•      TOTI SCIALOJA - SCIALOJA TOTI

    1 TOTI SCIALOJA TOTI SCIALOJA (Roma 1914 - 1998) Senza titolo tecnica mista su cartoncino cm 50,2x46,2 firmato e indistintamente datato in basso a destra   Untitled mixed media on cardboard 50.2x46.2 cm signed and indistinctly dated lower right   L'opera è in fase di archiviazione. Stima   
    1.500 / 2.500
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  •      GIUSEPPE SANTOMASO - SANTOMASO GIUSEPPE

    2 GIUSEPPE SANTOMASO GIUSEPPE SANTOMASO (Venezia 1907 - Venezia 1990) Senza titolo tecnica mista su carta applicata su tavola cm 9,5x14,5 firmato in basso a sinistra   Untitled mixed media on paper applied on board 9,5x14,5 cm signed bottom left   “M’accorgo che nulla di quello che segno sulla carta ha a che fare con una rappresentazione o descrizione oggettiva, ma avverto anche che senza quel “pretesto visivo”, senza quel bleu o il taglio nero di un palo contro un intonaco, il rotolare d’un osso od il cigolare d’una ruota quei segni non avrebbero preso vita, non si sarebbero disposti in ordine espressivo. Si è dentro le cose e con le cose. Non v’e’ immagine senza le cose.” 

                                                                                       Santomaso 1962
                        
    Stima   
    1.000 / 2.000
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  •      FERNANDEZ ARMAN - ARMAN

    4 FERNANDEZ ARMAN FERNANDEZ ARMAN (Nizza 1928 - New York 2005) Demi-violon 1972 lampada in tubo di neon modellata a caldo su base di plexiglas nera alt. cm 68, su base cm 11x20x20 non firmato e non numerato Editore: Atelier A, Parigi   Demi-violon 1972 neon tube lamp heat-molded, on black plexiglas base h. 68 cm, on basement 11x20x20 cm Editor: Atelier A, Paris   Bibliografia: Les Visiteurs: Ouvres d'aujourd'hui dans 20 monuments nationaux, 25 juin 2005 - 3 novembre 2006. Collection du Fonds national d'art contemporain, Reprod. en coul p.28 Stima   
    2.000 / 3.000
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  •      GIORGIO DE CHIRICO - DE CHIRICO GIORGIO

    5 GIORGIO DE CHIRICO GIORGIO DE CHIRICO (Volos 1888 - Roma 1978) Bestiario matita su carta cm 11,5x15,7 firmato in basso a sinistra   Bestiary pencil on paper 11.5x15.7 cm signed lower left   L'opera è accompagnata da autentica rilasciata dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico il 18 ottobre 2007. L'opera è archiviata al n. 0052/10/07 OT dell'archivio della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.   Stima   
    2.500 / 4.500
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  •      MARINO MARINI - MARINI MARINO

    6 MARINO MARINI MARINO MARINI (Pistoia 1901 - Viareggio 1980) Cavallo 1963 inchiostro nero su carta cm 28x47 il disegno è realizzato sul volume "Marino Marini, pitture e disegni" di Franco Russoli, stampato a Milano nel 1963 dedicato a Erberto Carboni   Horse 1963 black ink on paper 28x47 cm the drawing is made on the volume "Marino Marini, pitture e disegni" by Franco Russoli, printed in Milan in 1963 dedicated to Erberto Carboni   L'opera è accompagnata da autentica rilasciata dalla Fondazione Marino Marini. L'opera è inserita nell'archivio delle opere autografe di Marino Marini con il numero 615. Stima   
    4.000 / 6.000
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  •      MARIO SIRONI - SIRONI MARIO

    7 MARIO SIRONI MARIO SIRONI (Sassari 1885 - Milano 1961) Figura in un interno matita su carta spessa cm 13,8x11,1 firma apocrifa "Sir" in basso a destra   Figure in an interior pencil on thick paper 13.8x11.1 cm apocryphal sign "Sir" lower right   L'opera è archiviata dall'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi, Milano, con il numero 197/19 RA. L'opera è accompagnata da autentica su fotografia di Francesco Meloni.     Stima   
    1.000 / 1.500
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  •      RENATO GUTTUSO - GUTTUSO RENATO

    8 RENATO GUTTUSO RENATO GUTTUSO (Bagheria 1912 - Roma 1987) Senza titolo tecnica mista su carta applicata su tela cm 32,5x27,5 firmato in basso al centro   Untitled mixed media on paper applied on canvas 32.5x27.5 cm signed in the lower center   L'opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dalla Galleria d'Arte Ferretti di Viareggio. L'opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dagli Archivi Guttuso il 18 novembre 2020, con numero 1815412560.         Stima   
    2.000 / 3.000
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  •      GINO SEVERINI - SEVERINI GINO

