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GLOBO CELESTE, PROBABILMENTE VENEZIA, SECOLO XIX

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GLOBO CELESTE, PROBABILMENTE VENEZIA, SECOLO XIX

in cartapesta ricoperto da gore di carta dipinta con orizzonte in legno ricoperto di carta; supporto in legno di tipo olandese a quattro colonne tornite riunite da traversa, alt. cm 110, diam. cm 90.

L’uso di rappresentare il cielo stellato su un globo, già presente tra le culture antiche quali quelle caldea, egiziana e greca e successivamente tornato in auge presso gli arabi, fu per molti secoli assente in Occidente, fino a quando, nel XVI secolo, i globi celesti iniziarono ad essere impiegati soprattutto come strumento di ausilio ai naviganti e per calcoli astronomici e astrologici. Dopo una fase iniziale in cui le carte venivano disegnate e colorate direttamente sul supporto sferico, nel Cinquecento si diffuse l’uso di attaccare sull’armatura del globo carte stampate, divise, per comodità e maggiore precisione, in fusi, sorta di spicchi che si dipartivano dai poli allargandosi fino alla linea dell’orizzonte.

Il globo qui presentato è probabilmente una copia del XIX secolo da un originale seicentesco realizzato da Willem Jansz Blaeu, che fu disegnatore ed editore di carte geografiche e globi. La cartografia del globo è ripresa da quelle originali di Blaeu, con le stelle posizionate in base alla loro magnitudine, sebbene le costellazioni siano dipinte anziché stampate, in modo molto definito alcune e più approssimative altre; l’orizzonte invece presenta le indicazioni calendariali come da prassi in questa tipologia di globi. Dei due cartigli presenti sul globo, il primo reca la descrizione della cartografia, seguita dalla dedica, dalla firma di Blaeu e dalla data Venezia MDCXXII; il secondo invece, di formato più piccolo, riporta la processione calendariale.