ASTA A TEMPO | PANDOLFINI CON ASSOCIAZIONE ARTE CONTINUA: ASTA BENEFICA PER LA RIFORESTAZIONE

16 MAGGIO - 13 GIUGNO 2022

ASTA A TEMPO | PANDOLFINI CON ASSOCIAZIONE ARTE CONTINUA: ASTA BENEFICA PER LA RIFORESTAZIONE

Asta a tempo, 1155

NO
 
 
 
Stima   600 € - 20000 €

Tutte le categorie

1 - 30  di 37
15

LORIS CECCHINI

(Milano 1969)

Waterbones (W69)

2015

moduli in acciaio cromato

cm 116x113x15

pezzo unico

 

Provenienza

Studio dell'Artista

 

La ricerca artistica attuale di Loris Cecchini (Milano, 1969) è indirizzata a indagini scientifiche e processi naturali, attratta dalla morfologia di piante o minerali, ispirata a strutture reticolari e conformazioni molecolari. Dal 2009 l'artista propone sistemi modulari auto-generativi in acciaio o in alluminio, esemplari di installazioni istantanee che si possono "costruire continuamente". Queste strutture combinatorie, in apparenza libere e caotiche ma fondate su schemi matematici o calcoli algoritmici, assumono di volta in volta un carattere peculiare rispondente alle caratteristiche del luogo, oltreché agli elementi coinvolti: l'organizzazione modulare è il "processo" creativo attivato per trovare una "soluzione" interpretativa al contesto espositivo.

 

Bio

Loris Cecchini (1969) vive e lavora a Milano. Fra gli artisti italiani più affermati a livello internazionale, ha esposto le sue opere in tutto il mondo con mostre personali in prestigiose istituzioni museali, quali il Palais de Tokyo di Parigi, il Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne Métropole, il MoMA PS1 di New York, lo Shanghai Duolun MoMA di Shanghai, il Museo Casal Solleric di Palma di Maiorca, il Centro Galego de Arte Contemporánea di Santiago di Compostela, il Kunstverein di Heidelberg, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato e la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.

Loris Cecchini ha partecipato a numerose esposizioni internazionali, tra cui la 56a, la 51a e la 49a Biennale di Venezia, la 6a e la 9 a Biennale di Shanghai, la 15 a e 13 a Quadriennale di Roma, la Biennale di Taiwan a Taipei, la Biennale di Valencia in Spagna e l’8 a Biennale di Urbanistica/Architettura (UABB) di Shenzhen in Cina.

Ha preso parte a numerose mostre collettive, tra cui esposizioni al Ludwig Museum di Colonia, PAC di Milano, Palazzo Fourtuny di Venezia, Macro Future di Roma, MART di Rovereto, Hayward Gallery di Londra, The Garage Centre for Contemporary Culture Moscow, Palazzo delle Esposizioni di Roma, Musée d’Art Contemporain di Lione, MOCA di Shanghai, Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino e altre ancora.

Ha realizzato varie installazioni site-specific permanenti, in particolare per Villa Celle a Pistoia, alla Fondazione Boghossian di Bruxelles e per il Cleveland Clinic's Arts & Medicine Institute negli Stati Uniti, a Les Terrasses Du Port di Marsiglia, al Shinsegae Hanam Starfield a Seoul, nel Cornell Tech Building di New York e recentemente nella nuova sede del rettorato dell’Università 3 a Roma.


© LORIS CECCHINI, by SIAE 2022
© ASSOCIAZIONE ARTE CONTINUA 2022

Stima 10.000 / 20.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
28

GIOVANNI OZZOLA

(Firenze 1982)

Through a day #1

2016

stampa a getto d’inchiostro su carta di cotone Dibond, cornice nera, vetro da museo

48x70 cm

edition 1 1 AP

 

Provenienza

Studio dell'Artista

 

Uno dei motivi ricorrenti nel linguaggio artistico di Giovanni Ozzola è l’immagine dell’orizzonte, fotografato dall’artista in tempi e luoghi diversi e lontani, visto frontalmente o attraverso finestre di stanze sul mare, o aperture sul paesaggio, come nei lavori della serie “Thorugh a day”, del 2016.

Come racconta Davide Ferri, “l’orizzonte di Ozzola è una specie di linea continua, un filo che unisce gli spostamenti e le stagioni, i diversi paesaggi di Giovanni. Le foto di Ozzola raccontano la luce, le epifanie che avvengono nella luce, una luce di albe e tramonti, digradante o ascendente, o abbagliante, diurna, meridiana, una luce capace di lambire, quando non addirittura di travolgere, le cose, sfocandone, dissolvendole, sfrangiandone i contorni, poi di rimetterle al mondo come apparizioni e presenza immateriali. (...) La luce può abbagliare, investire il riguardante; in tutti i casi produce (nel riguardante) una perdita di coscienza, diminuendo la presenza dell’io, un diluirsi (e un estendersi) dei confini dell’io nell’orizzonte e nella luce”.

Le immagini cui ci pone davanti Giovanni Ozzola sono, per Elisa del Prete, “luoghi da attraversare volgendo lo sguardo a un orizzonte. Il piano ravvicinato che sta addosso a chi guarda, la stanza o il paesaggio in cui ci si trova, la preziosità dei dettagli, invitano lo sguardo a non sostare, ad allungarsi oltre, a un piano ulteriore, fino al suo massimo grado, trasformando l’esperienza della visione in quella dell’attraversamento e la contemplazione in trapasso. L’immagine diventa luogo della distanza, sguardo verso un orizzonte, un’immagine da leggere da qui, di fronte ad essa, a là, oltre ciò che si guarda. In essa è viva una tensione che ci conduce verso un punto di destinazione che non si trova in superficie ma va proiettato oltre l’immagine stessa. Il soggetto diventa luogo di transito, un pretesto per generare un viaggio.”

 

Bio

Nato nel 1982 a Firenze, Giovanni Ozzola vive e lavora alle Isole Canarie. È un artista multidisciplinare che lavora principalmente nella fotografia, oltre che nel video e nell'installazione scultorea. La pratica di Ozzola dimostra una profonda sensibilità verso il fenomeno della luce e le sue diverse caratteristiche fisiche. I suoi principali interessi tematici risiedono nel concettualizzare e rappresentare l'infinito e l'esplorazione, sia geografica che introspettiva.


© ASSOCIAZIONE ARTE CONTINUA 2022

Stima 4.000 / 8.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
1 - 30  di 37