VINTAGE: BORSE E ACCESSORI DI HERMES, LOUIS VUITTON E ALTRE GRANDI MAISON

5 - 12 FEBBRAIO 2021

VINTAGE: BORSE E ACCESSORI DI HERMES, LOUIS VUITTON E ALTRE GRANDI MAISON

Asta a tempo, 1031
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

Dipartimento Aste Luxury Vintage Fashion
NO
Esposizione

FIRENZE
Giovedì      4 febbraio   10-18
Venerdì      5 febbraio   10-18
Sabato       6 febbraio   10-18
Domenica  7 febbraio   10-13
Lunedì        8 febbraio   10-18
Martedì       9 febbraio   10-18
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HERMES CARRE FOULARD "NAPOLEON"

in seta, stampa "Napoléon" disegnata dall'artista Philippe Ledoux nel 1963, raffigurante i momenti più significativi della vita di Bonaparte, insieme ai suoi oggetti più emblematici, Hermès Paris, firmato "Ledoux".

Dim. cm 90x90

 

HERMES "NAPOLEON" CARRE SCARF

 

Questo carré riassume su un tessuto imprimé, gran parte dell'epopea napoleonica. Insieme alle api, simbolo di potere di origine egizia già usato dai merovingi, si ritrovano rappresentati i momenti più significativi della vita di Bonaparte, insieme agli oggetti che tutt'oggi più di altri lo ricordano.

Si riconoscono, a destra, l'uniforme verde dei cacciatori a cavallo, quella che gli era più cara e con la quale sarà sepolto a Sant'Elena. A sinistra, l'abito da primo console che Napoleone indosserà all'inizio di questo incarico mentre al centro, incorniciato nel collare della Legione d'Onore, vediamo l'arrivo della carrozza alla cattedrale di Notre-Dame il 2 dicembre 1804, giorno della sua autoincoronazione come imperatore dei francesi.

Agli angoli quattro medaglioni incorniciati da corone d'alloro rappresentano (a partire da quello in alto a sinistra e proseguendo la lettura in senso orario): il passaggio delle Alpi. tratto dal celibre quadro di david; Napoleone a Wagram in sella al suo cavallo arabo Aly; Napoleone che distribuisce le sciabole ai granatieri della Guardia; Napoleone ferito a Ratisbonne.

E ancora oggetti che hanno rappresentato molto per Bonaparte: le insegne portabandiera realizzate da Chander nel 1804 con l'aquila imperiale, la spada da primo console con l'elsa in avorio e oro guarnita alla sommità da due teste di leone, quella che portava quando si incoronò imperatore, in basso le due sciabole che lo hanno accompagnato nella campagna d'Egitto. infine, uno dei suoi famosi cappelli di feltro nero: questo modello è del 1807.

Si dice che Napoleone, dal 1800 al 1815, abbia commissionato almeno centoventi cappelli al suo fornitore ufficiale, il cappellaio Poupard, che fu sostituito gli ultimi due anni da un nuovo fornitore, tale Menaglier.

 

This carré sums up a large part of the Napoleonic epic on an imprimé fabric. Together with the bees, a symbol of power of Egyptian origin already used by the Merovingians, the most significant moments of Bonaparte's life are represented, together with the objects that still today remember him more than others.

On the right, one recognizes the green uniform of the hunters on horseback, the one that was dearest to him and with which he will be buried in Saint Helena. On the left, the first consul dress that Napoleon will wear at the beginning of this assignment while in the center, framed in the collar of the Legion of Honor, we see the arrival of the carriage at Notre-Dame cathedral on December 2, 1804, the day of his self-coronation as emperor of the French.

At the corners, four medallions framed by laurel wreaths represent (starting from the one on the top left and continuing the reading in a clockwise direction): the passage of the Alps. Taken from David's famous painting; Napoleon to Wagram riding his Arabian horse Aly; Napoleon who distributes the sabers to the grenadiers of the Guard; Napoleon wounded in Ratisbonne.

And still objects that represented a lot for Bonaparte: the flagship signs made by Chander in 1804 with the Imperial eagle, the first consul sword with the ivory and gold hilt garnished at the top by two lion heads, the one he wore when he crowned himself emperor, below the two sabers who accompanied him in the Egyptian countryside. finally, one of his famous black felt hats: this model is from 1807.

