LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez - Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
15 APRILE 2021
Ore 15.00 - lotti 401-594

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Esposizione

In relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso, l’accesso all’esposizione sarà possibile solo su appuntamento.

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+39 055 2340888

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Stima   100 € - 15000 €

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1 - 30  di 194
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Oracio deuotissima a nra s. Senor dios todo poderoso padre […]. Fine XV secolo. Manoscritto miniato su pergamena di 158 x 105 mm, di [62] carte, la prima e l’ultima applicate al contropiatto, scritte 42 carte, le altre bianche. Grande miniatura a piena pagina in apertura, raffigurante la Vergine assisa in trono con il Bambino e San Giovannino; testo su una colonna di 16 righe in inchiostro nero con titoli e parti in rosso, con 41 iniziali alte due linee filigranate in oro su fondo rosso o azzurro da cui si dipartono larghe volute floreali policrome (verde chiaro e scuro, blu chiaro e scuro, rosso, rosa, oro), e con numerosissime più piccole iniziali in oro su fondo rosso o azzurro; in fine: stemma non identificato a scacchi blu e grigi (forse originariamente argento), con corona e 8 bandiere laterali. Legatura presumibilmente coeva in seta nera (sciupata) su cartone, tagli dorati. Prima pagina di testo parzialmente sbiadita per l’usura, alcune carte leggermente ingiallite, ma nel complesso copia ben conservata.

                     MANOSCRITTO SPAGNOLO MINIATO SU PERGAMENA, contenente orazioni, invocazioni, litanie, salmi. Compare il nome “ysabel” e “isabel”, nelle prime pagine, nelle frasi “concede a my tu sierua ysabel remissio de todos nns peccados …libra a my tu sierua isabel de todos mi peccados … libra ami tu sierua isabel de todos los males”. Alla ventitreesima pagina scritta, in inchiostro rosso si dice “El papa alexandro e[n]vio / esta oracio al pri[n]cipe do[n] iua[n[ / de castilla” (presumibilmente Alessandro VI, papa dal 1492 al 1503).

 

SPANISH MANUSCRIPT ILLUMINATED ON VELLUM, containing prayers, invocations, litanies, psalms. Detailed description and additional images upon request.

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Stima    1.500 / 2.000
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FRANCESCO DA ISCHIA. Graduale miniato per il Cardinale Scipione Borghese. Roma/Artena, 1633.

Monumentale graduale miniato su pergamena, 647 x 442 mm, di [1] 167 [2] carte. Antiporta entro cornice floreale con quattro tondi di Santi e con grandi armi di Scipione Borghese alla Base, 5 grandi capilettera (c. 185 x 170 mm) miniati in oro e a colori, uno più piccolo (c. 95 x 95 mm) all’inizio miniato in rosso, blu e verde, e molti altri in rosso, o blu, o fucsia. Linee dei tetragrammi e parti di testo in rosso. Legatura monastica parzialmente coeva (dorso rinnovato) in assi, con borchie, decorazioni in ottone, cinghie di chiusura. Buono stato di conservazione.

SPLENDIDO GRADUALE MINIATO da padre Francesco da Ischia in San Pietro in Montorio a Roma, nel 1633, per la chiesa di Santa Maria del Gesù ad Artena, comune della città metropolitana di Roma Capitale anticamente chiamato “Montefortino”.  Questo comune fu venduto nel 1614-15 al Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V, che progettò e realizzò per esso un vero e proprio piano regolatore, modificandone l’assetto urbano e facendo costruire, tra l’altro, la chiesa di Santa Maria del Gesù, che ancora reca il nome del Cardinale sulla facciata. La costruzione, iniziata nel 1629, si protrasse anche dopo la morte del cardinale, avvenuta il 2 ottobre 1633, poiché a questa data la chiesa non aveva gran parte dei suoi arredi, compresi i quadri delle quattro cappelle laterali e dell’altare maggiore, che furono previsti da Scipione stesso, ma realizzati dopo il 1636. La struttura architettonica poteva, però, dirsi ultimata, grazie alla pianta disegnata dall’architetto Giovan Battista Soria, oggi conservata a Vienna. (cfr. www.compagniadeilepini.it/artena-cultura-chiese-e-culto/). A carta 64v capolettera “G” di ca. 170 x 185 mm raffigurante la Fuga in Egitto (Madonna col Bambino in braccio, Giuseppe e un angelo che tira il ciuco su cui siede la Vergine), su fondo in oro zecchino. A carta 69v grande lettera “S” con fondo oro e decorazioni floreali. A carta 73v capolettera “B” di ca. 177 x 144 mm, raffigurante l’Annunciazione (Madonna, Cherubini, Colomba), su fondo oro. A carta 78v capolettera “G” di ca. mm 188 x 176 raffigurante la Madonna, Santi e Gesù, sempre su fondo oro. A carta 152v lettera di ca. 168 x 155 con grande “T” a colori floreali ed in oro.

