Alessandro Varotari, detto il Padovanino
(Padova, 1588 - Venezia, 1649)
MADDALENA PENITENTE
olio su tela, cm 147,5x117
PENITENT MAGDALENE
oil on canvas, 147.5x117 cm
Il dipinto è accompagnato da un expertise di Enrico Lucchese, se ne riporta di seguito un estratto.
"Nel dipinto in esame, ambientato in una radura che discende dalle invenzioni di Giorgione e Tiziano, una coppia di creature celesti d'aspetto infantile è ai fianchi della penitente coperta solo dai lunghi capelli biondi. Se l'angioletto a sinistra regge visto il vasetto d'unguento, attributo specifico della peccatrice, l'altro è in ginocchio, ripreso di spalle di tre quarti, intento in preghiera. Rispetto a simili soggetti del pittore noti in bibliografia, la santa qui è completamente nuda e non ha il teschio umano, il libro di preghiere, il crocefisso e la stuoia quale giaciglio da asceta: i modelli di riferimento per entrambe le tipologie sono ancora una volta tizianeschi, rivissuti con sensualità barocca. In particolare, nella presente tela Maddalena non possiede gli atteggiamenti di spirito controriformistico degli altri esemplari, guardando invece con curioso diletto l'atteggiamento devoto dell'angioletto messole di fronte: è un'Eva redenta dal Peccato, giovane e bellissima che non può sopportare d'indossare alcun vestito perché incendiata dall'amore di Dio. Esaminata direttamente, nella mia opinione l'opera dimostra un tasso qualitativo tale da garantirne la piena autografia di Padovanino: un intervento conservativo valorizzerà di certo la materia cromatica e luministica del dipinto che appare spettare alla fase della piena maturità dell'artista, nella seconda metà degli anni trenta del Seicento".