Alain toubas: una vita per l’arte

Nel catalogo della prossima asta del 22 giugno grande spazio alla collezione Alain Toubas, direttore della Compagnia del disegno, composta da opere tutte provenienti dalla Collezione di Giovanni Testori.
Nella sezione dedicata si potranno trovare opere di Paolo Valloz, una grande opera di Christian Schad con RITRATTO DI ALAIN TOUBAIS,  regalo di Giovanni Testori per il compleanno di Toubas, valutato 60.000/80.000 euro, una grande scultura di Javier Marin SAN SEBASTIAN con una valutazione di 18.00/25.000 euroFrancis Gruber con una NATURA MORTA CON MELONE, e ancora due dipinti di Varlin (Willy Guggenheim) D’APRES GOYACON valutati 15.000/25.000 eurooltre ad una serie di disegni.
La scultura è stata un elemento fondante della collezione Testori/Toubas che è presente con opere di Christian Zucconi, Giovanni Paganin, Ernesto Ornati.
Numerosi anche i lavori su carta da Maximilian Luce Emile Bernard, da Jose Jardel Luca Crocicchi.

Alain Toubas: Gallerista, mestiere, vocazione
C’è in ogni mestiere, legato al fatto artistico, una sorta di “vocazione”, quella stessa che porta a rischiare, secondo i propri gusti, le proprie idee e le linee che si sentono importanti e urgenti.
È proprio in una vocazione così intuita che si muove un gallerista, soprattutto quando attraversa anni e momenti, proponendo mostre personali e collettive, cercando di evidenziare un proprio punto di vista privilegiato, rispetto alle discussioni critiche, al frastuono di una “contemporaneità” che spesso, proprio nel disordine delle proposte e dei fermenti, ha bisogno di essere intuita solo in ciò che vale o si presume che possa restare nel tempo.
Così diventare un gallerista, affrontare questo lavoro seguendo la “vocazione” naturale e mettendola al servizio dell’arte e degli artisti, vuol dire anche costruire una immagine di sé, coerente, capace, in qualche modo, di fare scelte spesso sperimentali o comunque non in linea con le tendenze di mercato. Significa anche trovare un equilibrio tra la ricerca artistica contemporanea e la rivalutazione di artisti poco noti, oltre a recuperare uno sguardo sulle forme della creazione artistica: non solo la pittura, ma anche l’incisione, la scultura e, perché no?, anche il disegno antico e moderno.
Lavorando su questa linea il percorso, negli anni, si rafforza, determina una specie di movimento continuo, che è anche il fascino e la bellezza di questo mestiere. Infatti questo lavoro implica anche un’apertura sui linguaggi e sulle tecniche, sulle realtà, anche umane, e non solo artistiche dei pittori, degli scultori, dei disegnatori e degli incisori, ma anche dei critici d’arte che, in qualche modo, rappresentano il gallerista, il “punto” di vista comune.
Allora ciò che rende bello e affascinante questo mestiere è anche quella “compagnia” che cresce intorno al gallerista, amici che seguono fedelmente il percorso negli anni, lo fanno vivere e permettono in qualche modo al gallerista questo suo “viaggio nell’arte”.
Per tutti questi motivi si diventa galleristi e lo si resta, sapendo che la “galleria” o “compagnia” com’è nel nostro caso, è anche un “luogo”, non solo uno spazio per l’arte e per la sua esposizione. In questa “compagnia” il “vedere” l’arte può portare anche altrove: a vivere attraverso i quadri il tempo delle amicizie, la leggerezza delle conversazioni, il confronto dialettico sull’arte in genere e su quella proposta dalla galleria (o “compagnia”) in particolare.
Alain Toubas

 

Alain Pierre Toubas 1938-2021
Nato a Parigi il 21 agosto 1938 da padre parigino (Edouard Toubas) e madre di origini belghe (Céline Nayaert), Alain è cresciuto nella Parigi occupata dove perse uno zio partigiano (Marix Nayaert) che fu arrestato e poi deportato per morire in un campo di concentramento. 
Nella Parigi del dopoguerra Alain sviluppò il suo amore per l’arte, visitando insieme alla madre, già collezionista, i tanti musei e gallerie della città. Iniziò a studiare medicina ma la sua vera passione era il teatro e presto si arruolò in una scuola per attori per imparare quel mestiere. 
Alain fece il servizio militare di leva nella legione straniera in Algeria, dove rifiutò di portare l’arma carica e fu talmente disgustato dagli eventi che decise di lasciare la Francia appena congedato.
Conosceva già Giovanni Testori e quindi si trasferì a Milano e poi a Roma dove lavorò in numerosi film, spettacoli teatrali e fotoromanzi con gli pseudonimi di Alain Corot e Alain Nayà.
Accompagnava Testori nelle sue visite ai numerosi luoghi e personaggi dell’arte, sia italiana che francese, scoprendo e acquistando conoscenze, esperienze ed opere che lo portarono a decidere di aprire la propria galleria a Milano.
Amava l’Italia e Milano e con i suoi amici della Compagnia del Disegno portò avanti il suo progetto con garbo e coraggio, investendo in artisti che attiravano il suo occhio critico e il suo senso innato del significativo. La sua collezione personale era più legata al passato, ai suoi itinerari condivisi con Testori, ai suoi ricordi.
Da AdnKronos:[…] Nel 2003, nel decennale della scomparsa, Toubas aveva curato la mostra "Giovanni Testori. I segreti di Milano", che si tenne a Palazzo Reale a Milano. La rassegna presentò 150 opere che documentavano la vita di Testori attraverso gli studi, gli interessi e le passioni che lo hanno sempre accompagnato. I contributi accolti nel catalogo di Silvana Editoriale, curato dallo stesso Toubas, approfondivano i vari momenti dello sviluppo del pensiero di questo eclettico artista. […]
Amava la musica, non mancava alla stagione lirica del Teatro alla Scala, dove pure performò.
Amava la vita, festeggiava i compleanni suoi e di Testori insieme alle due famiglie in grandi raduni a Macugnaga sul Monte Rosa. Amava le serate con gli amici.
Alain amava ed era amato.
Gli eredi Toubas