Prima traduzione in volgare di Vitruvio
Esemplare di studio, ma completo in tutte le sue parti, del celebre De architectura libri dece, tradotto e commentato da Cesare Cesariano e stampato a Como da Gottardo da Ponte nel 1521. Si tratta della più ricercata tra le edizioni vitruviane antiche, straordinaria per l’apparato iconografico, tradizionalmente avvicinato alla mano di Leonardo da Vinci. Di particolare rilievo sono le tre celebri tavole con piante e prospetti del Duomo di Milano, considerate tra le prime rappresentazioni a stampa dell’architettura gotica, complete di pianta, alzati e dettagli costruttivi. L’opera si distingue inoltre per la ricchezza dei riferimenti alla cultura architettonica lombarda del primo Cinquecento: da Bramante alla descrizione della città di Como, dalla Villa Pliniana alla Biblioteca Viscontea di Pavia, fino a osservazioni di carattere tecnico e scientifico, come quelle sull’orologio e della torre di Venezia e sul fenomeno della camera oscura. Stampata in circa 1.300 esemplari, fu l’unica opera uscita dai torchi di Gottardo da Ponte a Como, nonché il quarto libro impresso nella città, conferendole un rilievo storico e tipografico di primaria importanza.
The first vernacular translation of Vitruvius