Andrea del Minga
(Firenze, 1535 - 1596)
ALLEGORIA DELLA FORTUNA
olio su tavola, cm 75x57,5
ALLEGORY OF THE FORTUNE
oil on panel, 75x57.5 cm
Bibliografia di riferimento
- A. Nesi, Andrea del Minga (1535-1595). Un pittore dello Studiolo tra “calunnia” e…. Fortuna, Firenze 2014, p. 65, fig. 85.
Si deve ad Alessandro Nesi la ricostruzione della genesi di questa invenzione, un tempo variamente attribuita a protagonisti diversi della maniera fiorentina, da Jacopo Ligozzi a Maso da San Friano e perfino a Giorgio Vasari, forse anche per la presenza di una replica in casa Vasari ad Arezzo.
La scoperta della firma “De M.ng Pin” (opportunamente sciolto in “Andrea del Minga”) al retro di una versione in una raccolta privata ha invece consentito di restituire la serie, almeno nei suoi esemplari migliori, tra cui la tavola qui presentata, a questo allievo di Ridolfo del Ghirlandaio, che contribuì alla decorazione dello Studiolo con la Storia di Deucalione e Pirra. Allo stesso gusto per la decorazione colta e sofisticata si lega la nostra Fortuna, preceduta da un disegno preparatorio agli Uffizi (GDSU, 609 E). Una versione simile a quella qui alienata venne presentata da Sotheby's, Master paintings and Sculpture Part II (New York, 27 gennaio 2023, lotto 415) come "circle of Michelangelo Buonarroti".
In equilibrio sulla sua ruota, la figura femminile è avvolta in fluenti drappeggi magenta ed è accompagnata da una serie di simboli: a sinistra si trovano una corona e uno scettro, entrambi sormontati da un serto d’alloro, che simboleggiano rispettivamente potere, onore e gloria; a destra tiene in mano una cascata di oggetti a tre punte (probabilmente triboli) che simboleggiano dolore e sofferenza. A volte ritenuta ispirata a un disegno ormai perduto di Michelangelo, la composizione è nota in diverse versioni, a sottolineare il fascino intramontabile dell’immagine. Tra gli artisti che hanno realizzato dipinti che replicano questa composizione figurano anche Michele Tosini e Maso da San Friano.