Valdemaro Grifoni - Immagini - itinerari fiorentini, Arte orientale, Reperti archeologici

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Asta

Firenze, Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo Albizi, 26
27 OTTOBRE 2009

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Intaglio in giada, Cina, metà del XVII secolo, fine della dinastia Ming, inizi Qing, raffigurante una tigre accovacciata che afferra nella bocca un elemento vegetale, larg. cm 7Loggetto è stato esposto nel 1986 presso il Pacific Asia Museum in Pasadena, California, nellambito della mostra Chinese Jade. The image from Within, ed è accompagnato da una nota scritta a macchina che recita:  accept this gift as an offer of friendship: a jade carving of a reclining tiger holding a sacred mushroom with a butterfly. It is late Ming Dynasty (mid XVII century) and its carving style and technique are typical of the southern provinces of the period. It comes from my personal collection which was exhibited on loan at the Pacific Asia Museum in Pasadena, California. I hope you enjoy it
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Coppia di ciotole in finissima porcellana bianca, Cina, dinastia Qing, periodo di regno dellimperatore Yongzheng (1723-1735), manifattura di Jingdezhen, presentano inciso sulle pareti e sotto la vetrina il motivo di un drago visibile in controluce, realizzato secondo la tecnica nota come anhua o della decorazione nascosta. Sul fondo, dipinta in blu cobalto e racchiusa entro un doppio cerchio anchesso di colore blu, è presente una marca di regno spuria che recita Da Ming Chenghua nian zhi, ovvero  durante il periodo di regno dellimperatore Chenghua della grande dinastia Ming è presente anche una etichetta di carta con la dicitura  Galleries [antiquario in New York]  Yung Cheng Period 1723-1735 AD con la corretta attribuzione cronologica del manufatto, diam cm 12.5La presenza del marchio spurio su queste tazze di epoca Yongzheng è un tributo allabilità degli artigiani che, proprio durante la dinastia Ming e regnante limperatore Chenghua (1465-1487), produssero alcune delle porcellane più raffinate. La marca di regno Chenghua è sicuramente quella più imitata nella produzione ceramica delle epoche successive: anche il colore bianco è un omaggio alle porcellane monocrome del periodo Ming, in specie quelle realizzate sotto limperatore Yongle (1403-1424) e note con lappellativo di tianbai, mentre un ulteriore riferimento allepoca doro della produzione di manufatti in porcellana di Jingdezhen durante la dinastia Ming è costituito proprio dalla decorazione anhua che riprese vigore sotto il regno di Yongzheng.

Coppia di ciotole in finissima porcellana bianca, Cina, dinastia Qing, periodo di regno dellimperatore Yongzheng (1723-1735), manifattura di Jingdezhen, presentano inciso sulle pareti e sotto la vetrina il motivo di un drago visibile in controluce, realizzato secondo la tecnica nota come anhua o della decorazione nascosta. Sul fondo, dipinta in blu cobalto e racchiusa entro un doppio cerchio anchesso di colore blu, è presente una marca di regno spuria che recita Da Ming Chenghua nian zhi, ovvero  durante il periodo di regno dellimperatore Chenghua della grande dinastia Ming è presente anche una etichetta di carta con la dicitura  Galleries [antiquario in New York] Yung Cheng Period 1723-1735 AD con la corretta attribuzione cronologica del manufatto, diam cm 12.5La presenza del marchio spurio su queste tazze di epoca Yongzheng è un tributo allabilità degli artigiani che, proprio durante la dinastia Ming e regnante limperatore Chenghua (1465-1487), produssero alcune delle porcellane più raffinate. La marca di regno Chenghua è sicuramente quella più imitata nella produzione ceramica delle epoche successive: anche il colore bianco è un omaggio alle porcellane monocrome del periodo Ming, in specie quelle realizzate sotto limperatore Yongle (1403-1424) e note con lappellativo di tianbai, mentre un ulteriore riferimento allepoca doro della produzione di manufatti in porcellana di Jingdezhen durante la dinastia Ming è costituito proprio dalla decorazione anhua che riprese vigore sotto il regno di Yongzheng.

