egregium. (Impressum Nurenberge, in officina Frederici

Peypus, mense Augusto), 1519.

[Legato con:]

MAZZOLINI, Silvestro. Reveren. patris fratris Silvestri Prieriatis

… De strigimagarum demonumque mirandis libri tres. (Impressum

Rome, per Antonium Bladis de Asula, die xxiiii. Septembris

1521).

Due opere in un volume in 4to (200 x 149 mm). CLII [10] carte, seguite

da [2] bianche e da [152] carte. Il Malleus ha un frontespizio

architettonico xilografico e testo in gotico, il De strigimagarum frontespizio

entro cornice xilografica; iniziali xilografiche in entrambi.

Pergamena flessibile coeva con titoli anticamente manoscritti al

dorso e bindelle. Pallide bruniture occasionali al Malleus, ove si trovano

anche rare sottolineature e nota marginali.

Bellissima copia della quarta edizione del Malleus maleficarum,

celebre trattato di caccia alle streghe, pubblicato per la

prima volta nel 1487, rilegata assieme alla PRIMA EDIZIONE del

De strigimarum demonunque mirandis. In quest’ultimo trattato, il

teologo Silvestro Mazzolini, già autore di un numero di testi di stregoneria,

postulò la sostanziale differenza della stregoneria contemporanea

rispetto a quella classica trattata nel Canon Episcopi

del secolo IX (la fonte canonica più antica su questa materia), accomunando

chi compiva malefici in seguito al patto con il diavolo

(strix) a chi ricorreva alla magia naturale (magus), e proponendo

quindi austere forme di repressione del fenomeno (cfr. Treccani).

Il Malleus Maleficarum (“martello delle streghe”) è invece opera dei

due frati domenicani Heinrich Institor Kramer e Jacob Sprenger, i

quali, prendendo spunto da una bolla emessa da papa Innocenzo

VIII nel 1484 (riprodotta in apertura) che conferiva loro il pieno potere

di esercitare la loro opera di inquisitori in alcune regioni della

Germania, vollero scrivere un “manuale” che spiegasse una volta

per tutte cosa fosse la stregoneria e come agire contro di essa.

La prima parte del Malleus descrive la natura della stregoneria e

si scaglia contro chi la reputa solo una superstizione; la seconda

espone casi e delinea i vari poteri demoniaci delle streghe (trasformazioni

di animali in mostri, capacità di volare, provocare tempeste,

operare malefici vari, ecc.); la terza fornisce istruzioni pratiche

sulla cattura, tortura, processo ed esecuzione delle streghe. Tra il

1487 e il 1669 furono pubblicate oltre trenta edizioni dell’opera,

che ebbe diffusione in tutta Europa e contribuì alla persecuzione e

sterminio di un elevato numero di donne sospettate di compiere

sortilegi e fatture, e di intrattenere rapporti con forze oscure e infernali.

Stima    3.200 / 3.800
Aggiudicazione:  Registrazione
303

(Mantova – Illustrati 800) LABUS, Giovanni. Museo della Reale Accademia

di Mantova. Mantova, A spese degli editori D’Arco e

fratelli Negretti, 1837.

3 volumi in 4to (237 x 150 mm). [ii] 6 [2] iii [i] 309 [1] pp. 315 [5] pp.

[iv] 441 [3] pp. Tre frontespizi calcografici. 164 tavole all’acquaforte

(di cui 11 ripiegate), così distribuite: 56 nel primo volume, 52 nel

secondo e 56 nel terzo. Attraente legatura coeva in mezzo marocchino

biondo, dorso riccamente decorato, tassello in marocchino

rosso al secondo scomparto, piccolo tassello scuro a losanga nel

quarto scomparto, altri scomparti e nervi con decorazioni dorate,

piatti marmorizzati, in barbe. Ex libris figurato di primo ‘900 ed altro

ex libris di Antonio Vitaliano Sossi. Occasionali fioriture, per lo

più marginali.

Bella copia di questo importante saggio sulla collezione

di sculture classiche del Museo dell’Accademia di Mantova, oggi

Accademia Nazionale Virgiliana, la cui rinascita dopo lunghi anni

di oblio fu avviata del conte Carlo d’Arco (1799-1872) proprio con

questo catalogo, illustrato da lui stesso e scritto dal rinomato archeologo

bresciano Giovanni Labus. L’opera uscì in fascicoli mensili,

a partire dal 1829. Il primo volume è infatti introdotto da un

frontespizio generale dell’opera, datato 1829 e che reca la dicitura

“co’ tipi virgiliani di L. Caranenti”, seguito dal frontespizio calcografico

(datato 1837 e presente in tutti i volumi) e da un “Annunzio

calcografico” che descrive il piano editoriale. Il frontespizio tipografico

del secondo volume reca la data 1833, quello del terzo, 1834.

Le 164 bellissime tavole all’acquaforte ritraggono busti, statue,

bassorilievi, lapidi, epigrafi, torsi, teste, are, dettagli architettonici.

Antonio Vitaliano Sossi (1820-1891) fu teologo, giurista, prevosto

della cattedrale di Asti e appassionato numismatico.

SI AGGIUNGE:

(Mantova) BORSA, Matteo. Museo della Reale Accademia di Mantova.

In Mantova, per l’erede di Alberto Pazzoni, regio-ducale

stampatore, 1790.

In 8vo piccolo (187 x 130 mm). 95 [1] pp. Antiporta calcografica

con busto di Virgilio e altre 2 tavole calcografiche, di cui una ripiegata.

Mezzo vitello marezzato coevo, piatti marmorizzati, dorso liscio

con tassello dorato e con stelline e filetti dorati. Due ex libris al

contropiatto, trascurabili gallerie di tarlo alla legatura e al margine

interno dell’ultima carta, per il resto buona copia.