 

BEAUTIFUL CHOIR BOOK ILLUMINATED BY FATHER FRANCESCO DA ISCHIA IN 1633, for the church of Santa Maria del Gesù in Artena, a town in the metropolitan city of Rome, formerly called “Montefortino”. This town was sold in 1614-15 to Cardinal Scipione Borghese, nephew of Pope Paul V, who designed and built a real master plan for it, modifying its urban layout and building, among other things, the church of Santa Maria del Gesù, which still bears the name of the Cardinal on the facade. Detailed description and additional images upon request.

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Stima    4.000 / 5.000
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(Cavalieri di Malta) [CANY, Jean Baptiste Le Marineir de]. Riflessioni di un cavaliere di Malta Religioso dell’Ordine Militare delli Hospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme sopra la grandezza e doveri del suo stato. (1680-1690).

Manoscritto cartaceo in 4to grande (282 x 204 mm), in 2 volumi di [118] carte (ultime 2 bianche) e di [210] carte (prime 3 e ultima bianca) altre [4] di altra mano. Frontespizi in bei caratteri calligrafici grandi, testo in bella grafia leggibile con note in margine. Vitellino spruzzato coevo, dorso con tassello in marocchino rosso con titolo “IL PERFET. CAV. GEROSO.”, tagli dorati. Legature molto sciupate (assente il dorso del primo volume), ma fresco all’interno.

                     COPIA MANOSCRITTA DI QUESTA MAI PUBBLICATA “SUMMA” DELLA SPIRITUALITÀ GIOVANNITA, “rimasta capostipite di una serie di opere analoghe – redatte quasi interamente in seno all’Ordine – che ha pervaso i secoli dell’età moderna. Le Reflexions di le Marinier sono tuttora inedite, sia nella versione originale francese sia nella coeva traduzione italiana. La trascrizione degli indici – nelle due lingue – rende l’idea dell’articolazione dell’opera, nonché dei suoi contenuti e degli argomenti in essa trattati.” (cfr. L.M. de Palma, Jean-Baptiste le Marinier de Cany un maestro della spiritualità giovannita, Edizioni La Villa, 2019, Abstract). Jean-Baptist le Marinier de Cany (1645-1689), frate cavaliere dell’Ordine di Malta, fu segretario di Gregorio Carafa (1615-1690), Gran Maestro dell’Ordine di Malta dal 1680 al 1690.

 

MANUSCRIPT COPY OF THIS UNPUBLISHED “SUMMA” OF JOHANNITE’S SPIRITUALITY, which is the progenitor of a series of similar works. Le Marinier’s Reflexions are still unpublished, both in the original French version and in the contemporary Italian translation. Jean-Baptist le Marinier de Cany (1645-1689), a knight friar of the Order of Malta, was secretary of Gregorio Carafa (1615-1690), Grand Master of the Order of Malta from 1680 to 1690.

 

(2 volumi)

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Stima    300 / 400
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(Medicina - Chirurgia) Trattato delle operationi chirvrgiche agionte alcune osseruationi con sue figure. Seconda metà XVIII secolo.

Manoscritto cartaceo in 8vo (205 x157 mm) di oltre 500 pagine e con in tutto 73 tavole calcografiche (di cui un gruppo numerate dalla II alla LX e altre non numerate, e un paio ripiegate), così distribuite: frontespizio calcografico entro scudo ornamentale; [9] carte di cui la prima con componimento poetico al verso, elenco “Instrumenti delle Chirurgia” alle 6 pp. successive, le restanti bianche; 1 tavola con strumenti chirurgici seguita da 474 pp. (in realtà 475 perché la numerazione salta la p. 177) con 63 tavole calcografiche comprese nella paginazione, seguite da altre [16] carte erroneamente paginate 475-518, che comprendono altre 8 tavole calcografiche. L’indice iniziale e le pp. 1- 474 sono tutte scritte con grafia ordinata e leggibile dalla stessa mano, il componimento iniziale e le pp. 475-518 sono scritte con grafia leggermente diversa, meno ordinata, ma potrebbero essere annotazioni libere della stessa persona; comprendono un “Ristretto del metodo si medicare le Tenie” ove si legge “Noi siamo stati incaricati dal Sr. Turgot Controlore [sic] generale delle finanze…” Anne-Robert-Jacques Turgot (1727-1781), economista e filosofo francese al servizio di Luigi XVI, fu “Contrôleur général des finances” dal 1774 al 1776. In fine vi è inoltre un’annotazione relativa alla nascita dei due figli dell’autore o proprietario del volume, che segnò che la sua primogenita era nata nel 1760 e il secondogenito nel 1763; seguono due carte con datazione 1766-1767 e annotazioni relative a raccolti, vino, generi commestibili, che terminano con la frase “cosa che segue l’opera del nostro … Piacenza Chirugo abitante in … l’anno 1767…” Mezza pergamena coeva con al dorso “Piacenza / Chirurgo / 1760 / Manoscritto”. Conservato in scatola moderna (sciupata). Una tavola strappata e una con foro, pallide macchie e altre evidenti tracce d’uso.

