ENNESIMO SUCCESSO PER L'ORIENTE DI PANDOLFINI

Anche questa volta la vendita di Arte Orientale ha riservato più che piacevoli sorprese collezionando una serie di exploit importanti, su tutti i 751.700 euro con cui un compratore internazionale, volato appositamente a Firenze, si è aggiudicato una VASCA DA PESCI, realizzata in Cina durante la tarda dinastia Qing, XIX-XX secolo. La porcellana, decorata in rosso ferro e blu sotto smalto con due draghi tra onde, nuvole e palle di fuoco, è molto simile a una conservata al Museo Nazionale di Pechino.
La sua eccezionalità ha risvegliato l’interesse di molti portando ad aprire la gara con un’offerta di 100mila euro subito raddoppiata con il rilancio successivo, per correre di 50mila in 50mila fino alla straordinaria cifra di aggiudicazione (lotto 87).

L’interesse e la presenza, oltre che in sala ai telefoni, online sulla piattaforma Pandolfini Live e le commissioni, di compratori e collezionisti internazionali, oltre a cinesi molti americani, alcuni giapponesi e diversi europei tra cui gli italiani, ha fatto sì che diversi lotti avessero delle gare assai combattute con esiti esponenziali rispetto alle stime di partenza.
Possiamo citare una COPPIA DI VASI, Cina dinastia Qing periodo Daoguang (1821-50), realizzata in porcellana verde celadon con manici a forma di fenice e, in blu a rilievo, una decorazione di scene di battaglia entro riserve circondate da fiori e foglie che ha più che triplicato la richiesta chiudendo a 95.000 euro (lotto 98).

Tra i 142 lotti in catalogo, apprezzato per la varietà delle proposte declinate nei molteplici volti dell’arte dell’antico mondo
orientale, spicca un BUDDHA in bronzo dorato con mani in bhumisparsa mudra, Cina dinastia Ming XVI-XVII secolo, seduto su una base a fior di loto, coperto da una veste finemente cesellata che è in una nuova collezione per 75.000 euro (lotto 53).
Ancora bronzo per due oggetti d’uso diverso, uno è un raro VASO CON COPERCHIO con decoro gilt splashed, di forma a balaustro a sezione quadrata, realizzato in Cina durante la dinastia Qing del XVIII, che è passato di mano per 47.500 euro (lotto 61). Il secondo che è stato aggiunto sto per poco meno, 45.000 euro, è un INCENSIERE con coperchio traforato a disegnare draghi e fenici che poggia su una fascia orizzontale in smalti cloisonnè anch’esso cinese ma di epoca Ming (lotto 31).

Buon esito anche per la collezione di bronzi proveniente da una raccolta privata italiana, tra le aggiudicazioni ricordiamo una SCULTURA, Tibet XV-XVII secolo, in bronzo dorato raffigurante Vajradhara seduto su una base a fior di loto passata di mano per 25.000 euro (lotto 35), un’altra SCULTURA, questa Cina dinastia Qing XVIII SECOLO, in bronzo dorato e dipinto raffigurante tara verde seduta in lalitasana su una doppia base di loto che ha chiuso la gara a 27.500 euro (lotto 43) e, medesima provenienza e periodo, DUE SCULTURE in bronzo raffiguranti Vairocana e Amitayus, che sono state battute a 21.250 euro (lotto 42).

Bene anche la pittura: un DIPINTO su carta, Cina dinastia Qing, raffigurante un paesaggio verticale con scritte, poesia e sigillo è passato dai 2 mila euro della richiesta ai 18.750 euro dell’aggiudicazione (lotto 134), mentre ha corso fino a 27.500 euro un ALBUM composto da diciotto sempre della dinastia Qing del XVIII secolo (lotto 131).
Infine, visti gli esiti della vendita di figure di volatili in bronzo, porcellane d’uso, e oggetti in lacca, ricordiamo con piacere un certo risveglio d’interesse per l’arte giapponese.


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