Reperti Archeologici

10 GIUGNO 2014

Reperti Archeologici

Asta, 0032
FIRENZE
Palazzo Ramirez- Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
Esposizione

FIRENZE
dal 6-9 Giugno 2014
orario 10–13 / 14–19
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

 
 
 
Stima   100 € - 18000 €

Tutte le categorie

301 - 325  di 325
295

Importante collezione di sculture templari

Materia e tecnica: impasto rossiccio ricco di inclusi micacei, argilla di vari colori, ingubbiatura beige, modellate a stampo con ritocchi a stecca; vernice bruna, paonazza e bianca

Frammenti votivi: un grande frammento di statua votiva maschile etrusco campana, con testa sommariamente eseguita e capelli resi a piccole ciocche, tracce del mantello panneggiato sul busto; busto femminile con grande diadema, ampi orecchini a foglia e ricchissima collana con pendenti; una bella testa maschile giovanile fortemente caratterizzata; testa femminile arcaica con alto polos; maschera femminile stilizzata arcaica; testa femminile etrusco campana velata; due statuette arcaiche di offerenti con alto polos e lunghe vesti su basi quadrangolari; una statuetta di madre con bambino in fasce; un frammento tarantino di banchettante maschile su kline, ed un piede votivo

Frammenti architettonici: una testa femminile con capigliatura a onde ed occhi amigdaloidi di tipo ionico pertinenti ad una antefissa; un’altra antefissa frammentaria che conserva un ritratto femminile velato con orecchini circolari; tre frammenti pertinenti ad una Potnia Theron affiancata da leoni; un frammento di Gorgone con Pegaso; un frammento di antefissa con parte di volto barbato maschile pertinente ad un sileno; una piccola testa femminile con occhi dipinti allungati pertinenti ad un’antefissa; un frammento di sima dipinto con motivo a meandro e rosetta, probabilmente proveniente da Cerveteri; frammento di lastra di rivestimento a palmette e fiori di loto

(21)

Produzione: Etruria e Magna Grecia

Dimensioni: alt. da cm 36 a cm 7

Datazione: VI-II sec. a.C.

 

Lotto dichiarato di eccezionale interesse archeologico sensi del D.Lgs 42/2004, con D.D.R. 17/02/2012 n. 93/2012

 

 

Stima    5.000 / 7.000
297

Statuetta votiva                                                          

Materia e tecnica: argilla figulina nocciola, dipinta in bianco, azzurro, 

rosso e rosa, modellata a stampo e ritoccata a stecca, interno cavo, foro 

di sfiato posteriore, modellata solo nella parte anteriore.               

Figura femminile stante sulla gamba destra, la sinistra flessa e arretrata,

la testa è leggermente rivolta verso destra; la donna è avvolta un ampio  

mantello celeste drappeggiato sulla tunica rosa che fuoriesce nella parte 

inferiore; il volto è ben caratterizzato nonostante le piccole dimensioni;

la mano destra, che fuoriesce dal mantello, si appoggia sul petto, mentre 

il braccio sinistro è piegato sul fianco. Sulla spalla destra un cigno con

le ali piegate all'indietro accarezza con la sua testa quella della donna.

Le zampe palmate sono realizzate plasticamente come le ali striate.       

La statuetta potrebbe essere una rappresentazione del mito di Leda        

Produzione: ceramica canosina                                             

Stato di conservazione: piccole lacune, cadute di vernice                 

Dimensioni: alt. cm 25                                                    

Datazione: IV-III sec. a.C.                                               

Cfr.: Principi Imperatori e Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa a cura

di R. Cassano, Venezia, 1992                                              

Stima    500 / 700
Aggiudicazione:  Registrazione
298

Oinochoe configurata a volto femminile                                    

Materia e tecnica: argilla figulina nocciola con ingubbiatura bianca;     

vernice rosa e nera, modellata a stampo con ritocchi a stecca.            