                     INTERESSANTE MANOSCRITTO DI CHIRURGIA, di cui, nonostante il frontespizio e le tavole calcografiche, non si è trovata la copia a stampa. Si è tuttavia reperita la scheda di un altro manoscritto con titolo identico, conservato presso la Wellcome Library (MS.2128), datato 1723 e descritto come una sintesi in italiano ad opera di Carlo Michele Lotteri, professore di chirurgia a Torino nel 1747, del Cours d’opérations de chirurgie di Pierre Dionis, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1707. Tale sintesi o traduzione manoscritta è anch’essa illustrata da un numero di tavole calcografiche con strumenti chirurgici e altro, eppure il Wellcome dice di non aver reperito alcuna traduzione italiana dell’opera di Dionis. Anche il presente manoscritto sembra essere una copia ad uso personale, ma il fatto che contenga una serie di tavole numerate e con didascalie in italiano porterebbe in effetti a pensare all’esistenza di una copia a stampa. Le tavole raffigurano per lo più strumenti per operare ernia, calcoli, (inclusa un’immagine dei calcoli di papa Innocenzo XI), scroto, fistole anali, cancro, ciglia, occhi, labbro leporino, lingua e ugola, orecchie, aneurisma, e inoltre strumenti per eseguire cesarei, trapanazioni, amputazioni, estrazioni, e anche una tavola con l’attrezzatura “per imbalsamare un corpo”.

 

INTERESTING SURGERY MANUSCRIPT, of which, despite its engraved title-page and its 72 copperplates, the printed copy has not been found. However, there is another manuscript with an identical title at the Wellcome Library (MS.2128), dated 1723 and described as a summary in Italian by Carlo Michele Lotteri, professor of surgery in Turin in 1747, of Pierre Dionis’ Cours d’opérations de chirurgie, first published in Paris in 1707. The plates illustrate surgical instruments and ailments. Detailed description and additional images upon request.

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Stima    1.000 / 1.200
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(Firenze - Fabbriche) Prezzi per le fabbriche. XVIII secolo.

Manoscritto cartaceo in folio (300 x 220 mm), [62] carte di cui 38 scritte (mani diverse), rilegato in mezza pergamena con titolo manoscritto al dorso. Minime tracce del tempo.

                     La maggior parte del manoscritto è occupata da un tariffario relativo alla manodopera e ai materiali impiegati in ambito architettonico a Firenze nel XVIII secolo (scalpellini, legnaioli, “chiodagione”, imbianchini, doratori, vetrai, spazzacamini …). Vengono poi aggiunti da mani posteriori tariffari per i sarti (1762), valigiai (1784), muratori (1785). Seguono in fine cinque pagine con ricette per colori ad olio (cinerino, verde, giallo scuro, rosso), tinte a olio, stucco a olio, colla di pesce per attaccare cristalli. Chi ha compilato la prima parte avvisa che il tariffario si basa su quello redatto da Jean-Nicolas Jadot (1710-1761), architetto di fiducia di Francesco Stefano di Lorena (1708-1765), che eresse per il suo ingresso a Firenze (avendo egli ottenuto la corona del Granducato di Toscana dopo la scomparsa dell’ultimo dei Medici) l’Arco di Trionfo che oggi si trova in Piazza della Libertà (1737).

 

Manuscript on paper containing the tariffs of the labour and materials used in the architectural field in Florence in the 18th century (stonemasons, carpenters, painters, gilders, glaziers, chimney-sweepers ...). Includes prices of tailors (1762), suitcase makers (1784), bricklayers (1785), as well as recipes for oil paints and stucco. Pricelist based on the one established by  Jean-Nicolas Jadot, architect of Francesco Stefano di Lorena, Grand-Duke of Tuscany from 1737. Detailed description and additional images upon request.