(4 volumi)

Stima    650 / 700
Aggiudicazione:  Registrazione
304

(Incunabolo – Illustrati 400) LIBRO D’ORE ALL’USO DI ROMA. Ces

p[re]sentes heures a lusage de Rome fure[n]t acheuees le xx. iour

de aoust. La[n] Mil. CCCC. quatre vingt et xvi pour Simon Vostre.

Paris, Philippe Pigouchet pour Simon Vostre, 20 agosto 1496.

In 4to (232 x 155 mm). [90] carte. Segnatura: a-h8 l4 A8. Assenti le

carte bi e biii. Testo in gotico, 27 linee per pagina, interamente

riquadrato da ricche cornici xilografiche con vignette e decorato

da numerosissime iniziali miniate in rosso e in azzurro. Grande

marca tipografica di Pigouchet al frontespizio, immagine dell’uomo

anatomico al verso e altre 15 grandi xilografie a piena pagina, oltre

a varie vignette nel testo. Legatura coeva in cuoio decorato a secco

su assicelle (abrasioni e difetti), resti di fermagli, tagli dorati. Frontespizio

polveroso e con qualche macchia, foro e strappetto; carte

successive un po’ gualcite e fiorite ai margini e con minimi fori marginali,

bviii con strappo anticamente restaurato, occasionali pallide

macchie per lo più ai margini, qualche forellino alle ultime carte,

ma nel complesso esemplare genuino e non privo di fascino.

Philippe Pigouchet, stampatore e xilografo attivo a Parigi

dal 1488 al 1518, è soprattutto noto per la sua produzione di

splendidi libri d’ore a stampa, per i quali si avvaleva della collaborazione

di Simon Vostre, stampatore/libraio e legatore attivo dal

1486 al 1521. L’opera si apre con la marca di Pigouchet che rappresenta

Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre; al verso, l’immagine

dell’uomo anatomico, seguita dal calendario, le cui cornici sono

ricche di animali fantastici. Seguono: il Vangelo secondo Luca,

l’Officio della Beata Vergine Maria, i Salmi Penitenziali, l’Officio dei

Morti, i “suffragia sanctorum et sanctarum” illustrati con ritratti di

ciascun/a santo/a, e l’“officium de conceptione beate marie virginis”.

Il testo è tutto incorniciato da vignette che illustrano scene

del Vangelo. Le decorazioni a secco sulla legatura raffigurano tralci

con grappoli, animali fantastici e cartigli.

Brunet V 1579, n. 28.

Stima    850 / 950
Aggiudicazione:  Registrazione
305

(Araldica – Illustrati 800) LITTA, Pompeo. Famiglie celebri italiane.

Milano, Paolo Emilio Giusti, [poi] Giulio Ferrario, [poi] Luciano

Basadonna [etc.] 1819-1883.

15 volumi in folio (480 x 345 mm) uniformemente rilegati in mezzo

marocchino rosso con angoli, dorsi lisci con nomi delle famiglie e

piccoli fleurons dorati, in barbe, brossure originali conservate. Descritti

in ordine sommariamente cronologico come segue:

1 - Sforza (1819) e Trivulzio (ca. 1820) Fascicolo I (1819, dispensa

1), [iv] pagine con Avviso, seguite da VI tavole di testo, carta geografica

a doppia pagina, colorata, de “Il Ducato di Milano nella sua

maggiore estensione al tempo de’ Duchi Sforza”, 6 tavole calcografiche

doppie e 3 singole. [Fascicolo IV, dispensa 4, ca. 1820] contenente

i Trivulzio di Milano, IV tavole di testo e 3 tavole calcografiche

doppie con ritratti colorati, monumenti e medaglie. Occasionali minime

fioriture marginali alle tavole calcografiche, difetto alla cuffia

e minime abrasioni alla legatura.

2 - Famiglie venete: Scaligeri, Ecelini, Da Camino, Carraresi

(1819-1831) Fascicolo XIV (1824, dispense 18-19) contenente gli

Scaligeri di Verona, 10 tavole calcografiche doppie e una singola

(minime fioriture). [Fascicolo II, dispensa 2, ca. 1819] contenente

gli Ecelini, una tavola calcografica singola. [Fascicolo XI, dispensa

15, ca. 1823-24] contenente i Da Camino della Marca di Trevigi,

una tavola calcografica singola. Fascicolo XXII (1831, dispensa 33),

contenente i Carraresi di Padova, 3 tavole calcografiche singole

(pallide macchie ai margini esterni). Presenti solo due brossure

anteriori. Minime abrasioni alla legatura.

3 - Visconti di Milano (1823) Fascicolo IX (1823, dispense 9-13),

contenente le XX tavole di testo, 12 tavole calcografiche doppie e

2 singole (minime fioriture ad un paio di tavole). Presenti solo le

brossure anteriore e posteriore della prima parte.

4 - Famiglie dell’Emilia: Bentivoglio, Pico della Mirandola, Pio,

Rangoni (1823-1833) Fascicolo XXXI (1834, dispense 45-46) contenente

i Bentivoglio da Bologna, 5 tavole calcografiche doppie. Fascicolo

X ([1823-24], dispensa 14) contenente i Pico della Mirandola,

2 tavole calcografiche di medaglie singole, 3 tavole calcografiche

doppie. Fascicolo XII (1824, dispensa 16) contenente i Pio di Carpi,

3 tavole calcografiche doppie. Fascicolo XXVII (1833, dispensa 41)

contenente i Rangoni di Modena, 5 tavole calcografiche singole.

Legatura con minimo difetto alla cuffia, minime abrasioni.

5 - Medici di Firenze (1827) Fascicolo XVII (1827, dispense 22-

28), contenente XXI tavole di testo e 19 tavole calcografiche doppie

con ritratti colorati, monumenti, medaglie e monete, e una mappa

colorata de “La Toscana ai tempi dei Medici”. Presenti solo le

brossure della prima dispensa. Piccole pallide macchie al margine

inferiore di una tavola, minime e occasionali fioriture e strappetti

marginali a qualche tavola calcografica, difetto alla cuffia, minime

abrasioni alla legatura.

