Scuola dell'Italia settentrionale, sec. XVIII
CAPRICCIO ARCHITETTONICO CON ROVINE E FIGURE
coppia di dipinti, olio su tela, cm 65,5x117,5
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North Italian School, 18th century
ARCHITECTURAL CAPRICCIO WITH RUINS AND FIGURES
a pair of paintings, oil on canvas, 65.6x117.5 cm
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La coppia di vedute qui presentata, stesa con tavolozza tenue e nitida, rappresentano iconograficamente (molto probabilmente) il connubio tra paesaggi cittadini esistente ed elementi architettonici fantastici e arcadici sapientemente inseriti dall’artista. I brani pittorici risultano essere armoniosi, ben bilanciati con gli sfondi paesaggistici evanescenti ed “abitati” da colorate figure, eseguite con tutta probabilità da un valido collaboratore che coadiuvava il Maestro paesaggista, come spesso avveniva.
Gli aspetti stilistici di queste due significative opere ci rimandano alla cultura della pittura di capriccio di metà Settecento e, in particolare, all’ambiente artistico dell’Italia settentrionale, come suggerito dalle forme architettoniche degli edifici rappresentati e dai costumi dei figuranti. Questo genere di pittura ebbe un successo ed una diffusione notevole sia a Roma, ma anche in Emilia, nella Serenissima e nel Piemonte, regioni nelle quali operarono caposcuola come il Pannini o lo Joli, nati entrambi nella città di Modena, e il Battaglioli che si ispirò spesso a questi due grandi maestri, preservando però una certa originalità nelle sue opere, in un contesto artistico decisamente affollato da bravi e valenti artisti di questo genere pittorico, grazie alla sua capacità di inserire i suoi “Capricci” in distensivi paesaggi a volte arricchiti da una matrice fantasiosa e scenografica.
Capiscuola come lo Joli ed il Pannini ebbero un grande successo che travalicò i confini nazionali ed operarono sovente presso la corte reale spagnola, ma anche nel nord Europa ed in Inghilterra e questo fu l’iter artistico, che anche se in tono minore fu percorso da Francesco Battaglioli.