BIANCO, BLU E OLTRE. PORCELLANE E MAIOLICHE GINORI DEL SETTECENTO

20 OTTOBRE 2021

BIANCO, BLU E OLTRE. PORCELLANE E MAIOLICHE GINORI DEL SETTECENTO

Asta, 1104
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

ore 15.00
Esposizione
FIRENZE
Venerdì         15 ottobre 2021    10-18
Sabato          16 ottobre 2021     10-18
Domenica     17 ottobre 2021    10-13
Lunedì           18 ottobre 2021    10-18

Vi preghiamo di considerare che il giorno dell'asta sarà possibile accedere alla sala di vendita solo se in possesso di Green Pass, mentre l’accesso nelle giornate di esposizione è libero.
 
 
 
Stima   300 € - 7000 €

Tutte le categorie

121 - 150  di 150
222

GRUPPO, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1770-1780

in porcellana dipinta in policromia, raffigurante una scena di corteggiamento presso un alberello: la giovane donna sembra sfuggire alle galanterie di un giovane elegante, mentre un fanciullo riposa ai piedi dell’albero, il tutto collocato sulle caratteristiche rocce che fanno da base. I gruppi in porcellana entrano a far parte della decorazione della tavola attorno agli anni settanta del Settecento, rappresentando una produzione richiesta e di buon successo per la manifattura fiorentina, affidata in quel periodo all’opera plastica di Giuseppe Bruschi. Spesso questi gruppi mostrano elementi comuni, variati a seconda del soggetto, prevalentemente di natura arcadica o con riferimento alla caccia e alla vendemmia; alt. cm 19,8, diam. base cm 12

 

A GINORI GROUP OF COURTING SCENE, DOCCIA, 1770-1780

 

Bibliografia di confronto

G. Morazzoni, Le porcellane italiane, Milano 1960, vol. II, tav. 269

 

L’EVOLUZIONE DELLA SCULTURA A DOCCIA NEL TARDO SETTECENTO:

UN POPOLO DI FANCIULLI, CONTADINI E GALANTUOMINI

 

Nel 1757 muore Carlo Ginori e il marchese Lorenzo (1734-1791), figlio primogenito, di fatto ne raccoglie l’eredità. Dapprincipio non si possono individuare sostanziali differenze rispetto alle impostazioni paterne in campo scultoreo, ma già l’anno 1763 segna una prima svolta importante. Lorenzo Ginori infatti invia a Parma lo scultore e modellatore Giuseppe Bruschi, nipote di Gaspero, per copiare i modelli tedeschi e soprattutto francesi di proprietà dell’Infante di Spagna Filippo di Borbone, divenuto Duca di Parma, Piacenza e Guastalla… È questo il primo spartiacque per la produzione scultorea della manifattura di Doccia: da modelli di riferimento di immediata derivazione classica, tratti direttamente dagli originali presenti a Firenze e Roma, e da quelli legati alle reinterpretazioni degli originali antichi che il barocco in genere e il tardobarocco fiorentino ne avevano dato, si passa a quelli frutto di un nuovo linguaggio espressivo che aveva nel pittore Francois Boucher uno dei suoi esponenti di punta.

 

Alessandro Biancalana, La scultura a Doccia dopo la morte di Carlo Ginori: naturale sviluppo o involuzione?, in “Faenza” n. 1, 2016, pp. 62-63

Stima    800 / 1.000
Aggiudicazione:  Registrazione
250

POTICHE, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1818 CIRCA

in porcellana dipinta in policromia e oro, forma ad imitare i vasi cinesi, completo di coperchio a cupola. Il decoro principale, che si sviluppa nella parte centrale entro una lunga riserva ritagliata tra la spalla e il piede decorata con un motivo a nuvola nei toni del blu, vede protagonisti uccelli esotici, pavoni, fagiani e quaglie, collocati in un paesaggio a balze su cui spiccano alberelli di pino e cespugli di peonie. La policromia è piena e largo è l’uso dell’oro. Sul collo e in una porzione del coperchio emerge una decorazione a draghi su fondo rosso, mentre in riserve oro sono dipinti piccoli insetti. In cima al coperchio spicca la figura di un cane di Pho dipinto di rosso, verde e oro. Il vaso è sicuramente un esempio di come la produzione di opere di ispirazione orientale avesse raggiunto, prima dell’avvento dei decori neoclassici di ispirazione francese, un livello di imitazione molto elevato, senza però cercare l’imitazione, a differenza delle opere prodotte da Samson a Parigi, ricco di spunti “occidentali” che spiccano soprattutto nella resa degli uccelli e della presa sul coperchio. L’ignoto pittore, forse Basilio Banchelli o Bastiano Giusti che sappiamo attivi in questo genere di decoro in manifattura, ha alacremente lavorato a quest’opera, della quale si conosce un unico esemplare di confronto in collezione privata a Firenze, forse il compagno in una garniture da camino. Sul fondo marca a stella in oro; alt. cm 62, diam. base cm 17

 

A GINORI POTICHE, DOCCIA, CIRCA 1818

 

Bibliografia di confronto

A. Biancalana, Porcellane e maioliche a Doccia. La fabbrica dei Marchesi Ginori. I primi cento anni, Firenze 2009, p. 164 (per il decoro a cineseria)

Stima    3.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
121 - 150  di 150