    9 GINO SEVERINI GINO SEVERINI (Cortona 1883 - Paris 1966) Le concert pochoir a colori cm 46x32 firmato in basso a destra tratto da libro edito a Parigi nel 1930 contenente 16 tavole in 120 esemplari non numerati, tavola n. 4   The concert coloured pochoir 46x32 cm signed lower right based on a book edited in Paris in 1930, containing 16 tables in 120 unnumbered samples, table number 4   Stima   
    800 / 1.200
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  •      GINO SEVERINI - SEVERINI GINO

    10 GINO SEVERINI GINO SEVERINI (Cortona 1883 - Paris 1966) Paysage et nature morte sur une table pochoir a colori cm 46x32 firmato in basso a destra tratto da libro edito a Parigi nel 1930 contenente 16 tavole in 120 esemplari non numerati, tavola n. 15   Landscape and still life on a table coloured pochoir 46x32 cm signed lower right based on a book edited in Paris in 1930, containing 16 tables in 120 unnumbered samples, table number 15   Stima   
    800 / 1.200
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  •      KEES VAN DONGEN - VAN DONGEN KEES

    11 KEES VAN DONGEN KEES VAN DONGEN (Delfshaven 1877 - 1968) Profilo femminile con cappello acquerello su carta pesante cm 43,8x35,8 firmato in basso a sinistra    Female profile with a hat watercolor on thick paper 43.8x35.8 cm signed lower left   Corneils Van Dongen, detto Kees, nel 1894 si iscrive  all’Accademia di Belle Arti di Rotterdam. Si stabilisce a Parigi nel 1897 svolgendo spanersi mestieri per sopravvivere, a partire dal 1901 realizza disegni umoristici, stilizzati e graffianti, per numerose testate giornalistiche: Le Rire, L’Indiscret oltre ad illustrazioni per “L’Assiette au beurre”.  Dipinge in stile post-impressionista, rappresentando scene di vita parigina con uno sguardo particolare per le figure femminili. Nel 1904 tiene la sua prima personale a Parigi e inizia ad esporre regolarmente al Salone degli Indipendenti e al Salon d’Automne.  Sono anni di grande fermento artistico, fa amicizia con Gauguin e molti altri artisti. Nel 1905 incontra Picasso che lo indirizza al cubismo, nel 1906 entra a far parte del movimento dei fauves, particolarmente congeniale al suo temperamento istintivamente espressionistico. L’artista espone nel 1908 con il gruppo Die Brücke a Dresda e, nel 1910, alla Nuova Secessione di Monaco. Sono gli anni in cui spanenta un ricercato ritrattista d’elezione nel mondo della borghesia e della mondanità, artisticamente allunga la silhouette dei personaggi ritratti, crea un modello femminile dal corpo lezioso, dal volto raffinato e dallo sguardo languido. Dimostrazione di come si appropri degli elementi caratteristici dei vari movimenti e tendenze artistiche: dal fauvismo prende i colori  accesi e decisi, dal cubismo trae ispirazione nella forma per la semplicità delle linee e il totale disinteresse per le leggi del chiaroscuro, e dall’espressionismo il tratto forte e crudele. I suoi ritratti femminili sono contesi dalle dame della borghesia, rappresentano in maniera acuta e sfrontata le signore immerse nel loro contesto sociale.  I soggetti dei suoi ritratti sono solitamente posti in posizione frontale rispetto all’osservatore, a volte con pose caste e dagli sguardi dolci, altre volte in pose provocanti, ma sempre un gioco più di sguardi che di posa. Dopo la prima guerra mondiale si trasferisce a Monte Carlo e frequenta la Costa Azzurra, ove si stabilirà abbandonando le opere di grandi dimensioni a favore della ritrattistica. Muore all’età di 91 anni dimenticato dal mondo che per tanti anni ha ritratto.   Stima   
    6.000 / 8.000
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  •      GEORGE GROSZ - GROSZ GEORGE

    12 GEORGE GROSZ GEORGE GROSZ (Berlino 1893 - 1959) Figura femminile con cappello pennarello su carta cm 31x24 firmato in basso a destra   Female figure with a hat marker pen on paper       31x24 cm signed lower right   L’opera è accompagnata da autentica rilasciata da Tobias Grosz The Estate of George Grosz l’8 dicembre 2020.   Stima   
    2.500 / 3.500
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  •      VIRGILIO GUIDI - GUIDI VIRGILIO