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Stima    200 / 300
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[NAPOLEONE]. Manuscrit Venu de Sainte-Hélène d’une Manière Inconnue. Seconde Édition. London, John Murray, Albemarle Street, 1817.

Manoscritto cartaceo in 8vo (189 x 124 mm) di 238 pp. scritte in piacevole grafia ottocentesca.

[RILEGATO CON:]

LAS CASES, Emmanuel de. Maximes et pensées du Prisonnier de Sainte-Hélène. Manuscrit trouvé dans les papiers de Las Casas. Traduction de l’Anglais. Pairis, Chez l’Huillier, 1820.

Testo a stampa di 120 pp. di cui le prime otto d’introduzione. Fioriture.

Vitellino coevo decorato in oro al dorso, tagli spruzzati. Assente il tassello e altri difetti alla legatura.

FALSE MEMORIE DI NAPOLEONE, FAMOSA MISTIFICAZIONE LETTERARIA. Pubblicato nel 1817 a Londra e nel periodico “Le Censeur européen”, il Manuscrit de Sainte-Hélène fu scritto così abilmente da raggiungere perfettamente il suo scopo: agli occhi di molti passò per le autentiche memorie di Napoleone e fu addirittura distrutto su ordine della Corte Reale di Parigi - il che spiega perché prese a circolare clandestinamente sotto forma di copie manoscritte come la presente. Attribuito a Benjamin Constant o Madame de Staël, è ora generalmente considerato opera dell’agronomo ginevrino Jacob-Frédéric Lullin de Châteauvieux (1772-1841). Pare che Napoleone sia riuscito ad ottenerne una copia e che abbia apprezzato la maestria dell’autore. È rilegato assieme al manoscritto un esemplare delle Maximes et pensées du Prisonnier de Sainte-Hélène, pubblicazione rara che precede il celebre Mémorial de Sainte-Hélène. Contiene 469 massime e pensieri raccolti dal Las Cases in un diario scritto giornalmente nell’arco di 18 mesi durante le sue conversazioni con il Prigioniero (Napoleone). 

 

FALSE MEMORIES OF NAPOLEON, FAMOUS LITERARY MISTIFICATION, which was destroyed and then circulated in the form of handwritten copies like the present one. Bound together with a copy of Maximes et pensées du Prisonnier de Sainte-Hélène rare publication that precedes the famous Mémorial de Sainte-Hélène. It contains 469 maxims and thoughts collected by Las Cases in a diary written daily over 18 months during his conversations with the Prisoner (Napoleon). Detailed description and additional images upon request.

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Stima    350 / 550
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Stima    350 / 550
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(Araldica - Medici - Illustrati 900) (RIDOLFI, Nicolò - DELL’AGNELLO, Artidoro). Priorista a priori et a casate della città di Firenze con l’arme delle famiglie et fatti di quella città et suo dominio dalla sua fondazione sino all’anno … messo insieme e scritto con lunga fatica, et somma fedeltà da Nicolò di Nicolò Ridolfi cittadino fiorentino per suo diporto nella città di Pisa. (1906-1908).

Monumentale manoscritto cartaceo in folio (460 x 315 mm) di [648] carte, di cui 458 scritte in bella grafia, 160 finemente acquarellate e 30 lasciate bianche. Piena pelle coeva, piatti con fleuron dorato al centro e cornici di filetti dorati e a secco, dorso liscio decorato da fleurons e filetti dorati e a secco. Piatto anteriore staccato, e dorso parzialmente staccato, per via della mole del volume, per il resto opera su splendida carta forte, molto ben conservata.