Coppia di ciotole in finissima porcellana bianca, Cina, dinastia Qing, periodo di regno dellimperatore Yongzheng (1723-1735), manifattura di Jingdezhen, presentano inciso sulle pareti e sotto la vetrina il motivo di un drago visibile in controluce, realizzato secondo la tecnica nota come anhua o della decorazione nascosta. Sul fondo, dipinta in blu cobalto e racchiusa entro un doppio cerchio anchesso di colore blu, è presente una marca di regno spuria che recita Da Ming Chenghua nian zhi, ovvero  durante il periodo di regno dellimperatore Chenghua della grande dinastia Ming è presente anche una etichetta di carta con la dicitura  Galleries [antiquario in New York] Yung Cheng Period 1723-1735 AD con la corretta attribuzione cronologica del manufatto, diam cm 12.5La presenza del marchio spurio su queste tazze di epoca Yongzheng è un tributo allabilità degli artigiani che, proprio durante la dinastia Ming e regnante limperatore Chenghua (1465-1487), produssero alcune delle porcellane più raffinate. La marca di regno Chenghua è sicuramente quella più imitata nella produzione ceramica delle epoche successive: anche il colore bianco è un omaggio alle porcellane monocrome del periodo Ming, in specie quelle realizzate sotto limperatore Yongle (1403-1424) e note con lappellativo di tianbai, mentre un ulteriore riferimento allepoca doro della produzione di manufatti in porcellana di Jingdezhen durante la dinastia Ming è costituito proprio dalla decorazione anhua che riprese vigore sotto il regno di Yongzheng.
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Iside lactans Materia e tecnica: bronzo fuso e cesellato La dea è rappresentata seduta su un trono, oggi mancante, in atto di allattare Horus seduto sulle sue ginocchia. Sulla testa portala corona hathorica costituita da un modio riccamente ornato di urei eretti, sormontato dal disco solare inscritto fra una coppia di corna bovine liriformi; indossa una parrucca tripartita da cui fuoriescono le orecchie. Il viso è piuttosto largo, con tratti marcati, naso sottile, zigomi pronunciati e bocca dalle labbra carnose. Con la mano destra si stringe il seno sinistro porgendolo al figlio seduto sulle sue ginocchia, col braccio destro sostiene la testa del fanciullo; la dea indossa una lunga tunica attillata che scende fino alle caviglie e poggia i piedi scalzi su una base trapezoidale. Sul davanti della base una breve iscrizione geroglifica, sotto di essa un grosso tenone in bronzo per il fissaggio. Il giovane dio è raffigurato nudo con le braccia distese ai lati del corpo e la treccia della giovinezza sul lato destro della testa. Il gruppo costituisce la più emblematica raffigurazione di Iside nelle sue funzioni di dea madre ed è come tale venerata fin dallepoca arcaica ed oggetto di un culto fra i più popolari ed estesi. Produzione: Egitto Stato di conservazione: mancante del trono e del disco solare; ossidata e corrosa; braccio destro ricomposto Dimensioni: alt. cm 18,8 Datazione: Epoca Tarda 716-30 a.C. Cfr.: Iside. Il mito il mistero la magia, a c. E. A. Arslan, Milano 1997, con ricca bibliografia precedente.

Iside lactans Materia e tecnica: bronzo fuso e cesellato La dea è rappresentata seduta su un trono, oggi mancante, in atto di allattare Horus seduto sulle sue ginocchia. Sulla testa portala corona hathorica costituita da un modio riccamente ornato di urei eretti, sormontato dal disco solare inscritto fra una coppia di corna bovine liriformi; indossa una parrucca tripartita da cui fuoriescono le orecchie. Il viso è piuttosto largo, con tratti marcati, naso sottile, zigomi pronunciati e bocca dalle labbra carnose. Con la mano destra si stringe il seno sinistro porgendolo al figlio seduto sulle sue ginocchia, col braccio destro sostiene la testa del fanciullo; la dea indossa una lunga tunica attillata che scende fino alle caviglie e poggia i piedi scalzi su una base trapezoidale. Sul davanti della base una breve iscrizione geroglifica, sotto di essa un grosso tenone in bronzo per il fissaggio. Il giovane dio è raffigurato nudo con le braccia distese ai lati del corpo e la treccia della giovinezza sul lato destro della testa. Il gruppo costituisce la più emblematica raffigurazione di Iside nelle sue funzioni di dea madre ed è come tale venerata fin dallepoca arcaica ed oggetto di un culto fra i più popolari ed estesi. Produzione: Egitto Stato di conservazione: mancante del trono e del disco solare; ossidata e corrosa; braccio destro ricomposto Dimensioni: alt. cm 18,8 Datazione: Epoca Tarda 716-30 a.C. Cfr.: Iside. Il mito il mistero la magia, a c. E. A. Arslan, Milano 1997, con ricca bibliografia precedente.

