BIANCO, BLU E OLTRE. PORCELLANE E MAIOLICHE GINORI DEL SETTECENTO

20 OTTOBRE 2021

BIANCO, BLU E OLTRE. PORCELLANE E MAIOLICHE GINORI DEL SETTECENTO

Asta, 1104
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

ore 15.00
Esposizione
FIRENZE
Venerdì         15 ottobre 2021    10-18
Sabato          16 ottobre 2021     10-18
Domenica     17 ottobre 2021    10-13
Lunedì           18 ottobre 2021    10-18

Vi preghiamo di considerare che il giorno dell'asta sarà possibile accedere alla sala di vendita solo se in possesso di Green Pass, mentre l’accesso nelle giornate di esposizione è libero.
 
 
 
Stima   300 € - 7000 €

Tutte le categorie

1 - 30  di 150
115

VASO, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1745-1750

in porcellana, corpo a balaustro di forma ottagonale su alto piede a base piana, a potichè. Il decoro acromo è realizzato a rilievo con piccoli rametti di fiori pruno e motivo a foglie lanceolate sul piede. Di chiara ispirazione orientali, il vaso è ascrivibile per materia e gusto alla produzione del periodo iniziale della manifattura di Doccia. Due vasi con un’importante imboccatura estroflessa, molto vicini all’opera in esame, sono stati attribuiti alla manifattura toscana e datati al 1740-1742, ricordando nella relativa scheda come questa tipologia a potichè fosse prodotta come guarnizione da camino da diverse manifatture europee, al punto che trovano confronti in importanti opere variamente attribuite. La loro attribuzione a favore della fabbrica dei marchesi Ginori, per un periodo ascritte alla manifattura di Vezzi, ci confortano nell’attribuzione e datazione di questa nostra coppia, rafforzate anche dal confronto diretto con i fiori e con la qualità dell’impasto dei due vasetti presentati al lotto precedente; alt. cm 22,5, diam. cm 14,7

 

A GINORI VASE, DOCCIA, 1745-1750

 

Bibliografia

C. Lehner-Jobst, A. d'Agliano (a cura di), Liechtenstein Museum Vienna. Baroque luxury porcelain. The Manufactories of Du Paquier in Vienna and of Carlo Ginori in Florence, Monaco 2005, pp. 232-233 n. 41 e pp. 348-349 n. 192;

A. d’Agliano et alii (a cura di), Lucca e le porcellane della Manifattura Ginori. Commissioni patrizie e ordinativi di corte, Lucca 2001, p. 77 n. 3 (erano una coppia)

Stima    2.000 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
116
Stima    7.000 / 10.000
Aggiudicazione:  Registrazione
123

TEIERA, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1750 CIRCA

in porcellana, corpo globulare costolato, il beccuccio parte dalla pancia con un attacco sagomato e si erge alto e arcuato; l’ansa, da modello derivato dall’argenteria, è ricurva, sagomata e centinata. Il decoro in monocromo blu è distribuito simmetricamente sulle costolature e riproduce i motivi tipici dello stampino con rami fioriti ad andamento verticale. Il coperchio, coerente ma privo di pomolo, è sagomato alla base e si erge a cupola, con decoro allo stampino. La teiera per forma e caratteristiche tecniche e stilistiche trova riscontro nella prima produzione della manifattura; alt. cm 17,5, largh. massima cm 20,5, diam. cm 14,3

 

A GINORI TEAPOT, DOCCIA, CIRCA 1750

 

Bibliografia

A. d’Agliano et alii (a cura di), Lucca e le porcellane della Manifattura Ginori. Commissioni patrizie e ordinativi di corte, Lucca 2001, p. 92 n. 21

 

IL DECORO “ALLO STAMPINO”

Il decoro allo stampino è uno dei principali e più antichi stili decorativi nella prima produzione a Doccia. La denominazione si riferisce più alla tecnica esecutiva, che non alla decorazione vera e propria. La tecnica che caratterizza questa produzione, è stata realizzata creando un motivo ritagliato su sottilissime lastre di rame e su pelli di agnello, posato sul corpo in porcellana e poi riempito in blu cobalto con un pennello inizialmente, secondo una tecnica definita alla stampa, allo stampino e in seguito a riporto. In una lettera scritta nel 1755 da Gaspero Bruschi e Jacopo Fanciullacci a Carlo Ginori, fondatore della fabbrica, si descrive questa forma di decorazione: “Micio fa le prove dei rami coi fiori per i tondini, e cotte che sieno si manderanno. Riceverà un libro di fiori che non paion cattivi, per copiarsi nel rame..” (Bastiano Buonamici, detto Micio, o Miccio, segnalato in Manifattura tra il 1747 ed il 1763).

In questa sezione dedicata all’ornato si noterà come alcuni motivi ricorrenti siano stati applicati a piacimento dei decoratori per formare ornati differenti con grande varietà di soluzioni, a seconda della morfologia del pezzo e delle sue dimensioni

 

Stima    5.000 / 7.000
Aggiudicazione:  Registrazione
126

CAFFETTIERA, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1755

in porcellana dipinta in policromia e oro. L’importante caffettiera, pur priva di coperchio, costituisce un raro esempio del decoro denominato negli inventari della manifattura come a “giuochi di bambini”, databile tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del Settecento. La caffettiera ha la classica morfologia a corpo piriforme costolato con piede espanso e modanato; il becco, che parte dal punto più espanso, si alza e reca un raro beccuccio sagomato a testa di serpe, raccordato al corpo da una staffa sagomata; l’ansa, di foggia importante, è portata alta e scende sinuosamente, foggiata secondo i modelli tratti dall’argenteria. La caffettiera mostra un decoro con giochi di putti in un paesaggio naturalistico con rocce, alberi, arbusti e casolari, racchiusi in due metope incorniciate da lesene con un articolato motivo dorato. L’ornato è ispirato dalle incisioni di Jacques Stella (1596-1657) La fossette aux noyaux e La toupie. Le restanti costolature recano un motivo floreale naturalistico su fondo giallo, mentre il versatore è decorato con tocchi di rosso, azzurro e verde che rendono la testa di serpe naturale. Già nella raccolta dei fratelli Luzzato a Milano con coperchio non pertinente, vanta numerose pubblicazioni. La caffettiera trova preciso riscontro nel servizio da thè del Metropolitan museum di new York e nel noto vaso da potpourri di Palazzo Madama di Torino (Inv. 3031/C); alt. cm 22,5, largh. massima cm 17,7, diam. cm 13,5

 

A GINORI COFFEE POT, DOCCIA, 1755

 

Bibliografia

G. Morazzoni, Le porcellane italiane, Milano 1960, vol. II, tav. XI

 

Bibliografia di confronto

L. Mallé, Palazzo Madama in Torino. Le Collexioni, Torino 1970, vol. II, p. 290;

C. Lehner-Jobst, A. d’Agliano (a cura di), Liechtenstein Museum Vienna. Baroque luxury porcelain. The Manufactories of Du Paquier in Vienna and of Carlo Ginori in Florence, Monaco 2005, pp. p.348-349 n. 192

Stima    6.000 / 9.000
Aggiudicazione:  Registrazione
1 - 30  di 150