ARCADE | Dipinti dal XV al XVIII secolo

12 OTTOBRE 2022

ARCADE | Dipinti dal XV al XVIII secolo

Asta, 1163
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
ore 10.00
Lotti: 1-120

ore 15.00
Lotti: 121-202

Dipinti antichi
ore 10.00
Lotti: 1-120

Dipinti antichi
ore 15.00
Lotti: 121-202

Esposizione
FIRENZE
Sabato 8 ottobre 2022 10-18
Domenica 9 ottobre 2022 10-13
Lunedì 10 ottobre 2022 10-18
Martedì 11 ottobre 2022 10-18

 
 
 
Stima   800 € - 20000 €

Tutte le categorie

31 - 60  di 199
49

Giovanni Domenico Lombardi detto l'Omino

(Lucca 1682-1751)

I BARI

olio su tela, cm 112,5x183,5

 

THE CARDSHARPS

oil on canvas, cm 112,5x183,5

 

Bibliografia di riferimento

A. Crispo, Itinerari di Giovan Domenico Lombardi tra Lucca, Roma e il settentrione, in “Nuovi Studi”, VIII, 10 (2003), 2004, pp. 207-221; P. Betti, Svago e devozione nell’opera di Giovan Domenico Lombardi, 2017, pp. 107-137.

 

Raccolti intorno a un tavolo illuminato da una lucerna che penzola dal soffitto di una stanza buia, di cui non si percepiscono altri dettagli, un giovane sprovveduto sta perdendo le sue monete d’oro giocando a carte contro un baro spalleggiato da due compari.

I volti caratterizzati da una sottolineatura mimica quasi caricaturale, il marcato contrasto chiaroscurale che fa emergere i volumi dallo sfondo e la vena ironica solo blandamente scalfita da un monito moraleggiante permettono di includere con certezza la nostra tela al catalogo di Giovanni Domenico Lombardi, detto l’Omino, originale protagonista della scena artistica lucchese di primo Settecento.

Ben circoscritta dalla critica è ormai, non solo la sua attività di pittore di storia, ma anche di genere: quasi del tutto ricomposta è la serie di sovrapporta raffiguranti giochi in voga nel Settecento realizzati dall’Omino, tra il 1738 e il 1739, per la villa di San Martino in Vignale di Lorenzo Antonio Sardi (cfr. Betti 2017, cit.), che costituisce un valido confronto per collocare cronologicamente la tela presentata negli anni trenta del Settecento quando il pittore ripropone, anche tramite vere e proprie citazioni, la cultura figurativa popolareggiante del suo concittadino Pietro Paolini (cfr. Crispo 2004, cit.).

 

Stima    15.000 / 20.000
Aggiudicazione:  Registrazione
54

Bottega di Bicci di Lorenzo, inizio sec. XV

SAN LUDOVICO DI TOLOSA

tempera su tavola, cm 56x26,5

 

Workshop of Bicci di Lorenzo, early 15th century

SAINT LUDWIG OF TOLOSA

tempera on panel, cm 56x26,5

 

Bibliografia di riferimento

C. Frosinini, Il passaggio di gestione in una bottega pittorica fiorentina del primo Rinascimento: Lorenzo di Bicci e Bicci di Lorenzo, in “Antichità viva”, 25, 1986, 1, pp. 5-15.

 

La bottega familiare fondata a Firenze da Lorenzo di Bicci (documentato tra il 1370 e il 1410) negli ultimi decenni del XIV secolo ha avuto continuità lungo il corso del Quattrocento in quanto prima Bicci di Lorenzo (1373 – 1452) e successivamente il figlio di questi, Neri di Bicci (1419 – 1492), seppero raccogliere l’eredità paterna rendendo l’atelier uno dei più ricercati dai committenti pubblici e privati tanto che la maniera “biccesca” ha segnato lo stile della produzione pittorica fiorentina di gusto attardato per diversi decenni.

Il San Ludovico di Tolosa presentato, per la fisionomia più elegante rispetto a quella orcagnesca a cui rimase fedele Lorenzo di Bicci, e in generale per il linearismo più spinto che segna la figura, va inserito nell’ambito della produzione di tale officina dell’inizio del XV secolo quando si assiste a una sovrapposizione e quindi un passaggio di consegna tra padre e figlio. La sensibilità tardogotica del nostro santo è infatti affine alle opere in cui è stato individuato il contributo di Bicci di Lorenzo. Si avverte scopertamente lo stesso disegno che soggiace al nostro santo nella sinopia relativa al tabernacolo delle Madonnone (nella zona sud di Firenze), commissione realizzata in collaborazione tra i due ma dove è stata rilevata nei santi ai lati della Madonna col Bambino l’intervento del figlio che preannuncia il suo impegno nel trittico di Porciano del 1414 (Annunciazione con i Santi Michele, Jacopo, Margherita, Giovanni Evangelista, Stia (Arezzo), chiesa di Santa Maria Assunta; cfr. Frosinini 1986).

Di dimensioni ridotte rispetto agli esempi citati, la nostra tavola potrebbe essere stata parte di un’anconetta devozionale o un tabernacolo a sportelli molto diffuse nelle case fiorentine tra il Trecento e il Quattrocento.

 

Stima    12.000 / 15.000
Aggiudicazione:  Registrazione
31 - 60  di 199