Importanti Maioliche Rinascimentali

28

COPPIA DI ALBARELLI

€ 15.000 / 20.000
Stima
Aggiudicazione
Valuta un'opera simile

COPPIA DI ALBARELLI

FAENZA, 1530-1550 CIRCA

Maiolica dipinta in policromia con arancio, giallo, verde, blu, bruno di manganese nella tonalità nera, marrone e bianco di stagno. Smaltati all'interno.

a) Saladino: alt. cm 32; diam. cm 11,7; diam. piede cm 11;

b) Soldato romano: alt. cm 31,2; diam. cm 11,7; diam. piede cm 11,4.

Sul fronte iscrizioni in catrtiglio: a) Rcqfo :minor; b) S. Cufcute; e sul retro - a2) R;qfo: minor, b2) S. Cufcute. Tutte con leggera variazione nelle grafia gotica.
 

La forma ripropone la morfologia classica degli albarelli faentini con bocca larga appena estroflessa e collo breve con marcata rastrematura che si ripropone anche nella parte inferiore, il corpo ha forma leggermente troncoconica, con spalla e calice dal profilo angolato.

Lo smalto abbondante presenta microcavillature, ossidi ferrosi e tracce di bruciato sotto il piede, con applicazione d’ingobbiatura a crudo per coprire il difetto.

Il decoro, realizzato in due varianti di colore per dare la possibilità di mutare l’aspetto dell’intero scaffale apotecario, prevede l’estensione a tutta la superficie dei vasi con una vivace policromia nei toni del blu e dell’arancio.

La spalla e il piede sono decorati con un motivo a piccoli frutti tondeggianti su un ramo sinuoso, delineati in giallo e giallo arancio su fondo verde intenso. Il corpo dei vasi mostra invece un decoro “bifronte” “a grottesche” con teste di amorini, mascheroni, racemi accartocciati e delfini, presenti simmetricamente sui due lati del contenitore con uno sfondo blu su un lato, e giallo arancio sull’altro. Il decoro è centrato da un medaglione contenete un busto maschile con turbante e scritta in caratteri capitali SALADINO nel primo albarello, mentre sull’altro il medaglione, di analoga proporzione, è decorato da un cagnolino in corsa. Sotto il medaglione corre poi un cartiglio con la scritta apotecaria in caratteri gotici Rcqfo:minor(um). Nell’altro albarello si ripropone il medesimo decoro, con un busto di soldato romano a variare il protagonista del medaglione; il cartiglio presenta la scritta S. Cufcute sempre in caratteri gotici.

Per ductus e scelta pittorica i vasi potrebbero essere opera di due mani differenti come si desume dallo stile dissimile nella resa dei dettagli disegnativi e nella loro effettiva realizzazione: più calligrafici e sicuri nell'albarello con Saladino, più diluiti e meno incisivi in quello con ritratto di soldato romano. Ciononostante si pensa a un periodo di produzione coeva e alla destinazione per la medesima farmacia.

Per confronti si veda l’albarello con profili di Rodamote e Carlo della Wallace Collection di Londra (1): di dimensioni minori, si distingue per il decoro su fondo berettino, ma rimane affine per morfologia e per stile decorativo. I serafini e le foglie di quercia accartocciate sono delineati con cura e mostrano affinità con le opere in esame.

Altri esemplari di confronto sono conservati nei principali musei italiani e stranieri, tra cui quelli indicati nella scheda di pubblicazione dei nostri albarelli in uno studio sui vasi da farmacia rinascimentali di qualche anno fa (2). Il decoro sulla spalla e sul calice si trova, in forma di girale con foglie, in un esemplare del Museo di Sévres, con forma molto rastremata al centro (3).

I due vasi si distinguono comunque dalla media proprio per la decorazione a grottesche e per l’accorta realizzazione pittorica della stessa.

La coppia di albarelli è translata sul mercato antiquario nel 1976, pubblicata nel catalogo d’asta in due lotti distinti come opere faentine del XVI secolo (4).

 

 1-NORMANN 1976, pp. 121-122 n. c53.

 2-COLAPINTO- CASATI- MAGNANI 2002, p. 214 nn. 95, 96.

 3-GIACOMOTTI 1974, p. 313 n. 920 e p. 315 n. 964, ma con decoro a quartieri.

 4-SOTHEBY’S, Firenze, 22 ottobre 1976, lotti 53-54