6 - Famiglie toscane: Macchiavelli [sic], Martelli, Pazzi, Piccolomini

(1831-1851) Fascicolo XXX (1834, dispensa 44), contenente

solo la famiglia Macchiavelli (non la Foscari come indicato alla brossura

anteriore), una tavola calcografica singola. Fascicolo XXVIII

(1833, dispensa 42), contenente i Martelli di Firenze, 3 tavole calcografiche

singole. Fascicoli LXXII-LXXIII (1851, dispense 128-129)

contenenti i Pazzi di Firenze e completi come da indicazioni sulle

brossure. Fascicolo XX (1831, dispensa 31) contenente solo i Piccolomini

già Todeschini di Siena (non gli Orseolo come indicato alla

brossura anteriore), 2 tavole calcografiche singole. Presenti solo le

brossure anteriori. Minime e occasionali fioriture a qualche tavola.

7 - Colonna (1836) Fascicolo XXXVII (1836, dispense 55-59) contenente

XV tavole di testo, 10 tavole calcografiche doppie con ritratti

colorati, monumenti, monete e medaglie, una tavola singola con

paesaggi all’acquaforte, una tavola singola con “Carta geografica

de’ feudi della famiglia Colonna nell’epoca del 1796 nello stato Ecclesiastico

e nel regno di Napoli” e una tavola doppia raffigurante il

“Trionfo solenne” di Marcantonio Colonna in Roma dopo la vittoria

di Lepanto del 1571. Presenti solo le brossure della dispensa 55.

Occasionali pallide gore e fioriture ai margini più esterni, minime

abrasioni alla legatura.

8 - Pallavicino (1838) Fascicolo XLI (1838, dispense 63-65, 77, 83,

86, 90) contenente XXXII tavole di testo e 13 tavole calcografiche

doppie con ritratti e paesaggi colorati, monumenti, medaglie e monete,

paesaggi all’acquatinta e una mappa. Presenti solo le brossure

della prima dispensa. Minime e occasionali fioriture marginali,

minime abrasioni alla legatura.

9 - Strozzi di Firenze (1838) Fascicolo XLIV (1838, dispensa 68)

contenente VIII tavole di testo e 3 tavole calcografiche doppie

con monumenti e medaglie, seguito dal [fascicolo XLIV, dispense

71-72] contenenti tavole di testo IX-XXII e 3 tavole calcografiche

doppie con ritratti a colori e monumenti. Presenti solo le brossure

della dispensa 68, che presenta fioriture marginali. Abrasioni alla

legatura.

10 - Massimo di Roma (1839-1840) Fascicolo XLV (1839, dispensa

69 e 74) completo come da elenco sulle brossure (presenti entrambe

le anteriori). Fioriture occasionali.

11 - Orsini di Roma (1846-1847) Fascicolo LXII (1846, dispense

113-116 e 118) contenente XXX tavole di testo, 17 tavole calcografiche

doppie con ritratti colorati, monumenti, monete e medaglie,

e 6 paesaggi a piena pagina, di cui 2 all’acquatinta e 4 colorati a

mano. Abrasioni alla legatura.

12 - Famiglie umbre: Montefeltro, Carpegna, Faggiuola, Della

Rovere (1850-1866) Fascicolo LXIX [ma LXX], dispensa 126 (1850):

Conti del Montefeltro, Duchi di Urbino; Conti di Carpegna nel

Montefeltro; Signori della Faggiuola nel Montefeltro. Dispensa 147

(1863): Della Rovere di Savona, Duchi d’Urbino, parte I. Dispensa

151 (1866): Della Rovere di Savona, Duchi d’Urbino, parte II. Tutte

le dispense con le brossure originali e complete con le tavole citate

alla brossura anteriore. Cerniera anteriore spaccata, 6.5 cm di

dorso assenti al piede, leggero difetto alla cuffia.

13 - Malaspina (1852) Fascicolo Basadonna 101, 102 e 136 (ma

LXXV, dispense 133-136 nella vecchia numerazione) contenenti

XXII tavole di testo, una tavola calcografica doppia e una singola

(con 3 paesaggi all’acquaforte) e una mappa della Lunigiana. Legatura

danneggiata (dorso staccato).

14 - Farnesi (1860-1868) Dispense 140 (1860), 144 (1862), 153

(1867), 156 (1868) contenenti le quattro parti dedicate ai Farnesi

Duchi di Parma. Tutte le dispense con le brossure originali e complete

con le tavole citate alla brossura anteriore. Cuffia e cerniera

posteriore difettosa, minime abrasioni.

15 - Famiglie della Romagna: Da Polenta, Effedrucci, Malatesta,

Alidosio, Ordelaffi (1861- 1870) Dispensa 143, contenente i

Da Polenta di Ravenna e gli Effedrucci di Fermo, completa come da

elenco su brossura anteriore. Dispense 159, 161 e 162, contenenti

i Malatesta di Rimini, complete come da brossure. [Fascicolo LXXIII,

dispensa 131, 1851] contenente gli Alidosio d’Imola, 2 tavole di testo

e una tavola calcografica a piena pagina. Dispensa 142 (1861),

contenente i Manfredi di Faenza, completo come da brossura. [Dispensa

145, 1862] contenente gli Ordelaffi da Forlì, VII tavole di

testo e una tavola calcografica a doppia pagina. Presenti tutte le

brossure tranne quelle degli Alidosio e degli Ordelaffi. Minime fioriture.

Legatura danneggiata (dorso staccato, abrasioni agli angoli).

SI AGGIUNGONO: 81 dispense sciolte, quasi tutte nella loro brossura

originale e quasi tutte complete come da “Indice delle tavole”

alla brossura. Difetti: assenti la prima tavola di testo dei Valori;

assente la tavola calcografica dalla seconda parte dei Mocenigo;

assenti le famiglie Fogliani e Ottoni; assenti la terza, quarta e quinta

ed ultima parte dei Saluzzo; occasionali fioriture; ampia gora al

margine inferiore delle tavole relative a Trinci, Cavaniglia e Giovio

(dispensa n. 6); due dispense hanno le tavole montate su brachette;

tracce di nastro adesivo ad una brossura e varie brossure un

po’ sciupate. A richiesta è disponibile un elenco analitico delle 81

dispense.