Bocca trilobata pronunciata da due apicature, labbro estroflesso e orlo   

modanato; alto collo a profilo concavo, distinto mediante un collarino a  

rilievo, ansa a nastro costolata sormontante, impostata dallorlo alla     

spalla e decorata nei due punti di attacco con maschere in rilievo. Il    

corpo del vaso è elegantemente modellato a testa di giovane donna, con viso

ovale asimmetrico, grandi occhi amigdaloidi in rilievo, naso appuntito,   

zigomi lievemente pronunciati, piccola bocca carnosa e mento tondo. I     

capelli, dipinti in nero, sono avvolti in un sakkos e si aprono sulla     

fronte in sottili ciocche ondulate con scriminatura centrale.             

Il fondo del vaso è cavo a causa della particolare destinazione funeraria;

infatti il vino passava così dallinterno del vaso al terreno, costituendo 

la libagione per il defunto.                                              

Produzione: ceramica canosina                                             

Stato di conservazione: ansa lacunosa                                     

Dimensioni: alt. max. cm 35,5                                             

Datazione: fine IV inizi III a.C.                                         

Cfr.: Principi Imperatori e Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa a cura

di R. Cassano; Venezia 1992, pp 310-326, nn 12-16                         

                                                                          

Lotto dichiarato di importante interesse archeologico particolarmente     

importante ai sensi del D.Lgs 42/2004 con D.D.R. Lombardia del 28 marzo   

2014                                                                      

Stima    900 / 1.200
299

Raro tymiatherion configurato                                             

Materia e tecnica: argilla figulina rosata, vernice argento, modellata a  

stampo, interno cavo                                                      

Bruciaprofumi modellato a volto femminile in posizione frontale, con modio

sulla testa, capelli ondulati raccolti in uno chignon sulla nuca, tratti  

del volto eseguiti con accuratezza, occhi con palpebre in rilievo e       

indicazioni delle pupille, orecchie che sporgono sotto i capelli          

Produzione: ceramica magnogreca                                           

Stato di conservazione: integra                                           

Dimensioni: alt. cm 12                                                    

Datazione: IV-III sec. a.C.                                               

Provenienza: Arte e antiquariato, Contrada dei Magazzeni n. 20, Repubblica

di San Marino                                                             

                                                                          

Corredato di certificato di termoluminescenza                             

Stima    2.000 / 2.500
Aggiudicazione:  Registrazione
302
Stima    400 / 600
307
Stima    10.000 / 15.000
308

Testa maschile coronata                                                   

Materia e tecnica: marmo bianco a grana fine scolpito e levigato          

La scultura rappresenta il volto di un uomo in età matura con folta       

capigliatura ricadente in piccole onde ai lati della testa, con corona di 

alloro alludente forse a un poeta. La testa è leggermente rivolta verso   

lalto e girata a sinistra, con espressione patetica, bocca semiaperta, con

baffi e barba ad ampi riccioli sottolineati da abbondante uso di trapano; 

la fronte è ampia, le arcate orbitali fortemente chiaroscurate, gli occhi a

mandorla con indicazioni delle palpebre e del dotto lacrimale, il naso    

corto e piuttosto largo, gli zigomi leggermente rilevati; nella parte     

posteriore la capigliatura è sommariamente accennata, indicazione probabile

del fatto che la scultura fosse concepita per una visione solo frontale.  

Produzione: in stile romano imperiale                                     

Stato di conservazione: integra, piccola frattura allestremità del naso;  

sul collo si trova un foro per linserzione della testa sul busto          

Dimensioni: alt. cm 24                                                    

Datazione: XV sec. d.C.                                                   

Stima    3.500 / 4.500
309
Stima    2.000 / 3.000
312

Testa virile                                                              

Materia e tecnica: marmo bianco a grana fine, scolpito e traforato a      

trapano                                                                   

La testa raffigura un volto maschile barbato con capigliatura a folte     

ciocche che si dipartono al centro della testa, fronte aggrottata, occhi  

chiaroscurati, con palpebre in rilievo e cavità per inserimento della     

pupilla in altro materiale. Il naso è schiacciato, gli zigomi appena      

accennati, labbra carnose leggermente dischiuse circondate dai riccioli   

della barba                                                               

Stato di conservazione: naso e orecchio sinistro lacunosi, scheggiature   

diffuse                                                                   

Dimensioni: alt. cm 15                                                    

Datazione: sec. XIX                                                       

                                                                          