    13 * VIRGILIO GUIDI VIRGILIO GUIDI (Roma 1891 - Venezia 1984) San Giorgio olio su tela cm 40x50 firmato in basso a destra al retro firmato, titolato e autenticato il 25.4.1982   San Giorgio oil on canvas 40x50 cm signed lower right on the reverse signed, titled and authenticated on 25.4.1982   Stima   
    800 / 1.200
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  •      ANTONIO BUENO - BUENO ANTONIO

    14 ANTONIO BUENO ANTONIO BUENO (Berlino 1918 - Fiesole 1984) Torero fondo azzurro ossia "Toreador" 1979 olio su masonite cm 30x20 firmato in alto a destra al retro numerato con il numero di archivio 138 AByR   Bullfighter blue background or "Toreador" 1979 oil on masonite 30x20 cm signed upper right on the reverse numbered with the archive number 138 AByR   L'opera è accompagnata da autentica rilasciata dall'Archivio fotografico generale delle opere di Antonio Bueno, con il numero 138 AByR.   Esposizioni Prato, Galleria Metastasio, ottobre - novembre 1983     Stima   
    2.500 / 4.500
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  •      GINO ROSSI - ROSSI GINO

    15 GINO ROSSI GINO ROSSI (Venezia 1884 - Treviso 1947) Colloquio pastello su carta applicata su cartoncino cm 22x29 al retro timbro Galleria Annunciata Milano, timbro e cartiglio Galleria La Bussola Torino “Coll. Dott. Luigi Carluccio”, timbro e cartiglio Galleria Gian Ferrari Milano n. cat. 2278, cartiglio XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 1948 n. 348, timbro e cartiglio Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Mostra di Gino Rossi, gennaio-febbraio 1956, Roma opera non firmata   Conversation pastel on paper applied on cardboard 22x29 cm on the reverse stamp Galleria Annunciata Milan, stamp and label Galleria La Bussola Turin “Coll. Dott. Luigi Carluccio”, stamp and label Galleria Gian Ferrari Milan catalogue number 2278, label “XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 1948” number 348, stamp and label “Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Mostra di Gino Rossi, gennaio-febbraio 1956, Roma” work not signed   L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata da Claudia Gian Ferrari.   Esposizioni XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1948 Mostra di Gino Rossi, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, gennaio – febbraio 1956   Stima   
    3.000 / 5.000
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  •      GIUSEPPE ZIGAINA

    16 * GIUSEPPE ZIGAINA GIUSEPPE ZIGAINA (Cervignano del Friuli 1924 - Palmanova 2015) Bambini che giocano 1948 olio su masonite cm 79x131 titolato, firmato e datato "48" in alto a sinistra   Children playing 1948 oil on masonite 79x131 cm titled, signed and dated "48" upper left   Esposizioni Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002 Zigaina. Opere 1942-2009, Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009   Bibliografia Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, catalogo della mostra (Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002), p. 48 n. 8 M. Goldin (a cura di), Zigaina. Opere 1942-2009, catalogo della mostra (Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009), p. 96     Stima   
    2.800 / 4.000
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  •      EMILIO VEDOVA - VEDOVA EMILIO

    17 EMILIO VEDOVA EMILIO VEDOVA (Venezia 1919 - Venezia 2006) Senza titolo 1980 inchiostro su carta intelata cm 29,5x42 cm firmato e datato in basso a destra   Untitled 1980 ink on paper mounted on canvas 29.5x42 cm signed and dated lower right   L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio Emilio Vedova il 27-10-03, con numero 921. Stima   
    6.000 / 8.000
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  •      ROBERTO CRIPPA - CRIPPA ROBERTO

    18 ROBERTO CRIPPA ROBERTO CRIPPA (Monza 1921 - Bresso 1972) Spirali 1952 olio su tela cm 40x50 al retro firmato e datato “52” al retro etichetta Archivio Roberto Crippa, Galleria Pace, Milano, n. repertorio 1193   Spirals 1952 oil on canvas 40x50 cm on the reverse signed and dated “52” on the revers label Archivio Roberto Crippa, Galleria Pace, Milano, inventory number 1193   L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio opere di Roberto Crippa, Galleria Pace di Milano, con numero di repertorio 1193.   Stima   
    3.000 / 5.000
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  •      FRANCO MENEGUZZO