Esemplare particolarmente completo e in buono stato

di conservazione di questa monumentale opera contenente genealogie

di 150 famiglie distribuite in 184 dispense, composta dal

1819 al 1852 da Pompeo Litta per 113 famiglie in 76 fascicoli e

135 dispense, e continuata a partire dal 1855 da Luigi Passerini,

Federico Odorici, Federigo Stefani, Francesco Di Mauro e Costantino

Coda. La presente copia include 132 famiglie (di cui 32 rilegate

in volumi e 100 in brossure sciolte), di seguito elencate: Acciaioli,

Accolti, Acquaviva, Adorno, Aicardi-Visconti, Aldobrandini, Alidosio,

Alighieri, Altemps, Appiani, Archinto, Arcimboldi, Ariosto, Barbo,

Bentivoglio, Bevilacqua, Birago, Bojardo, Bonacolsi, Bonelli, Boncompagni,

Borromeo, Bourbon del Monte, Buonarroti, Buondelmonte,

Calcagnini, Camposampiero, Candiano, Cantelmi, Capponi,

Carpegna, Carraresi, Casali, Castiglioni, Cavaniglia, Cavalcabò, Cesi,

Cesarini, Cima, Colonna, Concini, Condulmero, Contrari, Corraro,

Correggio, Da Camino, Dal Monte, Dal Verme, D’Alviano, Da Polenta,

Della Pusterla, Della Rovere, Ecelini, Effedrucci, Erizzo, Facchinetti,

Faggiuola, Farnesi, Ferrero, Ferrucci, Fregoso, Gaddi, Gallio,

Gambacorta, Gambara, Gherardesca, Ghilini, Giovio, Gozzadini,

Grassi, Guicciardini, Guidi, Lando, Lannoy, Lodovisi, Lupi, Macchiavelli

[sic], Madruzzo, Malaspina, Malatesta, Marescotti, Martelli, Maruzi,

Massimo, Medici, Meli, Meli-Lupi, Migliorati, Mocenigo, Montefeltro,

Navagero, Normanni, Ordelaffi, Orseolo, Orsini, Ottoboni,

Pallavicino, Panciatichi, Pazzi, Peretti, Piccolomini, Pico della Mirandola,

Pio, Pucci, Rangoni, Rossi, Roverella, Sanvitale, Savelli, Saluzzo

(solo prime due dispense), Scaligeri, Sforza, Simonetta, Sinibuldi,

Smeducci, Soderini, Stampa, Steno, Strozzi, Svevia, Tiepolo, Torelli,

Tornabuoni, Torriani, Trinci, Trivulzio, Valori (assente la prima tavola

di testo), Varano, Vettori, Villani, Visconti, Vitelli.

(15 volumi e 81 dispense)

Stima    4.500 / 6.500
306

(Savoia – Araldica – Illustrati 800) LITTA, Pompeo. I Duchi di Savoia.

Milano, presso l’autore, (1839-1846).

In folio (464 x 340 mm). Occhiello, frontespizio e [107] tavole a

doppia pagina tutte montate su brachette e così suddivise: XXIV

tavole genealogiche (la prima con stemma colorato), seguite da

54 tavole calcografiche a doppia pagina (di cui 19 con coloritura

totale o parziale, 9 delle quali sono paesaggi all’acquatinta) e da 29

carte topografiche a doppia pagina con parti e/o confini e stemmi

colorati a mano (una brunita). Piena pergamena coeva, dorso suddiviso

in sei comparti riccamente decorati in oro, di cui quattro con

tasselli in marocchino. Occasionali fioriture, per lo più alle veline e

marginali.

SI AGGIUNGE: CODA, Costantino. Litta. Famiglie celebri italiane.

Dispensa 184. Duchi di Savoia (parte XIX). Torino, Basadonna,

1883. In folio in brossura editoriale contenente una tavola di testo

e 9 mezze tavole con ritratti (completo come da elenco). Brossura

sciupata, fioriture.

SI AGGIUNGE: VERONA, Agostino. (Iconografia Sabauda). Illustrazioni

storiche ed artistiche della Real Casa di Savoia con ritratti

disegnati da valenti artisti. Torino, Fratelli Romano, 1871.

In 4to, 168 pagine e 42 tavole litografiche di ritratti a piena pagina

protetti da veline, tela rossa editoriale decorata in oro. Fioriture.

SI AGGIUNGE: GABOTTO DI SAN GIOVANNI, Erwig. Motti delle

Famiglie Nobili Piemontesi. Asti, Tip. Brignolo, 1917. In 4to

piccolo, 114 pp., brossura editoriale. SI AGGIUNGE: (CAVRIANI,

Antonio). Motti gentilizj. Mantova, Aldo Manuzio, 1913. In 8vo

piccolo. 87 [3] pp. Brossura editoriale.

I Duchi di Savoia del Litta, usciti in XVIII dispense tra il

1839 e il 1846 (cui qui si aggiunge la parte XIX in dispensa sciolta),

sono un’opera rara a trovarsi completa e molto ricercata. Il presente

esemplare contiene ben 107 tavole a doppia pagina (ovvero 214

carte), incluse 9 splendide vedute all’acquatinta e numerosi ritratti

colorati a mano.

(4 volumi e 1 dispensa)

Stima    2.200 / 3.000
310

(Legatura papale – Clemente XII – Chirurgia) MARINI, Girolamo.

Pratica delle principali, e più difficili operazioni di chirurgia, che

riguardano il professore litotomo, ed oculista, divisa in quattordici

capitoli. In Roma, per Antonio de’ Rossi, 1723.