La testa sembra ispirata al pugile ferito originale greco attribuito a    

Lisippo e conservato presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a

Roma                                                                      

Stima    2.000 / 3.000
313

Busto maschile                                                            

Materia e tecnica: marmo bianco a grana fine, scolpito e levigato         

Figura di uomo anziano con capigliatura scolpita quasi a bassorilievo in  

piccole ciocche che partono dal centro della testa, ampia fronte          

leggermente aggrottata, occhi chiaroscurati con indicazioni della palpebre,

naso pronunciato, zigomi rilevati e leggermente incavati, bocca socchiusa,

con due ampie pieghe despressione; muscolatura del collo resa con         

accuratezza; completo di sostegno circolare in marmo; alla base reca      

liscrizione Cicerone                                                      

Stato di conservazione: integro                                           

Dimensioni: alt. cm 55                                                    

Datazione: sec. XIX                                                       

                                                                          

La scultura riprende i modelli della ritrattistica funeraria tardo        

repubblicana del I secolo a.C. ricreando le caratteristiche di intensità e

pathos proprie degli antenati visti come modelli ideali di comportamento e

rettitudine. Il busto trova un confronto con il Togato Barberini conservato

presso la Centrale Montemartini di Roma                                   

Stima    3.000 / 5.000
317

Pila lustrale                                                             

Materia e tecnica: marmo bianco a grana media con venature grigie-rosate, 

scolpito e levigato                                                       

Acquasantiera di forma circolare con corpo a calice. Lungo la fascia      

esterna si snoda un decoro ad intaglio piatto formato da una treccia      

viminea a tripla banda che include una palmetta a cinque foglie. Il motivo

si collega a quattro protomi umane barbate. Le teste modellate ad alto    

rilievo presentano unaccurata definizione nella decisa resa dellovale,    

nella calligrafica descrizione della barba, nella precisazione delle grandi

orbite e delle bocche ghignanti.                                          

Lopera per la sua tipologia ornamentale e per le caratteristiche delle    

parti figurate appare collegata alle rare testimonianze che sul territorio

messinese documentano la produzione di ambito basiliano sotto la prima    

dominazione normanna. La conca mostra chiare affinità con un gruppo di    

opere conservate al Museo Regionale di Messina.                           

Un chiaro riferimento si trova con la conca di Gandolfo proveniente dal   

distrutto monastero regio del SS. Salvatore, fondato nel 1130 da Ruggero  

II, importante centro di cultura e di potere da cui dipendevano           

direttamente sia piccoli monasteri sparsi sul territorio messinese e      

calabrese detti metochia, sia quelli in parte più autonomi detti autodé.  

Lacquasantiera rientra nel novero di un ristretto nucleo di manufatti     

oggetto dimportanti studi (anche a livello europeo), poiché associano     

motivi romanici di ascendenza nordica ed elementi ornamentali bizantini   

peculiari alla cultura dei centri monastici siciliani e calabresi.        

Produzione: maestranze basiliane                                          

Stato di conservazione: presenta un foro al centro, una lacuna triangolare

e altre cavità relative al suo reimpiego . Una delle teste abrasa         

Dimensioni: alt. cm 31; diam. cm 80                                       

Datazione: XII sec. d.C.                                                  

Iscrizioni : sul bordo è incisa la lettera: M.                            

Provenienza: monastero di San Salvatore di Bordonaro (ME).                

Cfr.: F. Zeri. F. Campagna cicala, Messina Museo Regionale, Palermo 1992; 

V. v. Falkenhausen, I monasteri greci dellItalia meridionale e della      

Sicilia dopo lavvento dei Normanni: continuità e mutamenti, Atti II       

Convegno Internazionale di studio, Taranto-Mottola 1973, Taranto 1977, pp.

197-229; M. A. Mastelloni-F. Cicala Campagna schede nn.306-307, pp. 511, in

I Normanni popolo dEuropa, Venezia 1994.                                  

M. Scaduto, Il monachesimo brasiliano della Sicilia meridionale. Rinascita

e decadenza  sec. XI-XIV, Roma 1982                                       

Stima    18.000 / 25.000
Aggiudicazione:  Registrazione
301 - 325  di 325