Da Jean Baptiste Carpeaux, secolo XIX
LE PÊCHEUR À LA COQUILLE
scultura in bronzo patinato, alt. cm 89
firmata alla base Carpeaux e timbro Proprietè Carpeaux
su colonna di forma cilindrica in mogano con applicazioni in bronzo dorato, fascia con cassetto centrato da fregio con coppia di cigni, vaso apribile con sportello centrato da cherubino, base ornata con festone di campanule e palmette, alt. cm 74
After Jean Baptiste Carpeaux, 19th century
LE PÊCHEUR À LA COQUILLE (NEAPOLITAN FISHER BOY)
patinated bronze, h. 89 cm
signed Carpeaux and stamp Proprietè Carpeaux on the base
Bibliografia di confronto
M. Poletti and A. Richarme, Jean-Baptiste Carpeaux sculpteur: Catalogue raisonné de l'oeuvre édité, Paris, 2003, p. 63, no. SA 9
“Il soggetto che espongo in questo momento è tratto dalla natura. È un giovane pescatore di undici anni, che ascolta l'eco di una conchiglia e ride.”
Jean-Baptiste Carpeux in una lettera del 1858
A seguito del suo arrivo all’Accademia di Francia a Roma, dove, dopo aver conseguito il Prix de Rome, soggiornò a partire dal 1854, a Parigi si aspettavano che Jean-Baptiste Carpeaux dimostrasse la sua crescita artistica presentando un envoi di metà corso nella capitale francese per dare prova dei suoi progressi. E così fece inviando in Francia il modello in gesso di quello che sarebbe diventato uno dei suoi indiscutibili capolavori, Le Pêcheur à la Coquille (Il pescatore con la conchiglia). Il gesso fu esposto nel 1858 all’Ecole des Beaux-Arts di Parigi e suscitò grande scalpore tra i critici per il suo distaccarsi dallo stile accademico dell’epoca. Carpeaux presentò, infatti, una versione vivace e naturalistica di un ragazzo, che fu interpretata come una sfida alle norme artistiche ormai consolidate e contribuì senz’altro a lanciarlo come uno dei massimi artisti del suo tempo.
La scultura, modellata a Roma nel 1857, prese ispirazione da una scena che l’artista aveva visto sulla spiaggia di Napoli l’anno precedente. Senza dubbi, però, si trattava di un omaggio verso quelli che sono considerati i suoi maestri, François Rude e Francisque Duret, perché se è probabile che lo scultore aveva incontrato un giovane fanciullo mentre ascoltava il rumore di una conchiglia sulla riva del mare, è altrettanto vero che il soggetto era già stato affrontato dai suoi mentori. Il primo aveva realizzato Jeune Pêcheur napolitain jouant avec une tortue, esposta al Salon del 1831, mentre il secondo Jeune Pêcheur dansant la tarentelle, esposta al Salon del 1833. La personalità e il talento di Carpeaux si tradussero però in un’opera dalla composizione leggera, che contrastava con quella di Rude, sicuramente più statica. Lo stesso si può dire per il sorriso rappresentato sul giovane di Carpeaux, molto più naturale di quello realizzato da Duret.
Celebrato per il suo realismo romantico, le Pêcheur ha affascinato gli spettatori con la sua modellazione sicura del corpo umano e la sua attenta cura dei dettagli naturali. Il suo trionfo alla mostra di Parigi fu talmente decisivo che, tre anni dopo, Carpeaux creò un'opera complementare, La Jeune Fille à la Coquille (Ragazza con conchiglia), estendendo il successo dell'originale in una coppia armoniosa.