In 8vo piccolo (162 x 107 mm). [24] 246 [2] pp. Una tavola calcografica

ripiegata. Legatura coeva in pieno marocchino rosso scuro,

grandi armi di papa Clemente XII (Lorenzo Corsini, 1730-1740)

impresse in oro al centro dei piatti e riquadrate da triplo filetto

dorato con grandi decorazioni accantonate, dorso riccamente decorato

in oro, contropiatti marmorizzati, tagli dorati. Occasionali

fioriture, fori marginali ad un paio di carte (senza perdita di testo),

tavola gualcita e con strappi, minime tracce d’uso alla legatura.

Girolamo Marini fu litotomo ed oculista preciano che

operava presso l’ospedale del Santo Spirito in Saxia di Roma. Nel

presente trattato parla di occhi e vista, anatomia della vescica e

membro virile, “dell’orinar sottile, biforcato, e a trivello, a goccie

[sic] e sparpagliato, detto volgarmente Carnosità”, dei calcoli renali,

di pietre nella vescica e del modo “di cavarla” a fanciulli e donne, e

infine di ernia carnosa, ernia acquosa e labbra leporine. La Scuola

chirurgica preciana fiorì in Val Castoriana dalla fine del Medioevo,

attorno al centro culturale e religioso dell’abbazia benedettina di

sant’Eutizio. La sua caratteristica distintiva fu quella di essere una

scuola empirica, ovvero non sviluppatasi nell’ambito di un’università

ma a partire da osservazioni di tipo empirico. Raggiunse l’apice

della propria fama nel Cinquecento.

Stima    650 / 750
Aggiudicazione:  Registrazione
313
Stima    650 / 850
Aggiudicazione:  Registrazione
318

(Illustrati 500) PETRARCA, Francesco. Il Petrarcha con l’espositione

d’Alessandro Vellutello di novo ristampato con le figure a

i Triomphi, et con più cose utili in varii luoghi aggiunte. In Vinegia,

appresso Gabriel Giolito de Ferrari e fratelli, 1552 (al

colophon: 1550).

In 4to (222 x 152 mm). [8] 216 carte. Frontespizio architettonico,

mappa della Valchiusa, ritratto del Petrarca con Laura, 6 vignette

xilografiche in apertura ai Trionfi, belle iniziali figurate grandi e piccole,

marca tipografica in fine. Testo in corsivo circondato dal commento

in carattere tondo dal corpo più piccolo. Piena pergamena

settecentesca, dorso liscio con doppio tassello rosso e nero, filetti

e piccoli fleuron dorati, contropiatti rivestiti di carta marmorizzata,

tagli azzurri. Un centimetro di margine inferiore del frontespizio

anticamente risarcito, margine esterno del frontespizio rinforzato

al verso, qualche carta leggermente ingiallita, un angolo restaurato

ed altre minime tracce del tempo, sonetti relativi alla cattività

avignonese (“empia babilonia”) anticamente censurati ma perfettamente

leggibili, per il resto copia molto buona.

Bella e rinomata edizione giolitiana delle Rime e dei

Trionfi del Petrarca con il commento del Vellutello, pubblicata per

la prima volta nel 1544.

SI AGGIUNGE:

PETRARCA, Francesco. Il Petrarca. In Lione, per Giovan di Tournes,

1545.

In 16mo (118 x 71 mm). 400 [16] pp. Ritratto del Petrarca al frontespizio.

Testo in corsivo. Pieno vitello settecentesco, piatti riquadrati

da filetto a secco, dorso liscio con tassello dorato e con piccoli fiori

dorati, tagli rossi, contropiatti marmorizzati. Qualche forellino alle

prime due carte, un bifolio leggermente macchiato e due carte con

margine esterno corto, antiche manine a segnare passi, per il resto

buona copia.

Grazioso esemplare di questa bella edizioncina.SI AGGIUNGE:

(Illustrati 700) PETRARCA, Francesco. Rime di mess. Francesco

Petrarca. In Venezia, appresso il Remondini, 1751.

In 12mo (152 x 85 mm). [viii] xliii [1] 369 [3] pp. Antiporta e frontespizio

calcografici. Cartonato rustico coevo con titolo manoscritto

al dorso, in barbe. Ex libris di Giovanni Battista Magnaguti. Esemplare

ottimo.

SI AGGIUNGE:

(Illustrati 700) PETRARCA, Francesco. Francesco Petrarca. Tomo

primo [-secondo]. Venezia, presso Antonio Zatta, e figli, 1784.

In 8vo piccolo (172 x107 mm). 366 [2] pp. e 328 pp. e Frontespizio

inciso con ritratto del Petrarca in tondo. 36 testatine calcografiche

finemente incise da Cristoforo dell’Acqua e da Daniotto. Timbro

“Carlo Albertini 1822” ai frontespizi e ricorrenti note manoscritte in

bella grafia, di cui una datata 1822. Legatura di primo Ottocento in

mezzo vitello marezzato con angoli, piatto marmorizzati, dorsi lisci

con doppio tassello arancione e fleuron dorati, segnacoli, in barbe.

Bella copia in barbe, con graziosa legatura di poco posteriore,

di questa nota edizione appartenente al Parnaso Italiano

dello Zatta e figurata da finissime incisioni.

(4 volumi)

Stima    650 / 750
Aggiudicazione:  Registrazione
320

(Lotto di libri cinquecenteschi a carattere storico)

POSSEVINO, Antonio. Commentarii di Moscovia, et della pace

seguita fra lei, e’l regno di Polonia. Colla restitutione della Livonia.

[…] Aggiuntevi, oltre la correttione, varie cose, & lettere di

più eminenti principi, & dell’auttore, pertinenti alla religione, &

alla notitia di Gottia, di Svetia, di Livonia, & di Transilvania. Co’l

sommario de’ capi delle materie, che vi si trattano. Oltre la tavola

copiosa aggiunta al fine dell’opera. In Mantova, per Francesco

Osanna, 1596.