    19 * FRANCO MENEGUZZO FRANCO MENEGUZZO (Valdagno, Vicenza 1924 - Milano 2008) Marcinelle 1955-56 bassorilievo in bronzo cm 125x71x56, su base in ferro cm 194x71x56 firmato e datato "1955-56"   Marcinelle 1955-56 bronze low relief 126x79x56 cm, on an iron base cm 194x71x56 signed and dated "1955-56"   "La personale dell’artista alla Galleria dell’Ariete, Milano, 1956, ove un bassorilievo drammatico e fratto come Marcinelle è testimone anche della tensione civile dell’artista, mostra quale intendimento della superficie come campo complesso e concitato di accadimenti plastici e pittorici sia in gioco.”   DEM. Danese e Meneguzzo, pionieri, in “La Ceramica”, 23, Milano, dicembre 2014     Franco Meneguzzo nasce nel 1924 a Valdagno in provincia di Vicenza, rinomato ceramista e scultore passato dall'astrazione concreta alla grande stagione dell'Informale è stato un artista indipendente e controcorrente che ha trasformato la sua rabbia creativa in forza vitale. Intraprese il proprio cammino artistico negli anni del dopoguerra anche se nel 1942 frequenta il Conservatorio di Vicenza e fino al 1951 lavora come operaio tessile al lanificio Marzotto. Parallelamente ai lavori di sostentamento economico frequenta dal 1949 il laboratorio di ceramica di Tarciso Tosin di Vicenza. Partecipa attivamente alle attività artistiche che guardano alle avanguardie europee e americane, e all’astrattismo. Presto spaniene pittore, scultore, ceramista, grafico e disegnatore capace di rielaborare in maniera indipendente le rivoluzionarie innovazioni stilistiche dell'epoca. Nel 1953 si tiene la prima personale alla Galleria del Calibano di Vicenza dove l’astrattismo geometrico delle sue opere suscita reazioni contrastanti, non sempre positive. Nel 1955 si trasferisce a Milano e insieme a Bruno Danese fonda la Dem (Danese e Meneguzzo), attività dedita alla produzione e la diffusione di oggetti di design; Danese si occupa della parte commerciale e Franco Meneguzzo realizza ceramiche in edizione limitata, che riscossero un grande successo di pubblico, in particolare tra gli architetti e i designer. Nel 1956 si tiene la personale dell’artista alla Galleria dell’Ariete a Milano presentata da Gillo Dorfles, così come nel 1960 e nel 1962 la Galleria il Milione organizza una sua personale. Negli anni ’70 si dedica prevalentemente alla scultura, in particolare alla serie i “ferri”, sculture riconducibili al modulo geometrico. Si susseguono importanti esposizioni e partecipa al M.A.C. (Movimento Arte Concreta). In seguito Meneguzzo collabora con Bruno Munari ed Enzo Mari.  Le sue ceramiche e sculture in ferro sono custodite in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e in Europa. Muore a Milano nel 2008.     Stima   
    2.000 / 3.000
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  •      GIUSEPPE ZIGAINA

