Andrea Commodi
(Firenze, 1560 - 1638)
GIOVANE DONNA IN CUCINA
olio su tela, cm 96x135
YOUNG WOMAN IN THE KITCHEN
oil on canvas, 96x135 cm
Provenienza
- Firenze, collezione privata.
Esposizioni
- Puro, semplice e naturale nell'arte a Firenze tra Cinque e Seicento, (Firenze, Galleria degli Uffizi, 17 giugno - 2 novembre 2014.
Bibliografia
- M. Gregori, in Il Seicento Fiorentino. Pittura, catalogo della mostra di Firenze, I, Firenze 1986, p. 137;
- A. Marabottini, L'Empoli, Roma 1988, p. 277;
- G. Papi, Per Andrea Commodi, in "Paragone", 477, 1989, pp. 55-56;
- G. Papi, in La Natura Morta in Italia, II, Milano 1989, p. 538;
- G. Papi, Andrea Commodi, Firenze 1994, pp. 89-90, 130;
- G. Papi, Commodi, Andrea, in "SAUR. Allgemeines Kunstlerlexicon der bildenden Kunstler aller Zeiten und Volker", XX, Munchen-Leipzig 1998, p. 458;
- G. Papi, Cecco del Caravaggio, Soncino 2001, pp. 129-130;
- G. Papi, in Andrea Commodi. Dall'attrazione per Michelangelo all'ansia del nuovo, catalogo della mostra (Firenze, Casa Buonarroti, 17 maggio - 31 agosto 2012) Firenze 2012, p. 162;
- I. Della Monica, in Puro, semplice e naturale nell'arte a Firenze tra Cinque e Seicento, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 17 giugno - 2 novembre 2014) a cura di A. Giannotti, C. Pizzorusso, Firenze 2014, pp. 274-275.
Si riporta un estratto della scheda di Gianni Papi pubblicata nel 1994.
"In occasione della sua esposizione alla mostra del Seicento Fiorentino il dipinto è stato riferito da Mina Gregori (1986) alla cerchia dell’Empoli, quale probabile frutto della collaborazione di due artisti, autori rispettivamente della natura morta e della figura. La studiosa vi notava, diversamente dall’Empoli [...]. Per il Marabottini (1988) l'opera non spetterebbe al Chimeti, 'ma ad un pittore, per ora anonimo, della sua stretta cerchi, che nel volto della donna rasenta i modi di certi disegni del Gamberucci, ed ha una maniera tipica di dipingere le mani, evidenziandone le nocche delle dita e la prensilità'.
Il ritrovamento della Natività di Maria di Foiano della Chiano mi ha convinto a proporre il Commodi quale unico autore della tela [...]. Rispetto all'Empoli [Jacopo Chimenti] infatti gli oggetti raffigurati nel quadro fiorentino posseggono una più elementare consistenza, una semplificata nitidezza di contorni, che isola le cose e le blocca in una dimensione intangibile, di sapore arcaico; ben diversa dalla fusione luminosa e cromatica che il Chimenti persegue, ottenendo l'effetto di una realtà familiare, percepibile con i sensi [...]. Non sembra lontana dalla sintetica oggettività del fondo della Cena in Emmaus già a Greenville la conduzione rapida, affidata a un luminismo essenziale ed efficace, che contraddistingue gli oggetti pendenti dalla parte di questa Cucina [...] Per le vicinanze con questo quadro e con altri dipinti e disegni che non oltrepassano probabilmente la fine del primo decennio, la tela fiorentina non dovrebbe scostarsi di troppo dall'inizio del secondo decennio. Se così realmente fosse, verrebbe confermata l'autonomia delle ricerche del Commodi, maturate verosimilmente a Roma, da quelle dell'Empoli e si potrebbe addirittura pensare a un'anticipazione di questo modulo di scena da parte del nostro pittore, rispetto alle composizioni dell'Empoli, che tuttavia rimangono sensibilmente diverse e che trovano forse un vero punto di contatto solo nella Pollarola del Museo Civico di Pesaro".