In 4to (220 x 160 mm). [xii] 292 [16] pp. Marca al frontespizio, iniziali

e fregi xilografici, testo in corsivo. Pergamena moderna con

dorature in stile antico. Limitate gore marginali al frontespizio, due

carte con angoli risarciti e piccola perdita di testo, bruniture e gore.

In barbe.

Celebre opera del Possevino sulla Russia, pubblicata

per la prima volta in latino nel 1586 e basata sui viaggi dell’autore

nell’Europa dell’est come legato pontificio di papa Gregorio XIII.

SI AGGIUNGE:

DOLCE, Lodovico. Vita di Carlo quinto. In Vinegia, appresso Gabriel

Giolito de’ Ferrarii, 1567.

In 4to in 2 parti (216 x 153 mm). [xxviii] 186 [8] 187-315 [1] pp.

Bel frontespizio calcografico architettonico con ritratto di Carlo V,

secondo frontespizio con marca tipografica, iniziali e fregi xilografici,

testo in corsivo. Pallida gora marginale e macchia al margine

inferiore di alcune pagine, fascicolo L rilegato in posizione sbagliata.

Mezza pelle settecentesca con piatti marmorizzati (minime

abrasioni).

Biografia encomiastica dell’imperatore Carlo V, pubblicata

per la prima volta nel 1561 e qui accresciuta dalla parte con

proprio frontespizio con data 1567 e intitolata Immortalità dell’inuìvittissimo

et gloriosiss. imperator Carlo quinto, dedicatagli in lingua

latina dal signor Anatholio Desbarres, e nuovamente tradotta nella

volgar lingua da m. Lodovico Dolce. Scritta quasi in concomitanza

con la seguente opera.

SI AGGIUNGE:

ULLOA, Alfonso de. Vita dell’invittissimo, e sacratissimo imperator

Carlo V. […] Nella quale vengono comprese le cose più notabili

occorse al suo tempo; cominciando dall’anno MD. insino al MDLX.

In Venetia, appresso Vincenzo Valgrisio, 1566.

In 4to (212 x 156 mm). 344 [10] carte. Marca tipografica al frontespizio,

iniziali e fregi xilografici, testo in corsivo. Piena pergamena

posteriore. Ex libris di primo novecento al contropiatto anteriore.

Qualche occasionale macchietta marginale, per il resto buona copia

croccante.

SI AGGIUNGE:

CATENA, Girolamo. Vita del gloriosissimo papa Pio quinto. […]

Con una raccolta di lettere di Pio V. a diversi principi, & le risposte,

con altri particolari. Et i nomi delle galee, et de capitani, cosi

christiani, come turchi, che si trovarono alla battaglia navale. In

Mantova, per Francesco Osanna, 1587.

In 4to (214 x 150 mm). [xvi] 246 [2] pp. Antiporta calcografica con

ritratto di Pio V circondato da figure allegoriche e vignette, inclusa

tre in calce che raffigurano episodi della battaglia di Lepanto,

stemma di Sisito V al frontespizio, iniziali e fregi xilografici, marca al

colophon. Cartonato rustico antico con titolo manoscritto al dorso.

Antiporta in fresca tiratura ma un po’ gualcita e sciolta, macchia

orizzontale al margine superiore delle prime due carte, per il resto

buona copia.

Biografia di San Pio V, nato Michele Ghislieri (1504-

1572), la cui figura è legata alla famosa Battaglia di Lepanto e alla

costituzione della Lega Santa che permise la vittoria del 7 ottobre

1571. Interessante anche la lista di nomi di navi galere e dei loro

capitani presenti alla battaglia, posta in fine all’opera.

(4 volumi)

Stima    550 / 650
Aggiudicazione:  Registrazione
323

(Illustrati 500 – Architettura – Verona) SARAINA, Torello. De origine

et amplitudine civitatis Veronae. Eiusdem De viris illustribus

antiquis Veronensibus. De his, qui potiti fuerunt dominio ciuitatis

Veronae. De monumentis antiquis urbis, & agri Veronensis. De

interpretatione litterarum antiquarum. Index praeterea huius

operis in calce additus est. Veronae, ex officina Antonii Putelleti,

1540.

In folio (313 x 220 mm). 66 [4] carte. Frontespizio con marca tipografica,

ritratto di Giovan Francesco Caroto al verso, una grande

tavola xilografica più volte ripiegata e 29 grandi xilografie a doppia

e piena pagina, di cui 4 ripiegate. Altra marca tipografica in fine.

La collazione dell’opera, che risulta completa, è come segue: A-B4

C4 (due carte giunte e ripiegate) D-E2 [F]2 G4 H-L2 2L2 3L2 (due carte

giunte e ripiegate) 4L2 (due carte giunte e ripiegate) M6 N-T4.

Frontespizio un po’ ingiallito ai bordi, minimo strappo alla piegatura

centrale della tavola con il teatro romano, per il resto perfetto.

Legatura di primo Novecento in piena pergamena, dorso a nervi

con titolo calligrafico. Etichetta della libreria Rappaport di Roma ed

ex libris di Girolamo D’Adda Salvaterra.

Splendida copia, completa e fresca, con incisioni nitidissime.

Prima edizione di questa opera dedicata alle antichità e

all’architettura di Verona, magnificamente illustrata da grandi xilografie

realizzate dal pittore veronese Giovan Francesco Caroto,

che raffigurano il teatro romano (tavola più volte ripiegata e spesso

assente) e altri monumenti, oltre a numerosi dettagli architettonici

e ad una mappa di Verona su due pagine. Girolamo D’Adda

Salvaterra (1815-1881) fu un erudito bibliofilo e collezionista che

“riunì con intelligenza d’amore e sicura competenza manoscritti,

codici miniati, incunaboli, prime edizioni introvabili e talora uniche

che imposero la sua fra le biblioteche private milanesi di maggior

rilievo” (Treccani).