    20 * GIUSEPPE ZIGAINA GIUSEPPE ZIGAINA (Cervignano del Friuli 1924 - Palmanova 2015) Paesaggio dell'Aussa 1953 olio su tela cm 73x90 firmato e datato “53” in basso a sinistra retro: etichetta Galleria del Girasole di Udine, cartiglio “Mostra nazionale di arti decorative Spoleto 26 settembre 1953”, cartiglio La Colonna Galleria d'arte Milano, cartiglio con inscritto "Pubblicato: Comanducci terza edizione p. 2105, Mario De Micheli "Zigaina" Edizione del Milione tav. 36, Renata Usiglio "Zigaina" edizione la Colonna Milano 1954"   Aussa's landscape 1953 oil on canvas 73x90 cm signed and dated "53" lower left on the reverse: label Galleria del Girasole Udine, label "Mostra nazionale di arti decorative Spoleto 26 settembre 1953", label La Colonna Galleria d'arte Milano, label inscribed "Pubblicato: Comanducci terza edizione p. 2105, Mario De Micheli "Zigaina" Edizione del Milione tav. 36, Renata Usiglio "Zigaina" edizione la Colonna Milano 1954"   Esposizioni Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002 Zigaina. Opere 1942-2009, Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009   Bibliografia M. De Micheli, Giuseppe Zigaina, Milano 1966, tav. 36 Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, catalogo della mostra (Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002), p. 63 n. 22 M. Goldin (a cura di), Zigaina. Opere 1942-2009, catalogo della mostra (Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009), p. 118   “Ci sono opere degli anni Cinquanta che mi piacciono ancora. E continuo a essere affascinato dalle biciclette”                                                                                                                                                                       G. Zigaina,2009   Giuseppe Zigaina iniziò instancabilmente a dipingere fin da bambino, e decise poi di seguire questa vocazione artistica, studiando a Venezia e terminando la sua formazione all’Accademia di Architettura. I suoi esordi risalgono al 1943 quando la Fondazione Bevilacqua La Masa organizzò la sua prima personale; seguirono poi la Galleria d’Arte Moderna di Roma, la storica Galleria del Cavallino e la Biennale di Venezia del 1948, dove tornerà anche nelle successive edizioni.  Fondamentale per lui fu nel 1946 l’incontro a Udine con Pier Paolo Pasolini, con il quale instaurò un rapporto cardine di profonda amicizia e di fruttuosa collaborazione, destinata a durare fino alla morte del poeta e anche oltre. L'ammirazione tra i due Maestri fu sempre reciproca: se Pasolini gli dedicò il poemetto Quadri friulani contenuto nel volume Le ceneri di Gramsci, Zigaina collaborò in alcuni dei suoi film e fece della sua poetica soggetto di numerosi saggi. Tra i suoi contributi si ricordano ad esempio Pasolini e la morte. Mito, alchimia e semantica del nulla lucente (1987), Pasolini tra enigma e profezia (1989) e Pasolini. Un’idea di stile: uno stilo (1999).   L’ispirazione principale dei lavori degli anni Cinquanta giungeva dal mondo rurale e della natura, dal sentimento che unisce l’uomo alla sua terra di origine. Nei suoi quadri, come in alcune poesie di Pasolini, questo legame richiamava un universo antico di miti contadini: riti sacrificali che servivano a propiziare il raccolto. Affermava infatti Gillo Dorfles in quel periodo: “La tua è una visione animistica!”. Le sue biciclette, definite realistiche, erano invece fortemente simboliche, così come la falce, che altro non era se non un inamovibile segno di morte. La posizione di Zigaina nei confronti di quello che definiva territorio dell’anima è sempre stata una forma di proiezione dell’Io, di autoidentificazione in cui oggetto e soggetto erano inscindibilmente concatenati.   Ad essi affiancò progressivamente altri contenuti come la figura paterna, una costante intersecante, anche quando la resa figurativa venne progressivamente sostituita dall’astrazione delle forme, tesa a cogliere l’essenza piuttosto che l’apparenza della vita, tramite chiaroscuri e ambivalenze.   La sua pittura conobbe una prima adesione al Neorealismo e a un intenso impegno socio-politico, coltivato nel segno di Picasso e del Cubismo, che negli anni successivi si trasformò in uno stile dai toni marcatamente espressionistici, proprio della Nuova Oggettività tedesca, con colori contrastanti e forme aggrovigliate. Fino ad arrivare negli anni Ottanta ad incorporare nei suoi lavori anche l’incisione, una tecnica che assumerà un ruolo di fondamentale rilievo nella sua produzione.   Stima   
    2.500 / 3.500
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  •      ROBERTO CRIPPA - CRIPPA ROBERTO

    21 ROBERTO CRIPPA ROBERTO CRIPPA (Monza 1921 - Bresso 1972) Composizione 1955 olio su tela cm 70x80 firmato e datato “55” in basso a sinistra al retro cartiglio Galleria Schettini di Milano con rif. PS / 2749, cartiglio Esposizione culturale Maestri Contemporanei Cesenatico, timbro Collezione Grossi al retro iscritto “N. 2749 / Z. H. H”, serie di timbri illeggibili al retro iscritto a penna “Opera autentica di / Roberto Crippa n. 3521 / Baggini Rosangela / Milano 21.3.77 / rivisto il 27.2.78 / Roberta Baggini”   Composition 1955 oil on canvas 70x80 cm signed and dated “55” lower left on the reverse label Galleria Schettini Milan with reference PS / 2749, label Esposizione culturale Maestri Contemporanei Cesenatico, stamp Collezione Grossi on the reverse inscribed “N.2749 / Z.H.H.”, series of illegible stamps on the reverse inscribed in pen “Opera autentica di / Roberto Crippa n. 3521 / Baggini Rosangela / Milano 21.3.77 / rivisto il 27.2.78 / Roberta Baggini”   [...] le Spirali spanentano immagine di un avventuroso diario: sono astratte, da considerarsi dunque sulla linea degli sviluppi “ghestaltici” della più autonoma percezione visiva, ma si affidano al vitalismo del gesto puro, che si trasmette e si concreta sulla superficie. Presuppongono dunque una concezione pragmatica, che esalta l’azione, e non la contemplazione degli oggetti della realtà: c’è una partecipazione comunicativa che ha origini nell’espressionismo, tendenza con cui iniziano i viaggi all’interno di noi stessi, e quindi gli strappi dalle radici espressive; c’è anche, per la spazialità in movimento, il legame con il primo futurismo, specialmente in Boccioni, e infine la spinta dell’automatismo surrealista, di quella tendenza cioè che cercava di risalire al nostro inconscio, in una meccani psichica al di là di ogni tabù. Il segno-gesto si attua cosi come pura energia di vita, da percepire nel groviglio dello spazio che spanenta tempo: nel momento dunque di una quarta dimensione, da intendere come dinamismo di uno spazio attivo: e risponde senza equivoci [...] alla vita stessa di Roberto Crippa, ai suoi giri di aviatore acrobatico [...] I giri delle spirali sulle tele richiamano appunto questi giri virtuosi e acrobatici, eseguiti con l’aereo nello spazio libero del cielo [...].
    Guido Ballo, “Roberto Crippa”, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, Comune di Milano, novembre- dicembre 1971
     
