ARCHEOLOGIA

Il meglio dell'archeologia classica ed egizia verrà proposto nella prossima asta di archeologia, che si terrà il 18 dicembre 2019. 

Fra i numerosi reperti in asta viene obbligo segnalare una TESTA-RITRATTO monumentale - alta 42 centimetri, ben più del vero - ritratto di squisita eleganza di una Dama di corte di età adrianea/antonina, databile grazie all'elaborata acconciatura alla metà del II secolo d.C la cui stima è di 18.000/25.000 euro.

Mentre, 25.000/35.000 euro è la valutazione di un’altra TESTA d’ineccepibile nitore formale è quella, classicheggiante, di una divinità con diadema semilunato, in cui potrebbe essere visto un ritratto di Vibia Sabina (83-136 d.C), moglie dell'imperatore Adriano.

Analoga cura dei dettagli si può vedere in un CAPITELLO quadrangolare del I-II secolo d.C., dove tenui passaggi di piano rendono la volumetria delle foglie: il tratto inferiore è in marmo cipollino, di colore verde, mentre quello superiore è in marmo bianco lunense per il quale sono richiesti 1.800/2.500 euro.

Ben più espressionistica e patetica, testimonianza della ricezione nella coroplastica italica all’elevato linguaggio formale del tardo ellenismo, è una TESTA in terracotta valutata anch’essa 1.800/2.500 euro, proveniente da una stipe votiva di Lucera e conservata fino ad oggi presso una importante collezione nobiliare pugliese.

Decisamente più antica è una TESTINA raffigurante Zeus Ammone di età ellenistica, realizzata nell'Egitto grecizzato dei Tolemei oppure in qualche altro centro artistico del mediterraneo orientale stimata 18.000/25.000 euro. Questa divinità, uno Zeus barbuto contraddistinto da corna caprine, è la versione ellenizzata del dio egizio Amon, il cui oracolo nell'oasi di Siwa era uno dei principali centri di culto nell'Egitto antico.

In asta vi sarà anche una ricca selezione di oggetti egizi fra cui si segnalano alcuni bronzetti di finissima fattura come un IBIS, animale sacro del dio Thot, con l'occhio impreziosito da una foglia d'oro, in catalogo per la cifra di 2.000/3.000 euro. Poi, straordinaria, una piccola figura di SFINGE in pietra, probabile raffigurazione del dio egizio Tutu figlio della potente dea Neith, uccisore dei demoni, protettore delle tombe, dei dormienti e difensore contro gli incubi. Questo lotto, la cui valutazione è di 14.000/18.000 euro, come molti altri di provenienza egizia, è offerto con certificato di libera circolazione e può quindi essere esportato. 

Collezionare testimonianze materiali dell’Antichità non è solo volontà di circondarsi di oggetti affascinanti e rari, ma è anche desiderio di accostarsi più da vicino a quel mondo antico che è alla base della nostra cultura. È comprensione storica oltre che godimento estetico, apprezzamento di un saper fare del passato che ancora oggi ci parla con la sua qualità tecnica e la sua bellezza formale. Per questo motivo, i collezionisti e amanti dell’arte antica sono particolarmente esigenti nella ricerca di materiali garantiti dal punto di vista dell’autenticità e della provenienza.


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