Sander 6738. Mortimer Italian 462.

Stima    1.600 / 2.200
Aggiudicazione:  Registrazione
325

(Numismatica) STRADA, Jacopo. Epitome Thesauri antiquitatum.

Lugduni, apud Iacobum de Strada, et Thomam Guerinum,

1553.

In 4to (245 x 165 mm). [lxxxviii] 339 [5] pp., ultima bianca. Marca al

frontespizio, grande stemma del dedicatario Jean Jacques Fugger

al verso, iniziali xilografiche, numerosissime medaglie che riproducono

ritratti in bianco su fondo nero. Legatura settecentesca in

vitello marezzato, tassello con titoli in oro al dorso, altri scomparti

decorati da flueron dorato, sguardie marmorizzate, tagli rossi.

Grande ex libris calcografico (inciso nel 1752 da W. H. Toms su

disegno di G. Haines) al contropiatto anteriore, alle armi Sir Charles

Frederick. Frontespizio un po’ polveroso, un forellino di tarlo

attraverso le prime carte, legatura con abrasioni, cuffia e cerniera

anteriore difettose, per il resto buona copia.

Edizione originale di questa importante opera di numismatica

che raffigura centinaia di medaglie con imperatori ed

imperatici dall’epoca classica ai tempi di Carlo V, descritte con

competenza dal letterato, antiquario e collezionista Jacopo Strada.

Copia appartenuta a Sir Charles Frederick (1709-1785), membro

del parlamento inglese. Medaglie in fresca impressione.

SI AGGIUNGE:

(Numismatica) ERIZZO, Sebastiano. Discorso Sopra le medaglie

de gli antichi. […] Di nuovo in questa quarta editione dall’istesso

authore reuisto, & ampliato. In Vinegia, appresso Gio. Varisco &

Paganino Paganini, [ca. 1585].

In 4to (213 x 155 mm). [xvi] 282 [2] 572 pp. Frontespizio entro

bordura architettonica xilografica, iniziali e fregi xilografici, testo

della prima parte in corsivo, seconda parte illustrata da numerosissime

riproduzioni di medaglie. Legatura ottocentesca in mezzo

marocchino verde scuto, piatti marmorizzati, dorso a nervi con titoli

e filetti dorati, tagli spruzzati di rosso. Ex libri del conte Paolo

Vimercati-Sozzi. Qualche fascicolo leggermente brunito, qualche

abrasione alla legatura, per il resto buona copia.

Quarta edizione, ampliata rispetto alla prima del 1559.

Gamba 1380: “Quarta edizione… è più copiosa d’ogni altra, poiché

ne respettivi Discorsi che contiene sono giunte che nelle antecedenti

non si leggono. […] Questo libro è il primo che faccia epoca

nella scienza numismatica, la cui materia venne dall’Erizzo trattata

più amplamente di quello che fatto avesse prima di lui Enea Vico.”

(2 volumi)

Stima    550 / 750
328

(Scienze Naturali – Medicina – Illustrati 700) VALLISNERI, Antonio.

Considerazioni, ed esperienze intorno al creduto cervello di

bue impietrito, vivente ancor l’animale presentato dal sig. Verney

all’Accademia real di Parigi fatte da Antonio Vallisnieri e da

lui scritte all’illustrissimo abate Antonio Conti. In Padoa, nella

stamperia del Seminario appresso Giovanni Manfrè, 1710.

In 4to, in 2 parti. [xvi] 51 [1] pp. 10 tavole. [xii] 60 pp. 4 tavole

ripiegate.

[con:]

VALLISNERI, Antonio. Opere diverse del sig. Antonio Vallisnieri

cioe: 1. Istoria del camaleonte affricano, e di varj animali d’Italia.

2. Lezione accademica intorno all’origine delle fontane. 3. Raccolta

di varj trattati accresciuti con annotazioni, e con giunte. In

Venezia, appresso Gio. Gabbriello Ertz, 1715.

2 volumi in 4to contenenti 3 parti. [xii] 200 pp. 5, VIII tavole, alcune

ripiegate. Ritratto calcografico dell’A. inciso da Antonio Luciani a c.

π2v. [viii] 87 [1] pp. [1] tavola ripiegata. [iv] 261 [3] pp. XVI tavole, di

cui 15 ripiegate. In tutto 31 tavole calcografiche.

[con:]

VALLISNERI, Antonio. Esperienze, ed osservazioni intorno all’origine,

sviluppi, e costumi di varj insetti, con altre spettanti alla

naturale, e medica storia. Seconda edizione. In Padova, nella

stamperia del Seminario appresso Gio. Manfre, 1726.

In 4to in 2 parti. ([viii] 232 pp. VII, III, II tavole di cui 9 ripiegate; [xvi]

184 [4] 128 pp.) In tutto 12 tavole. Fioriture ai margini dei primi

quattro quaderni, 4 carte molto brunite.

[con:]

VALLISNERI, Antonio. Nuove osservazioni, ed esperienze intorno

all’ovaja scoperta ne’ vermi tondi dell’uomo, e de’ vitelli, con varie

lettere spettanti alla storia medica, e naturale, fatte da Antonio

Vallisnieri. Seconda edizione con la giunta di nuove osservazioni

intorno ad altri insetti. In Padova, nella stamperia del Seminario

appresso Gio. Manfrè, 1726.

In 4to. [xvi] 184 [4] 128 pp. 3 tavole. Fioriture al frontespizio e alle

carte successive, altre occasionali fioriture ai margini, 4 carte brunite.

In tutto 5 volumi in 4to (223 x 160 mm), rilegati uniformemente in

piena pergamena marezzata, dorsi lisci con tassello e decorazioni

dorate, tagli spruzzati di rosso.