    Stima   
    5.000 / 7.000
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  •      SEBASTIAN MATTA - MATTA SEBASTIAN

    22 SEBASTIAN MATTA SEBASTIAN MATTA (Santiago del Cile 1911 – Civitavecchia 2002) Senza titolo matite su carta Fabriano cm 46,5x63,5 doppia firma in basso a destra e in basso a sinistra   Untitled pencils on Fabriano paper 46.5x63.5 cm double sign lower right and lower left     Stima   
    4.000 / 6.000
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  •      ENRICO BAJ - BAJ ENRICO

    23 ENRICO BAJ ENRICO BAJ (Milano 1924 - Vergiate (VA) 2003) Testa 1975 acrilico, assemblage di tessuto, passamaneria, tappi Campari su tavola cm 24x18 firmato in basso al centro   Head 1975 acrylic, fabric assemblage, passementerie, Campari caps on board 24x18 cm signed lower centre   Provenienza Galleria Gissi, Torino Collezione privata   Bibliografa Enrico Baj. Catalogo generale delle opere dal 1972 al 1996, Marconi-Menhir, Milano 1997, p. 213  n. 1876   “In un momento come l’attuale dove assistiamo all’esplodere di una minaccia che nega ogni umorismo la grande opera di Baj costituisce una sicura esortazione a prendere di petto gli errori e le pecche dell’umanità.” Gillo Dorfles.   Con questa affermazione ora più che mai contingente, Dorfles delinea il significato profondo del lavoro di Enrico Baj, che, a partire dagli Anni Cinquanta con la sua adesione al Movimento Nucleare, si dedicò assiduamente alla critica tagliente della società moderna, servendosi del paradosso, dell’assurdo e dell’ironia, nonché le uniche arme di difesa rimaste all’umanità. Le sue opere sono un’incessante satira rivolta ad una contemporaneità sempre più schiava della tecnologia, mutilata man mano della sua vitalità immaginista, e dominata dalla tecno-scienza. Ma, a differenza di Dix e di Grosz, che per raggiungere il loro scopo si affidavano alla deformazione caricaturale, l’artista milanese decise di operare tramite una generalizzazione, sintetizzando la folla o follia nell’inspaniduo e l’inspaniduo nella maschera, “persona” o personaggio. E così nel ‘73 approccia il primo ciclo di Personaggi, tralasciando momentaneamente l’utilizzo della pittura e soffermandosi sulla riflessione circa l’estetica degli oggetti, e sulla loro valenza ornamentale e decorativa. Dal ‘74, dopo aver realizzato Nixon Parade, torna ad occuparsi di questa serie, di cui fa parte l’opera qui presentata. In questa seconda fase la presenza del colore riappare prepotentemente accanto a medaglie, strass e tappi e tessuti che concorrono alla creazione bidimensionale e mostrificata di teste e mezzi busti, ovvero di quelle parti del corpo che raffigurano nell’immediato il carattere e l’espressività del soggetto. Si manifesta definitivamente la vena ludica con cui questi quadri vengono eseguiti, il piacere puro di fare pittura tramite ogni mezzo e materiale, senza mai abbandonare però il potere sociale e salvifico dell’arte.       Stima   
    5.000 / 8.000
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  •      SOREL ETROG