Napoleon is said to have commissioned at least one hundred and twenty hats from his official supplier, the Hatter Poupard, from 1800 to 1815, who was replaced the last two years by a new supplier, Mr Menaglier.

 

Bibliografia:

 

"Mito e Bellezza", Catalogo a cura di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli, pp 70-73, Mondadori Electa S.p.A., Verona, 2009.

 

 

 

 

 

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12

HERMES CARRE FOULARD "MEMOIRE D'HERMES"

in seta, stampa "Mémoire d'Hermès" disegnata da Cathy Latham Audibert, raffigurante al centro il suo fondatore, il signor Thierry Hermès, circondato da oggetti d'arte che hanno ispirato molte altre attività della Maison, made in France.

Dim. cm 90x90.

 

HERMES "MEMOIRE D'HERMES" CARRE SCARF

 

In omaggio al fondatore e capofamiglia, questo carré riporta al centro il ritratto di Thierry Hermès, circondato da alcuni oggetti della Maison. Quasi tutti gli oggetti che vi sono rappresentati sono a loro volta già stati fonte di ispirazione per altre creazioni, come ad esempio la borsa XVIII secolo ricamata con i fiori di giglio che troviamo anche al centro del carré Les clés, la staffa argentina del XIX secolo riprodotta su Gaucho,Le bolas, sempre argentine, dell'inizio del XX secolo, riconoscibile sul carré Pampa.

Olre a questi, troviamo anche molti altri oggetti che fanno parte della collezione, come il libro sull'addestramento dei cani da caccia appartenuto al principe imperiale figlio di Napoleaone III, una tavolozza d'artista con al centro un'amazzone, un piccolo pettine da cavallo in ottone, un corno portapolvere del XVII secolo decorato con scene di caccia.

 

In homage to the founder and head of the family, this carré shows in the middle the portrait Thierry Hermès, surrounded by some objects of the Maison. Almost all the objects that are represented there have in turn already been a source of inspiration for other creations, such as the eighteenth-century bag embroidered with lily flowers that we also find in the middle of Les clés carré, the Argentine stirrup of the nineteenth century reproduced on Gaucho, The bolas, also from Argentina, from the beginning of the 20th century, recognizable on the carré Pampa.

In addition to these, we also find many other objects that are part of the collection, such as the book on the training of hunting dogs that belonged to the imperial prince son of Napoleaone III, an artist's palette with an Amazon in the center, a small comb from brass horse, a 17th-century dust horn decorated with hunting scenes.

 

Bibliografia:

 

"Mito e Bellezza", Catalogo a cura di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli, pp 150-153, Mondadori Electa S.p.A., Verona, 2009.

 

 

 

 

 

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18

HERMES CARRE FOULARD "MARINE ET CAVALERIE"

in seta, stampa "Marine et Cavalerie" disegnata dall'artista Philippe Ledoux nel 1967, raffigurante la centro la cattura della flotta olandese da parte di un reggimento di ussari francesi, Hermès Paris, firmato "Ledoux".

Dim. cm 90x90

 

HERMES "MARINE ET CAVALERIE" CARRE SCARF

 

Ispirato a un dipinto di Charles-Louis Mozin, un pittore di paesaggi e marine abbastanza noto nella prima metà del XIX secolo, il carré rappresenta un avvenimento storico singolare: la cattura della flotta olandese, bloccata dai ghiacci nel porto di Helder, vicino a Texel, da parte di un reggimento di ussari francesi nel gennaio del 1795.

A condurre l'operazione fu Jean-Charles Pichegru, generale dell'esercito rivoluzionario francese, che fece credere all'ammiraglio olandese di avere alle spalle tutto il resto dell'armata ottenendo così, senza spargimenti di sangue, la resa incondizionata di tutta la flotta. Incoraggiato da questa vittoria, il generale proseguì per Amsterdam dove entrò il 20 gennaio per occupare poi tutti i Paesi Bassi.

Pichegru divenne un eroe della Rivoluzione ma non ebbe una grande carriera poiché, nella primavera dello stesso anno, partecipò all'organizzazione di una cospirazione per il ritorno di Luigi XVIII come re di Francia: venne scoperto e deportato in Caienna, da dove fuggì rifugiandosi a Londra.

Nel 1803 tornò per guidare i realisti contro il primo Console ma, tradito da un amico, fu nuovamente arrestato e morì in prigione, non è chiaro se ucciso o suicida.