Iside lactans Materia e tecnica: bronzo fuso e cesellato La dea è rappresentata seduta su un trono, oggi mancante, in atto di allattare Horus seduto sulle sue ginocchia. Sulla testa portala corona hathorica costituita da un modio riccamente ornato di urei eretti, sormontato dal disco solare inscritto fra una coppia di corna bovine liriformi; indossa una parrucca tripartita da cui fuoriescono le orecchie. Il viso è piuttosto largo, con tratti marcati, naso sottile, zigomi pronunciati e bocca dalle labbra carnose. Con la mano destra si stringe il seno sinistro porgendolo al figlio seduto sulle sue ginocchia, col braccio destro sostiene la testa del fanciullo; la dea indossa una lunga tunica attillata che scende fino alle caviglie e poggia i piedi scalzi su una base trapezoidale. Sul davanti della base una breve iscrizione geroglifica, sotto di essa un grosso tenone in bronzo per il fissaggio. Il giovane dio è raffigurato nudo con le braccia distese ai lati del corpo e la treccia della giovinezza sul lato destro della testa. Il gruppo costituisce la più emblematica raffigurazione di Iside nelle sue funzioni di dea madre ed è come tale venerata fin dallepoca arcaica ed oggetto di un culto fra i più popolari ed estesi. Produzione: Egitto Stato di conservazione: mancante del trono e del disco solare; ossidata e corrosa; braccio destro ricomposto Dimensioni: alt. cm 18,8 Datazione: Epoca Tarda 716-30 a.C. Cfr.: Iside. Il mito il mistero la magia, a c. E. A. Arslan, Milano 1997, con ricca bibliografia precedente.
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Aryballos globulare corinzio Materia e tecnica: argilla figulina camoscio, vernice bruna, con  ritocchi a vernice paonazza, dettagli resi a graffito, modellato al tornio Bocchello a disco, breve collo troncoconico, corpo globulare; ansa a nastro impostata verticalmente dallorlo alla spalla; fondo appuntito Decorazione: sul bocchello linguette radiali, orlo puntinato, sullansa motivo sinuoso, sul corpo grande testa maschile volta a destra con elmo crestato di tipo corinzio; sul fondo rosetta ad otto petali; nel campo tre rosette a macchia Produzione: Corinto Stato di conservazione: integro Dimensioni: alt. cm 5,3 Datazione: inizi VI sec. a.C. Cfr.: J. Chamay, J.L. Maier Céramiques corinthiennes Collection du docteur Jean Lauffemberg Lausanne s.d. pp.68-69
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Grande aryballos globulare etrusco corinzio Materia e tecnica: argilla figulina rosata, vernice bruna, con  ritocchi a vernice paonazza, dettagli resi a graffito, modellato al tornio Bocchello a disco, breve collo troncoconico, corpo globulare; ansa a nastro impostata verticalmente dallorlo alla spalla; fondo piatto Decorazione: sul bocchello cerchi concentrici, sullansa tratti orizzontali, sulla spalla linguette radiali, sul corpo teoria di tre cigni ad ali spiegate gradienti a sinistra ed un leone dal corpo allungato e la coda ripiegata ad esse; nel campo riempitivi a rosetta e a macchia Produzione: Etruria centro meridionale Stato di conservazione: integro Dimensioni: alt. cm 10,2; diam. cm 10,5 Datazione: prima metà VI sec. a.C.
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Lekythos aryballica a figure rosse Materia e tecnica: argilla figulina rosata, vernice nera lucente, modellata a tornio veloce Bocchello troncoconico rovescio, distinto, alto collo sottile e cilindrico a profilo concavo, distinto dalla spalla, spalla appiattita, corpo ovoide; piede a disco modanato; ansa a nastro impostata verticalmente dal collo alla spalla Decorazione: interamente verniciata in nero ad eccezione della parte inferiore del piede; sul collo falsa baccellatura, sul corpo figura femminile in corsa verso sinistra e retrospicente fra due ampie girali; la giovane donna porta i capelli riuniti in uno chignon sulla nuca, tiene nella mano destra un cembalo, indossa un lungo chitone plissettato sul quale è drappeggiato lhimation dal bordo decorato Produzione: ceramica apula a figure rosse Stato di conservazione: integra; focature Dimensioni: alt. cm 14 Datazione: inizi IV sec. a.C.
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Tre krateriskoi a campana apuli a figure rosse Materia e tecnica: argilla figulina camoscio, vernice nera lucente, suddipinture in bianco; modellato a tornio veloce Labbro estroflesso distinto, con orlo arrotondato, corpo campaniforme, anse a bastoncello, impostate orizzontalmente e ritorte verso lalto, piede a echino con risega presso la faccia superiore (3) Decorazione accessoria: sotto il labbro tralcio di foglie e sotto le due scene figurate motivo a meandro; sotto le anse grande palmetta aperta a ventaglio fra girali stilizzate Decorazione: a) su entrambi i lati civetta stante di tre quarti e volta a sinistra con ali spiegate fra motivi vegetali stilizzati b) su entrambi i lati profilo femminile volto a destra con stephane e sakkos, la donna porta lunghi orecchini pendenti e collana di perle c) su entrambi i lati giovane satiro nudo e volto a sinistra con le braccia distese e piede sinistro poggiato su un sasso Stato di conservazione: due integri, uno con il piede ricomposto Produzione: ceramica apula a figure rosse Dimensioni: alt. cm 12,5, diam. bocca cm 13 Datazione: fine IV sec. a.C. Bibliografia: A. D.Trendall, A. Cambitoglou, The Red-figured Vases of Apulia II, Oxford 1982
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