    24 SOREL ETROG SOREL ETROG (Iasi, Romania 1933 - Toronto, Canada 2014) Zoro Study 1969 scultura in bronzo alt. cm 19, su base cm 7x12x7   Zoro Study 1969 bronze sculpture h. 19 cm, on basement 7x12x7 cm     Stima   
    3.000 / 4.000
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  •      ANDRE' MASSON - MASSON ANDRE'

    25 ANDRE' MASSON ANDRE' MASSON (Balagny 1896 - Parigi 1987) Disegno Automatico 1926             inchiostro su carta cm 41,5x31 firmato in basso a destra al retro etichetta Galerie Louise Leiris, Parigi   Automatic drawing 1926 ink on paper 41.5x31 cm Signed lower right on the reverse label Galerie Louise Leiris, Paris   Provenienza Galerie du Dragon, Parigi Collezione privata   Bibliografia André Masson, les dessins automatiques, Florence de Meredieu, 1988, Edition Blusson, p. 58 n.69  ill.     Stima   
    6.000 / 8.000
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  •      MARIA LAI - LAI MARIA

    26 MARIA LAI MARIA LAI (Ulassai 1919 - Cardedu 2013) Presepe cinque statuette rappresentanti Maria, Giuseppe, Gesù e due pastorelle tecnica mista su tela di juta elementi di varie misure, misura minima cm 5,8x4x9, misura massima cm 15,7x13,5x11,6 opera non firmata   Nativity scene five statuettes representing Mary, Joseph, Jesus and two shepherdesses mixed media on jute cloth elements of different sizes, minimum size 5,8x4x9 cm, maximum size 15,7x13,5x11,6 cm work not signed   Stima   
    5.000 / 8.000
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  •      CARLA ACCARDI - ACCARDI CARLA

    27 CARLA ACCARDI CARLA ACCARDI (Trapani 1924 – Roma 2014) Favoloso N.1 1954 tempera su carta cm 34,2x49 firmato e datato “1954” in basso a destra   Fabulous N.1 1954 tempera on paper 34.2x49 cm signed and dated “1954” lower right   L’opera compare nel registro originario dell’artista con il n. 10 del 1954.   “I segni si scambiano questa loro vita solitaria e l’insieme che compongono, intrecciandosi e inserendosi nella superficie del quadro, rappresenta con infinite varianti la vita e indica all’osservatore un modo per riconoscersi e capirsi. Il mio scopo è di rappresentare l’impulso vitale che è nel mondo”                                        
    Carla Accardi in conversazione con Vanni Bramanti.
      «Dare vita a un’immagine astratta, oggettiva, primaria e libera» è stato da sempre l’obiettivo di Carla Accardi che, sulla scia dei concetti pubblicati nel manifesto formalista del ‘47 dagli artisti del Gruppo Forma 1 (“ci interessa la forma del limone, non il limone”), iniziò a studiare le strutture che contraddistinguono la vita dell’uomo e la natura, esplicandole attraverso un suo personale linguaggio. Fu l’inizio del suo lungo percorso artistico, dal quel momento in poi realizzò molteplici realtà caratterizzate da un’armonia disordinata, da una perpetua oscillazione tra una logica istintiva e una più razionale, in cui “non esiste solo un ordine geometrico e al di fuori di esso un disordine casuale, ma piuttosto un ordine casuale”. La tempera su carta qui raffigurata è del 1954, un anno di imprescindibile svolta, in cui l’incontro con il critico Michel Tapié determinò il passaggio dalla pittura costruttivo-concretista alla purezza del “segno”. Non un algoritmo assoluto e immutabile come quello di Giuseppe Capogrossi, ma piuttosto un intimo alfabeto, che si dirama in intrecci astratti ondeggianti e sinuosi, nati dall’alternanza di pieni e di vuoti, da contrasti di colori e da accostamenti di luce. Tale poetica così personale deriva senza dubbio dalle suggestioni visive che il paesaggio mediterraneo le offriva, scriveva infatti “vissuta in Sicilia fino ai vent’anni, ho assorbito molto di quella luce e di quei colori mediterranei e dello spirito di confine che vi si respira, e dei resti delle civiltà antichissime che vi sono fiorite.”
    Stima   
    4.000 / 6.000
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  •      GIANFRANCO BARUCHELLO - BARUCHELLO GIANFRANCO