EDIZIONE ORIGINALE delle Considerazioni, ed esperienze

intorno al creduto cervello di bue impietrito dell’Istoria del camaleonte,

della Lezione accademica, e della Raccolta di varj trattati. La

prima opera, che apre per il medico e naturalista Antonio Vallisneri

un periodo di intensa attività editoriale e di successo scientifico,

confuta una memoria nella quale l’anatomista francese Joseph-

Guichard Duverney sosteneva che la morte di un bue fosse

stata causata dalla pietrificazione del cervello dell’animale. L’Istoria

del camaleonte affricano illustra le ricerche condotte per anni da

Vallisneri sull’anatomia e sul comportamento dei camaleonti. La

Lezione accademica tratta le sorgenti perenni attribuendone l’origine

non alle acque del mare, come si era fatto in passato, ma alle

acque piovane; la Raccolta di varj trattati affronta invece argomenti

di vario tipo dai vermi che affliggono cavalli e buoi, alle descrizioni

del pungiglione dello scorpione, dell’aloe americana (illustrata in

una bella tavola), di mostri, piante favolose, ecc. Le Esperienze, pubblicate

per la prima volta nel 1713, raccolgono studi di carattere

entomologico, mentre le Nuove osservazioni contengono approfondimenti

sugli apparati riproduttori dei vermi intestinali e su altri

temi. Vallisneri fu anche fondatore, con Scipione Maffei e Apostolo

Zeno, del “Giornale de’ letterati d’Italia”, e membro della prestigiosa

Royal Society di Londra. Sulla scia del celebre biologo Francesco

Redi, fu un fervido sostenitore dell’approccio sperimentale, nonché

promotore della lingua italiana in un’epoca in cui la scienza era

ancora intrisa di teorie medioevali scritte principalmente in latino.

Occasionali bruniture a due volumi ma per il resto bellissimo insieme

in legatura coeva.

Gamba 2482.

Stima    1.000 / 1.500
Aggiudicazione:  Registrazione
329

(Astrologia) VIRDUNG VON HASSFURT, Johann. De cognoscendis,

et medendis morbis ex corporum coelestium positione libri IIII.

Cum argumentis, & expositionibus Ioannis Paulli Gallucij Saloensis.

Venetijs, ex officina Damiani Zenarij, 1584.

In 4to (210 x1 157 mm). [xii] 228 carte. Marca al frontespizio, numerose

incisioni di oggetto astrologico nel testo, iniziali e fregi xilografici.

Volvelle alla carta 29v composta da 3 elementi (due rotelle

e una lancetta), affiancata da residuo di carta con un doppione

della rotella più grande, di cui si aggiunge sciolto in fine un terzo

doppione assieme ad altre due rotelle sciolte. Pergamena flessibile

coeva con titolo anticamente manoscritto al dorso. Piccolo foro

marginale a due carte, per il resto esemplare freschissimo.

PRIMA E UNICA EDIZIONE. Splendida copia di questo

trattato di Virdung, che appartiene all’area dell’astrologia medicale,

ovvero quella branca dell’astrologia che ritiene possibile diagnosticare

e curare malattie con il supporto degli astri perché ad ogni

parte del corpo corrisponderebbe un segno zodiacale. Il volume,

curato da Giovanni Paolo Gallucci, cui è talvolta attribuito, contiene

anche la Iatromathematica ascritta a Ermete Trismegisto, i Prognostica

di Imbrasio di Efeso, testi di Marsilio Ficino e dello stesso

Gallucci. “Opera di significativa importanza, edita con grande cura

e scritta con ogni possibile chiarezza. Il conseguimento di quest’ultimo

risultato è ulteriormente confermato dall’Introductio, che, al di

là della sua forse inopportuna collocazione nelle ultime 6 carte, ha

proprio lo scopo di spiegare la “grammatica” di base dell’astrologia,

con tavole, schemi e terminologia per quanto possibile semplificata.”

(cfr. Cantamessa 8447).

Stima    1.300 / 1.500
Aggiudicazione:  Registrazione
330

VASARI, Giorgio. Le vite de più eccellenti architetti, pittori, et

scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri: descritte in

lingua toscana, da Giorgio Vasari pittore aretino. Con una sua

utile & necessaria introduzzione a le arti loro. In Firenze, (appresso

Lorenzo Torrentino), 1550.

Tre parti in 2 volumi in 4to (196 x 130 mm). 552 [ii] 555-992 [44]

pp. La prima e la terza parte dell’opera hanno frontespizi architettonici

incisi in legno, che includono lo stemma dei Medici e una

vedutina di Firenze. Grande marca tipografica ovale del Torrentino

al recto dell’ultima carta del secondo volume. Iniziali xilografiche.

Legatura di primo Novecento in piena pergamena, elegantemente

realizzata in stile antico; dorso a nervi con titoli in fine grafia

cancelleresca, piccolo ex libris dorato al centro dei piatti anteriori,

iniziali “A.M.” dorate al piede dei dorsi. Frontespizi un po’ polverosi,

minime tracce del tempo, per il resto copia ottima stampata su

carta forte e freschissima.

PRIMA EDIZIONE, PRIMA TIRATURA di questo testo

fondamentale, unanimemente considerato il primo esempio di

storiografia artistica moderna, nonché la fonte, spesso unica, di

notizie biografiche di artisti italiani attivi tra il XIII e il XVI secolo, e di

informazioni su opere d’arte andate disperse o distrutte. Gli architetti,

pittori e scultori di cui Vasari narra la vita e descrive le opere

sono 133, ma molti altri sono comunque accennati, come si evince

dalla “Tavola di molti artefici nominati et non interamente descritti

in questa opera”. La stampa del 1550 ebbe due tirature, la prima

con una frase interpolata a p. 57 (cfr. Simonetti, La vita delle “Vite”

vasariane, 2005, p. 70), come nel presente esemplare. “[…] a vital

contribution to our understanding of the character and psychology

of the great artists of the Renaissance, a term (rinascita), which

he was the first writer to use” (PMM 88).

(2 volumi)

 

Stima    8.500 / 11.500
Aggiudicazione:  Registrazione
301 - 330  di 335