Pichegru è ricordato nelle memorie di Napoleone, che lo ebbe come insegnante di matematica all'Accademia militare di Brienne-le-Château, e che lo ricorda come un ottimo insegnante.

 

Inspired by a painting by Charles-Louis Mozin, a well-known landscape and marine painter in the first half of the 19th century, the carré represents a singular historical event: the capture of the Dutch fleet, blocked by ice in the port of Helder, near Texel , by a regiment of French hussars in January 1795.

To conduct the operation was Jean-Charles Pichegru, general of the French revolutionary army, who made the Dutch admiral believe that he had the rest of the army behind him, thus obtaining, without bloodshed, the unconditional surrender of the entire fleet . Encouraged by this victory, the general went on to Amsterdam where he entered on January 20 to then occupy all the Netherlands.

Pichegru became a hero of the Revolution but did not have a great career since, in the spring of the same year, he participated in the organization of a conspiracy for the return of Louis XVIII as king of France: he was discovered and deported to Cayenne, from where he fled and fled to London.

In 1803 he returned to lead the realists against the First Consul but, betrayed by a friend, he was arrested again and died in prison, it is not clear whether killed or suicidal.

Pichegru is remembered in the memoirs of Napoleon, who had him as a mathematics teacher at the Military Academy of Brienne-le-Château, and who remembers him as an excellent teacher.

 

Bibliografia:

 

"Mito e Bellezza", Catalogo a cura di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli, pp 182-185, Mondadori Electa S.p.A., Verona, 2009.

 

 

 

 

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26

GUCCI BAMBOO BAG ANNI ‘60
in pelle di cinghiale marrone, con chiusura e manico in bamboo modellato a mano e rifiniture in ottone. Tasca interna con cerniera e tiralampo Crest. Corredata di sacchetto originale.
Dim. cm 26x17

GUCCI BAMBOO BAG SIXTIES

 

 

E’ una vera e propria icona.
Un classico tra i classici, che ha segnato la storia del costume fin dal 1954 quando per la prima volta la Bamboo Bag, firmata Gucci, fu vista al cinema al braccio di Ingrid Bergman, nel film di Rossellini “Viaggio in Italia” e, più tardi, nel ’66, indossata da Vanessa Redgrave nel film di Antonioni “Blow Up” .

Quando poi anche l’attrice Liz Taylor, nel celebre film “La gatta sul tetto che scotta”, fu immortalata al fianco di Paul Newman, nel 1959, con indosso la meravigliosa borsa, il suo clamoroso successo fu definitivo.

Borsa delle celebrities per eccellenza negli anni ’60, la it-bag divenne oggetto di desiderio, inesorabilmente presente sotto le luci del jet set.

L’uso del bamboo, dunque di un materiale insolito, è frutto di una mossa astuta di Guccio Gucci: date le origini orientali di questo legno la borsa della maison divenne l’accessorio più esotico disponibile sul mercato. Erano gli anni del dopoguerra, anni in cui la gente aveva ancora bisogno di sperare e di immaginare mondi lontani, esotici e lussuosi. Guccio Gucci fece la mossa astuta di utilizzare il bamboo, materiale insolito all’epoca, rendendolo caratteristica distintiva della Bamboo Bag.

Per un lungo periodo la borsa è stata archiviata dal contesto moda, appannaggio di esclusivi collezionisti vintage, ma da quando, nel 2010, Frida Giannini, allora direttore creativo della maison, realizzò un restyling dell’iconica borsa, la vediamo declinata in tutti i materiali e colori, di nuovo in auge.

 


It’s a real icon.
A classic among the classics, which has marked the history of costume since 1954 when for the first time the Bamboo Bag, designed by Gucci, appeared on a movie set in a Ingrid Bergman’s look; the movie was "Viaggio in Italia" by Rosselini and, later, in '66, worn by Vanessa Redgrave in Antonioni’s film "Blow Up".


When also the actress Liz Taylor, in the famous movie “The Hot Cat on the Roof", was immortalized next to Paul Newman, in 1959, wearing the wonderful bag, his resounding success was definitive.


Celebrities’ bag in the '60s, the it-bag became the object of desire, inexorably present under the lights of jet set.
The use of bamboo, an unusual and exotic luxurious material, especially at that time, is the main reason that created its fame.

 

 

Stima 150 / 250
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Asta conclusa
1 - 30  di 67