    28 GIANFRANCO BARUCHELLO GIANFRANCO BARUCHELLO (Livorno 1924) Seiche, Sec, Sex 1985 china e colori ad acqua su cartoncino applicato su cartone cm 36x47,5 titolato, siglato "GB" e datato "85" in basso a destra al retro datato, firmato, titolato e dedicato al retro cartiglio Galleria Milano   Seiche, Sec, Sex 1985 Indian ink and water colors on card applied on cardboard 36x47.5 cm titled, signed with initials "GB" and dated "85" lower right on the reverse dated, signed, titled and dedicated on the reverse label Galleria Milano   Esposizioni Baruchello. Faraone dei sentimenti, Galleria Milano, Milano, maggio 1987   Bibliografia Baruchello. Faraone dei sentimenti, catalogo della mostra (Galleria Milano, Milano, maggio 1987), Milano 1987, n. 12   “Fa dei grandi quadri bianchi, con delle cose piccole piccole che bisogna guardare da vicino”                                                                                                                                                                           M. Duchamp   L’11 settembre 1962 Gianfranco Baruchello incontra il suo maestro e punto di riferimento Marcel Duchamp in un ristorante milanese “El Ronchett di ran", e dal quel momento la sua poetica si allinea perfettamente alle parole pronunciate dall’artista francese. Da quel momento l’arte non è più uno spazio, ma - come scriveva Achille Bonito Oliva - un campo un “luogo aperto a tutte le possibili relazioni, policentrico e slittante su cui transitano parole, objet trouvè, immagini che vogliono fondare sempre percorsi del molteplice”. Le tele spanentano quindi dei paesaggi invisibili grandi e bianchi, un punto zero all’interno dei quali troviamo segni misteriosi, che ci invitano ad entrare, volenti o nolenti, in una spanersa dimensione dello spazio e del tempo, tra il mondo che vediamo quotidianamente e quello invisibile ad occhio nudo. Il disegno qui presentato racchiude in sé la sintesi di queste tematiche che caratterizzano il lavoro di un artista così poliedrico. Si tratta infatti di una china e colori ad acqua su cartone, intitolata “Seiche, Sec, Sex” del 1985 ed esposta alla Galleria Milano nel maggio del 1987 in occasione della sua personale “Faraone dei Sentimenti”.     Stima   
    2.500 / 4.500
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  •      PIERO DORAZIO - DORAZIO PIERO

    29 PIERO DORAZIO PIERO DORAZIO (Roma 1927 - Perugia 2005) Senza titolo 1985 tempera su carta intelata cm 43x58 firmato e datato "1985" in basso a destra   Untitled 1985 tempera on paper laid down on canvas 43x58 cm signed and dated "1985" lower right   L'opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall'artista nel 2002. Stima   
    7.000 / 10.000
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  •      GIULIO TURCATO - TURCATO GIULIO

    30 GIULIO TURCATO GIULIO TURCATO (Mantova 1912 - Roma 1995) Composizione acrilico su tela cm 70x100 al retro firmato e titolato al retro iscritto “SP91217ME04CA”, dichiarazione di autentica con firma indecifrabile   Composition acrylic on canvas 70x100 cm on the reverse signed and titled on the reverse inscribed “SP91217ME04CA", declaratioon of authenticity with illegible sign   L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio Giulio Turcato. L’opera è registrata con il numero di repertorio SP91217ME04CA.   [...] Turcato lavora sull’immagine, integrandole il supporto: lo coglie prima che si formi e costituisca allo stato di nebulosa colorata e iridescente, e le costruisce una delicata armatura, quasi un reticolo nervoso che le permette di levarsi, sostenersi, vibrare e planare, libera nello spazio arioso dell’esistenza, come un aquilone. Regala al mondo un istante di felicità, di libertà autentica ed è tutto, ma è molto. [...]
    Giulio Carlo Argan “Ruba i colori alle farfalle”, L’Espresso, Roma, 13 ottobre 1974; “Occasioni di critica” Editori Riuniti, Roma, 1981 pp. 29-31
     
    Stima   
    6.000 / 8.000
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  •      GIULIO TURCATO - TURCATO GIULIO

    31 GIULIO TURCATO GIULIO TURCATO (Mantova 1912 - Roma 1995) Arcipelago 1972 tecnica mista su tela cm 80x100 al retro firmato, timbro Orler, iscritto “B6316312127 Rpost”   Archipelago 1972 mixed media on canvas 80x100 cm on the reverse signed, stamp Orler and inscribed “B6316312127 Rpost”   L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio Giulio Turcato, firmata dall’artista. L’opera è registrata con il numero di repertorio B6316312127 Rpost.   Stima   
    7.000 / 9.000
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