                     MONUMENTALE MANOSCRITTO CON OLTRE 2000 STEMMI FIORENTINI FINEMENTE ACQUARELLATI che riproduce il Priorista del Ridolfi conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze. Come spiegato al colophon, “Le 157 pagine di stemmi e le antiporte furono da me Artidoro di Lorenzo dell’Agnello da Castelnuovo Cecina (Pisa) copiate dal 1906 al 1908 per conto di S.E. il Principe Ginori Conti dal manoscritto originale di Nicolò Ridolfi esistente nel R. Archivio di Stato di Firenze.” Artidoro Dell’Agnello insegnò dal 1919 al 1935 alla Regia Scuola Tecnica Industriale di Foiano della Chiana, dove svolse anche attività di pittore e collaborò alla realizzazione del monumento dei caduti e all’affermazione del Carnevale di Foiano. Successivamente fu professore e Preside della Regia Scuola Secondaria di Avviamento Professionale a Tipo Industriale di Rosignano Solvay. Il colophon, entro cornice architettonica con putti e vedutine di Castelnuovo di Val Cecina e di Firenze, è l’unica tavola a recare la sua firma. Delle altre tavole acquarellate, una è il frontespizio generale con stemma Medici e un’altra è il frontespizio di una sezione interna. Delle restanti 157, quattro sono frontespizi dei quattro quartieri di Firenze e le altre recano ciascuna 16 stemmi miniati (vari lasciati in bianco). Il testo si apre con un elenco delle fonti del Ridolfi, con rime a lui dedicate da vari autori tra cui Ottavio Rinuccini, e con una lettera del Ridolfi al lettore. Seguono: un indice di tutti i nomi, e poi pagine dedicate alla storia di Firenze a partire dalla sua edificazione, l’elenco di tutti i Priori di Firenze dalla loro creazione nel 1282 (su due colonne, con il gonfaloniere e il notaio eletti per un periodo di due mesi e accanto una descrizione di quello che è avvenuto in città durante quei due mesi), il Trattato di Ugolino de’ Vieri in versi volgari, origine delle famiglie fiorentine, “Origine della Serenissima Famiglia de’ Medici in ottava rima”, “Antichità di detta Famiglia et … del Gran Duca Cosimo dove si vede l’antichità sua”, priorista a casato, famiglie discese l’una dall’altra, armi delle famiglie di Firenze, e poi i quartieri di Santo Spirito, Santa Croce, Santa Maria Novella, e San Giovanni con le rispettive armi. Le 157 carte con gli stemmi hanno colori vividissimi. Il committente dell’opera, Piero Ginori Conti (1865-1939), fu un imprenditore, politico e bibliofilo.

 

MONUMENTAL MANUSCRIPT WITH OVER 2000 ARMS OF FLORENTINE FAMILIES IN WATERCOLOUR. It is a reproduction of the Priorist by Ridolfi kept in the State Archives of Florence; the 160 watercoloured plates were done by painter Artidoro dell’Agnello between 1906 and 1908, at the request of Pietro Ginori Conti (1865-1939), businessman, bibliophile and Italian politician. Front cover and spine detached because of weight. Detailed description and additional images upon request.

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Stima    2.000 / 3.000
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(Firenze) BRUNI, Leonardo. Prohemio di Donato Acciaioli nella Historia fiorentina tradocta per lui in vulgare. (Impresso a Vinegia perlo diligente huomo maestro Iacomo de Rossi di natione Gallo, 1476 a di xii di Febraio). [Venezia, Giacomo De Rossi, 12 febbraio 1476].

In folio (320 x 220 mm). Segnatura: a-k10 (senza a1 bianca) kk6 l-p10 q12 r-x10. [217] di [218] carte. Pergamena settecentesca con titolo manoscritto al dorso. Assente la prima carta bianca, frontespizio polveroso e con pallide macchie, carte i5 e i6 per errore rilegate prima di v1 e prima di x1 rispettivamente, macchia d’unto al margine superiore degli ultimi 4 fascicoli, occasionali fioriture e restauri marginali, ma nel complesso buona copia stampata su carta forte.

EDITIO PRINCEPS, tradotta in italiano da Donato Acciaiuoli, delle Historiae florentini populi, capolavoro del politico, scrittore e umanista Leonardo Bruni (detto anche Leonardo Aretino, 1370-1444). Cancelliere alla corte del Papa a Firenze, il Bruni iniziò a redigere le Historiae nel 1415 e continuò fino alla morte. Il suo manoscritto in latino non fu pubblicato fino al 1610, a Strasburgo. L’opera è in 12 libri e narra la storia di Firenze dalle origini al 1404; per l’accuratezza nelle ricerche delle fonti è considerata uno dei primi trattati di storiografia nel senso moderno del termine. “Nell’Historia, come risulta evidente fin dal primo libro, il B. abbandona recisamente la tradizionale misura di una storia universale entro la quale si deve inserire la storia particolare di un popolo o di una città; al contrario, egli pone in primo piano la vicenda politica e esemplare di uno Stato le cui origini, il cui sviluppo, le cui crisi e vittorie debbono essere accertati con chiarezza e precisione filologica.” (Treccani)

 

Goff B1247. IGI 2202. BMC V 215. GW 5612. ISTC ib01247000.

 

EDITIO PRINCEPS, translated into Italian by Donato Acciaiuoli of the Historiae florentini populi, masterpiece of the politician, writer and humanist Leonardo Bruni. His Latin manuscript was not published until 1610 in Strasbourg. It tells the story of Florence from its origins to 1404. Lacks a1 blank. Detailed description and additional images upon request.

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Stima    2.000 / 2.500
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